Utilizzo della guttaperca nel trattamento delle piaghe da decubito: principi, detersione, protezione perilesionale e medicazioni

Le lesioni da decubito, anche conosciute come ulcere da decubito o piaghe da decubito, sono lesioni cutanee o dei tessuti molli causate dalla pressione costante o dalla frizione su una determinata area del corpo. Queste lesioni, causate dalla pressione costante su determinate aree del corpo, possono condurre a gravi complicazioni se trascurate.

La diagnosi solitamente si basa su un esame obiettivo da parte di un operatore sanitario. Il trattamento include la pulizia, la riduzione della pressione sulla zona interessata, medicazioni speciali e a volte antibiotici e/o trattamento chirurgico.

Infografica: aree a rischio di piaghe da decubito e fattori causali (pressione, frizione, trazione, umidità)

Fisiopatologia, fattori di rischio e segnali precoci

Le piaghe da decubito si formano in caso di compressione della pelle a causa del confinamento a letto, su una sedia a rotelle, in un gesso, in una stecca, in un dispositivo artificiale (protesico) inadeguato o in un altro oggetto. Le sedi più frequenti delle piaghe da decubito sono le aree in cui le ossa sono vicine alla pelle, ad esempio sopra le ossa dell’anca, del coccige, dei talloni, delle caviglie e dei gomiti, ma possono manifestarsi ovunque.

Le piaghe da decubito sono spesso provocate dalla pressione associata alla trazione della pelle, alla frizione e all’umidità, specialmente nelle aree che ricoprono le ossa. Compressione, trazione, frizione, umidità.

  • Compressione: la compressione della pelle, specialmente sopra o tra le aree ossee, riduce o interrompe il flusso di sangue a livello cutaneo.
  • Trazione: la trazione è una forza laterale sulla cute. Riduce anche l’afflusso di sangue alla cute.
  • Frizione: la frizione è lo sfregamento della pelle contro gli indumenti o la biancheria da letto.
  • Umidità: l’umidità può aumentare la frizione della pelle e indebolirne o danneggiarne lo strato esterno protettivo.

I fattori di rischio delle piaghe da decubito includono i seguenti: Età superiore ai 65 anni; Mobilità ridotta; Esposizione prolungata a sostanze irritanti per la cute (come feci o urine); Ridotta capacità di cicatrizzazione delle ferite a causa di un disturbo come la malnutrizione, il diabete, l’arteriopatia periferica o l’insufficienza venosa; Ridotta sensibilità a causa di danni nervosi.

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Se si notano macchie rosse in qualsiasi punto della pelle (in particolare su una prominenza ossea), che rimangono rosse anche quando premute leggermente con un dito, può essere un indicatore precoce di un’ulcera da decubito. Le ulcere da decubito possono essere più difficili da rilevare nelle persone di carnagione più scura.

Classificazione per stadi e criteri clinici

Le piaghe da decubito sono classificate in 4 stadi (da 1 a 4), sulla base della gravità del danno ai tessuti molli. Gli stadi delle piaghe da decubito non sempre progrediscono da lieve a grave.

  • Nell’ulcera da decubito di stadio 1, la pelle appare danneggiata esclusivamente in superficie.
  • In questo stadio la lesione è più grave. La pelle si rompe, causando una ferita superficiale o una vescica: ne consegue che la zona circostante possa apparire rossa e infiammata.
  • L’ulcera da decubito di stadio 3 determina danni più profondi ai tessuti.
  • Questo è il più grave stadio delle piaghe da decubito. La lesione si estende attraverso tutti gli strati della pelle e dei tessuti sottostanti, inclusi i muscoli, le ossa o altri organi.
Video esplicativo: riconoscere gli stadi delle lesioni da pressione e scegliere la medicazione

La cute perilesionale e il margine: protezione e prevenzione del danno

Nella valutazione del paziente allettato, frequentemente, tutta l’attenzione dell’operatore sanitario è rivolta alla lesione da decubito, trascurando, invece, l’area cutanea perilesionale. Questa zona può essere interessata da diverse manifestazioni dermatologiche, che vanno precocemente identificate e immediatamente trattate.

La cute del paziente allettato è, indubbiamente, molto delicata, secca e fragile rispetto a quella di un soggetto normale, e appare molto suscettibile all’azione di svariati elementi quali: saponi, detergenti, disinfettanti.

Nella zona perilesionale possono comparire, eruttivamente, lesioni eritemato-edemato-vescicolose, accompagnate o precedute da prurito. Esiste infatti il rischio che patologie eczematose possano essere causa di ulteriori infezioni e microabrasioni cutanee, terreno fertile per altre lesioni da decubito.

