
La scelta del dentifricio giusto può sembrare banale, ma in realtà ha un impatto significativo sulla salute di denti e gengive. Sicuramente la tipologia di dentifricio che utilizziamo supporta una buona igiene dentale anche se non è sufficiente senza l’utilizzo degli accessori adatti quali spazzolino, filo interdentale ecc.
La prima cosa da fare quando decidiamo di acquistare un dentifricio è analizzare bene gli ingredienti contenuti in modo da evitare quelli che potrebbero essere nocivi per la salute. Per questo è una buona abitudine leggere attentamente l’INCI riportato nell’etichetta cioè la Nomenclatura internazionale degli ingredienti in modo da scegliere un prodotto sicuro oltre che adeguato alle nostre esigenze.
Quali sostanze contiene normalmente un dentifricio? Solitamente, in quantità più o meno variabile, i dentifrici contengono:
I conservanti maggiormente utilizzati nei dentifrici sono i parabeni. La percentuale presente in un tubetto è piuttosto bassa (0,8% -1%), ma i parabeni sono altrettanto diffusi in molti cosmetici, aumentando l’esposizione di chi li utilizza. Un ingrediente da evitare è il Triclosan un antibatterico che può provocare resistenza antibiotica.
I coloranti (contrassegnati dalla sigla CI) ... il più delle volte l’origine di questi coloranti è sintetica e sono privi di proprietà igienizzanti in quanto non potenziano l’efficacia del prodotto, ma ne migliorano l’aspetto e ne aumentano l’attrattiva allo sguardo del consumatore. Infine, per rendere il sapore più gradevole spesso al dentifricio vengono aggiunti dolcificanti artificiali come la saccarina: sempre meglio acquistarne uno che non la contenga.
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Alcune sostanze presenti nei dentifrici sono potenzialmente dannose in quanto potrebbero causare problemi a livello di salute generale. Vediamo insieme alcune componenti potenzialmente dannose che rendono un dentifricio da evitare: SLS o SLES: sostanze tensioattive con azione detergente e schiumogena che possono essere aggressive e irritare le mucose. TRICLOSAN: antibatterico, sembra che aumenti la resistenza dei batteri ai comuni antibiotici se assunto a quantità elevate. PARABENI: methylparaben, ethylparaben, propylparaben, isobutylparaben, butyl paraben, benzoyl paraben sono conservanti chimici, sono sostanze abbastanza discusse perché sembra che potrebbero interferire con il sistema endocrino. COLORANTI CIMICROSFERE: non sono biodegradabili, sono di materiale sintetico e hanno perciò un alto impatto ambientale. PETROLATI: mineral oil, paraffinum liquidum, petrolatum ... sono composti derivati dai residui di petrolio e sono sia inquinanti che potenzialmente cancerogeni.
È importante la consistenza del dentifricio? In generale non vi è differenza tra dentifricio in gel o in pasta mentre i dentifrici solidi o in polvere, proprio per via della loro consistenza particolarmente “asciutta” possono essere maggiormente abrasivi sulla superficie dentale e gengivale.
Una prima classificazione si può realizzare in base all’azione che svolge il dentifricio:
Dentifrici desensibilizzanti: anch’essi a base di fluoro, ma sono presenti anche sostanze come potassio, arginina, fosfolicato di sodio e di calcio. Gli ioni potassio interrompono il passaggio del segnale nervoso. L’arginina in combinazione con il bicarbonato di calcio genera condizioni favorevoli all’occlusione naturale dei tubuli dentinali.
Dentifrici antisettici: devono essere prescritti dal dentista o dall’igienista dentale ed utilizzati per periodi limitati. L’agente disinfettante per eccellenza è la clorexidina. Questo tipo di dentifricio viene prescritto in caso di problemi parodontali come gengivite o parodontite, ma sempre con un uso limitato in quanto la clorexidina può provocare alterazioni cromatiche dello smalto (macchie marroni).
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Dentifrici antitartaro: il cui ingrediente caratteristico è rappresentato dai pirofosfati che impediscono la precipitazione di calcio prevenendo la calcificazione della placca batterica.
Qual è il contenuto ottimale di fluoro che deve essere presente nel dentifricio? Nell’adulto a rischio di carie medio-basso è sufficiente l’uso di dentifrici a concentrazione standard di fluoro (almeno 1000 ppm) due volte al giorno, mentre nei soggetti cariorecettivi possono essere usati dentifrici ad alto contenuto di fluoro (con circa 1.500 ppm), collutori al fluoro o vernici al fluoro applicate periodicamente dal dentista. Per massimizzare l’effetto benefico del fluoro contenuto nel dentifricio, è consigliabile non risciacquare o ridurre al minimo il risciacquo dopo lo spazzolamento.
Con il passare degli anni lo smalto dentale tende ad assottigliarsi e la gengiva può ritirarsi leggermente, esponendo la parte più sensibile del dente, la dentina. La ricerca ha dimostrato che la sensibilità dentinale è legata all’esposizione di minuscoli canali nella dentina, che mettono in comunicazione l’esterno con il nervo del dente.
