Distanza chilometrica e percorso Castelluccio di Norcia: un itinerario alla scoperta della Valnerina e del territorio circostante

Altitudine: da mt. Difficoltà del percorso: Medio. Itinerario: Arrivati in prossimità della piazzetta principale di Castelluccio, potrete parcheggiare il vostro mezzo ed incominciare il vostro cammino. Alla destra della casetta gialla, una strada gira immediatamente dietro ed inizia a salire in prossimità dei ruderi del borgo. Dopo poche centinaia di metri, la strada diventa non asfaltata regalandovi il paesaggio del borgo e della vasta piana alla vostra sinistra. La salita, in questo primo tratto, è un po’ pronunciata per poi diventare più dolce e costante dopo 300 mt. Il percorso si sviluppa su strada non asfaltata fino alla cima del valico che raggiungerete in circa due ore di cammino fino ad arrivare al punto panoramico ove potrete vedere Norcia e la sua piana. Per riprendere il sentiero per il ritorno, dovrete risalire sul monte alle vostre spalle (oppure alla vostra destra salendo) e si presenterà con una leggera pendenza con momentanee tracce di sentiero visibile. L’intero percorso è esposto al sole pertanto sono consigliati cappellini e creme protettive (durante i periodi più caldi) ed una buona scorta di acqua in quanto non vi sono punti di abbeveraggio. E’ completamente privo di pericoli o difficoltà. Non sei registrato? SibilliniWeb.it fornisce le tracce GPS dei percorsi in forma gratuita. Potrebbero esserci delle discordanze rispetto al reale percorso pertanto, in nessun caso ci si deve affidare solo ed esclusivamente a dispositivi GPS. Tutte le tratte proposte si sviluppano su percorsi segnalati e/o con tracce evidenti del passaggio. SibilliniWeb.it declina ogni responsabilità per i danni che l’uso di tali dati possono arrecare. INTRODUZIONE Il tratto di Valnerina che va da Macenano fino alla sorgente del Fiume Nera, presso Visso, nel cuore del Parco Nazionale dei Monti Sibillini, è denominata VALLE UMBRA-VALNERINA o Alta Valnerina. Amministrativamente è un comprensorio di dieci comuni ricompresi nella provincia di Perugia: Cerreto di Spoleto, Cascia, Monteleone, Norcia, Poggiodomo, Preci, Scheggino, Sellano, Santa Anatolia, Vallo di Nera. E’ questo un paesaggio aspro ed antico, caratterizzato da fortificazioni e da torri medievali, da potenti abbazie e da solitari eremi, dai piccoli paesi dal fascino incorrotto, in cui l’uomo, partecipe della realtà che lo circonda, ha rallentato il corso del tempo per pagare il suo omaggio ad una natura che mostra ancora aspetti di straordinaria e intatta bellezza. Dai 2.476 m del Monte Vettore, al maestoso Pian Grande di Castelluccio, dalle gole del Nera all’aspra valle del Fiume Corno, dagli itinerari religiosi di S. Lasciamo alle nostre spalle il castello di Ferentillo, baluardo a protezione dell’abbazia di San Pietro in Valle, ed addentriamoci in quello che una volta era il Granducato di Spoleto. Superato il bivio a sinistra per l’abbazia, e successivamente il paese di Macenano, da dove si imbocca il sentiero per il borgo abbandonato di Umbriano, già visto nell’itinerario 2, raggiungiamo dopo 3 km il bivio per Terria. Terrìa è un sonnolento paesino arroccato su di una collina, con una serie di torrioni diroccati sui quali arrampicarsi, che ha ricevuto un nuovo impulso vitale da quando l’istituzione del Parco Fluviale del Nera, ha installato a valle del paese il Laboratorio Ittico di Terria: un osservatorio sugli ecosistemi acquatici, incentrato sulla preservazione della trota, regina dell’ecosistema acquatico del Nera.

