Scelta del dentifricio per la salute orale dopo i 50 anni

La scelta del dentifricio giusto può sembrare banale, ma in realtà ha un impatto significativo sulla salute di denti e gengive. Sicuramente la tipologia di dentifricio che utilizziamo supporta una buona igiene dentale anche se non è sufficiente senza l’utilizzo degli accessori adatti quali spazzolino, filo interdentale ecc.

Perché è importante leggere gli ingredienti

La prima cosa da fare quando decidiamo di acquistare un dentifricio è analizzare bene gli ingredienti contenuti in modo da evitare quelli che potrebbero essere nocivi per la salute. Per questo è una buona abitudine leggere attentamente l’INCI riportato nell’etichetta cioè la Nomenclatura internazionale degli ingredienti in modo da scegliere un prodotto sicuro oltre che adeguato alle nostre esigenze.

Composizione tipica di un dentifricio

Quali sostanze contiene normalmente un dentifricio? Solitamente, in quantità più o meno variabile, i dentifrici contengono:

  • Acqua
  • Sali derivati normalmente dal calcio che servono a svolgere una funzione abrasiva, pulente e lucidante
  • Cellulose che danno consistenza al prodotto
  • Fluoro
  • Glicerina o prodotti analoghi che servono a rendere umida la sostanza e ad impedirne l’indurimento una volta a contatto con l’aria
  • Sostanze leganti ed addensanti
  • Sostanze dolcificanti acariogene (ad esempio lo xilitolo)
  • Sostanze schiumogene e detergenti
  • Conservanti, in larga parte parabeni
  • Coloranti
  • Vaselina o altre sostanze lubrificanti
  • Aromi (mentolo, menta piperita, cannella ecc..)

Sostanze potenzialmente dannose da evitare

I conservanti maggiormente utilizzati nei dentifrici sono i parabeni. La percentuale presente in un tubetto è piuttosto bassa (0,8% -1%), ma i parabeni sono altrettanto diffusi in molti cosmetici, aumentando l’esposizione di chi li utilizza. Un ingrediente da evitare è il Triclosan un antibatterico che può provocare resistenza antibiotica.

I coloranti (contrassegnati dalla sigla CI) ... il più delle volte l’origine di questi coloranti è sintetica e sono privi di proprietà igienizzanti in quanto non potenziano l’efficacia del prodotto, ma ne migliorano l’aspetto e ne aumentano l’attrattiva allo sguardo del consumatore. Infine, per rendere il sapore più gradevole spesso al dentifricio vengono aggiunti dolcificanti artificiali come la saccarina: sempre meglio acquistarne uno che non la contenga.

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Alcune sostanze presenti nei dentifrici sono potenzialmente dannose in quanto potrebbero causare problemi a livello di salute generale. Vediamo insieme alcune componenti potenzialmente dannose che rendono un dentifricio da evitare: SLS o SLES: sostanze tensioattive con azione detergente e schiumogena che possono essere aggressive e irritare le mucose. TRICLOSAN: antibatterico, sembra che aumenti la resistenza dei batteri ai comuni antibiotici se assunto a quantità elevate. PARABENI: methylparaben, ethylparaben, propylparaben, isobutylparaben, butyl paraben, benzoyl paraben sono conservanti chimici, sono sostanze abbastanza discusse perché sembra che potrebbero interferire con il sistema endocrino. COLORANTI CIMICROSFERE: non sono biodegradabili, sono di materiale sintetico e hanno perciò un alto impatto ambientale. PETROLATI: mineral oil, paraffinum liquidum, petrolatum ... sono composti derivati dai residui di petrolio e sono sia inquinanti che potenzialmente cancerogeni.

Consistenza e forme: pasta, gel, polvere

È importante la consistenza del dentifricio? In generale non vi è differenza tra dentifricio in gel o in pasta mentre i dentifrici solidi o in polvere, proprio per via della loro consistenza particolarmente “asciutta” possono essere maggiormente abrasivi sulla superficie dentale e gengivale.

