
Spesso ci si sente proporre una visita odontoiatrica con esame panoramico in OMAGGIO, ma siamo sicuri che la radiografia panoramica sia l'esame ideale per la valutazione dei problemi odontoiatrici? In questo post vedremo quali sono i principali esami radiografici, i loro vantaggi e gli svantaggi per la corretta valutazione delle patologie del cavo orale.
Una radiografia dei denti, chiamata anche rx dentale, è un esame che utilizza una minima quantità di raggi X per creare un’immagine dell’interno della bocca. Viene impiegata in moltissime situazioni cliniche: per diagnosticare carie interdentali, valutare la salute delle radici, controllare lo stato dell’osso alveolare o pianificare un impianto dentale. Questo tipo di indagine permette di individuare precocemente problemi che, se trascurati, potrebbero evolvere in patologie più gravi. Le radiografie dentali sono quindi uno strumento di prevenzione oltre che di diagnosi.
Le radiografie odontoiatriche si dividono in due categorie principali: le radiografie endorali (pellicola all’interno della bocca) e le radiografie extraorali (pellicola all’esterno della bocca). Gli esami radiografici principali delle strutture del cavo orale sono: le radiografie endorali, la radiografia panoramica e la tomografia computerizzata (TC).
Le radiografie endorali sono le più comuni perché sono le più dettagliate e perciò sono le più indicate per scoprire una carie, valutare le condizioni di una radice o dell'osso che circonda un dente, controllare lo stato di un dente che si sta sviluppando, tenere sotto osservazione le condizioni di un dente.
La radiografia endorale è l’esame che permette al dentista di ottenere l’immagine radiografica relativa ad uno o, al massimo, 3 denti in un’unica lastra o supporto digitale. È l’esame più completo ed approfondito esistente oggi nel campo della radiodiagnostica odontoiatrica.
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Durante questo esame la pellicola radiografica o il sensore devono essere inseriti nel cavo orale e quindi generano fastidio nel paziente. E' possibile ridurre tale sensazione fastidiosa utilizzando dei formati di pellicola ridotti, rispetto alle normali dimensioni della pellicola che sono 31 x 41 mm. ma in tale modo si rischia di perdere dei particolari.
Gli esami possono essere effettuati con pellicole tradizionali, utilizzando lastre ai fosfori oppure con dei sensori digitali. Le pellicole tradizionali necessitano (tra queste tre tipologie di esame) del tempo di esposizione più lungo (più raggi) e del tempo di sviluppo maggiore. Se non perfettamente fissate possono deteriorarsi nel tempo. Le radiografie ai fosfori consentono di ottenere una immagine digitale in minor tempo, rispetto alle tradizionali, secondo alcuni operatori hanno una qualità di immagine inferiore, ma non tutti concordano su questo. Queste radiografie rimangono inalterate nel tempo. Le radiografie ottenute con sensori, sono istantanee, di elevata qualità e rimangono inalterate nel tempo. Richiedono i tempi di esposizione più bassi in assoluto, ma i sensori sono molto più ingombranti della pellicola tradizionale in bocca (molto fastidio).
Sia le immagini delle radiografie ai fosfori che quelle ottenute con sensore possono essere elaborate al computer, potendo agire su contrasto, luminosità e applicando filtri di diverso tipo, cosa che non è possibile effettuare con le lastre tradizionali.
Con le radiografie endorali è possibile indagare tutto il cavo orale, grazie ad una serie di scatti, che se composti secondo schemi prestabiliti danno come risultato uno status radiografico. In tutte queste tipologie di rx, se gli esami sono effettuati con un centratore e secondo tecnica parallela, le immagini ottenute presentano un rapporto 1:1 col dente naturale. Inoltre non sono presenti strutture ossee sproiettate sulla lastra che potrebbero originare false immagini.
La radiografia panoramica dei denti - conosciuta anche come ortopantomografia o semplicemente “panoramica” - è un esame che in un’unica immagine mostra tutti i denti, le ossa mascellari, le articolazioni temporo-mandibolari e parte dei seni mascellari. Con la radiografia panoramica si ottiene una immagine di tutte le strutture del cavo orale sulla stessa lastra.
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Questo che potrebbe sembrare un vantaggio è in realtà il principale svantaggio di questa tipologia di indagine. Infatti spesso i denti sulla radiografia risultano sovrapposti tra loro ed è estremamente difficile effettuare diagnosi di lesioni cariose allo stadio iniziale. Inoltre le strutture della spina dorsale vengono impressionate sulla lastra. Non sono visibili perchè sproiettate (non a fuoco), ma spesso generano false immagini soprattutto a livello dei denti anteriori.
Anche le radiografie panoramiche possono essere su pellicola tradizionale oppure immagini digitali. Le seconde richiedono una minore dose di raggi per essere realizzate. La radiografia panoramica ci può fornire dati sulla prossimità di strutture anatomiche (quali gli apici dei denti del giudizio inferiori ed il nervo alveolare) inoltre ci consente di effettuare una valutazione dei seni mascellari e delle cavità articolari.
La terza tipologia di indagine radiografica di cui parliamo è la TC. Con questo tipo di indagine radiografica è possibile analizzare la struttura ossea e dentale in 3D. E' quindi possibile valutare oltre alla altezza e alla larghezza lo spessore osseo. Questo dato è fondamentale per poter valutare la possibilità di installare impianti, in quanto esistono strutture ossee, dette a lama di coltello, che nelle indagini panoramiche sembrano avere tutte le caratteristiche per poter procedere all'inserimento di impianti, mentre nella realtà non hanno spessore.
