Incapsulante per linoleum: caratteristiche e utilizzo

Il linoleum è una miscela di olio di lino cotto e materiali inerti come polvere di legno, sughero e pigmenti colorati, tutto calandrato su un tessuto di supporto. Nelle pavimentazioni storiche, oltre alle piastrelle, anche i collanti utilizzati per fissare il vinil‑amianto al massetto cementizio contenevano spesso fibre di amianto. L’amianto, noto per la sua resistenza e durabilità, è stato ampiamente utilizzato nelle costruzioni edili, comprese coperture, pavimentazioni e sistemi di impermeabilizzazione. L’amianto è una sostanza pericolosa presente in molte strutture edili all’interno di coperture e controsoffittature.

Quando e perché intervenire sull'amianto nei pavimenti in linoleum

La presenza di amianto nelle pavimentazioni può essere dovuta sia alle lastre che al collante; in questi casi è necessario valutare lo stato di conservazione del materiale e il rischio di rilascio di fibre. L’obbligatorietà di interventi sull’amianto dipende dallo stato di conservazione dei materiali e dal rischio che essi rappresentano. Secondo la normativa vigente, il proprietario di un immobile deve effettuare una valutazione del rischio amianto. Se i materiali sono integri e non rilasciano fibre, può essere sufficiente l’incapsulamento dell’amianto con monitoraggio periodico.

Cos’è l’incapsulamento e quando è consigliato

L’incapsulamento amianto è una delle tecniche di bonifica utilizzata per gestire e contenere in modo sicuro l’amianto presente all’interno di un edificio o di una struttura, senza ricorrere alla rimozione e allo smaltimento. Si tratta di un intervento di mantenimento della copertura originaria ottenibile tramite l’applicazione di prodotti specifici che permettono di fissare e sigillare le fibre di amianto contenute nel manufatto. Il trattamento, oltre all’efficace fissaggio e rivestimento delle fibre di amianto, preserva e impermeabilizza la copertura prolungandone la durata per diversi anni.

Normativa di riferimento

  • Legge n. 257 del 1992: vieta l’estrazione, l’importazione, la lavorazione e la commercializzazione dell’amianto e dei prodotti che lo contengono.
  • D.M. 6 settembre 1994: fornisce linee guida dettagliate per la bonifica dell’amianto, inclusa la tecnica dell’incapsulamento.
  • D.M. 20 agosto 1999: stabilisce i criteri per la scelta dei metodi di bonifica dell’amianto, includendo incapsulamento, rimozione e confinamento.
  • D.Lgs. 81/2008: norme per la sicurezza sul lavoro e gestione dei rischi legati all’amianto.
  • Certificazione UNI 10686: normativa tecnica italiana che stabilisce i requisiti per l’esecuzione sicura ed efficace dell’incapsulamento dell’amianto.

Tipologie di rivestimenti incapsulanti e loro caratteristiche

L’incapsulamento consiste nel trattare il materiale con prodotti penetranti o ricoprenti (detti prodotti incapsulanti) in grado di inglobare le fibre e costituire una pellicola protettiva sulla superficie. A seconda dell’applicazione, il rivestimento incapsulante può essere:

  • a vista all’esterno: se applicato per manufatti in cemento‑amianto esposti agli agenti atmosferici; lo spessore medio del rivestimento incapsulante secco non dovrà essere inferiore a 300 μm e in nessun punto dovrà essere inferiore a 250 μm. Su questo rivestimento devono essere eseguite prove di adesione, impermeabilità, resistenza gelo/disgelo, prova sole/pioggia e invecchiamento accelerato.
  • a vista all’interno: se applicato per manufatti situati all’interno “integri ma suscettibili di danneggiamento” o “danneggiati”; lo spessore medio non dovrà essere inferiore a 250 μm e in nessun punto inferiore a 200 μm; le prove richieste includono adesione e resistenza al lavaggio.
  • non a vista: se applicato a supporto degli interventi di confinamento o sopracopertura; lo spessore non dovrà essere inferiore a 200 μm; per alcune prove lo spessore non dovrà essere inferiore a 100 μm; le prove comprendono adesione, impermeabilità, resistenza gelo/disgelo e reazione al fuoco.
  • ausiliario: se applicato per evitare la dispersione di fibre nell’ambiente a supporto degli interventi di rimozione; il rivestimento dovrà essere di colore contrastante con quello del supporto e il fornitore dovrà indicare spessore, resa e tempo di essiccazione.

