Struttura e funzione dell'epitelio ghiandolare e del seno mascellare

Il seno mascellare, conosciuto anche con l'eponimo di “antro di Higmoro”, è il più ampio dei seni paranasali e occupa solitamente una grossa parte del corpo dell'osso mascellare. Classicamente, il seno mascellare viene descritto come una cavità pneumatica di forma piramidale; la base, quadrangolare, guarda alla cavità nasale e la sua forma visibile esternamente può variare da individuo a individuo a seconda dell'organizzazione, dello sviluppo e della composizione dei tessuti all'interno del seno.

Anatomia e pareti del seno mascellare

Il seno mascellare è un’ampia cavità in collegamento con le fosse nasali, scavata prevalentemente all’interno dell’osso mascellare, subito al di sopra dei denti posteriori superiori. La sua base è quadrangolare ed è delimitato da sei pareti: anteriore, superiore, posteriore, inferiore, laterale (apice), mediale (interna).

  • Parete superiore (tetto): concorre alla formazione del pavimento dell’orbita; il suo spessore è inferiore a 0,6 mm circa.
  • Parete inferiore (pavimento): costituisce il pavimento del seno, ha un andamento piuttosto curvilineo, è situato nell’adulto fino a 10 mm al di sotto del livello del pavimento del naso e può contrarre stretti rapporti spaziali di contiguità o continuità con gli apici radicolari degli elementi dentari latero-posteriori.
  • Parete posteriore (pterigo-mascellare): corrisponde alla parete posteriore del mascellare (tuberosità del mascellare) e ha uno spessore di circa 2 mm.
  • Parete anteriore: tessuto sottile ma compatto (spessore circa 1 mm), depressa dalla fossa canina che si trova sulla faccia anteriore del mascellare e risulta convessa verso l’interno del seno.
  • Parete laterale: costituisce la mascella posteriore ed il processo zigomatico.
  • Parete mediale (interna): separa il seno mascellare dalla fossa nasale e presenta supero-posteriormente l’orifizio che mette in comunicazione il seno mascellare con le cavità nasali; la posizione dell'ostio rimane stabile per tutta la vita.

Membrana del seno mascellare: membrana di Schneider ed epitelio

Tutte le pareti interne del seno mascellare sono rivestite da una membrana mucosa dello spessore di 0,3-0,8 mm, detta membrana di Schneider, che continua con quella della cavità nasale e degli altri seni paranasali attraverso i loro osti. La membrana sinusale ha una superficie liscia, di colore rosa pallido, è molto sottile e delicata ed è formata da tre strati: epiteliale, connettivale e periostale.

La membrana di Schneider, costituita da un epitelio ciliare colonnato pseudostratificato, riveste tutte le pareti interne del seno. In condizioni fisiologiche la membrana ha uno spessore variabile tra 0,13 e 0,5 mm. La funzione di questo epitelio è quella di trasportare il muco prodotto verso l'ostio sinusale e riversarlo quindi nelle fosse nasali.

Schema della membrana di Schneider e dell'epitelio ciliare

Questo fenomeno è reso possibile grazie alla presenza delle ciglia, in quantità di 100-150 per ogni cellula, che vibrano con una frequenza di circa 1000 battiti al minuto.

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Variazioni patologiche e fattori di rischio

Nei soggetti tabagisti si riscontra una maggiore variabilità di spessore della membrana, che va da molto sottile (pari o inferiore ad 1 mm) a molto spessa (fino alla metaplasia dell’epitelio cilindrico ciliato pluristratificato in epitelio squamoso). Tuttavia è possibile riscontrare ispessimenti patologici della membrana, riconducibili a processi flogistici che esitano in sinusite. Spessori maggiori di 3-4 mm dovrebbero comunque indirizzare verso la richiesta di una consulenza otorinolaringoiatrica.

L'ispessimento, diagnosticabile radiograficamente tramite una tomografia computerizzata (TC), corrisponde clinicamente ad una consistenza aumentata e ad un aspetto gelatinoso. Modificazioni di questo tipo, individuabili sul piano radiografico, sono molto evidenti dal punto di vista clinico.

Funzioni proposte del seno mascellare

La funzione dei seni mascellari non è stata ancora chiarita. Diverse ipotesi sono state formulate: i seni mascellari, per le loro caratteristiche di spazi vuoti, contribuiscono a ridurre il peso del massiccio facciale; sono camere di compensazione per i carichi esercitati sui pilastri di resistenza; possono fungere da cassa di risonanza per la voce quando si canta; isolano le orbite dalle variazioni di temperatura intranasali.

I seni possono anche agire da scambiatore di calore riscaldando l’aria inspirata per aumentarne l’umidità e successivamente raffreddando l’aria espirata per diminuirne il contenuto in acqua; possono aumentare il senso dell’olfatto intrappolando gli odori; contribuiscono a diminuire con le loro cavità lo stress masticatorio sul massiccio facciale.