Le evidenze scientifiche indicano che la sensibilità dentinale nasce quando questi tubuli risultano esposti o più “aperti”, permettendo ai cambiamenti termici, chimici o meccanici di stimolare il nervo. Per chi avverte denti sensibili dopo i 50 anni, il primo riferimento resta il dentista, che può valutare la presenza di carie, fratture, problemi gengivali o bruxismo e proporre trattamenti mirati, come applicazioni professionali di fluoro o resine protettive.
Uno degli aspetti più sottovalutati è la tecnica di spazzolamento. Studi clinici indicano che uno spazzolamento troppo vigoroso, con movimenti orizzontali e l’uso di spazzolini a setole dure, aumenta il rischio di abrasioni dello smalto e di recessioni gengivali. Movimenti verticali dalla gengiva verso il dente sono più efficaci e meno traumatici per il tessuto gengivale.
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Un altro fattore chiave è la frequenza di esposizione agli acidi. Non è solo la quantità di bevande acide o zuccherate a contare, ma quante volte al giorno i denti vengono “bagnati” da queste sostanze. Dopo un’esposizione acida, lo smalto risulta temporaneamente più “ammorbidito” e vulnerabile all’abrasione: le linee guida suggeriscono di attendere almeno 30 minuti prima di spazzolare i denti.
La saliva rappresenta un alleato naturale: una buona idratazione, l’eventuale uso di chewing gum senza zucchero con xilitolo e l’attenzione a farmaci che riducono la salivazione possono sostenere la capacità tampone del cavo orale. Le indicazioni nazionali indicano che esistono degli effetti benefici sulla salute orale dovuti alla masticazione di chewing-gum perché permette la rimozione dei residui di cibo e della placca, la stimolazione del flusso salivare e l’incremento del pH della saliva e della placca.
Biorepair Advanced Dentifricio Specifico per Adulti Over 50 è un dentifricio innovativo pensato per rispondere alle esigenze specifiche dell’igiene orale quotidiana dopo i 50 anni. Grazie alla presenza di Microrepair, aiuta a riparare lo smalto dei denti, proteggendo da carie, erosione e sensibilità dentale. La sua formula è potenziata con probiotici e estratti naturali antiossidanti, ideali per contrastare sanguinamento gengivale, infiammazioni e alitosi. Il suo aroma brevettato stimola il flusso salivare, offrendo un’azione mirata contro la secchezza della bocca e regalando una freschezza duratura. È privo di fluoro e sicuro anche per i più piccoli sotto i 6 anni, senza necessità di supervisione.
Utilizza Biorepair Advanced Over 50 almeno due volte al giorno, preferibilmente dopo i pasti. Applica una piccola quantità di dentifricio sullo spazzolino e spazzola i denti per almeno due minuti. Per un'igiene orale completa, si consiglia di completare la routine con un collutorio specifico e filo interdentale. Può essere usato in sicurezza anche dai bambini sotto i 6 anni, senza bisogno di supervisione.
I dati del Rapporto Senior e salute realizzato da Federanziani mostrano che solo il 10,6% degli anziani partecipanti al sondaggio ha dichiarato di lavare i denti ogni volta che mangia. Per quanto riguarda la scelta del dentifricio il 58% dei senior ha dichiarato di utilizzarne uno con caratteristiche adatte ai suoi denti/gengive. Il 32% ha dichiarato di utilizzare dentifricio al fluoro/anticarie, il 21% quello antiplacca e il 19% quello per gengive sensibili.
La ricerca conferma la forte influenza dei dentisti e degli igienisti dentali sui pazienti, e dimostra di quanta fiducia essi godano presso i pazienti, tanto da influenzarne anche il comportamento d'acquisto: il 31% sceglie il dentifricio sulle indicazioni del dentista. Questi dati evidenziano l'importanza del dialogo tra dentista e paziente per individuare il prodotto più adatto.
Il dentifricio va utilizzato in dosi minime in quanto non è essenziale per la rimozione della placca che è data esclusivamente dallo spazzolamento. Spazzola i denti per almeno 2 minuti, 2-3 volte al giorno, utilizzando uno spazzolino a setole morbide o medie.
| Problema orale | Ingrediente consigliato |
|---|---|
| Carie / rinforzo smalto | Fluoro (1000-1500 ppm) o idrossiapatite |
| Sensibilità dentinale | Nitrato di potassio, arginina, stannous fluoride, idrossiapatite |
| Gengive infiammate / placca | Pirofosfati, clorexidina (uso limitato su prescrizione), enzimi |
| Sbiancamento superficiale | Silice a bassa abrasività, perossido (uso alternato) |
Le informazioni riportate hanno solo fine illustrativo e divulgativo, sono prive di fini pubblicitari e si ricorda che in caso di patologie o disturbi è necessario un consulto medico prima di intraprendere qualsiasi terapia.
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