
I Gang, originari delle Marche, hanno costruito una delle traiettorie più autentiche del rock italiano, intrecciando energia punk, influenze anglosassoni e impegno civico con una forte matrice di radici popolari. Nati come Paper’s Gang sul finire degli anni ’70, hanno tratto ispirazione dai Clash e hanno intrecciato la loro identità con la scena punk marchigiana e con una costante attenzione alla storia e alla geografia italiana. Il primo atto discografico, Tribes’Union (1984), autoprodotto, rivendica un’identità collettiva combattente, aprendo la strada a una poetica sonora e politica che si evolve negli anni. Fortemente influenzati dai Clash, i Gang proseguono con Barricada Rumble Beat (1987), affinando la propria poetica e mantenendo l’auto-produzione come cifra stilistica.
Gli anni ’90 segnano una trilogia chiave: Le radici e le ali (1991), Storie d’Italia (1993) e Una volta per sempre (1995). Le radici e le ali scava nel passato per proiettarsi nel futuro, con brani come Aprile e Questa casa non la mollerò che intrecciano memorie di resistenza e tensioni contemporanee. Storie d’Italia, invece, è un concept album sulla memoria collettiva, con inni civili come La pianura dei sette fratelli e Kowalsky. Nel 1997 la fase cruciale della Wea sancisce una nuova fase, e con Fuori dal controllo si apre una percezione rinnovata del rock italiano. Ma è Controverso (2000) a rappresentare uno dei vertici creativi della band: pezzi come Reflesciasa (scritta con Erri De Luca) e Qui accendono chitarre esplicite che incendiano il paesaggio sonoro, ispirandosi a figure letterarie e cinematografiche e costruendo un viaggio nei margini e nei deserti della coscienza.
Il 2006 porta un momento memorabile con Il seme e la speranza, un album dedicato al lavoro della terra e alla memoria contadina, registrato in casa per permettere al batterista Paolo Mozzafreddo di partecipare nonostante la malattia. Lo spirito dell’opera è l’umanesimo contadino, come lo definisce Marino Severini durante i concerti. Nello stesso periodo esce Canzoni di resistenza: 4 maggio 1944 - In memoria, un lavoro che celebra la rappresaglia nazifascista del 4 maggio 1944 a Sant’Angelo di Arcevia e promuove La pianura dei sette fratelli, riletta dal Coro delle Mondine di Novi, testimoniando che le canzoni dei Gang sono entrate nella tradizione popolare.
Nel corso della loro discografia, i Gang hanno intrapreso collaborazioni significative: da This Land Is My Land di Woody Guthrie, con numerosi ospiti, all’inserimento recente nell’archivio Guthrie; da Billy Bragg a mayfair con progetti condivisi. La formazione marchigiana ha anche dato vita a progetti paralleli, come Gang City Ramblers nel 2001 con i Modena City Ramblers, e la collaborazione con La Macina nel 2004 in Nel tempo e Oltre cantando, dove la tradizione popolare marchigiana viene riletta in chiave rock.
Nello scorso decennio la band ha proseguito la propria missione artistica con lavori come Sangue e cenere (2015), finanziato tramite crowdfunding con oltre 55.000 euro da 1.186 sostenitori, coinvolgendo artisti italiani e internazionali tra cui Garth Hudson dei The Band e membri della E Street Band di Bruce Springsteen. Tre anni dopo arriva Calibro 77, un ritorno alle radici con un suono più diretto, registrato tra Italia e Stati Uniti con Jono Manson come produttore. Nel 2021 esce Ritorno al fuoco, quattordicesimo album in studio, anch’esso finanzionato con crowdfunding oltre 72.000 euro da 1.611 sostenitori, con un sound variegato che spazia tra rock e folk e testi che trattano solidarietà, diritti e memoria storica.