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Il margine perilesionale

Come sappiano la migrazione delle cellule epiteliali non avviene solo dei bordi delle lesione ma anche dagli annessi cutanei. Nelle lesione da pressione al III e al IV stadio (completa distruzione del derma) la migrazione cellulare avviene solo dai margine delle lesione.

Azioni terapeutiche come la detersione enzimatica o la detersione autolitica o i processi di macerazione possono ulteriormente danneggiare il margine perilesionale. Questo deve pertanto, essere protetto con sostanze idrorepellenti come la paraffina o l’ossido di zinco.

  • Si consiglia di: EVITARE LA MACERAZIONE UTILIZZANDO PRODOTTI E TEMPI CORRETTI.
  • VALUTARE EVENTUALI REAZIONI ALLERGICHE E TRATTARLE SUBITANEAMENTE.
  • EVITARE COLLANTI SUI MARGINI.
  • PROTEGGERLI DA PREPARATI PROTEOLITICI E AUTOLISI.

Manifestazioni perilesionali e terapia mirata

Patologia Lesione/Sintomo Secrezione Terapia
Eczema Lesioni eritematose; Lesioni eritemato-vescicolose; Prurito Associazione cortisonico + antibiotico ed emollienti per via topica
Follicolite batterica Pustole sparse su base eritematosa; Prurito Giallastro (color miele) Pennicillina-pennicillasi resistente o cefalosporina o in relazione all’antibiogramma
Intertrigine Eritema, essudazione; Prurito Fluconazolo 1 cpr 150 mg/die per 14 gg; Itraconazolo 100 mg 1/die x14 gg; Locale: Imidazolici, Eosina 2%
Epidermofizi Bordi netti, poco eritematosi, desquamati con aspetto figurato Fluconazolo o Itraconazolo; Locale: Imidazolici, Eosina 2%
Candidosi Lesioni eritematose e pustolose; Bordi frastagliati ed irregolari Grigiastro Eritromicina o tetraciclina 250 mg per 14 gg; Forme da Candida: Fluconazolo o Itraconazolo
Eritrasma Chiazze irregolari color rosso mattone con bordi netti e desquamati Forme microbiche: terapia antibatterica secondo indicazioni
Schema: protezione del margine perilesionale con ossido di zinco e paraffina

Detersione: la base della strategia terapeutica

Con il termine detersione si indica la necessità di rimuovere tutte quelle condizioni (necrosi, materiale di colliquazione, indulto fibro-membranoso, fibrina) che da un lato non consentono al tessuto di granulazione di formarsi, e dall’altro lato, favoriscono una eventuale contaminazione batterica della lesione. Solo in una piaga pulita si induce lo sviluppo di una tessuto di granulazione.

Ne individuiamo quattro: Detersione Chimica; Detersione Autolitica; Detersione Meccanica; Detersione Chirurgica. Come si dirà, la detersione è anche lo strumento fondamentale per controllare le contaminazioni batteriche di alto grado che possono complicare il trattamento della lesione da decubito.

Detersione chimica (enzimatica/proteolitica)

La detersione chimica si effettua adoperando sostanze in gel con azione proteolitica o enzimatica. Sono prodotti molto sensibili e facilmente inattivabili pertanto viene consigliato, dalle stesse case produttrici, di adoperarli avendo cura di lavare la lesione solo con soluzione fisiologica.

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  • Bisogna effettuare una medicazione ogni 8 ore e non protrarla per più di 7 giorni.
  • Se non si ottengono i risultati voluti è inutile protrarre l’applicazione per settimane.
  • Questa tecnica può essere utilizzata nelle lesioni da decubito che presentano uno stato fibrinoso dove si ottengono buoni risultati.
  • In questo tipo di detersione è necessario proteggere i margini di lesione con pasta all’ossido di Zinco.

Detersione autolitica (idrogeli)

Per questo tipo di detersione vengono utilizzati gli Idrogeli che si differenziano dalle altre medicazioni avanzate per la loro marcata capacità idratante e si presentano sotto forma di Gel viscoso. Questa loro capacità idratante trovano utilità nella idratazione del tessuto necrotico secco o molle, necessaria per promuovere il processo di autolisi.

  • L’idratazione del tessuto necrotico è utilizzata come mezzo di preparazione ad una successiva necrosectomia.
  • Gli idrogeli posono esere adoperati anche in lesioni da decubito in stato Fibro-membranoso e Fibrinoso.
  • La capacità assorbente di questi prodotti è abbastanza limitata e pertanto non devono essere utilizzati in lesioni secernenti o molto secernenti.
  • Gli idrogeli non possono essere adoperati da soli ma necessitano secondaria con materiale impermeabile o semipermeabile.

