
La diffusione della scansione intraorale nell’ambito odontoiatrico avviene in modo rapido grazie alla sua facilità ed efficienza d'uso, oltre alla capacità di archiviare e trasferire dati con facilità. Lo scanner intraorale è uno strumento con un sistema di misurazione tridimensionale utilizzato per raccogliere informazioni su forma e dimensioni delle arcate dentarie attraverso l’emissione di un fascio luminoso sulla superficie dei denti. Le telecamere ad alta risoluzione raccolgono le informazioni che vengono processate da un software che riproduce il modello 3D virtuale delle arcate dentali e dei tessuti molli del paziente, digitalizzando completamente l’anatomia della bocca.
Una tecnologia che elimina il fastidio delle impronte tradizionali, migliora la comunicazione con il laboratorio e offre risultati più accurati. Tuttavia, lo scanner intraorale, com'è noto, in alcune circostanze fatica ad acquisire le immagini. La precisione del modello digitale può essere influenzata dalla risoluzione dello scanner, ma nonostante ciò, gli studi hanno dimostrato che gli scanner intraorali mantengono un’alta affidabilità e ripetibilità nella rilevazione dei punti chiave sui denti.
La presenza di saliva e di restauri dentali può infuire in qualche misura sulla scansione. Uno studio ha messo sotto la lente di ingrandimento due fattori che potrebbero influire sull'accuratezza della scansione intraorale: l'umidità presente sulla superficie da scansionare e i diversi materiali da restauro. I ricercatori spagnoli hanno formato gruppi basati su dente naturale, zirconia, disilicato di litio e corona in resina nanoceramica, e hanno simulato diverse condizioni di umidità con saliva artificiale. I gruppi di controllo, zirconia e disilicato in condizioni di asciutto e bassa umidità sono risultati più accurati rispetto al gruppo in resina nanoceramica; il disilicato ha registrato la migliore accuratezza in condizioni di elevata umidità.
Uno scanner intraorale acquisisce impronte digitali proiettando una fonte luminosa sull'area da scansionare. La capacità dello scanner di leggere dettagli è influenzata dall'indice di rifrazione e dall'opacità dei materiali presenti in bocca. Ad esempio, la zirconia ha un diverso indice di rifrazione rispetto alle ceramiche vetrose e allo smalto naturale: provare a lasciare una zirconia lucidata a mano senza rivestimento mette in evidenza come la superficie possa riflettere la luce in modo tale da complicare l'acquisizione ottica. Le ultime generazioni di zirconia presentano elevata traslucenza e multilayer cromatici, ma non sempre la scelta del manufatto monolitico sui settori anteriori si adatta perfettamente; per questo spesso si ricorre a tecniche ibride con microlayer di ceramica per conferire alla parte visibile un indice di rifrazione più simile a quello delle ceramiche vetrose.
Dal modello 3D generato dallo scanner dentale, è possibile eseguire pianificazioni chirurgiche, protesiche o ortodontiche. Tuttavia la scansione dentogengivale può risultare difficile in spazi cavi profondi, contorni interni e regioni con sottosquadri, proprio per la ridotta capacità dello scanner di leggere impronte in aree dove la geometria e la riflettanza del materiale creano riflessi o dispersione della luce.
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La risoluzione della scansione Cbct è inferiore a quella raggiungibile con gli scanner intraorali, che consentono di ottenere una maggiore accuratezza nel rilevare tutti i dettagli delle superfici occlusali. Gli scanner attuali sono sufficientemente accurati per acquisire le impronte utili per la fabbricazione di tutta una serie di restauri protesici su denti naturali e impianti; inoltre, possono essere usati per progettare e realizzare intarsi, corone in disilicato di litio, zirconia e ceramica integrale. La differenza di traslucenza fra materiali impatta la leggibilità dei margini e la definizione delle superfici, con possibili lievi errori nella posizione degli elementi dentali e nelle dimensioni dell’arcata che però, secondo la letteratura, risultano generalmente minori e clinicamente irrilevanti.
