Epidemiologia dell'edentulia in Europa: prevalenza, tendenze e fattori determinanti

L'edentulia è uno dei problemi più comuni in ambito dentale. Milioni di persone in tutto il mondo ne sono afflitte. Andiamo a vedere in cosa consiste l'edentulia, da cosa è causata, se e come può essere prevenuta e quali sono le migliori opzioni di trattamento.

Cos'è l'edentulia e tipologie

L'edentulia, anche nota come perdita dei denti, è una condizione dentale caratterizzata dall'assenza di denti in bocca. Esistono due tipi principali di edentulia: edentulia parziale e edentulia totale. L'edentulia parziale si verifica quando a una persona mancano alcuni denti. Si parla di edentulia totale quando a un paziente mancano tutti i denti.

Cause dell'edentulia

Le cause dell'edentulia possono essere diverse. Le principali sono: malattia parodontale; scarsa igiene orale; ipodonzia; anodonzia; traumi; fratture. La malattia parodontale è un'infezione delle gengive che può danneggiare i tessuti che sostengono i denti. Se non curata, può portare alla perdita dei denti. La scarsa igiene orale è una causa comune dell'edentulia. In tal senso, non spazzolare e non utilizzare il filo interdentale regolarmente può portare all'accumulo di placca e batteri che possono causare malattie gengivali e, alla fine, portare alla perdita dei denti.

L'ipodonzia è una condizione congenita in base alla quale alcuni pazienti nascono senza uno o più denti permanenti. L'anodonzia, invece, è una rara condizione congenita che prevede la totale assenza dei denti. La perdita dei denti può verificarsi anche a seguito di una caduta, un'aggressione o un infortunio occorso durante un'attività sportiva. Inoltre, i denti che hanno subito carie estese, diversi interventi odontoiatrici o grandi otturazioni potrebbero essere più suscettibili alla frattura, poiché la struttura residua del dente è ormai compromessa.

Conseguenze dell'edentulia

L’edentulia, oltre alle conseguenze sotto il profilo estetico, può causare ripercussioni significative sulla salute generale e sulla qualità della vita di chi ne è affetto. Tra queste figurano le difficoltà masticatorie, le quali potrebbero compromettere l’assunzione di cibi solidi, con possibili carenze nutrizionali. Un’altra problematica comune è la modifica della fonazione. La mancanza di denti può alterare la pronuncia di alcuni suoni, creare disagi nella comunicazione quotidiana e rendere più difficoltosa la comprensione del linguaggio.

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L’assenza di denti può, inoltre, provocare il riassorbimento osseo, un fenomeno naturale in cui l’osso mascellare tende nel tempo a ridursi per la mancanza di stimoli da parte delle radici dentali. Di conseguenza, la struttura del viso potrebbe cambiare, conferendo al paziente un aspetto invecchiato e incavato. A livello psicologico, infine, l’edentulia può avere un impatto negativo sull’autostima e sulla vita sociale del paziente. In alcuni casi, la perdita dei denti può addirittura essere associata a un maggiore rischio di disturbi dell’umore, come ansia e depressione.

Prevenzione dell'edentulia

Per coloro che nascono senza denti, chiaramente non c'è alcun modo per evitare l'edentulia. Chi, invece, pratica una inadeguata igiene dentale, dovrebbe quanto prima abbracciare abitudini sane, possibilmente nelle prime fasi di sviluppo della malattia gengivale. Ciò può aiutare a prevenire la perdita dei denti, con ripercussioni positive sulla salute orale e generale dei pazienti edentuli.

Un ottimo punto di partenza è senz'altro lavarsi i denti nella maniera corretta almeno due volte al giorno. Conviene sempre chiedere consigli al proprio dentista rispetto alla tipologia di spazzolino e di dentifricio da utilizzare. Un'altra buona abitudine è l'utilizzo di filo interdentale e collutorio. Sono anche altre le best practices che potrebbero aiutare a prevenire l'edentulia, come ad esempio non fumare e limitare il consumo di bevande e cibi ricchi di zuccheri.