Relazioni con denti, età e pneumatizzazione

Con l’avanzare dell’età e con la perdita degli elementi dentari si assiste ad una riduzione della vascolarizzazione intraossea, per quanto riguarda numero ed calibro dei vasi. La perdita dei denti annulla gli stimoli biomeccanici sull’osso che hanno una fondamentale importanza nel mantenere un fisiologico volume osseo.

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Tale perdita determina nei primi 6 mesi un riassorbimento osseo marcato che in seguito si attesta ad una media di circa 0,1 mm/anno; tale riassorbimento può essere accelerato da patologie concomitanti oltre che dall’età e dal sesso. Nell’edentulia datata da molto tempo, lo spessore osseo tra il seno mascellare e i denti si riduce in maniera importante fino ad arrivare a valori inferiori a 1 mm. In tali situazioni si assiste ad una pneumatizzazione (dilatazione) del seno mascellare con una perdita del volume osseo dove erano prima presenti gli elementi dentari.

Radiografia TC che mostra pneumatizzazione del seno mascellare

La parete inferiore, che costituisce il pavimento del seno, con il progredire dell'età subisce un fenomeno di riassorbimento che porta alla formazione di deiscenze attorno alle radici, portando gli apici a sporgere all'interno della cavità, ricoperti solamente dalla membrana di Schneider o da una sottile lamella di corticale. La posizione dell'ostio rimane stabile per tutta la vita, non seguendo lo spostamento caudale del pavimento che avviene durante la pneumatizzazione.

Vascolarizzazione e innervazione

Quest'ultima spesso contrae un'anastomosi con l'arteria infraorbitaria che decorre all'interno della parete ossea laterale del seno, ad una distanza di circa 19 mm dalla base del seno. È importante indagarne la presenza, evidenziabile tramite una TC, al fine di evitare un'emorragia intraoperatoria durante l'antrostomia per una procedura di rialzo di seno mascellare.

Il reflusso venoso è garantito dalla vena facciale, dalla vena sfeno-palatina e dal plesso pterigoideo. Questo sistema venoso può anche essere responsabile della diffusione, ai distretti anatomici contigui, di un'infezione originata nel seno mascellare.

L'innervazione del seno mascellare è fornita direttamente dal nervo mascellare, seconda branca del nervo trigemino.

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Implicazioni cliniche e chirurgia del seno mascellare

La chirurgia del seno mascellare consiste nel ricreare un volume osseo adeguato al fine di poter posizionare degli impianti dentari per il supporto di una protesi, attraverso il sollevamento della membrana del seno mascellare e la rigenerazione dell'osso compreso nello spazio tra il seno mascellare stesso e gli impianti dentari. È una tecnica molto delicata riservata solo ai chirurghi più esperti al fine di limitare la complicanza più frequente, rappresentata dalla perforazione della membrana del seno mascellare, con conseguente creazione di una comunicazione patologica tra seno mascellare e cavità orale.

Il nostro è un Centro odontoiatrico altamente specializzato per questo tipo di chirurgia. In alcuni casi particolari è possibile riscontrare la presenza di un ostio accessorio, sempre situato sulla parete mediale; questa evenienza è da considerare durante le procedure di aumento in quanto la mucosa non deve essere scollata fino a questo livello.

Tecnica di rialzo del seno mascellare (sinus lift) - procedura illustrativa

Valutazione preoperatoria

La presenza di setti ossei di Underwood, differenti per spessore ed orientamento, è la variabile anatomica più temuta ed è presente nel 16-58% dei seni; è bene che vengano identificati all'esame radiografico preoperatorio in vista di un sinus lift. Alcune variabili anatomiche, quale ad esempio l'estensione della bulla etmoidale all'interno del seno (detta cellula di Haller), possono ridurre la pervietà dell'ostio.

Elemento Rilevanza clinica
Spessore membrana di Schneider 0,13-0,5 mm fisiologico; >3-4 mm consulto ORL
Pavimento del seno Può essere a 10 mm sotto il pavimento nasale; rapporto con apici dentari
Anatomie variabili Setti di Underwood, cellula di Haller, ostio accessorio
Vasi importanti Anastomosi con arteria infraorbitaria (~19 mm dalla base)

Diagnosi e immagini

L'ispessimento della membrana e altre alterazioni sono diagnosticabili radiograficamente tramite una tomografia computerizzata (TC). È importante indagare la presenza di strutture vascolari e setti ossei con la TC preoperatoria per evitare complicanze chirurgiche e pianificare correttamente gli interventi di rialzo del seno.

La membrana sinusale, solitamente spessa al massimo mezzo millimetro, può andare incontro ad ispessimento a seguito di condizioni patologiche di tipo infiammatorio acuto (processi infettivi) o cronico (abitudine al fumo): tali modificazioni sono evidenti sul piano radiografico e clinico.

TC assiale del seno mascellare con ispessimento della membrana

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