La metodologia della scansione intraorale digitale richiede attenzione: è fondamentale mantenere il campo asciutto mediante l’utilizzo di aspirasaliva e apribocca e informare il paziente sulle modalità di presa dell’impronta, con particolare attenzione a mantenere la lingua il più immobile possibile. L’operatore si posiziona a ore 7, seduto con il paziente leggermente inclinato, garantendo che il piano occlusale inferiore rimanga parallelo al pavimento. La scansione avviene con la bocca aperta (eccetto per la registrazione occlusale), procedendo in modo continuo dalla parte mesiale a quella distale del settore, prima in direzione occlusale, poi linguale o palatale e infine vestibolare, mantenendo i tessuti molli spostati lateralmente.
La scansione dei tessuti parodontali molli circostanti può essere inclusa o esclusa, insieme al palato duro. Successivamente si procede con il controllo della qualità delle immagini e si esegue la registrazione occlusale sovrapponendo e unendo i dati raccolti. Dopo una fase iniziale di apprendimento, la scansione di un’arcata viene completata in non più di 60 secondi; le punte degli scanner, dotate di un sistema anti-appannamento, consentono una presa dell’impronta senza interruzioni.
Nel protocollo sperimentale in cui è stata spruzzata saliva artificiale a diversi flussi volumetrici, i risultati hanno dimostrato che condizioni di bassa umidità mantengono una buona accuratezza per molti materiali, ma l’aumento dell’umidità può alterare le performance a seconda della riflettanza e della traslucenza del materiale testato. È quindi consigliabile, per massimizzare l’accuratezza, mantenere il campo il più asciutto possibile e considerare il comportamento del materiale restaurativo in termini di riflessione luminosa.
Ci sono pazienti il cui trattamento può essere più complesso a causa di ipertrofia linguale, ipermobilità o limitata apertura della bocca. La scansione può risultare difficile in presenza di profili d’emergenza pronunciati, aree interprossimali con forte disallineamento o aree retromolari superiori vicine al processo coronoideo. In questi casi è utile adottare tecniche che facilitino la lettura del solco gengivale: ad esempio, l'uso di provvisori sovra-contornati per condizionare i tessuti, il filo retrattore o la gestione accurata della saliva. Si procede con la scansione dell’arcata completa dei provvisori in situ; gli stessi potranno essere rimossi per poi passare alla scansione dei singoli monconi, riducendo il tempo di ripresa e mantenendo la forma condizionata dei tessuti.
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L’allineamento delle due arcate non sempre risulta preciso nei sistemi digitali e, come nelle impronte analogiche, è possibile "assestare manualmente" le arcate facendo riferimento a dettagli come le faccette di usura. Un sistema pratico è quello di scansionare prima l’arcata con provvisori o check in resina fissati sulla zona più distale possibile per avere punti di riferimento nella registrazione occlusale. Per le lavorazioni su impianti multipli è ancora spesso necessaria la presa di una chiave di posizione (in gesso o resina) che poi viene accoppiata alle impronte digitali tramite torrette avvitate o scanbody; ciò permette di usare la posizione master analogica insieme al flusso digitale.
Alcune aziende hanno iniziato a produrre archi facciali e assiografi in grado di registrare i movimenti reali delle arcate; l’utilizzo di queste attrezzature obbliga a investimenti importanti, ma permette una migliore integrazione funzionale. Attualmente i sistemi digitali sono tarati per allineare la posizione del mascellare superiore usando basi dedicate per l’allineamento nel software CAD; per ora il riconoscimento automatico della posizione dell’arco anatomico non è pienamente diffuso nei CAD.
La scelta del materiale per la produzione protesica è fondamentale: la zirconia offre una vasta gamma di opacità, colorazioni e durezze, con generazioni che vantano elevata traslucenza e multilayer cromatici. Le aziende produttrici stanno investendo molto nei materiali metal-free, e le tecniche produttive (sottrattive o additive) influiscono sulla resa cromatica, sulla traslucenza e sulla corrispondenza tra progetto digitale e manufatto finale. Per ottenere una riproduzione fedele del progetto .stl è necessario avvalersi di software CAM e macchine CNC che realizzino percorsi fresa con definizione adeguata; dalla fase CAM dipendono spessori, compensazioni fresa e dettagli anatomici riproducibili.
