
L’efficacia della correzione delle anomalie trasversali con espansore rapido palatale è massima se eseguita il prima possibile, in età prepuberale.
La contrazione scheletrale del mascellare superiore rappresenta un argomento di attualità in ortodonzia, specie per quanto riguarda le problematiche nel paziente in crescita.
La contrazione trasversale è contraddistinta da una volta palatale stretta e può essere corretta allargando la sutura palatino-mediana con conseguente ampliamento di volta palatale e pavimento del naso.
Nelle anomalie trasversali con iposviluppo del mascellare superiore si ha frequentemente un’anomala relazione sul piano trasversale, verificabile anche dalla presenza di crossbite mono o bilaterale, ovvero morso invertito rispetto alla norma.
Normalmente l’espansore rapido palatale è un apparecchio rigido dotato di una vite che permette di disgiungere parzialmente la sutura palatino-mediana come una cerniera superiormente alla base del naso in maniera maggiore anteriormente piuttosto che posteriormente.
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Uno dei modi per determinare la discrepanza trasversale è quello di determinare la distanza intermolare superiore (la misura fra le fosse centrali dei primi molari decidui/definitivi superiori di destra e sinistra) e la distanza intermolare inferiore (la misura tra le cuspidi distovestibolare dei primi molari decidui/definitivi inferiori di destra e di sinistra).
Nei pazienti con malocclusione di II classe deve sempre essere effettuata l’analisi trasversale in quanto frequentemente è presente un deficit di ampiezza del mascellare superiore che rende il trattamento con espansore rapido la terapia di elezione, alla quale può anche seguire, se l’espansione avviene precocemente, un riposizionamento spontaneo in avanti della mandibola nei 6-12 mesi successivi.
Discrepanza trasversale in paziente in dentizione mista con affollamento.
(Immagini tratte da Cozza P. Espansione Rapida palatale: terapia del deficit trasversale scheletrico del mascellare superiore. La malocclusione di III classe può invece associarsi sia a retrusione basale superiore che a una protrusione basale inferiore, piuttosto che a una combinazione di entrambe le anomalie.)
In caso di discrepanza trasversale superiore negativa il trattamento previsto è in due fasi: espansore rapido palatale con uncini vestibolari e protrazione ortopedica del mascellare mediante maschera facciale.
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A seguito dell’espansione attiva del mascellare superiore normalmente si crea un diastema tra gli incisivi centrali superiori che si chiuderà spontaneamente grazie all’azione delle fibre transettali. Clinicamente ne conseguirà un incremento della lunghezza totale dell’arcata, fornendo così spazio per l’allineamento dentale.
Non sempre l’affollamento dentale si accompagna a crossbite in quanto i denti latero posteriori possono presentare un’inclinazione normale, oppure adattarsi con un’inclinazione linguale.
La valutazione della maturazione delle vertebre cervicali è divisa in sei stadi ed è facilmente valutabile da una singola teleradiografia, usata per stabilire diagnosi e piano di trattamento ortodontico senza ricorrere a valutazioni comparative dei cambiamenti, con una riproducibilità elevata.
Secondo questa valutazione gli stadi da CS1 a CS3 corrispondono all’epoca prepuberale ed è proprio in questo periodo che l’espansione produce effetti sia a livello scheletrico che dento-alveolare, che restano significativi anche a fine crescita.
La gestione clinica dell’espansore mascellare secondo Haas prevede l’esecuzione alla poltrona di un giro di vite completo dopo la cementazione (un quarto di giro ogni cinque minuti) e l’esecuzione di un quarto di giro al mattino e uno alla sera nei giorni seguenti fino a ottenere una corretta ampiezza palatale con controlli periodici del paziente dopo 7, 10, 14, 18 e 21 giorni.
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Ad espansione avvenuta il protocollo prevede di bloccare la vite centrale di espansione con una legatura per evitare che questa torni indietro.
1. Cozza P. 2. Montagna F. L’ortodonzia e i suoi dispositivi. 3. Proffit W. Ortodonzia moderna, Quarta edizione.
La prima collocazione è durata 2 giorni, dopo i quali il dispositivo si è staccato; la seconda è durata due ore (il tempo di arrivare a casa) e la terza una notte.
In tutti i casi è stata effettuata la manovra di "giro" dal dentista e quindi, immagino, in modo appropriato.
La nostra dentista prevede 6 mesi di espansore e 2 anni di Lip all’arcata inferiore (nella quale un incisivo centrale è nato "in seconda fila").
La vite viene periodicamente girata dai genitori del piccolo paziente attraverso una chiavetta, per un certo lasso di tempo, seguendo le indicazioni dell’ortodontista.
Il bambino potrebbe avere giusto qualche leggero fastidio i primi giorni di trattamento, dovendo abituarsi comunque ad un corpo estraneo in bocca, ma anche in questo caso, non c’è da allarmarsi.
La palato stretto è un problema odontoiatrico che si manifesta durante la crescita nei bambini, ma non è sempre facile da riconoscere, soprattutto se non si effettuano le visite di controllo dal dentista già in età prescolare.
Per questo è importante diagnosticare il palato stretto durante il periodo dello sviluppo, in quanto più facile da risolvere senza troppi problemi.
La causa primaria del palato stretto risiede solitamente nella lingua. Se il palato non ha una larghezza corretta, succede che i denti non crescono come dovrebbero.
