
L'ipersensibilità dentinale è una patologia odontoiatrica di grande interesse clinico. Essa si manifesta come sensazione dolorifica di breve durata a carico di uno o più elementi dentari in seguito a stimoli di varia natura (termici, tattili, chimici e osmotici) e presenta quadri clinici molto differenti che vanno dal lieve discomfort, all’estrema severità, in base alla soglia di tolleranza individuale e a fattori fisici e psicologici.
Milioni di persone convivono con la sensibilità dentale convinte che i dentifrici desensibilizzanti siano l'unica opzione disponibile. In realtà, l'odontoiatria moderna dispone di un ampio ventaglio di trattamenti professionali, alcuni dei quali producono risultati misurabili già dopo la prima seduta.
La desensibilizzazione dentale avviene solitamente attraverso l'uso di prodotti di rivestimento che mirano a impedire che alcuni stimoli arrivino alle terminazioni nervose. Nella dentina, infatti, c'è l'intero centro nevralgico del dente, rappresentato da diversi 'canaletti' in cui sono alloggiate le terminazioni nervose. Se la dentina rimane esposta, il soggetto avverte sensibilità al caldo o al freddo o alla pressione, segno evidente che lo strato esterno di smalto e il cemento si sono consumati.
Entrambi i meccanismi producono un sollievo reale ma temporaneo. I tubuli restano esposti e la chiusura superficiale viene progressivamente rimossa dall'attrito masticatorio e dagli acidi alimentari. I trattamenti professionali agiscono a uno strato più profondo: depositano composti chimicamente più stabili, sigillano con materiali adesivi o modificano fisicamente la superficie dentinale con energia laser.
Le vernici al fluoro ad alta concentrazione (tipicamente 5% NaF) vengono applicate direttamente sulla superficie dentinale esposta in studio. Il fluoro reagisce con la dentina formando fluoruro di calcio, che precipita nelle aperture dei tubuli occludendoli in modo più stabile rispetto ai dentifrici. L'effetto diventa percettibile 24-48 ore dopo l'applicazione e può durare settimane o mesi in base al livello di esposizione acida e meccanica del paziente.
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La fluoroprofilassi per via topica è una procedura odontoiatrica preventiva che consiste nell'applicazione di fluoro direttamente sui denti. L'applicazione viene eseguita dal dentista o dall'igienista dentale in ambito ambulatoriale e può essere indirizzata sia ai bambini che agli adulti.
La procedura dura pochi minuti e non richiede particolari preparazioni o misure post-trattamento, se non l'indicazione di non mangiare né bere per almeno 30 minuti dopo l'applicazione per permettere al fluoro di agire efficacemente. L'effetto protettivo del fluoro può durare diversi mesi, a seconda del rischio individuale di carie e delle abitudini igieniche del paziente.
È ampiamente risaputo che il fluoro rende i denti più forti e, quindi, capaci di difendersi da attacchi batterici che possono causare una carie. Non a caso i dentifrici al fluoro sono quelli più indicati per prendersi cura dei denti, quindi, con la fluorizzazione il dentista non fa altro che applicare sui denti una dose più elevata di fluoro per rendere i suoi benefici più immediati ed elevati.
Contrariamente a quanto si possa immaginare, il trattamento al fluoro non causa alcun tipo di effetto collaterale se effettuato da mani esperte e in maniera corretta. Raramente possono verificarsi episodi di allergia al fluoro, irritazioni cutanee o lo scolorimento dei denti, ma ciò potrebbe avvenire solo se il fluoro viene applicato in dosi troppo elevate o in maniera errata.
Il laser Nd:YAG (neodimio-ittrio-alluminio-granato) a 1064 nm è stato studiato specificamente per la sensibilità dentinale. Studi clinici randomizzati mostrano che il laser Nd:YAG mantiene una riduzione significativa della sensibilità fino a sei mesi dall'applicazione. Il laser Nd:YAG per la desensibilizzazione dentinale è utilizzato in odontoiatria da oltre vent'anni e il suo profilo di sicurezza è ben documentato.
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Un metodo innovativo e spesso efficace è sicuramente la desensibilizzazione dentale tramite l'uso del LASER, che aiuta a sigillare i “forellini” o tubuli dentinali. Il fascio del laser provoca una superficie vetrificata che risulta essere più resistente sia all'insulto meccanico che a quello acido.
Effettuata la diagnosi si pulisce il colletto con una pasta lucidante e si testa, senza anestesia, il trattamento LASER. Dopo aver passato il LASER si verifica con l’aria se il disagio è passato e se la sensibilità è ancora presente si effettua un secondo passaggio.