Composizione e requisiti dei prodotti incapsulanti

I rivestimenti incapsulanti non dovranno contenere sostanze che diano luogo allo sviluppo di fumi, vapori o gas tossici che possono liberarsi nell’ambiente interno ed esterno a seguito di eventuali incendi che possano interessare le strutture incapsulate. Nota: prodotti incapsulanti, penetranti, con solventi, non sono applicabili in ambienti indoor (Tipo B). I prodotti dovranno essere applicabili con una apparecchiatura a spruzzo secondo la normativa. Uno stesso ciclo può impiegare prodotti sia penetranti che ricoprenti. “Generalmente i risultati più efficaci e duraturi si ottengono con l’impiego di entrambi i prodotti”.

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Per ottenere l’attestazione di conformità sulla base della norma UNI CEI GN 45015 il fornitore dovrà presentare al laboratorio i campioni dei prodotti che costituiscono il ciclo incapsulante da lui proposto, con le informazioni necessarie per la loro corretta applicazione: tipo e quantità del diluente (se previsto), spessore da applicare, tempo di essiccazione, ecc. Il laboratorio dovrà applicare questi prodotti secondo le informazioni ricevute dal fornitore.

Procedure operative e fasi dell’intervento

  1. Effettuare un sopralluogo per valutare lo stato del materiale contenente amianto.
  2. Se l’incapsulamento è considerato idoneo, procedere con un primo trattamento a spruzzo utilizzando un primer formulato isomerico che sigilla le fibre e fornisce una base per i trattamenti successivi.
  3. Applicare un primer penetrante consolidante, a base d’acqua; questi prodotti penetrano in profondità nella lastra di amianto consolidando la matrice cementizia che ingloba le fibre.
  4. Le ultime due fasi consistono nella stesura di una guaina liquida elastomerica impermeabilizzante, a base di polimeri acrilici, per creare sulla copertura un rivestimento impermeabile.

Prima di intraprendere qualsiasi intervento su supporti di cemento amianto è consigliabile consultare l’Unità Sanitaria Locale che fornirà le indicazioni e le modalità operative ammesse dalla direttiva vigente. È necessario, a tal proposito, elaborare un piano di lavoro prima di iniziare le operazioni per garantire la sicurezza dei lavoratori ed evitare possibili sanzioni. Per interventi che prevedano un trattamento preliminare o la sostituzione di lastre, il titolare dell’impresa dovrà presentare all’organo di vigilanza competente territorialmente anche un piano di lavoro ai sensi dell’art. 34 del decreto legislativo.

schema fasi incapsulamento amianto pavimento linoleum

Attestati, controlli e documentazione

L’avvenuta posa in opera di un rivestimento incapsulante in conformità alle disposizioni di legge sarà attestata dal responsabile dei lavori dell’impresa di bonifica. L’esecutore della bonifica attesta gli spessori del rivestimento incapsulante secco e indica i metodi, nazionali o internazionali, per la loro misura. Nell’attestato dovranno essere indicati i diversi colori delle ultime due mani del rivestimento incapsulante e la durata minima del trattamento, ciò al fine di consentire al committente di programmare il piano di controllo e manutenzione (ex decreto ministeriale 6 settembre 1994). L’attestazione sarà conservata dal committente e presentata, a richiesta, all’organo di vigilanza competente per territorio.

Verifica e manutenzione periodica

Per assicurare l’efficacia incapsulante nel tempo dei rivestimenti a vista, è necessario mantenere un programma di verifica periodica e di manutenzione. Questa verifica dovrà essere effettuata dal committente controllando che non siano avvenuti distacchi, sfaldamenti e fessurazioni del rivestimento incapsulante dalla superficie del manufatto e che non sia scomparso il colore dell’ultimo strato con conseguente affioramento del colore del prodotto sottostante. A seconda dei risultati del controllo, si decideranno gli opportuni interventi, quali il ripristino della continuità del rivestimento o l’applicazione di un altro strato di prodotto.

Sicurezza degli operatori e DPI

Per quanto riguarda l’igiene e sicurezza degli addetti, i lavori dovranno svolgersi secondo quanto disposto dal decreto legislativo n. 277/1991 e dal D.Lgs. 81/2008. Tutti gli apparecchi di protezione delle vie respiratorie appartengono alla terza categoria di DPI e devono soddisfare requisiti essenziali di sicurezza e salute. In mancanza di riferimenti legislativi italiani, valori limite di esposizione generalmente adottati sono i TLV stabiliti dall’ACGIH. Per i lavori di bonifica, durante i quali vengono di solito raggiunte concentrazioni elevate di fibre di amianto, sono normalmente preferiti gli elettrorespiratori THP3 e TMP3. Il personale che esegue l'applicazione sulla copertura deve essere dotato di tute protettive e di mezzi di protezione delle vie respiratorie.

