Esercizio abusivo della professione odontoiatrica: casi e sviluppi tra Ancona, Loreto, Porto San Giorgio e altre località

LORETO - La Guardia di Finanza di Osimo ha individuato una persona che esercitava abusivamente la professione odontoiatrica a Loreto. Nei giorni scorsi, al fine di eseguire un controllo sulla regolarità dei lavoratori dipendenti, le Fiamme Gialle osimane si sono presentate presso un laboratorio odontotecnico da anni operante nella città mariana. I finanzieri erano convinti di dover controllare personale intento alla costruzione di protesi dentarie ed altri apparecchi ortodontici ma si sono trovati a constatare una ben diversa realtà: una persona in camice, mascherina, cuffia, guanti ed occhiali microchirurgici, era intenta a svolgere, coadiuvato da un’assistente in divisa sanitaria, una prestazione odontoiatrica ad un paziente adagiato su un lettino da dentista.

Quello che secondo la targa posta all’ingresso doveva essere un laboratorio odontotecnico, nei fatti era un vero e proprio studio dentistico: una sala d’aspetto, due sale ambulatorio allestite con due poltrone da dentista (c.d. riunito), un radiografo, uno sviluppatore, un’autoclave per la sterilizzazione, turbine ed altre attrezzature, oltre che strumenti medico sanitari. Sono state rinvenute anche siringhe e farmaci per l’anestesia di quelli ad uso esclusivo odontoiatrico. Alla richiesta di esibire i titoli abilitativi necessari all’esercizio della professione odontoiatrica, nessuno degli operatori presenti è stato in grado di esibire alcunché. Peraltro nessuno di essi era in possesso di una laurea in medicina ovvero odontoiatria. Si è pertanto proceduto al sequestro delle attrezzature presenti nei locali oltre alla denuncia dell’odontotecnico per il reato di esercizio abusivo della professione odontoiatrica. La Procura della Repubblica di Ancona ha convalidato il sequestro operato dai militari della Guardia di Finanza.

Immagine: laboratorio odontotecnico trasformato in studio dentistico

PORTO SAN GIORGIO - La Guardia di finanza ha denunciato un odontotecnico di 59 anni di Porto San Giorgio per esercizio abusivo della professione medica. L'uomo aveva uno studio a Marina di Altidona dove esercitava la professione di dentista. Le indagini sono ancora in corso. Tutto è iniziato da alcune segnalazioni di cittadini. L’approfondimento delle indagini, disposto dalla Procura della Repubblica del tribunale di Fermo, ha poi dimostrato che l'uomo non aveva i requisiti per esercitare la professione.

ANCONA - Non era laureato, non era mai stato iscritto ad alcun albo professionale e non aveva nessuna autorizzazione sanitaria. Eppure esercitava come dentista in uno studio di oltre 100 metri quadrati, completamente abusivo. A scoprirlo sono stati i Finanzieri del Comando Provinciale della Guardia di Finanza di Ancona, che hanno smascherato un 68enne anconetano. Il finto professionista, titolare dell'attività, operava nel capoluogo in un locale privo di qualsiasi autorizzazione, senza i requisiti di sicurezza e in violazione delle norme sullo smaltimento dei rifiuti pericolosi a rischio infettivo e chimico. All’interno dello studio, durante l’ispezione, i militari hanno trovato un paziente appena sottoposto a una prestazione odontoiatrica. Durante la perquisizione sono state trovate attrezzature e strumentazioni mediche perfettamente operative, tra cui un riunito odontoiatrico, strumenti per radiografie, farmaci, protesi e altro materiale sanitario. Non risultava intestata al 68enne alcuna autorizzazione. Accertata anche la presenza di un collaboratore che, secondo quanto dichiarato, effettuava estrazioni dentarie “su chiamata”, sostenendo però di ignorare la totale irregolarità dell’attività. L’intero studio, con tutte le apparecchiature, è stato posto sotto sequestro per impedire la prosecuzione dell’attività abusiva. Le indagini, coordinate dalla Procura della Repubblica di Ancona, proseguono per accertare ulteriori responsabilità.

Zona studio dentistico abusivo con paziente seduto

LA STORIA - Quando i finanzieri erano entrati nello studio per compiere una verifica fiscale si erano imbattuti in un presunto laboratorio odontotecnico abusivo con tanto di paziente sedato ancora disteso sulla poltroncina, pronto a essere medicato con il trapano in funzione. Ora a distanza di un po’ di tempo dal blitz, i militari del Gruppo della Guardia di Finanza, coordinati dal pubblico ministero Guido Cocco, hanno chiuso le indagini preliminari contestando a due persone il reato di esercizio abusivo della professione e per uno anche la somministrazione illegale di farmaci. Nello specifico si tratta di F.D.S di 61 anni dell’Aquila, odontotecnico e M.D.C. di 57 anni, igienista dentale. L’attività di polizia giudiziaria ha preso le mosse da una verifica fiscale allo studio di odontotecnico del 61enne, che coincide con il domicilio fiscale dell’indagato, nel quartiere Torretta.