I sistemi adesivi usati in odontoiatria conservativa - originariamente sviluppati per ancorare le otturazioni alla dentina - vengono applicati come sigillanti sui tubuli esposti. I monomeri resinosi penetrano nei tubuli e polimerizzano formando uno strato ibrido stabile.
I desensibilizzanti a base di vetro bioattivo (silicato di calcio-sodio-fosforo, come il Bioglass 45S5) formano un precipitato di idrossiapatite sull'apertura dei tubuli a contatto con la saliva. Revisioni sistematiche recenti documentano un'efficacia paragonabile o superiore ai desensibilizzanti convenzionali, con il vantaggio di stimolare una remineralizzazione attiva della superficie dentinale.
L'ozono gas applicato direttamente sulla superficie esposta riduce la carica batterica locale e può favorire la remineralizzazione nelle aree demineralizzate.
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Il dentista sceglie il trattamento in base alla causa identificata, non alla sola intensità del sintomo. Dipende dal trattamento e dalla gravità del caso. Quando la sensibilità deriva da una recessione gengivale significativa - la gengiva si è ritirata esponendo la radice - i trattamenti desensibilizzanti producono un sollievo temporaneo ma non affrontano la perdita tissutale sottostante. L'intervento si pianifica dopo una valutazione parodontale completa.
I candidati più indicati sono pazienti con recessioni di classe I o II di Miller - recessioni senza perdita del tessuto interdentale - dove la copertura radicolare è clinicamente prevedibile. Gli innesti gengivali sono interventi chirurgici singoli con un periodo di guarigione di 4-6 settimane.
Le applicazioni di vernici fluorurate o adesivi dentinali richiedono 1-2 sedute. Il laser Nd:YAG prevede tipicamente 2-3 sedute a distanza di qualche settimana. Le applicazioni di vernici, adesivi e laser sono indolori e non richiedono anestesia.
In termini generali, i dati clinici indicano una riduzione significativa della sensibilità per 3-6 mesi dopo trattamenti con laser o agenti sigillanti professionali. Se la sensibilità persiste da più di 4-6 settimane nonostante l'uso regolare di un dentifricio desensibilizzante, se è comparsa improvvisamente o è localizzata su un singolo dente, è indicata una visita diagnostica.
La sensibilità che dura oltre 30 secondi dopo lo stimolo può segnalare una patologia pulpare che richiede valutazione endodontica. Quando la sensibilità persiste o presenta caratteristiche atipiche è quindi necessaria una valutazione specialistica.
Scopo del presente studio in vivo e in vitro è stato quello di valutare quale terapia fosse più efficace tra l’utilizzo di una vernice al fluoro, il laser Nd:Yag e l’utilizzo di questi in associazione. Il campione è rappresentato da utenti della Comunità di San Patrignano e può essere considerato standardizzato in quanto tutti i pazienti condividono le stesse abitudini alimentari, stessi stili di vita e di igiene orale.
Per valutare l’efficacia di ogni singolo trattamento abbiamo considerato il grado di dolore avvertito dai pazienti durante e al termine della terapia e abbiamo inoltre visualizzato tramite il microscopio elettronico a scansione (SEM) una possibile variazione del diametro dei tubuli dentinali.
Lo studio ha incluso 180 elementi dentali suddivisi, in modo casuale e randomizzato, in 3 gruppi. Gruppo A: 60 elementi sottoposti a trattamento con il fluoro; Gruppo B: 60 elementi sottoposti a trattamento con laser Nd:Yag; Gruppo C: 60 elementi sottoposti a trattamento combinato con fluoro e laser.
Analizzando i dati a breve termine non emergono differenze tra le diverse terapie, che invece sono più significative dall’analisi dei dati a lungo termine. Dall’analisi dei dati a lungo termine invece si evince che il fluoro è efficace a distanza di uno e tre mesi dal termine della terapia, mentre già a distanza di cinque mesi tende ad avere una riacutizzazione dei sintomi.
Per quanto concerne la terapia con il laser il trattamento inizia a essere efficace a distanza di cinque mesi e tali risultati si ripresentano anche a distanza di sette mesi, mentre la terapia combinata fluoro e laser dà un miglioramento a distanza di sette mesi. L’utilizzo del laser in associazione o meno con una vernice al fluoro è sicuramente consigliabile in quanto porta, anche a lungo termine, a un miglioramento dei sintomi poiché la superficie, vetrificata, risulta essere più resistente sia all’insulto meccanico che a quello acido.