Tipologie di dentifricio e quando sceglierle

Una prima classificazione si può realizzare in base all’azione che svolge il dentifricio:

  1. Dentifricio contenente fluoro: è il minerale che grazie alla sua azione mineralizzante previene la formazione della carie e aiuta rinforzare lo smalto.
  2. Dentifricio a base di idrossiapatite: la nano-idrossiapatite è un materiale rivoluzionario con notevoli effetti rimineralizzanti sulle lesioni iniziali dello smalto, sicuramente superiori ai tradizionali fluoruri finora utilizzati a tale scopo. L’idrossiapatite quindi, può essere una valida alternativa al fluoro.
  3. Dentifricio a base di fluorapatite: è molto meno solubile dell’idrossiapatite, pertanto, è una sostanza molto più resistente alla demineralizzazione e all’attacco degli acidi e della placca batterica rispetto alla idrossiapatite.
  4. Dentifricio antiplacca e/o antitartaro: agisce grazie a sostanze attive come il pirofosfato, l’esametafosfato di sodio, lo zinco citrato, il fluoro attivo a cui vengono aggiunti degli enzimi che ostacolano la proliferazione batterica nel cavo orale.
  5. Dentifricio sbiancante: è composto da agenti pulenti come silice, allumina e fosfato di sodio che aiutano nell’azione sbiancante tramite una leggera abrasione sulla superficie dello smalto. In questo tipo di dentifricio è utile verificare l’indice di abrasività che deve essere compreso tra 48 e 60 ed essere indicato sulla confezione.
  6. Dentifricio per denti sensibili: contiene soprattutto sali di fluoro e idrossiapatite oltre a sostanze quali i nitrati di potassio, lo zinco citrato il cloruro di stronzio che rimineralizzano lo smalto e rendono i denti meno sensibili agli sbalzi di temperatura, all’aggressione degli zuccheri e degli acidi.

Dentifrici desensibilizzanti, antisettici e antitartaro

Dentifrici desensibilizzanti: anch’essi a base di fluoro, ma sono presenti anche sostanze come potassio, arginina, fosfolicato di sodio e di calcio. Gli ioni potassio interrompono il passaggio del segnale nervoso. L’arginina in combinazione con il bicarbonato di calcio genera condizioni favorevoli all’occlusione naturale dei tubuli dentinali.

Dentifrici antisettici: devono essere prescritti dal dentista o dall’igienista dentale ed utilizzati per periodi limitati. L’agente disinfettante per eccellenza è la clorexidina. Questo tipo di dentifricio viene prescritto in caso di problemi parodontali come gengivite o parodontite, ma sempre con un uso limitato in quanto la clorexidina può provocare alterazioni cromatiche dello smalto (macchie marroni).

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Dentifrici antitartaro: il cui ingrediente caratteristico è rappresentato dai pirofosfati che impediscono la precipitazione di calcio prevenendo la calcificazione della placca batterica.

Fluoro: quale concentrazione dopo i 50 anni

Qual è il contenuto ottimale di fluoro che deve essere presente nel dentifricio? Nell’adulto a rischio di carie medio-basso è sufficiente l’uso di dentifrici a concentrazione standard di fluoro (almeno 1000 ppm) due volte al giorno, mentre nei soggetti cariorecettivi possono essere usati dentifrici ad alto contenuto di fluoro (con circa 1.500 ppm), collutori al fluoro o vernici al fluoro applicate periodicamente dal dentista. Per massimizzare l’effetto benefico del fluoro contenuto nel dentifricio, è consigliabile non risciacquare o ridurre al minimo il risciacquo dopo lo spazzolamento.

Denti sensibili e smalto dopo i 50 anni

Con il passare degli anni lo smalto dentale tende ad assottigliarsi e la gengiva può ritirarsi leggermente, esponendo la parte più sensibile del dente, la dentina. La ricerca ha dimostrato che la sensibilità dentinale è legata all’esposizione di minuscoli canali nella dentina, che mettono in comunicazione l’esterno con il nervo del dente.

Le evidenze scientifiche indicano che la sensibilità dentinale nasce quando questi tubuli risultano esposti o più “aperti”, permettendo ai cambiamenti termici, chimici o meccanici di stimolare il nervo. Per chi avverte denti sensibili dopo i 50 anni, il primo riferimento resta il dentista, che può valutare la presenza di carie, fratture, problemi gengivali o bruxismo e proporre trattamenti mirati, come applicazioni professionali di fluoro o resine protettive.

schema tubuli dentinali e smalto assottigliato

Comportamenti da modificare e buone pratiche

Uno degli aspetti più sottovalutati è la tecnica di spazzolamento. Studi clinici indicano che uno spazzolamento troppo vigoroso, con movimenti orizzontali e l’uso di spazzolini a setole dure, aumenta il rischio di abrasioni dello smalto e di recessioni gengivali. Movimenti verticali dalla gengiva verso il dente sono più efficaci e meno traumatici per il tessuto gengivale.

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Un altro fattore chiave è la frequenza di esposizione agli acidi. Non è solo la quantità di bevande acide o zuccherate a contare, ma quante volte al giorno i denti vengono “bagnati” da queste sostanze. Dopo un’esposizione acida, lo smalto risulta temporaneamente più “ammorbidito” e vulnerabile all’abrasione: le linee guida suggeriscono di attendere almeno 30 minuti prima di spazzolare i denti.