Detersione meccanica (uso selettivo)

Questo tipo di detersione consiste nell’applicare all’interno della piaga una garza sterile leggermente umidificata e tenerla in situ per 24 - 48 ore. Tale metodica è ritenuta inidonea per il trattamento delle lesioni da decubito perché il suo ripetuto utilizzo elimina anche il tessuto di granulazione in formazione. Attualmente trova la sua unica indicazione dopo una necrosectomia chirurgica ed applicata una sola volta.

Detersione chirurgica (necrosectomia e controllo della carica batterica)

Questa tecnica di detersione consiste nel rimuovere chirurgicamente (con bisturi, forbici etc.) materiale necrotico o altro presente in una lesione da decubito. La detersione della lesione è il mezzo migliore per controllare lo sviluppo di colonie batteriche.

  • Prima di procedere a qualsiasi manovra chirurgica bisogna assolutamente valutare se il paziente possa avvertire dolore.
  • Non si consiglia di praticare una anestesia locale per infiltrazione sulla cute perilesionale per il rischio di estendere la necrosi.
  • Si consiglia di aggredire la necrosi con un approccio, che vada dalla periferia al centro della lesione.
  • Si possono ottenere ottimi risultati associando alla detersione chirurgica quella autolitica.
Sequenza illustrata: detersione chimica, autolitica, meccanica e chirurgica

Gestione dell’infezione e dell’essudato

La lesione da decubito non deve essere considerata come una ferita infetta, perché questo ci porterebbe a considerare gli antibiotici ed i disinfettanti, prodotti primari per il suo trattamento ma come una lesione che può infettarsi. La contaminazione batterica di grado elevato deve essere considerata una complicanza.

  • Secrezione giallastra, color miele, indice di contaminazione da batteri gram+.
  • Secrezione verdastra e maleodorante indice di infezione da pseudomonas.
  • Ipertermia: si sospetterà l’infezione della lesione, che dovrà essere confermata attraverso un esame colturale.

La procedura ottimale è quello di sviluppare la cultura su prelievo bioptico. Risulta attendibile un esame culturale con la seguente procedura: pulire la lesione; infiltrare soluzione fisiologica nei tessuti perilesionali; applicare il tampone sul liquido che fuoriesce dai tessuti.

Nei pazienti con ipertermia serotina e condizioni generali scadenti, vi è la necessità di ricorrere all’uso di antibiotici per via parenterale. Le lesioni da decubito vengono contaminate più frequentemente da: Pseudomonas Aeuriginosa, Stafiloccocco Aureus, Proteus Mirabilis.

Medicazioni per stadio e gestione dell’essudato

Lesione da decubito I-II stadio

In questi tipi di lesioni non è sussiste la necessità di colmare il fondo delle lesione. In quelle al I stadio placche di idrocolloidi sottili o più semplicemente garze grasse. Sono spesso utilizzate per lesioni da decubito di stadio I e II. Anche quelle al silicone sono funzionali per lesioni da decubito di stadio I e II.

  • frizione. Eritema stabile della cute integra, non reversibile alla pressione. Applicare pasta all’ossido di zinco più volte al giorno.
  • Parziale perdita di spessore della cute: Detergere con soluzione fisiologica, applicare uno strato molto sottile di idrogel, coprire con film in poliuretano.
  • Detergere con soluzione fisiologica, coprire con film in poliuretano.

Lesione da decubito III-IV stadio

In questo caso la lesione va’ coperta con placche a base di idrocolloidi o Piuretano avendo cura di colmare la lesione con idrocolloidi in pasta per consentire il contatto tra il fondo della lesione e la placca che altrimenti non sarebbe possibile ottenere. La cavità viene riempita con IDROCOLLOIDI IN PASTA. La pasta non deve superare la metà della cavità.

  • Detergere con soluzione fisiologica, spalmare un leggero strato di idrogel e riempire la cavità con schiuma di poliuretano, coprire con film in poliuretano. Rimuovere la medicazione ogni 1/2 giorni.
  • Detergere con soluzione fisiologica, applicare schiuma di poliuretano o alginato di calcio e coprire con film di poliuretano. Rimuovere la medicazione ogni 1/2 giorni.

Lesione iperessudante/emorragica e sottominata

La lesione và colmata adoperando Schiuma di poliuretano o Alginato in piastra/nastro che viene posizionato all’interno della lesione. Posizionare nella parte sottominata Alginato a nastro. Si consiglia adoperare la medicazione avanzata per determinare una stabilità termica ed la protezione da agenti contaminanti esterni.

Applicare quotidianamente spray all’argento metallico per favorire il distacco dell’escara. Garze impregnate di argento: sono indicate in ferite infette o ad alto rischio di infezione.