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IL BLITZ - Al momento di controllare la documentazione fiscale, i militari avevano notato come distesa nella classica poltroncina in uso ai dentisti, c’era una donna pronta a ricevere delle medicazioni con il trapano ancora in funzione. A quel punto alla domanda dei militari delle Fiamme Gialle di esibire i titoli per esercitare la professione di dentista, il 61enne avrebbe ammesso di non esserne in possesso. Ascoltata immediatamente la paziente la stessa avrebbe ammesso di trovarsi lì e di aver ricevuto prima un’iniziazione gengivale con anestetico e poi di aver ricevuto una manipolazione tramite appunto il trapano elettrico. Nel corso dell’audizione dell’odontotecnico, lo stesso aveva dichiarato ai militari delle Fiamme gialle che allo studio si appoggiava un dentista titolato ad effettuare anche interventi chirurgici e in riferimento ai farmaci, che gli stessi erano stati lasciati da un rappresentante di medicinali, alcuni dei quali rinvenuti dai militari del Gruppo dell’Aquila anche scaduti. Avvertito il pm Cocco, lo stesso aveva disposto l’immediato sequestro dei locali (2 vani più un bagno) utilizzato per attività odontoiatre, per evitare la prosecuzione del presunto esercizio abusivo della professione di dentista. I militari avevano provveduto anche a scattare delle fotografia sullo stato dei luoghi, compresi gli strumenti da lavoro che sarebbero stati utilizzato nel corso della “visita” fiscale. Nel corso delle indagini concluse da poco tempo, i militari delle Fiamme gialle dell’Aquila hanno cristallizzato le accuse per l’odontotecnico (diverso dall’odontoiatra che può operare e intervenire sul paziente) ma anche per l’igienista dentale la quale pur essendo titolata all’esercizio della professione, non avrebbe potuto esercitarla per lo stesso ragionamento fatto per il primo indagato, ovvero che la stessa non poteva “dipendere” da un odontoiatra. L’attività di polizia giudiziaria ha portato i finanzieri del Gruppo anche ad elevare sanzioni amministrative e penali in relazione ai redditi accertati e non dichiarati al Fisco. Gli indagati hanno ora 20 giorni di tempo per chiedere di essere interrogati o presentare memorie difensive.

Sequestro di studio odontoiatrico abusivo in provincia

GdiF LATINA: SCOPerto E SOTTOPOSTO A SEQUESTRO STUDIO ODONTOIATRICO ABUSIVO. DENUNCIATO FALSO DENTISTA. L’operazione è stata eseguita dai militari del Gruppo di Latina che, all’esito di una mirata attività infoinvestigativa e dei conseguenti riscontri operativi, hanno acquisito circostanziati elementi in ordine allo svolgimento di prestazioni dentistiche e odontoiatriche da parte di un soggetto privo delle prescritte autorizzazioni amministrative e sanitarie, dei titoli professionali abilitanti, dell’iscrizione agli Albi previsti nonché di una regolare posizione fiscale. Tra il materiale sottoposto a sequestro figurano numerose fiale di anestetico ad uso iniettabile contenenti mepivacaina con adrenalina, una siringa professionale per anestesie dentali già corredata di farmaco anestetico, spray anestetici a base di lidocaina nonché una fiala di anestetico risultata scaduta da oltre quattro anni. Sulla base degli elementi acquisiti, nei confronti dell’indagato è stata ipotizzata la violazione dell’articolo 348 c.p. (esercizio abusivo di professione). I finanzieri si erano presentati per un controllo in un laboratorio odontotecnico di Agrigento che, stando alle informazioni pubblicate su alcuni giornali locali, non era che uno stanzino di 9 metri quadri all’interno di uno studio dentistico. Durante la verifica, il reddito dell’odontotecnico era di 15 milioni di vecchie lire nel 1994 (anno a cui si riferisce il controllo), sono emerse gravi omissioni contabili, ed i controllori non avevano trovato documenti contabili utili per individuare un reddito presunto. I finanziari avrebbero così utilizzato come prove il materiale trovato nei documenti dello studio dentistico: uno schedario dei pazienti in cui erano elencati, tra l’altro, i lavori di protesi effettuati con relativi importi totali e dettagli dei pagamenti. Per difendersi l’odontotecnico ha sostenuto che una parte cospicua di quegli importi erano stati incassati dal dentista. Affermazione che ha di fatto confermato che quei lavori erano stati effettivamente realizzati.