Dal territorio di Terrìa a Scheggino e oltre: tappe ed elementi salienti

Superata Terrìa, entriamo in provincia di Perugia, e dopo circa 7 km ci appare sulla destra la possente cinta muraria, abbarbicata su un pendio roccioso, dello splendido Castello di Scheggino. Qui potrete riposarvi sull’erba del bel parco bagnato dalle chiare acque del Nera ammirando il borgo dal basso, o attraversare le antiche mura per addentrarvi nei vicoletti del centro storico. Da vedere la chiesa di San Nicolò (del XIII sec ma rifatta nel XVI) con all’interno pregevoli affreschi in corrispondenza dell’abside, attribuibili allo Spagna, e la chiesa di Santa Felìcita, dallo stupefacente stile primitivo simile al longobardo. Scheggino è zona di trote veraci e di tartufi di raffinata qualità, commercializzati dalla nota ditta Urbani, che ha allestito nella piazza principale, il Museo del Tartufo, visitabile gratuitamente insieme al punto vendita. Le splendide Fonti di Valcasana che sgorgano a poca distanza dal paese sono un esempio dello spettacolo che la natura offre in queste zone. Molto noti sono i ristoranti: Baciafemmine, Antica torre del Nera e la Locanda di Valcasana. Hanno sede qui un altro dei molti centri rafting della Valnerina: il Centro Outdoor Pangea, e il parco avventura Activo Park.

Immagine: panorama Castelluccio e Piana

Riprendiamo la Valnerina e dopo soli 3 km, giungiamo ad una grande rotonda. Da qui si innesta la nuova strada delle Tre Valli Umbre, che con un lungo tunnel di 4 km, ci consente di arrivare nella Valle Spoletina per raggiungere Spoleto in soli 10 minuti. Ma restiamo in Valnerina e sostiamo brevemente sul piazzale che troviamo subito dopo lo svincolo a destra. Qui c’è un bar ed un ottimo alimentari ricco di prodotti tipici e carne fresca, che offre agli avventori gratuitamente l’uso di barbecue all’aperto con fuoco già pronto per fare le proprie grigliate in autonomia. Siamo proprio sotto il castello di Sant’Anatolia di Narco, che domina la Valle fin dal XII secolo. Degne di nota la chiesa parrocchiale di Sant’Anatolia che contiene pregevoli affreschi del XIV secolo, la piccola chiesa di Santa Maria delle Grazie in stile rinascimentale, ed il convento di Santa Croce del XIII sec.

Immagine: Vallata Sant’Anatolia di Narco

VECCHIA FERROVIA SPOLETO-NORCIA In questo punto della Valle, siamo nel bel mezzo del vecchio tracciato della ormai smantellata Ferrovia Spoleto-Norcia, chiamata anche La vecchia ferrovia. Inaugurata nel 1926 e smantellata nel 1968, collegava Spoleto con Norcia percorrendo un primo tratto di montagna da Spoleto a S. Anatolia salendo fino a 970 m slm, e poi correndo in valle lungo il fiume, fino a Norcia, per un totale di 51 km. Chiamata anche “il Gottardo dell’Umbria”, può definirsi una ferrovia alpina e rappresenta un piccolo gioiello di ingegneria ferroviaria: infatti lungo il percorso relativamente breve di 51 km vennero costruite ben 19 gallerie, con quella di valico nei pressi di Caprareccia di quasi 2 chilometri, 24 ponti e viadotti ingegneristicamente avveniristici e di grande pregio architettonico, con vari tratti di linea elicoidali, simili a quelli che si trovano spesso nelle ferrovie svizzere, e pendenze fino al 45 per mille nel tratto tra Spoleto e la valle del fiume Nera. Oggi il tracciato è stato recuperato a fini turistici, messo in sicurezza, e può essere percorso quasi tutto a piedi, in mountain bike a cavallo o a dorso di muli. E’ uno splendido percorso che si snoda tra le gole e il letto del fiume Nera, attraversando valli e boschi ombrosi, che permette di godere della splendida natura di queste zone e di entrare in contatto con la ricca fauna ancora pulsante in questi luoghi: si possono infatti incontrare rapaci diurni come il gheppio, la poiana, l’aquila reale (che è stata vista nidificare qui), il lupo, il gatto selvatico e il pipistrello. Le vecchie stazioni stanno diventando punti informativi per i turisti, e ci accompagneranno lungo il resto del cammino fino a Norcia. L’ex stazione di testa a Spoleto ospita oggi il Museo della Ferrovia Spoleto-Norcia. Da Spoleto si snoda anche la pista ciclabile Spoleto-Assisi, che con l’ex ferrovia per Norcia dovrebbe diventare un unico percorso di 115 km. Dal punto dove siamo partono due tratti del percorso della vecchia ferrovia. Il primo, percorribile per intero o divisibile in due tappe, inizia a S. Anatolia e sale fino alla stazione di Caprareccia (14 km, dislivello 340 mt. tempo di percorrenza 4h, difficoltà T/E) per poi ridiscendere fino a Spoleto (8 km, dislivello 260 mt. tempo di percorrenza 2h, difficoltà T). Il secondo tratto corre lungo la valle del Nera e poi del fiume Corno, ed è divisibile in tre tappe: S. Anatolia-Borgo Cerreto (14 km, dislivello 70 mt. tempo di percorrenza 3,5h difficoltà T), Borgo Cerreto-Balza Tagliata (5 km, dislivello 80 mt. Tempo di percorrenza 1,5h difficoltà T), Serravalle-Norcia (6,5 km, dislivello 77 mt. tempo di percorrenza 1,5h difficoltà T).

