Invisalign dopo impianto dentale: procedura, compatibilità e sequenza terapeutica

La scelta della sequenza terapeutica nel paziente che necessita di impianti dentali e di correzione ortodontica è cruciale perché gli impianti dentali, essendo integrati nell’osso, non possono essere spostati. Gli impianti dentali, la loro posizione e la loro forma saranno permanenti. Per questo motivo molti clinici e specialisti concordano che, quando possibile, un trattamento ortodontico vada considerato ed eventualmente eseguito prima di fare gli impianti e la relativa protesi.

Perché non si dovrebbero posizionare subito i restauri protesici sugli impianti

Gli impianti si mettono dopo che gli altri problemi sono risolti perché poi non possono essere modificati. I ponti protesici su più elementi dentari si comportano come gli impianti dentali, cioè non è possibile spostarli. È possibile però muovere tutto il resto se le condizioni lo permettono. Gli impianti dentali, essendo integrati nell’osso, non possono essere spostati. Di conseguenza, se l’occlusione o l’allineamento dentale non sono stati prima corretti, si rischia di dover realizzare corone protesiche che non tengano conto delle future esigenze ortodontiche o gnatologiche.

Quando invece gli impianti possono venire prima

Ci sono situazioni in cui la protesi sugli impianti è urgente o imprescindibile e in cui gli interventi ortodontici possono essere pianificati successivamente: ad esempio quando manca la possibilità di attendere per motivi funzionali o estetici immediati. Tuttavia, gli impianti singoli non hanno alcuna influenza sul trattamento Invisalign® in generale, ma bisogna tener presente che la presenza di impianti limita i movimenti possibili nella regione interessata.

Valutazioni preliminari indispensabili

  • È fondamentale una visita clinica accurata e la panoramica dentale (ortopantomografia) per stabilire che non ci siano processi infiammatori in corso e che la situazione dentale e parodontale sia stabile.
  • Il paziente che presenta parodontite attiva o stati infiammatori a carico delle gengive e dell’osso non può eseguire nessun tipo di trattamento ortodontico fino a che la parodontite non sia curata e si sia entrati in fase di mantenimento.
  • Il paziente ha bisogno innanzitutto di farsi visitare da un parodontologo competente perché l’estrusione dei denti comporta anche una estrusione del parodonto che deve essere valutata e curata.
  • Occorre valutare la profondità delle tasche parodontali, la mobilità dei denti e lo spessore del tavolato osseo, in particolare vestibolare della mascella.

Il ruolo della valutazione gnatologica e dei piani multidisciplinari

Ovvio che il tutto deve essere "condito" da una sapiente analisi gnatologica con valutazione non solo delle disclusioni canine, incisiva ed in relazione centrica ma anche dell'overjet e overbite. È importante valutare le Tre Curve di Compensazione: Spee, Wilson e Monsen. I moderni piani di trattamento prevedono spesso approcci multidisciplinari. I flussi digitali permettono una più semplice comunicazione sia tra i singoli professionisti (protesista, parodontologo, ortodontista) che tra clinici e odontotecnici.

In quale ordine fare i trattamenti: indicazioni pratiche

  1. Curare eventuali patologie parodontali ed infiammatorie; senza una gengiva e un osso sani nessun trattamento protesico o ortodontico è sicuro.
  2. Risolvere estrusioni ed intrusioni che causano il "disordine gnatologico" prima di posizionare impianti definitivi: prima bisogna curare le estrusioni ed intrusioni che causano il disordine gnatologico che ha il paziente.
  3. Valutare se sia necessario un trattamento ortodontico (tradizionale o con aligner come Invisalign) per riallineare i denti e posizionare gli elementi in funzione del progetto protesico.
  4. Posizionare gli impianti in accordo con il progetto protesico e, se necessario, effettuare la protesizzazione definitiva solo dopo che la situazione occlusale è stabile.
  5. Eventuali piccoli adattamenti estetici (coronaplastica o limatura delle cuspidi) possono essere eseguiti solo se i problemi di occlusione sono lievi; altrimenti non sono sufficienti.

Invisalign e impianti: compatibilità e limiti

Invisalign® è un metodo pratico e praticamente invisibile per allineare i denti tramite aligner trasparenti. In casi con protesi impiantare la risposta è sicuramente affermativa: è possibile eseguire un trattamento con Invisalign anche se sono già presenti protesi o impianti, ma con delle considerazioni importanti. I movimenti eseguiti con gli allineatori sono molto blandi, leggeri e continui. Le mascherine trasparenti permettono di solidarizzare i denti sotto un’unica struttura, evitando traumi occlusali.

Leggi anche: Allineatori trasparenti

I denti devitalizzati risponderanno al movimento ortodontico in maniera diversa rispetto agli altri, ma con i giusti accorgimenti potranno spostarsi. I ponti protesici su più elementi dentari si comportano come gli impianti dentali e non possono essere spostati. È possibile però muovere tutto il resto se le condizioni lo permettono. In questo caso c’è da fare molta attenzione.