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Vantaggi e svantaggi dell’incapsulamento applicato al linoleum e pavimenti vinilici

Tra i principali vantaggi dell’incapsulamento ci sono costi ridotti rispetto ad altre metodologie di bonifica; minore impatto ambientale in quanto l’amianto viene lasciato in loco e quindi non vi sono rischi di eventuali rilasci di fibre dovuti alla rimozione; ridotto rischio di esposizione per gli operatori; non si producono rifiuti pericolosi da smaltire in discarica. Esistono però anche svantaggi: l’incapsulamento non rappresenta una soluzione permanente, l’amianto rimane all’interno della struttura, in futuro potrebbe essere necessaria la rimozione, è necessario un programma di controllo e manutenzione costante e potrebbe essere necessario ripetere l’intervento a distanza di tempo. Inoltre, l’incapsulamento non risolve il problema in caso di terremoto o altri danni non controllabili e può alterare alcune caratteristiche della struttura, come proprietà termiche, isolamento acustico e resistenza al fuoco.

foto applicazione incapsulante su pavimento vinil-amianto

Metodi alternativi e ausili per la bonifica dei collanti con amianto

Per la bonifica del vinil amianto sono disponibili metodi innovativi: ad esempio il metodo basato sull’impiego del gel attivo REMOVECO GEL®, formulato per la degradazione chimica controllata della matrice polimerica dei collanti. Nessuna abrasione meccanica - REMOVECO GEL elimina la necessità di fresatura del collante, riducendo drasticamente l’esposizione alle fibre aerodisperse. Il gel non evapora, mantiene le superfici bagnate e ingloba le fibre di amianto, impedendone la dispersione. Prima di procedere con la bonifica è opportuno eseguire un test preliminare su una piccola area campione per verificare l’efficacia del sistema REMOVECO GEL.

  1. Applicare uno strato di REMOVECO GEL su tutta la superficie e lasciare agire per 48 ore.
  2. Ripassare la superficie con la mono spazzola dotata di setole di plastica e raccogliere il rifiuto come da procedure previste.
  3. Raccogliere e aspirare la superficie mediante aspiratore solido‑liquido dotato di filtri assoluti e spazzola accessoria.

Notifica e obblighi verso l’organo di vigilanza

Le imprese che effettuano lavori che non implicano la rimozione dei materiali contenenti amianto ma che potrebbero intaccare l’integrità del manufatto con conseguente rilascio di fibre, devono inviare all’organo di vigilanza competente per territorio, entro 30 giorni dall’inizio dei lavori, apposita notifica di inizio lavori. La notifica comprende almeno una descrizione sintetica della ubicazione del cantiere; tipi e quantitativi di amianto manipolati; attività e procedimenti applicati; numero di lavoratori interessati; data di inizio dei lavori e relativa durata; misure adottate per limitare l’esposizione dei lavoratori all’amianto.

video dimostrativo applicazione incapsulante su pavimento con amianto

Indicazioni pratiche per l’applicazione su linoleum e pavimenti

  • Rimuovere dalla superficie del pavimento le cere e i residui filmogeni che compromettono l’adesione del prodotto incapsulante.
  • Inertizzare le piastrelle in vinil‑amianto non perfettamente adese mediante applicazione di prodotti specifici, garantendo la stabilizzazione delle fibre e la messa in sicurezza del supporto prima delle lavorazioni successive.
  • Non applicare a temperature inferiori a +5 °C.
  • Manipolare le lastre con cautela, evitando di danneggiarle; è consigliabile effettuare un trattamento superficiale supplementare sulle lastre dopo l'accatastamento, in quanto detta operazione potrebbe causare il rilascio di fibre.
  • I recipienti e gli attrezzi di lavoro devono essere lavati accuratamente con acqua dopo l'uso, altrimenti si renderà necessario l'impiego di solventi.

Durata prevista e pianificazione manutentiva

La durata dell’incapsulamento dell’amianto deve essere specificata dalla ditta esecutrice e varia in base ai prodotti utilizzati: per interventi realizzati con prodotti edilizi standard, la durata prevista è di circa 20 anni; per interventi eseguiti con materiali ad alte prestazioni, la durata può estendersi fino a circa 30 anni. Tuttavia, queste durate possono essere influenzate da fattori esterni variabili; pertanto è essenziale eseguire regolarmente le attività di controllo e manutenzione indicate nel piano apposito.

Documentazione consigliata da conservare

  • Attestato di conformità del ciclo incapsulante rilasciato dal laboratorio (UNI CEI GN 45015).
  • Attestazione dell’esecuzione dei lavori con spessori misurati e colori delle ultime due mani.
  • Piano di manutenzione e controllo periodico.
  • Notifica all’organo di vigilanza, se prevista.

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