Malocclusione di terza classe (morso inverso) nei bambini di 5 anni: cause, sintomi e trattamenti

Le malocclusioni dentali indicano un disallineamento tra le arcate dentarie superiore e inferiore. Tra queste, la malocclusione di terza classe, nota anche come morso inverso, prognatismo o underbite, è caratterizzata da una prominenza della mandibola o, al contrario, da un arretramento della mascella superiore.

Cos'è il morso inverso di terza classe?

La malocclusione di terza classe è una condizione in cui i denti inferiori risultano più avanzati rispetto a quelli superiori, determinando un’inversione del normale rapporto tra le due arcate. La malocclusione di Classe III scheletrica è una delle più complesse disarmonie cranio-facciali, caratterizzata da un’alterazione antero-posteriore del rapporto tra mandibola e mascellare superiore. In questi casi, la mandibola si presenta in posizione avanzata rispetto alla mascella, oppure è la mascella ad essere iposviluppata, o entrambe le condizioni coesistono.

Schema occlusione classe III: posizione mandibola e mascellare

Prevalenza

Un’ampia revisione sistematica internazionale, pubblicata nel 2016, ha analizzato 53 studi per valutare la prevalenza globale delle malocclusioni. Dall’analisi dei dati è emerso che la Classe III rappresenta la forma meno comune, con una prevalenza media rispettivamente di circa il 6% e il 4% nella dentizione permanente e mista.

Quali sono i sintomi del morso inverso?

  • I principali sintomi del morso inverso sono: problemi di linguaggio e difficoltà di pronuncia;
  • dolori o fastidi alla mascella;
  • difficoltà nella masticazione;
  • difficoltà a chiudere completamente le labbra;
  • possono comparire anche usura dei denti, scheggiature e predisposizione a carie e malattie gengivali;
  • nei casi più gravi si possono avere anche problemi all'articolazione temporo-mandibolare (ATM) con dolore e cefalee.

Quali sono le cause del morso inverso di terza classe?

La malocclusione di terza classe può avere diverse cause che ora descriveremo nel dettaglio.

Fattori genetici e strutturali

La causa più frequente del morso inverso è di tipo ereditaria o congenita. Alcune persone nascono con una mandibola più sviluppata o con una mascella superiore più piccola. In questi casi si parla di malocclusione scheletrica, poiché l’alterazione non riguarda solo i denti ma anche le ossa del viso. Tra i disturbi congeniti associati alla malocclusione di terza classe figurano anche alcune sindromi cranio-facciali (come la sindrome di Treacher Collins o l’acromegalia).

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Abitudini infantili scorrette

Abitudini scorrette acquisite durante l'infanzia potrebbero favorire lo sviluppo di un morso inverso. Tra queste rientrano: succhiamento del pollice; uso eccessivo del ciuccio o del biberon; spinta linguale durante la deglutizione; problemi di respirazione orale. Questi comportamenti, se protratti nel tempo, causano l'esercizio di una pressione costante sulla mandibola o sui denti anteriori, inducendoli a spostarsi in avanti.

Problemi funzionali o posturali

Alcune disfunzioni muscolari o posturali potrebbero influenzare la crescita delle arcate. Ad esempio, una postura scorretta della lingua o una respirazione difficoltosa potrebbero impedire il corretto sviluppo della mascella, favorendo lo spostamento in avanti della mandibola.

Traumi e perdita dei denti

Il rapporto tra le arcate dentarie potrebbe essere alterato anche da un trauma facciale o un’estrazione dentale non corretta. Anche la perdita di un solo dente può modificare gli equilibri occlusali, determinando un progressivo disallineamento.

Altre cause

In alcuni casi, la malocclusione può derivare da malformazioni congenite come il labbro leporino o la palatoschisi, oppure da patologie ormonali che alterano la crescita ossea.

Conseguenze della malocclusione di terza classe

  • Usura anomala dei denti;
  • scheggiature e perdita dei denti;
  • maggiore rischio di carie e malattie gengivali;
  • problemi all'articolazione temporo-mandibolare (ATM) con dolore e disfunzioni;
  • alterazioni posturali e possibili ripercussioni su collo e schiena;
  • impatti sulla funzione masticatoria, sulla fonazione e sull'estetica del volto con possibili ricadute psicologiche.
Immagine profilo bambino con morso inverso

Come si diagnostica

Poiché le malocclusioni di terza classe tendono a colpire soprattutto i bambini, è importante portare i propri figli dall'ortodontista per una visita ortodontica intorno ai 6-7 anni d'età. Generalmente, l'ispezione visiva è sufficiente per diagnosticare il morso inverso. Se la malocclusione è più lieve e meno evidente, potrebbe essere necessario creare modelli in gesso dei denti, scattare fotografie o effettuare delle radiografie. È essenziale uno studio cefalometrico prima di decidere come trattare il bambino.