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Fra silenzi e spari (2024) rappresenta un progetto ambizioso che reinterpreta brani dai loro album precedenti, con due bonus: Quanto amore (Omaggio a Claudio Lolli) e Re-Incanto, versioni semi-acustiche di pezzi tratti da Sangue e cenere e Ritorno al fuoco. Oltre agli album in studio, i Gang hanno partecipato a diversi progetti: nel 2011 al tributo a Fabrizio De André Quando gli angeli cantano; nel 2012 al doppio live Storie dell’altra Italia; e hanno continuato a esibirsi in festival e concerti in tutta Italia, mantenendo una presenza attiva sul territorio e nella scena indipendente.
Il prototipo della loro identità resta, tuttavia, l’auto-produzione e la gestione indipendente: “Bandito senza tempo”, “La pianura dei sette fratelli”, “Oltre” e altre canzoni sono nate e rivissute in contesti autogestiti, spesso liberando brani dal monopolio delle etichette. Marino Severini ribadisce come il gruppo si senta parte integrante di una comunità di sostenitori, definendo la crowdfunding come una forma politica che costruisce una comunità intorno a obiettivi comuni. Questa dinamica ha permesso di salvaguardare una musica impegnata e senza compromessi, in parallelo con la scena indipendente italiana.
La band è composta da i Fratelli Marino e Sandro Severini, i quali hanno annunciato una nuova avventura con un progetto di riarrangiamento di vecchi brani, riportandoli in vita con una produzione indipendente. Hanno annunciato che non tutte le canzoni saranno recuperate, ma almeno le prime 12 verranno riproposte in una veste nuova, con cd in edizione normale e limitata, vinile e gadget vari, sostenuti da una campagna di crowdfunding che ha già superato i 10.000 euro nel primo giorno. Il progetto coinvolgerà musicisti presenti negli ultimi tre album, tra cui figure internazionali come i musicisti pakistani e membri della E Street Band, arricchendo ulteriormente il mosaico sonoro della band.
Una nota speciale va all’impegno umano: il batterista Paolo Mozzafreddo, presente fin dagli esordi, è stato ricordato per la sua malattia e la partecipazione alle registrazioni di Il seme e la speranza e Canzoni di resistenza: 4 maggio 1944 - In memoria. La perdita prematura di Mozzafreddo nel 2006 resta un episodio toccante che ha rafforzato la narrativa di una band che mette al centro la memoria storica e l’impegno civile nella musica.
I Gang hanno intrecciato la loro storia con la tradizione musicale italiana e con movimenti sociali, raccontando storie di resistenza, lavoro contadino, e lotte popolari. La loro discografia riflette una volontà di trasformare il sound in strumento di memoria, educazione politica e impegno etico. Le canzoni come La pianura dei sette fratelli reinterpretate dal Coro delle Mondine di Novi mostrano come la musica possa trasformarsi in voce collettiva, alimentando una memoria condivisa e una cultura della resistenza.
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Nell’ampio arco della loro discografia, i Gang restano una comunità in movimento, capace di attraversare decenni mantenendo una voce critica, radicata e internazionale. Il loro percorso, dall’esordio indipendente agli ultimi progetti di ri-interpretazione e di crowdfunding, mostra come una band possa rimanere fedele alle proprie radici e, al contempo, espandere orizzonti artistici e geografici.
| Album | Anno | Caratteristica | Collaborazioni |
|---|---|---|---|
| Tribes’Union | 1984 | Autoprodotto, identità collettiva | Clash influenze, scena punk marchigiana |
| Barricada Rumble Beat | 1987 | Affinamento poetico | Auto-produzione |
| Le radici e le ali | 1991 | Memoria e futuro | Folk, rock, etnico |
| Storie d’Italia | 1993 | Memo‑ria collettiva | La pianura dei sette fratelli, Kowalsky |
| Controverso | 2000 | Rock puro e selvaggio | Erri De Luca collaborazione |
| Il seme e la speranza | 2006 | Umanesimo contadino | Collaborazioni regionali |
| Ritorno al fuoco | 2021 | Crowdfunding record | Jono Manson, musicisti internazionali |
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