L'inserimento di impianti in queste zone è possibile solamente dopo interventi di incremento osseo. Con l'esame tomografico è possibile valutare inoltre la contiguità di strutture anatomiche, quali gli apici delle radici degli ottavi inferiori (denti del giudizio) ed il nervo alveolare inferiore, quando è prevista una chirurgia.
Gli esami tomografici possono essere di due tipi; la TC Spirale e la TC Cone Beam. Nella esecuzione della TC spirale si è sdraiati su un lettino. La dose di radiazioni utilizzate è superiore a quello della TC Cone Beam, ma questa tipologia di esame sembra determinare una magnificazione minore. La magnificazione però può essere ridotta o eliminata dal software che determina la ricostruzione della immagine.
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La CBCT o TAC 3D dentale è una radiografia tridimensionale che utilizza un fascio conico di raggi X. È molto più precisa di una panoramica e consente di visualizzare nel dettaglio ossa, radici e strutture anatomiche vicine. È indicata prima di un intervento implantare, per verificare la quantità e la qualità dell’osso disponibile, ma anche per individuare lesioni o anomalie non rilevabili con altri esami.
Dentalscan è una nuova attrezzatura che restituisce immagini precise, accurate e di altissima qualità in 3D con il vantaggio una minore emissione di raggi x rispetto alla tac (fino a 6 volte di meno). Inoltre essendo un macchinario aperto chiunque può essere sottoposto a questo esame.
I raggi X sono una forma di radiazione elettromagnetica che ha una lunghezza d’onda compresa approssimativamente tra 10 e 0.01 nm. I raggi X tendono a essere assorbiti dagli oggetti più densi - per esempio i denti e le ossa - ma attraversano facilmente quelli meno densi - per esempio le gengive e le guance.
Le moderne radiografie digitali hanno un’esposizione ai raggi estremamente bassa. Nelle radiografie digitali, la più avanzata e sicura tecnica radiologica disponibile (riduzione delle radiazioni dell’80%), la pellicola è sostituita da un sensore. L’immagine viene inviata a un computer e quindi può essere vista sul monitor, archiviata o stampata. Grazie a un programma che esalta le differenze tra le immagini, le radiografie digitali prese in momenti diversi possono essere confrontate, ed è così possibile rilevare piccoli cambiamenti molto precocemente.
La normativa italiana sulla radioprotezione prevede che ogni radiografia sia giustificata da un reale bisogno clinico. In odontoiatria, questo principio è sintetizzato nel concetto ALARA (“As Low As Reasonably Achievable”), cioè la dose più bassa possibile per ottenere comunque un’immagine diagnostica di qualità. Inoltre, vengono sempre adottate misure di protezione come il grembiule piombato e il collare tiroideo, che schermano le parti del corpo non interessate dall’esame.
In gravidanza, le radiografie dentali vengono evitate se non strettamente necessarie, soprattutto nel primo trimestre. Tuttavia, quando l’esame è indispensabile (ad esempio per un forte dolore o un ascesso), può essere effettuato in massima sicurezza, utilizzando schermature protettive e tecnologie digitali a basso dosaggio.
Nei bambini, le rx dentali si eseguono solo quando necessario e con protocolli pediatrici che riducono ulteriormente l’esposizione. Grazie alle tecniche digitali, la dose è davvero minima, ma le informazioni ottenute sono fondamentali per monitorare la crescita e la corretta eruzione dei denti.
La frequenza delle radiografie dipende dalla storia medica e odontoiatrica personale e dalle condizioni orali e dentali attuali. Il tipo di radiografia dipende dal soggetto. Chi ha una bocca sana può eseguire una panoramica ogni 2-3 anni, mentre chi presenta problemi gengivali, denti devitalizzati o impianti può aver bisogno di controlli più frequenti. Il dentista è sempre la figura di riferimento per decidere quando è opportuno ripetere l’esame.
Le radiografie dentali sono esami semplici e indolori. Nel caso delle endorali, il paziente viene invitato a mordere un piccolo supporto che contiene il sensore. Per la panoramica, invece, si rimane in piedi con il capo appoggiato a un sostegno mentre il macchinario ruota attorno alla testa per pochi secondi. La durata complessiva dell’esame è molto breve: una radiografia endorale richiede pochi istanti, mentre una panoramica o una TAC 3D dura mediamente meno di un minuto.
Dopo l’esame, il dentista o il radiologo analizza le immagini alla ricerca di eventuali anomalie. Le radiografie endorali consentono di osservare dettagli minimi come carie iniziali o piccoli focolai infiammatori. Le panoramiche mostrano un quadro d’insieme della bocca, mentre la TAC Cone Beam permette una visione tridimensionale, utile per la chirurgia e l’implantologia. La corretta interpretazione del referto è fondamentale per impostare un piano di cura preciso e personalizzato.
Il costo di una radiografia dentale varia in base al tipo di esame e alla struttura in cui viene eseguito. In generale, una rx endorale ha un prezzo più contenuto, mentre una panoramica o una CBCT richiedono apparecchiature più sofisticate e quindi un costo leggermente superiore. In molti casi, il prezzo include anche il referto e l’analisi da parte del dentista. È importante ricordare che una radiografia ben fatta può evitare errori diagnostici e trattamenti non necessari, risultando un investimento sulla salute.
Le radiografie periapicali sono consigliate quando si deve valutare la presenza di carie, di lesioni periapicali o di lesioni parodontali a carico dei denti. La radiografia panoramica ci può fornire dati sulla prossimità di strutture anatomiche e una valutazione dei seni mascellari e delle cavità articolari. La TC Cone Beam è indicata per lo studio tridimensionale di ossa e radici, fondamentale per implantologia e chirurgia complessa. Le radiografie digitali rappresentano il futuro dell’imaging odontoiatrico grazie alla riduzione della dose di raggi, alla rapidità e alla qualità dell'immagine.
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