Immagine: vecchia ferrovia Spoleto-Norcia

Riprendiamo il nostro cammino lungo la Valnerina, lasciamoci sulla destra la ex-stazione di S. CASTEL SAN FELICe e dopo solo 1 km di cammino, scorgiamo arroccato su di un colle il delizioso Castel San Felice. Ai piedi del castello sorge uno dei gioielli del Romanico Umbro che non si può mancare di visitare: l’Abbazia dei Santi Felice e Mauro. Edificata nel 1190 su un edificio religioso preesistente, ha una splendida facciata adorna di mosaici cosmateschi romani, con un raro rosone a doppia corolla con i simboli evangelici, bifore e portale a doppia ghiera. L’interno ad una sola navata con presbiterio sopraelevato, delimitato da plutei cosmateschi, è decorato con preziosi affreschi tardogotici tra cui un Cristo benedicente e Angeli del Maestro di Eggi. Sotto al presbiterio si apre la cripta, al centro della quale è conservato il sarcofago in pietra rosata contenente i resti di Felice, Mauro e la nutrice siriaca.

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Immagine: Abbazia dei Santi Felice e Mauro

Riprendiamo la statale e dopo 3 km scorgiamo sulla sinistra la sagoma perfetta del borgo Vallo di Nera, annoverato nell’elenco dei borghi più belli d’Italia. Il castello è interamente cinto da mura e da torri e conserva intatta la sua struttura urbanistica medievale, con stretti vicoli sormontati da archi. Si ricordano la Chiesa francescana di Santa Maria, che contiene affreschi di scuola giottesca tra cui la celebre “Processione dei Bianchi” dipinta da Cola di Pietro da Camerino nel 1401, e la parrocchiale di San Giovanni Battista con affreschi di Jacopo Siculo. Continuiamo per altri 9 km, zigzagando in mezzo ad alti monti e ripide pareti rocciose, fino a giungere a Borgo Cerreto, sovrastato dalla terrazza a strapiombo sulla valle, di Cerreto di Spoleto. E’ questo un sito di grande importanza fin dall’epoca preromana e romana poiché qui correva il confine tra le antiche regioni della Sabina e dell’Umbria. Possiamo da qui fare una piccola deviazione: attraversiamo il ponte sul Nera, ed imbocchiamo il tracciato della vecchia ferrovia; tornando indietro per circa 1,5 km, raggiungiamo un punto particolarmente suggestivo, all’interno in una dolce vallata col fiume scavalcato da due vecchi ponti e due gallerie.