Immagine di repertorio - Durante una visita fiscale in uno studio odontoiatrico, la Guardia di Finanza dell’Aquila aveva sorpreso il titolare dello studio, un diplomato odontotecnico di 61 anni, mentre stava curando una paziente. Sono partite le indagini e verifiche che, informa Certastampa.it ed Il Messaggero, hanno portato in questi giorni alla denuncia del titolare contestando i reati di esercizio abusivo della professione e, per uno degli indagati, anche la somministrazione illegale di farmaci. Nel locale, era rinvenuto anche farmaci scaduti. Coinvolta anche un’igienista dentale di 57 anni che, nonostante l’abilitazione professionale, non avrebbe potuto eseguire prestazioni di igiene professionale sotto la supervisione di un odontotecnico. Denunciato anche per autoriciclaggio. Sotto sequestro immobili, autovetture e conti correnti. Lo studio, senza autorizzazioni, era ricavato in una abitazione privata. Non aveva le qualifiche necessarie ma, in passato, aveva lavorato nel settore dentale. Lavorava in uno studio a Colleferro con la complicità del titolare dello studio, a segnalarlo alcuni pazienti.

La presente cronaca evidenzia la diffusione di casi di esercizio abusivo della professione odontoiatrica in diverse regioni, con ispezioni mirate, sequestri e denunce di professionisti privi di abilitazioni, autorizzazioni sanitarie o iscrizioni agli albi professionali. Le indagini, affidate alle procure competenti, continuano per accertare responsabilità penali e amministrative, nonché per sequestrare beni interessati dall’attività illecita e per monitorare eventuali given contatti con altre figure professionali o reti dall’alta diffusione.

Contesti e sviluppi delle indagini

  1. In Ancona, la Guardia di Finanza ha sequestrato uno studio abusivo e denunciato il titolare per esercizio abusivo della professione odontoiatrica; all’interno sono stati trovati strumenti e farmaci, tra cui un riunito odontoiatrico, radiografie e protesi, senza alcuna autorizzazione.
  2. A Loreto e in altre località, controlli su laboratori odontotecnici hanno rivelato studi dentistici pubblici e non autorizzati, con pazienti sedati e procedure odontoiatriche in assenza di titoli abilitanti.
  3. A Latina, sequestri e denunce hanno riguardato uno studio abusivo con ferramenta e anestetici, inclusi farmaci scaduti; sono emerse irregolarità legate al reddito non dichiarato e a prescrizioni vietate.
  4. In Abruzzo e nelle Marche, operazioni hanno visto la presenza di un odontotecnico o igienisti dentali in posizioni che non consentono l’esercizio autonomo della professione, con possibili complici titolari di studi e farmacisti.

Implicazioni normative e soccorso alle vittime

Le autorità ricordano che l’esercizio della professione odontoiatrica richiede titoli abilitanti, iscrizione all’albo professionale e autorizzazioni sanitarie; l’assenza di tali requisiti espone a conseguenze penali e amministrative, nonché al sequestro delle strutture e delle attrezzature. Le indagini puntano a ricostruire flussi di reddito, responsabilità di eventuali collaboratori e la provenienza dei farmaci somministrati, nonché a prevenire rischi per la salute dei pazienti.

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Infografica: percorsi legali e controlli nel settore odontoiatrico

Quasi tutte le notizie riportano che i pazienti coinvolti hanno ricevuto trattamenti senza adeguata qualificazione, con rischi clinici e sanitari. L’indagine giudiziaria procede per definire responsabilità penali e potenziali reati come esercizio abusivo della professione, somministrazione illegale di farmaci e autoriciclaggio in contesto imprenditoriale.

Località Reato contestato Stato dell’indagine Sequestro
Esercizio abusivo della professione odontoiatrica Indagini in corso Sede e attrezzature sequestrate
Esercizio abusivo, assenza di titoli Procedura in corso Studio sequestrato
Esercizio abusivo, anestetici illegali Indagini in corso Ambiente studiato e farmaci sequestrati

In campo operativo, le Forze di Polizia Giudiziaria hanno evidenziato la necessità di un controllo più stringente sulle strutture odontoiatriche, specialmente su laboratori che potrebbero essere trasformati in studi abusivi, nonché sull’uso improprio di anestetici e farmaci privi di autorizzazione. Questi casi sollevano anche dibattiti su turismo odontoiatrico, sicurezza dei pazienti e responsabilità professionale all’interno di reti sanitarie locali.

Video: spiegazione dei requisiti per l’esercizio della professione odontoiatrica

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