Quando Invisalign è indicato nonostante impianti già presenti

  • Se la situazione parodontale è stabile e non ci sono processi infiammatori in corso.
  • Quando si pianificano spostamenti che non coinvolgono gli elementi implantari o i restauri fissi.
  • Se il piano terapeutico è stato condiviso in un team multidisciplinare e digitalmente progettato (Prosthetically Guided Orthodontics - P.G.O.).
Invisalign e impianti: flusso di lavoro multidisciplinare

Flussi digitali e Prosthetically Guided Orthodontics (P.G.O.)

Lo scanner intraorale e i software di co-design consentono di visualizzare l'obiettivo restaurativo inserendolo nel viso del paziente e di apportare modifiche al piano ortodontico per ottenere un risultato ottimale. Il software consente di previsualizzare il risultato dell’allineamento dei denti nel viso del paziente tramite strumenti come Outcome Simulator Pro. Le fotografie e le scansioni vengono inviate sulla piattaforma e il clinico riceve una proposta di piano di trattamento completamente personalizzabile, inclusi i parametri facciali di riferimento (linea mediana, andamento della cresta incisale, distanza interalare).

Smile design digitale e simulazione dell'outcome

Quando affidarsi a uno specialista certificato

È sempre consigliato affidarsi a un odontoiatra specializzato o certificato Invisalign per garantire un risultato di alto livello e performante. Chi si affida a un odontoiatra certificato Invisalign ha la certezza di poter contare su formazione specialistica, esperienza e l’uso di tecnologie moderne come lo scanner 3D e materiali certificati. Un dentista certificato fornisce un unico riferimento professionale per tutto il percorso terapeutico, rispondendo a dubbi e seguendo scrupolosamente il paziente.

Gestione pratica del trattamento con Aligners

  • Gli aligner Invisalign® sono rimovibili: a differenza degli apparecchi fissi è possibile mangiare e bere ciò che si desidera.
  • Gli aligner vanno indossati generalmente per circa due settimane ciascuno e sostituiti con la serie successiva fino al raggiungimento della posizione finale stabilita.
  • Il periodo di trattamento è determinato in base alle esigenze specifiche del paziente: generalmente può durare dai 9 ai 18 mesi, con possibili variazioni a seconda della complessità del caso.
  • I controlli possono essere meno frequenti rispetto all’ortodonzia fissa: in pazienti diligenti è possibile eseguire visite ogni 2-3 mesi; alcuni pazienti possono essere seguiti anche a distanza con controlli ogni 3 mesi.

Possibili interventi protesici minimi

Se i problemi di occlusione sono lievi, può bastare una coronaplastica o una limatina delle cuspidi; tuttavia, quando le malocclusioni sono la causa del problema estetico o funzionale, tali interventi minimi non sono sufficienti. I problemi di occlusione vanno corretti prima di mettere le corone sugli impianti a meno che siano così lievi che basta una coronaplastica.

Coronaplastica e rifinitura delle cuspidi

Esempio di workflow integrato (case report sintetico)

È stata eseguita una scansione intraorale con scanner Itero e raccolte immagini intra- ed extra-orali. Le fotografie e le scansioni sono state inviate sulla piattaforma, accompagnate dalla prescrizione dei movimenti richiesti e dalle indicazioni per i restauri protesici. Il clinico ha potuto valutare la massa dentale da asportare con la terapia restaurativa e il vantaggio in termini di invasività da un ideale allineamento dentale. Quando il clinico ha valutato che tutti i movimenti richiesti sono ottenibili, ha richiesto la produzione degli allineatori e, dopo la conclusione della terapia ortodontica, ha proceduto con la fase restaurativa usando flussi completamente digitali.

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Workflow digitale: dall'impronta 3D allo Smile Design

Raccomandazioni finali per il paziente

  • Farsi visitare e valutare da un team multidisciplinare: parodontologo, ortodontista e protesista.
  • Curare prima eventuali patologie parodontali e stabilizzare la situazione gengivale e ossea.
  • Preferire, quando possibile, l’allineamento ortodontico prima della posa definitiva degli impianti per non vincolare la posizione protesica.
  • Affidarsi a cliniche che utilizzano flussi digitali e professionisti certificati per garantire un piano personalizzato e minimamente invasivo.
Fase Obiettivo Note
Valutazione iniziale Diagnosi parodontale e occlusale Panoramica, scansione intraorale, visita parodontale
Trattamento parodontale Eliminare infiammazione e stabilizzare tessuti Imprescindibile prima di ortodonzia
Ortodontia (Invisalign) Allineare e posizionare denti in funzione protesica Preferibile prima degli impianti definitivi
Posizionamento impianti Inserimento fixture in osso Coordinato con progetto protesico digitale
Protesizzazione definitiva Restauro estetico e funzionale Solo dopo stabilità occlusale e biologica

In sintesi: la maggior parte degli esperti concorda che, se possibile, l'ortodonzia (anche con aligner come Invisalign) dovrebbe essere impostata prima dell'inserimento degli impianti per motivi logici e predicibili. Gli impianti sono permanenti e limitano i futuri spostamenti; correggere prima l’occlusione e pianificare il progetto protesico con supporti digitali consente risultati più conservativi e predicibili. Tuttavia, ogni caso richiede una valutazione clinica individuale e un approccio multidisciplinare.

Leggi anche: Invisalign: costi, benefici e alternative a confronto

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