Espansore palatale Damon System: funzionamento e benefici nell’ortodonzia intercettiva

L’ apparecchio d’elezione per tale scopo prende il nome di espansore rapido o diastasatore o disgiuntore del palato. La sua azione è molto efficace in età evolutiva, prima che termini la pubertà quando la sutura medio palatina non è ancora ossificata. Tale tecnica era conosciuta già nel XIX secolo, quando Angle (1860) studiò gli effetti dell’espansione palatale. (Farronato GP e col, 1982). A Bjork si deve la descrizione della vettorialità di crescita del palato duro nello spazio; egli ha verificato che il palato cresce in avanti e in basso con un lieve movimento di antero-rotazione mascherato da un riassorbimento osseo dal lato nasale, maggiore nella parte anteriore della superficie nasale del palato duro, e opposizione da lato orale (Bjork A.)

Indicazioni principali e contesto clinico

Questo tipo di trattamento è indicato per palato stretto, morso crociato posteriore mono o bilaterale o anteriore, affollamento dentale e mancanza di spazio nello sviluppo delle arcate dentarie. Il cross bite posteriore può essere di natura scheletrica o dentaria o derivare da una combinazione di componenti. L’iposviluppo trasversale del mascellare superiore si evidenzia clinicamente con palato stretto, volta palatina alta, arcate dentarie contratte, morso incrociato, e potenziali deviazioni mandibolari.

Obiettivo terapeutico e principi di trattamento

L’obiettivo dei trattamenti di espansione mascellare è ottenere un effetto minimo a livello dentale e massimo a livello scheletrico. L’espansione del palato determina l’apertura della sutura mediana a triangolo, con base nel distretto incisivo, interessando sia il piano frontale che quello orizzontale; l’azione è massima nel settore anteriore dell’arcata e più ridotta a livello molare. L’azione ortopedica è massima nel settore interincisivo poiché la resistenza all’espansione è maggiore posteriormente, soprattutto a livello delle suture sfenoidali e zigomatiche.

Tipi di espansori e loro impostazione

Tra gli espansori utilizzati vi sono quelli con bande e quelli con bite block o docce in resina. L’espansore si costituisce di una vite centrale a doppia guida, senza appoggio mucoso, con due o quattro braccetti a cui sono saldate le bande ortodontiche per i denti di ancoraggio (molari, primi premolari e secondi molari decidui). La struttura è metallica, igienica e facile da pulire.

L’espansore con docce in resina viene cementato sulla dentatura e le docce fungono da bite block, creando una forza intrusiva sui denti posteriori a causa del ritorno elastico dei tessuti molli. In questo modo si controlla la tendenza all’apertura del morso (aumento della dimensione verticale). Fra i fattori eziologici del deficit trasversale del mascellare superiore, il fattore ereditario ha un ruolo primario; si aggiungono abitudini viziate, respirazione orale, deglutizione atipica, deviazione del setto nasale.

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Età, tempistica e post-trattamento

La fascia di età ideale è durante la crescita, tipicamente tra i 7 e i 14 anni; il miglior momento per espandere il palato è intorno agli 8 anni, prima che la sutura mediana sia completamente consolidata. L’espansione rapida del palato è particolarmente efficace nella regione anteriore rispetto alla posteriore, a causa della maggiore resistenza posteriore delle suture sfenoidali e zigomatiche.

La fase attiva dell’espansione dura circa 3-4 settimane, durante le quali si attiva regolarmente la vite dell’apparecchio; questa è seguita da una fase di stabilizzazione che permette formazione di osso nuovo nello spazio creato. Una volta terminata la fase di contenzione, gli effetti ortopedici tendono a stabilizzarsi nel tempo.

Segni di espansione e monitoraggio

I segni clinici includono la formazione o l’accentuazione dello spazio tra i due incisivi centrali superiori (diastema interincisivo), che tende a richiudersi nel tempo per trazione delle fibre transettali. I segni radiografici e clinici confermano l’avvenuta espansione. L’espansione rapida è più efficace nell’area anteriore; la maggiore resistenza nelle zone posteriori limita l’allargamento completo in quell’area.

