
Il linoleum è una miscela di olio di lino cotto e materiali inerti come polvere di legno, sughero e pigmenti colorati, tutto calandrato su un tessuto di supporto. Nelle pavimentazioni storiche, oltre alle piastrelle, anche i collanti utilizzati per fissare il vinil‑amianto al massetto cementizio contenevano spesso fibre di amianto. L’amianto, noto per la sua resistenza e durabilità, è stato ampiamente utilizzato nelle costruzioni edili, comprese coperture, pavimentazioni e sistemi di impermeabilizzazione. L’amianto è una sostanza pericolosa presente in molte strutture edili all’interno di coperture e controsoffittature.
La presenza di amianto nelle pavimentazioni può essere dovuta sia alle lastre che al collante; in questi casi è necessario valutare lo stato di conservazione del materiale e il rischio di rilascio di fibre. L’obbligatorietà di interventi sull’amianto dipende dallo stato di conservazione dei materiali e dal rischio che essi rappresentano. Secondo la normativa vigente, il proprietario di un immobile deve effettuare una valutazione del rischio amianto. Se i materiali sono integri e non rilasciano fibre, può essere sufficiente l’incapsulamento dell’amianto con monitoraggio periodico.
L’incapsulamento amianto è una delle tecniche di bonifica utilizzata per gestire e contenere in modo sicuro l’amianto presente all’interno di un edificio o di una struttura, senza ricorrere alla rimozione e allo smaltimento. Si tratta di un intervento di mantenimento della copertura originaria ottenibile tramite l’applicazione di prodotti specifici che permettono di fissare e sigillare le fibre di amianto contenute nel manufatto. Il trattamento, oltre all’efficace fissaggio e rivestimento delle fibre di amianto, preserva e impermeabilizza la copertura prolungandone la durata per diversi anni.
L’incapsulamento consiste nel trattare il materiale con prodotti penetranti o ricoprenti (detti prodotti incapsulanti) in grado di inglobare le fibre e costituire una pellicola protettiva sulla superficie. A seconda dell’applicazione, il rivestimento incapsulante può essere:
I rivestimenti incapsulanti non dovranno contenere sostanze che diano luogo allo sviluppo di fumi, vapori o gas tossici che possono liberarsi nell’ambiente interno ed esterno a seguito di eventuali incendi che possano interessare le strutture incapsulate. Nota: prodotti incapsulanti, penetranti, con solventi, non sono applicabili in ambienti indoor (Tipo B). I prodotti dovranno essere applicabili con una apparecchiatura a spruzzo secondo la normativa. Uno stesso ciclo può impiegare prodotti sia penetranti che ricoprenti. “Generalmente i risultati più efficaci e duraturi si ottengono con l’impiego di entrambi i prodotti”.
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Per ottenere l’attestazione di conformità sulla base della norma UNI CEI GN 45015 il fornitore dovrà presentare al laboratorio i campioni dei prodotti che costituiscono il ciclo incapsulante da lui proposto, con le informazioni necessarie per la loro corretta applicazione: tipo e quantità del diluente (se previsto), spessore da applicare, tempo di essiccazione, ecc. Il laboratorio dovrà applicare questi prodotti secondo le informazioni ricevute dal fornitore.
Prima di intraprendere qualsiasi intervento su supporti di cemento amianto è consigliabile consultare l’Unità Sanitaria Locale che fornirà le indicazioni e le modalità operative ammesse dalla direttiva vigente. È necessario, a tal proposito, elaborare un piano di lavoro prima di iniziare le operazioni per garantire la sicurezza dei lavoratori ed evitare possibili sanzioni. Per interventi che prevedano un trattamento preliminare o la sostituzione di lastre, il titolare dell’impresa dovrà presentare all’organo di vigilanza competente territorialmente anche un piano di lavoro ai sensi dell’art. 34 del decreto legislativo.
L’avvenuta posa in opera di un rivestimento incapsulante in conformità alle disposizioni di legge sarà attestata dal responsabile dei lavori dell’impresa di bonifica. L’esecutore della bonifica attesta gli spessori del rivestimento incapsulante secco e indica i metodi, nazionali o internazionali, per la loro misura. Nell’attestato dovranno essere indicati i diversi colori delle ultime due mani del rivestimento incapsulante e la durata minima del trattamento, ciò al fine di consentire al committente di programmare il piano di controllo e manutenzione (ex decreto ministeriale 6 settembre 1994). L’attestazione sarà conservata dal committente e presentata, a richiesta, all’organo di vigilanza competente per territorio.