Grazie alle repliche delle impronte prese dopo ogni trattamento, è stato possibile analizzare al SEM le varie superfici per visualizzare quale fosse l’effetto a carico dei tubuli dentinali. Come possiamo vedere dalle immagini seguenti, in tutti i casi è possibile visualizzare una parziale chiusura dei tubuli dentinali.
Fig. 1 - Analisi descrittiva. Fig. 2 - Dentina (500X). Fig. 3, 4 - Dentina (2000X). Fig. 5 - Trattamento laser. La superficie appare vetrificata (2000X). Fig. 6 - Trattamento fluoro. La superficie appare coperta dalla vernice (1000X). Fig. 7 - Trattamento fluoro + laser. La superficie appare vetrificata (2000X).
Per fare diagnosi e valutare l'intensità del dolore, è stato condotto un test termico standardizzato tramite l'utilizzo di pellet di cotone imbibiti di acqua conservata in frigorifero a una temperatura costante di 4°. Interrogando il paziente sul grado di dolore percepito all'inizio e al termine di ogni seduta, abbiamo registrato l'andamento della patologia evidenziandone eventuali modifiche al fine di analizzare e confrontare l'efficacia dei singoli trattamenti.
Analizzando i dati della letteratura abbiamo ritenuto opportuno condurre ogni singola terapia attraverso tre applicazioni a distanza di una settimana l’una dall’altra. Al termine delle applicazioni sono stati eseguiti controlli semestrali con lo scopo di evidenziare l’efficacia delle singole terapie a lungo termine e di valutare se ci fosse tra esse una differenza significativa dal punto di vista statistico; tali valutazioni sono state condotte a 1, 3, 5, 7 mesi.
Un'igiene orale regolare e accurata è la prima linea di difesa contro la carie dentale. Questa include lo spazzolamento dei denti almeno due volte al giorno con un dentifricio al fluoro, l'uso del filo interdentale per rimuovere la placca tra i denti e il risciacquo con collutori fluorati.
La fluoroprofilassi è un trattamento medico-dentistico ideato per prevenire la carie dentaria attraverso l’applicazione del fluoro. L’OMS, Organizzazione Mondiale della Sanità, ritiene l’utilizzo del fluoro quale metodo più efficace per la prevenzione della carie e per la remineralizzazione dello smalto.
È possibile integrare il fluoro tramite l'alimentazione, con prodotti specifici per l'igiene orale o con trattamenti mirati come, appunto, la fluorizzazione. In passato il trattamento al fluoro si svolgeva tramite l'assunzione di compresse o gocce che, solo dopo essere state ingerite e assimilate dall'organismo, rilasciavano il fluoro sui denti attraverso la saliva. Oggi, invece, il fluoro - in forma liquida o in gel - viene applicato direttamente sui denti oppure all'interno di una mascherina da posizionare sui denti e tenere in posa per una decina di minuti.
Se la sensibilità persiste da più di 4-6 settimane nonostante l'uso regolare di un dentifricio desensibilizzante, se è comparsa improvvisamente o è localizzata su un singolo dente, è indicata una visita diagnostica. In alcuni casi, ove è richiesto, risolviamo il problema alla radice. Se la sensibilità persiste o presenta caratteristiche atipiche è quindi necessaria una valutazione specialistica.
L’ipersensibilità dentinale, patologia di frequente riscontro e di grande importanza clinica, è stata a lungo studiata per capire quali siano i meccanismi eziopatogenici scatenanti e quale sia la terapia più efficace. A oggi non esiste uniformità sui risultati.
| Trattamento | Durata effetto (tipica) | Sedute | Note |
|---|---|---|---|
| Vernice fluorata (5% NaF) | 1-3 mesi (poi possibile riacutizzazione) | 1-2 | Effetto percettibile 24-48 h; precipita fluoruro di calcio nei tubuli |
| Laser Nd:YAG | fino a 6-7 mesi | 2-3 | Vetrifica la superficie; efficace a lungo termine |
| Laser + Fluoro | miglioramento prolungato, evidente a 7 mesi | 2-3 | Combinazione consigliabile per resistenza meccanica e acida |
| Sistemi adesivi / resine | variabile, mediamente mesi | 1-2 | Monomeri penetrano nei tubuli e polimerizzano formando strato ibrido |
| Vetro bioattivo (Bioglass) | variabile, stimola remineralizzazione | varia | Formazione di idrossiapatite; efficacia paragonabile o superiore |
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