Dal punto di vista ottico, il diverso indice di rifrazione tra zirconia, ceramiche vetrose e smalto naturale richiede scelte tecniche: l'uso di microlayer ceramici o gel vetrosi 3D può migliorare l'estetica riproducendo un indice di rifrazione più vicino a quello dello smalto. Le tecniche di stratificazione possono quindi compensare limiti intrinseci dei materiali monolitici in termini di resa della luce e traslucenza.
Le impronte ottiche riducono il disagio del paziente. Gli scanner intraorali fanno risparmiare tempo e semplificano le procedure cliniche, eliminando i modelli in gesso e consentendo una migliore comunicazione con l'odontotecnico e con i pazienti. Il file STL viene gestito mediante archiviazione e invio al laboratorio o a servizi di produzione in formati standard o certificati (Invisalign, Incognito), accelerando la produzione di dispositivi protesici e ortodontici e riducendo costi di spedizione e archiviazione.
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Le scansioni intraorali sono più veloci delle impronte analogiche a seconda del livello di esperienza; la scansione di un paziente richiede da un minuto e mezzo a sei minuti. Alcuni professionisti dichiarano di svolgere le attività consuete in metà del tempo grazie al flusso digitale. Inoltre, l'odontoiatria digitale permette di evolvere progressivamente il flusso di lavoro: si può iniziare dalla sola scansione e successivamente aggiungere diagnosi, progettazione e produzione in-house, inclusi fresaggi o stampa di allineatori invisibili.
Esistono però anche svantaggi: con gli scanner intraorali può essere difficile rilevare la parte più profonda del solco gengivale, c’è una curva di apprendimento e bisogna mettere in conto costi per il loro acquisto e gestione. La scansione può essere complicata nei casi di assenza di punti di riferimento (protesi parziali e rimovibili), per la difficoltà a registrare la dinamica dei tessuti molli, o in presenza di geometrie complesse come sottosquadri profondi. Le dimensioni dei puntali degli scanner e la mancanza di compressione che caratterizza l'impronta analogica possono determinare errori nella scansione delle aree vestibolari mobili.
Infine, il prezzo della soluzione dipende da ambizioni e piani di crescita; il costo totale di proprietà include non solo il prezzo di acquisto ma anche tariffe di licenza, manutenzione, garanzia e supporto. È quindi fondamentale valutare il ritorno sull'investimento tenendo conto della riduzione dei costi per materiali da impronta, spese di laboratorio e tempi clinici.
| Materiale | Precisione in asciutto | Precisione a bassa umidità | Precisione ad alta umidità |
|---|---|---|---|
| Dente naturale (controllo) | Alta | Alta | Buona |
| Zirconia | Alta | Alta | Buona |
| Disilicato di litio (LD) | Alta | Alta | Molto buona (migliore) |
| Resina nanoceramica (NC) | Inferiore rispetto ad altri | Inferiore | Inferiore |
È evidente che i pazienti preferiscano la scansione intraorale digitale rispetto alle tradizionali impronte: in alcuni studi il 100% dei pazienti ha preferito le impronte digitali. Le impronte digitali evitano materiali dal sapore sgradevole, riflesso faringeo e fastidi legati ai portaimpronta. Una scansione 3D sullo schermo permette di visualizzare le opzioni di trattamento e di discuterne con il paziente, migliorando la compliance e la percezione della qualità del servizio. App per il monitoraggio e la simulazione consentono di monitorare problemi come bruxismo o migrazione dentale e mostrano ai pazienti i risultati previsti dei trattamenti.
L’introduzione degli scanner intraorali rappresenta una rivoluzione silenziosa che migliora comfort, velocità e qualità nella pratica odontoiatrica. Riflettanza e traslucenza dei materiali influiscono sulla resa della scansione: conoscerne il comportamento e adeguare tecniche e protocolli è essenziale per ottenere modelli digitali affidabili. Con una corretta gestione del campo operativo, la scelta del materiale e una formazione adeguata, gli scanner intraorali possono fornire impronte clinicamente accettabili per la maggior parte delle indicazioni protesiche e ortodontiche, ottimizzando comunicazione e flusso di lavoro.
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