Opzioni di trattamento

Esistono diverse opzioni di trattamento per chi soffre di edentulia. Le soluzioni maggiormente adoperate sono: protesi dentarie; impianti dentali tradizionali; implantologia all on four; ponti dentali fissi; ponti temporanei in resina. Le protesi dentarie sono dispositivi protesici rimovibili realizzati per adattarsi alla bocca del paziente e sostituire i denti mancanti.

Gli impianti dentali sono piccole viti che vengono inserite nella mascella per fungere da radici dei denti. Una volta avvenuta l'osteointegrazione, le corone dentali vengono attaccate all'impianto, così da garantire al paziente denti dall'aspetto il più possibile naturale. Tra le soluzioni più avanzate per la riabilitazione dentale rientra l’implantologia All-on-Four, una tecnica innovativa che consente di ripristinare un’intera arcata dentale con soli quattro impianti dentali strategicamente posizionati con la tecnica del carico immediato. I ponti dentali fissi rappresentano un’opzione per chi ha perso uno o più denti consecutivi. In fine, i ponti temporanei in resina sono soluzioni provvisorie utilizzate in attesa della riabilitazione definitiva.

Prevalenza edentulia in Europa e dati globali

Il Gruppo di ricerca GBD 2021 sulla salute orale ha condotto la più ampia analisi mai realizzata sul carico globale delle patologie orali. Lo studio prende in esame il periodo che va dal 1990 al 2021 e utilizza i dati del Global Burden of Disease Study (GBD). Applicando modelli statistici avanzati per stimare in modo coerente incidenza, prevalenza e impatto in termini di anni di vita vissuti con disabilità (DALYs). Il risultato è una fotografia globale che mostra come le malattie della bocca restino, a distanza di decenni, un problema sanitario massiccio e sottovalutato.

I dati rivelano che il numero assoluto di casi di patologie orali è aumentato in modo considerevole negli ultimi trent’anni. Mentre i tassi standardizzati per età hanno registrato solo un leggero calo. Questo significa che la crescita demografica e l’invecchiamento della popolazione hanno annullato i progressi ottenuti in termini di prevenzione e cure. Nel 2021 la prevalenza standardizzata per età si attestava intorno a 12.500 casi ogni 100.000 abitanti. Mentre i DALYs associati erano circa 81 per 100.000.

Nel 2021, circa 353 milioni di persone in tutto il mondo erano edentule, portando a un tasso di prevalenza globale standardizzato per età del 4,11%. Dal 1990 al 2021, il numero totale di casi di edentulia prevalenti e incidenti è quasi raddoppiato. Guardando al 2050, si prevede che il numero di individui edentuli raggiungerà quasi 661 milioni, segnando un aumento dell'83,40% rispetto al 2021.

Situazione italiana: prevalenza e disuguaglianze

Sono almeno 12 milioni gli italiani affetti da edentulia, una condizione clinica caratterizzata dalla perdita parziale o totale dei denti, ed è la popolazione più povera a risentirne. La causa della perdita di un dente può essere la parodontite, la carie o i traumi dentari. La soluzione risiede nella prevenzione, la principale strategia per prevenire l'inizio e la progressione delle malattie parodontali - che se non adeguatamente trattate determinano perdita ossea e progressiva mobilità, fino alla caduta dei denti.

A livello nazionale, la prevalenza dell’edentulismo per quanto non sia suffragata da dati certi, si attesta a circa il 10,9% della popolazione, con maggior diffusione nelle donne (12,5%) rispetto agli uomini (9,2%) (ISTAT, 2008). Infatti, la totale assenza di denti è pressoché nulla fino ai 44 anni; è del 3% tra i 45 e i 54 anni, del 10,5% tra i 55 e 64, e del 22,6% nella prima fascia anziana (65-69 anni). Risulta però che circa il 60% della popolazione di età superiore agli 80 anni presenta edentulia completa.