Come intervenire, quindi, in caso di palato stretto? Come già accennato, è molto importante una diagnosi precoce.
La vite viene periodicamente girata dai genitori del piccolo paziente attraverso una chiavetta, per un certo lasso di tempo, seguendo le indicazioni dell’ortodontista.
Il bambino potrebbe avere giusto qualche leggero fastidio i primi giorni di trattamento, dovendo abituarsi comunque ad un corpo estraneo in bocca, ma anche in questo caso, non c’è da allarmarsi.
Come già detto, non deve spaventare l’idea di sottoporre il proprio bambino all’applicazione dell’espansore.
Migliorerà la respirazione: respirare con la bocca impedisce alle mucose nasali di umidificare filtrare e riscaldare in maniera adeguata l’aria inspirata.
Chi respira male, infatti, può avere maggiori problemi di postura e tende a sviluppare una posizione ricurva.
Chi respira male ha naturalmente più difficoltà a respirare anche durante la masticazione.
Cibi molto duri e croccanti come torrone, caramelle dure, ghiaccio, che potrebbero rischiare di causare il distacco o la rottura dell’espansore.
Alimenti particolarmente fibrosi e filamentosi come il grasso del prosciutto, sia cotto che crudo.
Sarebbe buona norma usare due tipi di spazzolino, uno monociuffo per le zone più difficili da raggiungere e uno con le setole morbide per i denti.
Si può valutare l’acquisto di un idropulsore: si tratta di uno strumento che, generando un sottile flusso di acqua pressurizzata, permette di raggiungere i punti più difficili della bocca.
Per ottenere e consolidare i risultati ottenuti sono necessarie due fasi. Durante la prima fase (compresa tra le 3 e le 6 settimane) dopo la cementazione dell’espansore, è necessario girare la vite secondo le indicazioni dell’ortodontista (normalmente si effettua un giro da 0,25 mm due volte al giorno per due settimane).
Conclusa questa fase attiva, è necessario che l’apparecchio rimanga bloccato per un periodo compreso tra i 6 e i 12 mesi.
Specializzata in Conservativa, Endodonzia e Medicina Estetica, la Dott.ssa Valeria Zara unisce competenza clinica e attenzione al dettaglio per trattamenti efficaci, sicuri e minimamente invasivi, con un focus incentrato al benessere del paziente.
Hai mai notato uno spazio tra i tuoi denti, noto come diastema? Questo fenomeno, comune tra gli incisivi superiori, può causare disagio e insicurezza. Ma non preoccuparti! Esistono diverse soluzioni efficaci per chiudere questo spazio e migliorare il tuo sorriso. Dall'ortodonzia alle faccette dentali, fino alla chirurgia, ogni opzione ha i suoi vantaggi. Scopri le cause del diastema e quale trattamento è più adatto a te. Non si tratta solo di estetica, ma di salute e funzionalità.
L’espansore rapido del palato è un dispositivo ortodontico/ortopedico utilizzato per allargare il palato superiore quando questo risulta troppo stretto. Molti genitori si trovano di fronte a questa soluzione quando il dentista comunica che il palato del loro figlio necessita di essere espanso. Il palato stretto può causare diversi problemi: dal morso incrociato alle difficoltà respiratorie, fino a complicazioni nell’eruzione dei denti permanenti.
Questo tipo di attenzione globale al benessere del giovane paziente è condiviso da numerosi studi italiani che dedicano grande cura alla crescita armonica del volto e delle funzioni respiratorie.
L’espansore rapido del palato è un dispositivo ortodontico/ortopedico che viene applicato all’arcata superiore. Il funzionamento è relativamente semplice: ruotando la vite con una chiavetta speciale, l’espansore ortodontico/ortopedico esercita una pressione graduale sulla sutura palatina, che in questa fase non è completamente ossificata, separandole delicatamente.
L’attivazione avviene generalmente una o due volte al giorno, seguendo le indicazioni precise dell’ortodontista.
Affollamento dentale: un palato stretto non offre spazio sufficiente per tutti i denti permanenti. Difficoltà respiratorie: un palato stretto può limitare il passaggio dell’aria attraverso le vie nasali. Il momento migliore per utilizzare l’espansore rapido del palato è durante la crescita, tipicamente tra i 7 e i 14 anni. Prima della pubertà, il trattamento è particolarmente efficace perché la sutura palatina mediana è ancora aperta.
La fase attiva dell’espansione dura generalmente 3-4 settimane, durante le quali si attiva regolarmente la vite dell’apparecchio. Questo periodo di stabilizzazione è fondamentale: permette all’osso nuovo di formarsi nello spazio creato, consolidando i risultati ottenuti.
Durante le prime attivazioni, è normale avvertire una sensazione di pressione al palato e talvolta un leggero fastidio ai denti. Alcuni pazienti notano anche una sensazione di tensione al naso.
Nei primi giorni dopo l’applicazione, può esserci un periodo di adattamento durante il quale si avverte l’ingombro dell’apparecchio e può essere leggermente più difficile parlare o deglutire.
Si verifica che l’espansore produca un diastema tra gli incisivi centrali superiori, che si chiuderà spontaneamente con l’azione delle fibre transettali dopo l’espansione.
Lo spazio si richiuderà spontaneamente in circa 60 giorni.
Talvolta succede che l’apparecchio si sganci. L’apparecchio è attaccato con una colla speciale che solitamente regge per il tempo in cui l’apparecchio sta in bocca.
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