La saliva rappresenta un alleato naturale: una buona idratazione, l’eventuale uso di chewing gum senza zucchero con xilitolo e l’attenzione a farmaci che riducono la salivazione possono sostenere la capacità tampone del cavo orale. Le indicazioni nazionali indicano che esistono degli effetti benefici sulla salute orale dovuti alla masticazione di chewing-gum perché permette la rimozione dei residui di cibo e della placca, la stimolazione del flusso salivare e l’incremento del pH della saliva e della placca.

video consigli spazzolamento e scelta dentifricio per over50

Dentifricio specifico per chi ha superato i 50 anni: esempio pratico

Biorepair Advanced Dentifricio Specifico per Adulti Over 50 è un dentifricio innovativo pensato per rispondere alle esigenze specifiche dell’igiene orale quotidiana dopo i 50 anni. Grazie alla presenza di Microrepair, aiuta a riparare lo smalto dei denti, proteggendo da carie, erosione e sensibilità dentale. La sua formula è potenziata con probiotici e estratti naturali antiossidanti, ideali per contrastare sanguinamento gengivale, infiammazioni e alitosi. Il suo aroma brevettato stimola il flusso salivare, offrendo un’azione mirata contro la secchezza della bocca e regalando una freschezza duratura. È privo di fluoro e sicuro anche per i più piccoli sotto i 6 anni, senza necessità di supervisione.

Utilizza Biorepair Advanced Over 50 almeno due volte al giorno, preferibilmente dopo i pasti. Applica una piccola quantità di dentifricio sullo spazzolino e spazzola i denti per almeno due minuti. Per un'igiene orale completa, si consiglia di completare la routine con un collutorio specifico e filo interdentale. Può essere usato in sicurezza anche dai bambini sotto i 6 anni, senza bisogno di supervisione.

Quale dentifricio scegliere: criteri pratici

  • Conoscere le caratteristiche della propria bocca e dei propri denti, per capire quali necessità dovrà soddisfare il dentifricio scelto.
  • Scegliere l’ingrediente principale in base al bisogno: fluoro per la prevenzione della carie, idrossiapatite o fluorapatite per la rimineralizzazione, nitrato di potassio o arginina per la sensibilità.
  • Evitare prodotti troppo abrasivi se lo smalto è già usurato; preferire paste a bassa abrasività o in gel.
  • Prestare attenzione alla presenza di sostanze potenzialmente dannose come triclosan, SLS, parabeni e petrolati.
  • Rivolgersi al proprio dentista o igienista in caso di dubbi o condizioni particolari.

Abitudini degli over 50 e ruolo del dentista

I dati del Rapporto Senior e salute realizzato da Federanziani mostrano che solo il 10,6% degli anziani partecipanti al sondaggio ha dichiarato di lavare i denti ogni volta che mangia. Per quanto riguarda la scelta del dentifricio il 58% dei senior ha dichiarato di utilizzarne uno con caratteristiche adatte ai suoi denti/gengive. Il 32% ha dichiarato di utilizzare dentifricio al fluoro/anticarie, il 21% quello antiplacca e il 19% quello per gengive sensibili.

La ricerca conferma la forte influenza dei dentisti e degli igienisti dentali sui pazienti, e dimostra di quanta fiducia essi godano presso i pazienti, tanto da influenzarne anche il comportamento d'acquisto: il 31% sceglie il dentifricio sulle indicazioni del dentista. Questi dati evidenziano l'importanza del dialogo tra dentista e paziente per individuare il prodotto più adatto.

Uso corretto del dentifricio

Il dentifricio va utilizzato in dosi minime in quanto non è essenziale per la rimozione della placca che è data esclusivamente dallo spazzolamento. Spazzola i denti per almeno 2 minuti, 2-3 volte al giorno, utilizzando uno spazzolino a setole morbide o medie.

Problema orale Ingrediente consigliato
Carie / rinforzo smalto Fluoro (1000-1500 ppm) o idrossiapatite
Sensibilità dentinale Nitrato di potassio, arginina, stannous fluoride, idrossiapatite
Gengive infiammate / placca Pirofosfati, clorexidina (uso limitato su prescrizione), enzimi
Sbiancamento superficiale Silice a bassa abrasività, perossido (uso alternato)

Le informazioni riportate hanno solo fine illustrativo e divulgativo, sono prive di fini pubblicitari e si ricorda che in caso di patologie o disturbi è necessario un consulto medico prima di intraprendere qualsiasi terapia.

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