Differenze sulla salute dei denti e sul ricorso alle cure odontoiatriche si registrano anche a livello territoriale. Tra gli anziani il maggiore tasso di edentulismo si osserva al Nord con il 59% della popolazione, contro il 50,9% del Centro e il 47,3% del Meridione. Una indagine effettuata a livello regionale ha evidenziato la presenza di edentulismo con una percentuale del 49,6% in pazienti ospedalizzati e del 28,3% in quelli non-ospedalizzati, in accordo con dati europei che evidenziano che soggetti anziani istituzionalizzati hanno, in generale, una condizione di salute orale più compromessa rispetto a quelli che vivono liberi.

Edentulia, parodontite e carie: interazioni e responsabilità

La malattia parodontale è ritenuta responsabile di circa il 35% delle perdite dentali, mentre la carie di più del 50%. La carie secondaria rappresenta la principale causa di insuccesso delle riabilitazioni protesiche nel soggetto adulto con perdita, spesso, degli elementi dentari coinvolti. La carie radicolare è un problema particolarmente diffuso nei soggetti di età superiore ai 65 anni.

L'insorgenza di carie è strettamente legata alla quantità e qualità della placca batterica, alla presenza e alla frequenza di assunzione di zuccheri fermentabili, alla risposta immunitaria locale e sistemica del soggetto, alle caratteristiche salivari, alla morfologia e alla costituzione dei tessuti duri dentari. La malattia parodontale aumenta significativamente oltre la terza-quarta decade di età, divenendo causa significativa di perdita degli elementi dentari nel soggetto adulto.

Disparità socioeconomiche e accesso alle cure

Le malattie orali continuano a colpire con maggiore frequenza le fasce socioeconomiche svantaggiate, riflettendo la disuguaglianza nell'accesso a cure e prevenzione. I dati raccolti mostrano che tra i figli di migranti l'accesso al dentista resta più difficoltoso e i benefici degli interventi posti in atto sembrano meno duraturi. Il problema riguarda ben il 70% di chi ha introiti inferiori a mille euro al mese.

Nel campione tedesco dello studio DMS6, sul destino dei denti più che i comportamenti incidono livello di studi e reddito: tra chi ha alle spalle solo le scuole dell'obbligo l'indice DMFT a 65-74 anni è 18,7, e di questi 11 sono denti mancanti; tra chi ha proseguito gli studi, l'indice è 16,9 e 11 sono denti otturati.

Il caso tedesco: DMS·6 e il ruolo della prevenzione

Lo studio DMS 6, che registra dati dal 1989, certifica i grandissimi risultati degli investimenti fatti in prevenzione orale negli ultimi 35 anni. Sono gli ambiti indagati regolarmente dal 1989 dall'Institute of German Dentists, su un campione rappresentativo della popolazione tedesca. Giunto nel 2025 alla sesta edizione, lo studio dettaglia le condizioni di quattro età-filtro: 695 bambini tra 8 e 9 anni, 958 pre-adolescenti (12 anni), 927 adulti fra 35 e 44 anni e 797 anziani “giovani” tra 65 e 74 anni.

In 40 anni sono stati compiuti passi avanti eccezionali. Nel gruppo dei dodicenni, il 78% degli esaminati è ormai privo di carie. Nel gruppo dei 35-44enni, dal 1989 ad oggi il riscontro della patologia si è dimezzato, con un crollo del 90% tra i bambini di 8-9 anni. Grazie a 40 anni di copertura sanitaria pubblica, la percentuale di “nuovi anziani” sotto i 75 anni senza denti è diminuita dell’80%. Oggi solo il 5% dei 65-74 enni è senza denti, contro il 25% di 30 anni fa.

Rispetto al 1989, le otturazioni si sono ridotte del 54%, le estrazioni del 37%, le protesi dell’11%. Solo negli ultimi 20 anni le spese odontoiatriche coperte dall’assicurazione sanitaria nazionale sono diminuite del 12% in termini reali. I giovani pazienti sono tenuti ad attivare misure di pulizia assidue a casa, con regolari esercizi di spazzolamento e check-up dentali nelle scuole che rinviano al dentista in caso di problemi. Nei due appuntamenti annuali previsti in chiave di prevenzione, sono incluse le istruzioni per l’igiene orale, il trattamento intensivo con fluoro, la sigillatura dei molari.

mappa Europa prevalenza edentulia per regione

Tendenze epidemiologiche e proiezioni future

I risultati dello studio Global Burden of Disease 2021 sottolineano la significativa prevalenza e l'impatto globale della parodontite grave e dell'edentulia. A partire dal 2021, oltre 1 miliardo di persone in tutto il mondo convivevano con una parodontite grave, con una prevalenza globale standardizzata per età del 12,50%. Nel 2021 l'edentulia ha provocato 9,59 milioni di YLD con un tasso di YLD standardizzato per età di 111,51 per 100.000 individui.