Immagine: Borgo Cerreto e valle circostante

Continando invece lungo la statale per altri 1,5 km, arriviamo ad uno svincolo, dove si imbocca la strada che attraverso un alto viadotto ed un tunnel, prosegue verso Cascia e Norcia. LA BALZA TAGLIATA Appena usciti dal paese, si nota sulla destra un vecchio bivio stradale, attualmente chiuso, che immette su un ramo di strada lungo circa 2 km, percorribile oggi solo a piedi, che costeggia il fiume Corno ed anche il tracciato della vecchia ferrovia, fino a ricollegarsi con la attuale strada regionale per Norcia. Fino ai primi anni ’80 era questa la strada principale per raggiungere Norcia, ma dopo il violento sisma del ’79 che devastò la Valnerina, a causa dell’elevato rischio di caduta massi che rese pericolosa la viabilità, fu realizzata la variante col viadotto e il tunnel che abbiamo incontrato poco prima di Triponzo, e questo piccolo tratto di strada fu abbandonato e cadde presto nell’oblio. Dopo più di trent’anni la vegetazione ha preso il sopravvento e ormai lascia poco spazio all’asfalto crepato dal tempo e dai terremoti, costellato dai massi precipitati dalle alte pareti rocciose. Ci troviamo nella Gola della Balza tagliata, un luogo di stupefacente bellezza, con altissime pareti a picco sul torrente, dove passava la storica statale Nursina che, dall’epoca preromana fino alle metà del secolo XIX era l’unico “sentiero” capace di mettere in comunicazione l’area “Nursina” con la Valnerina. Poiché c’è un punto dove la parete di roccia precipita così a “balzo” perpendicolarmente al fiume Corno che era impossibile passare, il Senato di Roma intorno all’88-85 a.C. fece realizzare un grande taglio nella parete al fine di ricavare nella roccia la sede stessa della strada. La realizzazione dell’opera fu ricordata con un’iscrizione che menziona i magistrati che curarono l’esecuzione della decisione del Senato romano, iscrizione tuttora visibile su una lapide scolpita nella roccia viva. E’ questa la Balza Tagliata, capolavoro di ingegneria romana, semi-tunnel così stretto che laddove la mulattiera faceva la curva, erano state posizionate delle campanelle per avvisare gli eventuali viandanti provenienti dall’altro lato. Questo perché il sentiero non era sufficientemente largo per il transito contemporaneo di due muli e, se questo accadeva, uno dei due animali, veniva necessariamente gettato di sotto nel fiume. Onde evitare, si avvisava acusticamente per tempo, in modo da organizzarsi in anticipo. Lasciamo questo luogo quasi irreale e ritorniamo lungo la Valnerina fino allo svincolo per Cascia-Norcia. Scavalcato il Nera con un altissimo viadotto percorriamo il lungo tunnel che ci porta nella Valle del fiume Corno. Subito dopo il tunnel, superiamo sulla sinistra l’altra uscita della gola della balza tagliata, e continuiamo per altri 6 km lungo questa valle stretta e tortuosa, con innumerevoli gallerie da attraversare, finchè giungiamo al paesino di Biselli.

Immagine: Balza Tagliata e tunnel antico

LA STRETTA DI BISELLI Qui, oltre ai ruderi della vecchia Biselli in alto sul costone roccioso, ed al Centro Rafting GAIA, possiamo andare alla scoperta del secondo luogo della Valnerina abbandonato e dimenticato dopo l’ampliamento della strada degli anni ’80, ovvero la “Stretta di Biselli”. Invece di imboccare il moderno tunnel che fora dritto il colle di fronte, giriamo a destra e passiamogli intorno seguendo quella che era la vecchia strada, oggi ormai chiusa. Raggiungiamo in pochi metri l’imbocco del piccolo tunnel della vecchia statale, ora murato, che consentiva di scavalcare la vera e propria stretta di Biselli, ovvero un punto così stretto della valle che le pareti di roccia scendono nel torrente quasi a toccarsi. Addentriamoci a piedi lungo il sentiero, troveremo anche l’imbocco del tunnel della vecchia ferrovia che incredibilmente passava sotto il tunnel della vecchia statale, tanto poco era lo spazio in questo punto, ed alla fine giungiamo su un antico ponticello che guada il fiume. In epoca “pre-stradale”, prima ancora della realizzazione del traforo della vecchia statale, e prima ancora della realizzazione della ferrovia, l’orrida stretta era guadata da due ponticelli pedonali. Da un lato e dall’altro, c’era solo montagna. Oggi il secondo ponte, quello in alto, non esiste più, se non come ricordo nelle foto d’epoca, ma se ne possono vedere i resti incastonati nella roccia. I due vecchi tunnel sono chiusi e il silenzio si è impadronito di nuovo di questo angolo di natura primordiale e indomita, dal fascino selvaggio ed incontaminato. Riprendiamo la statale, e dopo due tunnel e 3 km di strada arriviamo a Serravalle. Qui, dove ci accolgono un altro centro rafting e qualche negozio di prodotti tipici, la strada si biforca. Prima di raggiungere Norcia, possiamo fare una deviazione e girare a destra; in 15 minuti percorreremo i 12 km di curve che ci separano da Cascia.