Procedura operativa: come si applica e come si attiva

Il posizionamento deve essere eseguito da un odontoiatra pediatrico o da un ortodontista specializzato. Il procedimento prevede: rimozione degli elastici separatori, cementazione dell’apparecchio ai molari tramite bande metalliche, istruzioni di utilizzo e attivazione quotidiana della vite con una chiave fornita dall’ortodontista. L’attivazione è generalmente di poche gocce di millimetri al giorno, seguendo le indicazioni cliniche. Le visite di controllo sono necessarie per circa 6-12 mesi.

Richiami pratici per pazienti e care giver

  • Durante la prima attivazione è comune percepire una leggera pressione al palato e un leggero fastidio ai denti; è normale una temporanea alterazione della fonazione.
  • La pulizia orale va mantenuta accurata: spazzolino a setole morbide, scovolino e, se utile, sciacqui buoni con collutorio non alcolico e fluorato.
  • Preferire cibi morbidi nei giorni immediatamente successivi all’attivazione: yogurt, purè, pasta ben cotta, pesce.
  • Se l’apparecchio si allenta o si decementa, contattare l’ortodontista per una valutazione immediata.
  • Espansore fisso non va rimosso dal paziente durante il trattamento.

Benefici principali e risultati attesi

Le ricadute positive includono: miglioramento della respirazione e riduzione di apnea notturna e russamento, estetica del sorriso più armoniosa e proporzionata, miglioramento della funzione masticatoria e sviluppo armonico del mascellare superiore. I risultati sono maggiormente duraturi se si mantiene la fase di contenzione e si esegue una corretta igiene orale per prevenire carie e infiammazioni a carico del sito di cementazione.

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Prospettive cliniche e casi pratici

Il trattamento è una componente centrale dell’ortodonzia intercettiva e può evitare estrazioni, inclusioni o inclinazioni eccessive dei denti in età di crescita. Nei casi di età superiore o di ossa meno malleabili, possono essere necessarie tecniche aggiuntive o interventi chirurgici (SARPE) per facilitare l’espansione.

Infografica: meccanismo di espansione e distribuzione delle forze sul palato

Domande frequenti

  1. L’età migliore per iniziare l’espansione del palato è intorno agli 8 anni; è possibile utilizzare fino ai 16-18 anni, ma i risultati si limitano maggiormente all’allineamento dentale se l’ossatura è già matura.
  2. Quanto dura il trattamento? In media 6-12 mesi per l’espansione attiva, seguiti da periodi di contenimento di altri 6-12 mesi.
  3. È doloroso? In genere provoca solo leggero fastidio temporaneo; il dolore marcato è raro e gestibile con indicazioni dell’ortodontista.
  4. È possibile rimuovere l’espansore per mangiare? No, è un dispositivo fisso cementato ai molari.
  5. Quali sono le complicanze comuni? Disagio temporaneo, alterazioni della fonazione, igiene orale compromessa; la maggior parte delle problematiche è transitoria e risolvibile con igiene e follow-up.

Riferimenti pratici e contesto medico-odontoiatrico

Presso diverse cliniche pediatriche italiane si adottano approcci mirati all’ortodonzia intercettiva, con attenzione a sviluppo facciale armonico, funzione respiratoria e salute orale dei bambini. L’espansore palatale è uno dei dispositivi principali, disponibile in varie tipologie (rapido, rimovibile, chirurgicamente assistito e con impianti) a seconda della severità del caso e della maturità scheletrica del paziente. La scelta del tipo di espansore dipende dall’età, dalla gravità della malocclusione e dalle condizioni ossee del mascellare superiore.

Video espansore palatale: funzionamento, tempi e consigli pratici

Conclusioni operative per pazienti e genitori

La terapia con espansore palatale richiede diagnosi precisa, pianificazione accurata e monitoraggio regolare. L’intervento precoce favorisce la creazione di nuovo osso, evita trattamenti più invasivi in età avanzata e migliora contemporaneamente la funzione respiratoria.

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