
Il pH della bocca è un piccolo grande protagonista della nostra salute orale. Spesso sottovalutato, questo valore ci dice quanto l’ambiente dentro la nostra bocca sia acido o basico - e fidati, questa differenza può fare miracoli (o disastri!) per i nostri denti e gengive. La bocca preferisce stare intorno a un pH di 6,5-7, un ambiente quasi neutro, un po’ come un equilibrio zen per il nostro sorriso.
Quando l’ambiente orale diventa troppo acido, i denti si ritrovano senza scudo: lo smalto si demineralizza, le gengive si infiammano, e le malattie orali iniziano a bussare alla porta. Quando mangiamo zuccheri o cibi acidi, i batteri nella placca si trasformano in piccole fabbriche di acido, abbassando il pH e mettendo i denti sotto pressione.
Lo smalto si demineralizza in ambiente acido; mantenere un ambiente neutro dopo lo spazzolamento aiuta a preservare lo smalto e a favorire la remineralizzazione. Il pH del dentifricio può influenzare l'assorbimento di alcuni principi attivi (come il fluoro) nel biofilm orale e quindi contribuire alla loro efficacia.
Il fluoro è l’ingrediente più efficace per la prevenzione della carie. Decenni di ricerca hanno confermato il suo ruolo di "gold standard" nella cura dei denti. Quando il fluoro entra in contatto con la superficie del dente, viene incorporato nella struttura dello smalto attraverso un processo di rimineralizzazione.
Per la maggior parte degli adulti e dei bambini, i dentifrici con una concentrazione di fluoro compresa tra 1000 e 1500 ppm sono considerati ottimali per l'uso quotidiano e offrono la migliore protezione. Numerosi studi hanno dimostrato che l’uso costante di dentifrici fluorati con una concentrazione non inferiore a 1000 ppm può ridurre l’incidenza della carie del 19-27%.
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Studi hanno indicato che la pH del dentifricio ha una certa influenza sull'assorbimento del fluoro nella parte fluida del biofilm, con formulazioni acide che in alcuni casi aumentano leggermente la disponibilità di fluoro nel biofilm. Tuttavia il pH neutro mantiene un buon equilibrio tra efficacia e sicurezza, evitando potenziali effetti collaterali associati a formulazioni fortemente acide.
L’idrossiapatite (HAP) è un materiale sintetico bioattivo utilizzato per il ripristino dello smalto dentale, offrendo un’alternativa ai dentifrici fluorati. Essendo il principale costituente della parte inorganica di ossa e denti, l’HAP è non tossico e biodisponibile, con un elevato profilo di sicurezza. L’HAP è disponibile in formulazioni sia con micro che con nanoparticelle, risultando particolarmente efficace nel penetrare nello smalto e facilitare la remineralizzazione.
Numerosi studi hanno evidenziato che i dentifrici a base di nanoHAP (ad esempio Biorepair®, Apacare®, Bioniq®) sono altamente efficaci nel ridurre la sensibilità dentale e nello sbiancare i denti.
Altri ingredienti utili e compatibili con pH neutro includono:
L'ipersensibilità dentinale (DH) è causata dall’esposizione della dentina a stimoli termici, tattili o chimici. I dentifrici per denti sensibili sono specificamente formulati per risolvere questo problema e sono spesso adatti in formulazioni a pH neutro, più delicate sulle mucose. Esistono due principali meccanismi d'azione: blocco del tubulo e desensibilizzazione nervosa.
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Ingredienti come nitrato di potassio agiscono come desensibilizzanti nervosi; altri, come cloruro di stronzio, Novamin (fosfosilicato di calcio sodico) o composti di arginina, agiscono chiudendo fisicamente i tubuli dentinali esposti. L’uso regolare e costante di questa pasta è essenziale, poiché ci vuole tempo per ottenere un sollievo duraturo.
La gengivite e la parodontite sono causate dai batteri presenti nella placca dentale. Le paste studiate per la salute delle gengive contengono principi attivi che aiutano a combattere i batteri che causano la placca riducendo l'infiammazione. Ingredienti comuni includono fluoruro stannoso e citrato di zinco; alcune paste contengono anche estratti vegetali come camomilla o salvia.
Formulazioni a pH neutro risultano spesso più tollerabili per pazienti con gengive irritate o che hanno subito terapie parodontali, poiché non sballano ulteriormente l’equilibrio del cavo orale.
Le paste anticalcare contengono pirofosfati o citrato di zinco che inibiscono la cristallizzazione di calcio e fosfato e aiutano a prevenire la trasformazione della placca in tartaro. Tuttavia hanno natura preventiva e non rimuovono il tartaro già presente.
I dentifrici sbiancanti agiscono in superficie tramite abrasivi e agenti chimici; è importante non sacrificare la protezione dalla carie a favore del bianco. Scegliere una formula che combini rimozione macchie e fluoro è spesso la scelta più equilibrata.
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La clorexidina (CHX) è un bisbiguanide con proprietà antimicrobiche e antivirali; il triclosan ha dimostrato di ridurre la gengivite ed è efficace contro vari microrganismi, con un effetto antinfiammatorio simile all’acido acetilsalicilico. Tuttavia l'uso prolungato di alcuni antisettici richiede valutazione clinica per bilanciare benefici e possibili effetti collaterali.
| Principio attivo | Scopo | Compatibilità con pH neutro |
|---|---|---|
| Fluoro (1000-1500 ppm) | Prevenzione carie, rimineralizzazione | Buona: efficace e sicuro in formule neutre |
| Nano-idrossiapatite (HAP) | Remineralizzazione, riduzione sensibilità, sbiancamento | Eccellente: non tossico e biodisponibile |
| Nitrato di potassio / cloruro di stronzio | Riduzione sensibilità dentinale | Buona: azione lenta ma efficace con uso continuativo |
| Pirofosfati / citrato di zinco | Prevenzione formazione tartaro | Compatibile: effetto preventivo |
| Abrasivi delicati (carbonato di calcio, biossido di silicio) | Rimozione macchie superficiali | Dipende dall'RDA: preferire valori moderati |
Non esistono prove sufficientemente solide per indicare la superiorità di un particolare principio attivo in ogni contesto: ogni principio presenta benefici e svantaggi. Pertanto, è dovere del dentista comprendere le indicazioni, i benefici e gli svantaggi di ciascun principio attivo per prescrivere ai propri pazienti prodotti adeguati. Molti di noi non prestano abbastanza attenzione alla selezione e il prodotto giusto può essere la differenza fondamentale tra mediocre e eccezionale igiene orale.
Le informazioni qui riportate hanno lo scopo di incrementare e non di sostituire il consiglio di uno specialista. Non esitate a consultare il vostro dentista per una raccomandazione personalizzata: scegliere un dentifricio a pH neutro può essere una scelta sensata per chi cerca equilibrio, tollerabilità e compatibilità con diversi principi attivi efficaci.
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