Schema comparativo: idrocolloidi, schiume di poliuretano, alginati e idrogeli

Alleviamento della pressione, mobilizzazione e supporti

Il riposizionamento frequente e una cura meticolosa e attenta della pelle sono il modo migliore per prevenire le piaghe da decubito. Il riposizionamento frequente (e la selezione della corretta posizione) rappresenta la maniera principale di alleviare la pressione.

  • Sebbene siano di grande aiuto, gli ausili non possono sostituire l’effetto benefico del muovere e riposizionare la persona.
  • Questi dispositivi possono aiutare a prevenire la comparsa di nuove lesione e rallentare l’evoluzione di quelle già presenti.
  • Incoraggiateli ad alzarsi durante il giorno e a muoversi il più possibile, in maniera indipendente o con qualche aiuto.

Valutazione, nutrizione e indicatori di efficacia

I medici valutano anche lo stato nutrizionale del paziente esaminandolo e chiedendo informazioni sull’assunzione di cibo e sulle variazioni di peso. In presenza di lesioni da decubito e di malnutrizione è necessario incoraggiare un aumento dell’apporto dietetico e l'uso di supplementi.

  • Una alimentazione inadeguata aumenta la possibilità di sviluppare piaghe da decubito e ne rallenta la guarigione.
  • Stato nutrizionale: dovrebbe essere valutato e ottimizzato per assicurare un adeguato apporto calorico, di proteine e vitamine.
  • E' necessario considerare che la riparazione dei tessuti è correlata anche al mantenimento di una costante ed adeguata temperatura della lesione.

Criterio di valutazione dell'efficacia del trattamento adottato: una lesione pulita dovrebbe mostrare l'inizio del processo di guarigione entro 2/4 settimane.

Riconoscimento precoce, gestione domiciliare e supporto al caregiver

Se si è abituati ad assistere una persona anziana nel lavarsi o vestirsi, è buona norma dedicare alcuni momenti per controllarne la pelle, specialmente intorno alle aree ossee. È necessario contattare il medico non appena si pensa di aver individuato delle lesioni da decubito per chiedere consiglio su come comportarsi.

Se si nota un’ulcera da decubito in una fase molto precoce (Categoria/stadio 1) è una buona idea parlare con il medico di base così che possa valutare le cause, monitorare la situazione ed eventualmente consigliare l’intervento di specialisti o infermieri. Come ultimo consiglio, è importante capire che ci sono tanti aiuti disponibili e diverse figure che possono sostenervi per far si che non ci sia un peggioramento e che si parta subito con un piano di prevenzione.

Anche se si è in una zona remota ed il paziente non può essere spostato da casa, l’assistenza può essere fornita direttamente a domicilio o anche online, mostrando le immagini delle lesioni allo specialista e ricevendo consiglio sul da farsi.

Note pratiche di detersione e irrigazione

Quando l’azione germicida non è necessaria è possibile usare una semplice soluzione salina (fisiologica) la quale è in grado di prevenire la secchezza cutanea. Per non causare danno all’attività mitotica cellulare, la temperatura della soluzione di lavaggio dovrebbe essere compresa tra i 28° e 30°.

  • NB: l’acido acetico può modificare il colore del tessuto e mascherare potenziali superinfezioni.
  • ATTENZIONE: l’ipoclorito di sodio ha attività germicida ma è primariamente usato come agente per il debridement.
  • Non vanno applicate medicazioni occlusive nelle ulcere con infezioni clinicamente provate.
Diagramma di flusso: percorso decisionale per detersione e scelta medicazione per stadio

Indicazioni organizzative e formazione

L'Azienda USL di Pescara anche attraverso l'adozione delle presenti linee guida intende sviluppare e sostenere tutte le iniziative in grado di contribuire alle conoscenze relative alla prevenzione ed al trattamento delle lesioni da decubito. L'Azienda USL provvede, in collaborazione con ordini, collegi professionali e con associazioni scientifiche a sviluppare programmi educativi completi per la prevenzione delle lesioni da decubito rivolti a tutti gli operatori, ai pazienti ed ai loro famigliari.

Approfondimento: medicazioni avanzate e proprietà

  • Idrocolloidi: creano una barriera occlusiva sopra l’ulcera mantenendo la ferita umida e prevenendo la contaminazione batterica.
  • Gel: mantengono la superficie umida fino a quando non si disidratano.
  • Medicazioni adesive: semipermeabili ed occlusive permettono lo scambio gassoso ed il trasferimento del vapore acqueo.
  • Alginati: sono medicazioni semiocclusive, altamente assorbenti e facili da usare.
  • Garze impregnate di argento: sono indicate in ferite infette o ad alto rischio di infezione.

Le ulcere da pressione rappresentano un problema di ardua gestione ed i pazienti che presentano questa patologia sono spesso complicati da plurime comorbidità. Il trattamento di queste lesioni è spesso una vera e proprio sfida per il medico.

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