Si prevede che l'invecchiamento della popolazione globale e i cambiamenti nei fattori di rischio determineranno un continuo aumento del numero di casi. Entro il 2050, si prevede che oltre 1,56 miliardi di persone vivranno con una parodontite grave e che il numero globale di individui edentuli raggiungerà quasi 661 milioni.

Screening, diagnosi precoce e rilevanza della consapevolezza

La diagnosi precoce è fondamentale per prevenire la perdita dei denti. Esiste il test P.S.R. (Periodontal Screening Recording): è un test di screening che si esegue utilizzando una sonda parodontale millimetrata, utilizzata su tutti i denti. Si tratta di un sondaggio indolore, rapido e non invasivo, che in appena 15 minuti consente di fare una diagnosi sullo stato parodontale del paziente.

La ricerca Key-Stone condotta su un campione di popolazione in cinque Paesi europei ha evidenziato che il 47% della popolazione adulta europea intervistata non conosce la parodontite. In Italia la conoscenza è più alta, con oltre il 75% di conoscenza tra i laureati. Tuttavia, solo il 26% del campione italiano dichiara di non presentare alcuno dei sintomi indicati; il 13% dei pazienti intervistati ha dichiarato di aver ricevuto diagnosi di parodontite.

infografica prevenzione edentulia: buone pratiche igiene orale

Linee guida e raccomandazioni per la salute pubblica

Il Global Oral Health Action Plan (GOHAP) 2023-2030 dell'Organizzazione Mondiale della Sanità (OMS) fissa come obiettivo una riduzione del 10% della prevalenza di malattie orali entro il 2030. Le politiche sanitarie e le strategie di prevenzione mirate devono integrare epidemiologia, politiche sanitarie e pratiche cliniche per ridurre il carico di malattie orali. La Società Italiana di Parodontologia e Implantologia (SIdP) ha collaborato alla stesura di linee guida per la pratica diagnostica e terapeutica della parodontite che sono state adottate in diversi Paesi europei.

Ruolo dei professionisti e dell'educazione sanitaria

Per i dentisti queste informazioni significano che la gestione della salute orale non può limitarsi al singolo studio clinico, ma richiede una visione ampia. Mettere al centro dell’attività clinica la parodontologia significa dare valore alla prevenzione del disturbo parodontale e alla diagnosi precoce per il miglioramento della salute orale, con un impatto significativo sulla salute generale delle persone.

Le politiche di prevenzione orale in Germania sono state accompagnate da significativi cambiamenti negli studi dentistici, a partire dalla formazione degli assistenti, che oggi possono diventare assistenti alla profilassi o anche igienisti dentali e rilevare compiti di profilassi nelle strutture. Anche la formazione dell’odontoiatra è stata rinforzata con nozioni di corretta comunicazione al paziente.

video: prevenzione edentulia e tecniche di igiene domiciliare

Messaggi chiave

  • L'edentulia rimane una condizione diffusa in Europa e nel mondo, con forti disparità socioeconomiche e territoriali.
  • La prevenzione primaria (igiene orale, riduzione zuccheri, stop fumo) è la strategia più efficace per ridurre l'incidenza futura.
  • Screening e diagnosi precoce (es. PSR) consentono interventi tempestivi che possono evitare perdita dentale.
  • Politiche pubbliche e assicurative che favoriscono accesso e prevenzione, come dimostrato in Germania, riducono edentulia e costi a lungo termine.
  • È urgente aumentare la consapevolezza della popolazione sulla parodontite e sulle sue conseguenze per prevenire l'edentulia.

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