Per assicurare l’efficacia incapsulante nel tempo dei rivestimenti a vista, è necessario mantenere un programma di verifica periodica e di manutenzione. Questa verifica dovrà essere effettuata dal committente controllando che non siano avvenuti distacchi, sfaldamenti e fessurazioni del rivestimento incapsulante dalla superficie del manufatto e che non sia scomparso il colore dell’ultimo strato con conseguente affioramento del colore del prodotto sottostante. A seconda dei risultati del controllo, si decideranno gli opportuni interventi, quali il ripristino della continuità del rivestimento o l’applicazione di un altro strato di prodotto.
Per quanto riguarda l’igiene e sicurezza degli addetti, i lavori dovranno svolgersi secondo quanto disposto dal decreto legislativo n. 277/1991 e dal D.Lgs. 81/2008. Tutti gli apparecchi di protezione delle vie respiratorie appartengono alla terza categoria di DPI e devono soddisfare requisiti essenziali di sicurezza e salute. In mancanza di riferimenti legislativi italiani, valori limite di esposizione generalmente adottati sono i TLV stabiliti dall’ACGIH. Per i lavori di bonifica, durante i quali vengono di solito raggiunte concentrazioni elevate di fibre di amianto, sono normalmente preferiti gli elettrorespiratori THP3 e TMP3. Il personale che esegue l'applicazione sulla copertura deve essere dotato di tute protettive e di mezzi di protezione delle vie respiratorie.
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Tra i principali vantaggi dell’incapsulamento ci sono costi ridotti rispetto ad altre metodologie di bonifica; minore impatto ambientale in quanto l’amianto viene lasciato in loco e quindi non vi sono rischi di eventuali rilasci di fibre dovuti alla rimozione; ridotto rischio di esposizione per gli operatori; non si producono rifiuti pericolosi da smaltire in discarica. Esistono però anche svantaggi: l’incapsulamento non rappresenta una soluzione permanente, l’amianto rimane all’interno della struttura, in futuro potrebbe essere necessaria la rimozione, è necessario un programma di controllo e manutenzione costante e potrebbe essere necessario ripetere l’intervento a distanza di tempo. Inoltre, l’incapsulamento non risolve il problema in caso di terremoto o altri danni non controllabili e può alterare alcune caratteristiche della struttura, come proprietà termiche, isolamento acustico e resistenza al fuoco.
Per la bonifica del vinil amianto sono disponibili metodi innovativi: ad esempio il metodo basato sull’impiego del gel attivo REMOVECO GEL®, formulato per la degradazione chimica controllata della matrice polimerica dei collanti. Nessuna abrasione meccanica - REMOVECO GEL elimina la necessità di fresatura del collante, riducendo drasticamente l’esposizione alle fibre aerodisperse. Il gel non evapora, mantiene le superfici bagnate e ingloba le fibre di amianto, impedendone la dispersione. Prima di procedere con la bonifica è opportuno eseguire un test preliminare su una piccola area campione per verificare l’efficacia del sistema REMOVECO GEL.
Le imprese che effettuano lavori che non implicano la rimozione dei materiali contenenti amianto ma che potrebbero intaccare l’integrità del manufatto con conseguente rilascio di fibre, devono inviare all’organo di vigilanza competente per territorio, entro 30 giorni dall’inizio dei lavori, apposita notifica di inizio lavori. La notifica comprende almeno una descrizione sintetica della ubicazione del cantiere; tipi e quantitativi di amianto manipolati; attività e procedimenti applicati; numero di lavoratori interessati; data di inizio dei lavori e relativa durata; misure adottate per limitare l’esposizione dei lavoratori all’amianto.
La durata dell’incapsulamento dell’amianto deve essere specificata dalla ditta esecutrice e varia in base ai prodotti utilizzati: per interventi realizzati con prodotti edilizi standard, la durata prevista è di circa 20 anni; per interventi eseguiti con materiali ad alte prestazioni, la durata può estendersi fino a circa 30 anni. Tuttavia, queste durate possono essere influenzate da fattori esterni variabili; pertanto è essenziale eseguire regolarmente le attività di controllo e manutenzione indicate nel piano apposito.
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