Immagine: Stretta di Biselli

Cascia: tra Santa Rita e luoghi di interesse

Cascia è nota universalmente per essere la patria di Santa Rita, la suora, beatificata nel 1900, che visse tra il 1381 e il 1457, dispensatrice di grazie ed oggi nota in tutto il mondo. Da vedere nella cittadina sono soprattutto i gioielli di architettura medievale: la Chiesa gotica di San Francesco, che colpisce per la bellezza del rosone e del suo portone ogivale, la Chiesa di S. Antonio Abate, originaria del 1400 ma ristrutturata e modificata in epoca barocca che all’interno presenta un ciclo di tele sulla storia della Santa, la longobarda Collegiata di Santa Maria nel cui interno possono essere ammirate notevoli opere d’arte come un Crocifisso ligneo del 1400. È di epoca gotica anche la Chiesa di S. Agostino, al cui interno si trovano stupendi esempi di affreschi di scuola umbra e perugina. Di notevole interesse storico e religioso sono la Basilica e il monastero di S. Rita, veri e propri centri religiosi di fama mondiale. Infine, Palazzo Carli, con il suo interno, è forse l’esempio più rappresentativo dell’architettura civile della città. Merita un’escursione anche la vicina Roccaporena, a 7 km, luogo natale di Santa Rita, ricchissima di luoghi che ricordano la sua vita quali la Casa Natale, l’Orto del Miracolo e lo Scoglio della Preghiera.

Immagine: Santa Rita e Cascia

Torniamo a Serravalle e proseguono le indicazioni per il rientro, includendo ulteriori spunti di viaggio tra Umbria e Marche. Umbria e Marche sono due regioni perfette per fare un bellissimo weekend fuori porta, raggiungibili in poche ore di macchina o treno da molte zone del paese. Da oltre un anno non vedevamo i nostri parenti in Umbria e quindi abbiamo approfittato per una rimpatriata unita a due gite a Castelluccio di Norcia per la fioritura e, alle grotte di Frasassi e zone intorno. Abbiamo viaggiato insieme ad amici con bambini, infatti le nostre bimbe si sono divertite moltissimo. Lascia un commento alla fine se ti è piaciuto! Grazie

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Immagine: Castelluccio in fiore

Grotte di Frasassi e dintorni: contesto culturale e naturale

Weekend tra Umbria e Marche: la mappa. Il sito è organizzato benissimo con servizio navetta dal parcheggio. Avale già acquistato i biglietti online, si parcheggia nei pressi del cimitero e ci si reca a piedi verso l’ingresso. Le grotte hanno temperatura costante di circa 14 gradi tutto l’anno, quindi è consigliabile felpa e impermeabile. Ogni gruppo è guidato e il giro ha una durata di circa 1,5 ore per un percorso di 1,5 km. Nelle vicinanze si trovano San Vittore Terme, l’Eremo di Santa Maria Infra Saxa e il Tempio del Valadier, luoghi collegati alla visita delle grotte. A Natale qui si svolge il presepe vivente più grande del mondo. Le grotte offrono scenari unici, con ulteriori siti legati al complesso carsico e alle aree naturali circostanti, tra cui l’Abbazia di San Vittore alle Chiuse e il ponte romano.

Immagine: Grotte di Frasassi

La visita completa si arricchisce di curiosità su scoperte archeologiche e riferimenti storici all’eremo di Santa Maria Infra Saxa, che in parte è scavato nella roccia della grotta ed è legato a testimonianze di monasteri femminili di clausura.

Video: panorami e percorsi tra Castelluccio, Balza Tagliata e Grotte di Frasassi

Tabella riepilogativa delle tappe principali

LuogoCaratteristicaNote
Castelluccio di NorciaPiana Fiorita, punti panoramiciPercorso non asfaltato, circa 2 ore al valico
TerrìaOsservatorio troteIngresso nel Parco Fluviale del Nera
SchegginoCastello, Museo del TartufoCentro rafting e ristoranti tipici
Borgo CerretoConfinum preromanoVecchi tracciati e gallerie
Balza TagliataBalzo roccioso, taglio romanoIscrizione nella roccia viva
BiselliStretta di BiselliTunnel vecchia statale, ponti pedonali
CasciaSanta Rita, architettura medievaleChiese gotiche e abbazie

Note pratiche e suggerimenti

  • L’intero percorso è esposto al sole; porta cappellino, crema protettiva e acqua abbondante.
  • Il tracciato si sviluppa su strade non asfaltate in parte, quindi prepararsi con scarpe adeguate è consigliato.
  • Le indicazioni GPS possono contenere discordanze rispetto al percorso reale; non fare affidamento esclusivo sui dispositivi.
  • Le vecchie stazioni della ferrovia Spoleto-Norcia sono diventate punti informativi e d’incontro per i visitatori.

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