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Quando intervenire: l'importanza della diagnosi precoce

L’approccio terapeutico precoce, a partire dai 3-4 anni, è fondamentale per modificare il pattern di crescita e prevenire peggioramenti. L’intercettazione tra i 3 e i 6 anni può modificare la traiettoria di crescita, migliorare la funzione e prevenire interventi invasivi futuri. Per garantire una corretta crescita dentale, è consigliabile portare il bambino dal dentista intorno ai 4 anni.

Come correggere la malocclusione di terza classe

La correzione del morso inverso dipende dall’età del paziente, dalla gravità dell’alterazione e dalla causa che l'ha generata. In generale, l’obiettivo del trattamento è riallineare i denti e armonizzare la posizione delle arcate per migliorare estetica e funzionalità masticatoria.

Trattamento ortodontico

Il primo approccio per le forme lievi o moderate è l’ortodonzia tradizionale. Attraverso brackets, elastici intermascellari o allineatori trasparenti (Invisalign), i denti si spostano gradualmente così da favorire un corretto allineamento delle due arcate. A seconda della complessità del caso, il trattamento ortodontico può durare da 1 a 3 anni.

Apparecchi funzionali e ortopedici

Ai pazienti più giovani, soprattutto in età di crescita, si consiglia l'utilizzo di dispositivi funzionali rimovibili che stimolano lo sviluppo corretto delle ossa mascellari. Tra i più comuni troviamo:

  • Apparecchio Herbst, che spinge in avanti la mandibola migliorando l’allineamento tra le arcate;
  • Twin Block, composto da due apparecchi separati (uno superiore e uno inferiore) che guidano la crescita;
  • Espansore palatale, utile per allargare il mascellare superiore e favorire un miglior rapporto tra le arcate.

Maschera facciale

La maschera facciale è una terapia ortopedica utilizzata nei bambini con crescita insufficiente del mascellare superiore. Viene indossata per alcune ore al giorno e, tramite trazioni controllate, favorisce l’avanzamento del mascellare superiore. Solitamente si associa a un espansore palatale o a un apparecchio fisso e può garantire risultati ottimali se eseguita in età precoce.

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Maschera facciale e espansore palatale

Mini impianti ortodontici

In alcuni casi, l’ortodontista può ricorrere ai mini impianti (piccole viti inserite nell’osso) come ancoraggi fissi per muovere selettivamente gruppi di denti o stimolare lo spostamento del mascellare superiore. Vengono spesso utilizzati da pazienti adulti, in combinazione con un apparecchio fisso.

Chirurgia ortognatica

Quando la malocclusione è di origine scheletrica e il paziente è adulto, la soluzione definitiva può essere la chirurgia ortognatica. L’intervento, eseguito da un chirurgo maxillo-facciale in collaborazione con l’ortodontista, ripristina il corretto rapporto tra mascella e mandibola. Il recupero post-operatorio può richiedere alcune settimane, a fronte di risultati stabili e soddisfacenti.

Rimodellamento dentale e trattamenti estetici

Nei casi lievi o con prevalente interesse estetico, è possibile ricorrere a veneers, corone o rimodellamento dentale per migliorare il contatto tra le arcate. Queste soluzioni non correggono la causa scheletrica e sono indicate solo per piccoli disallineamenti o scopi estetici.

Tabella riepilogativa dei trattamenti

Trattamento Descrizione / Indicazioni
Apparecchi ortodontici (brackets o allineatori) Spostano gradualmente i denti; indicati nei casi lievi o moderati.
Apparecchi funzionali (Herbst, Twin Block) Stimolano o frenano la crescita mandibolare nei bambini e adolescenti.
Maschera facciale Favorisce l’avanzamento del mascellare superiore nei pazienti in età di sviluppo.
Mini impianti ortodontici Consentono movimenti dentali più precisi e ancoraggi stabili; usati anche negli adulti.
Chirurgia ortognatica Corregge gravi disarmonie scheletriche in età adulta; combinata con ortodonzia.
Trattamenti estetici (veneers, corone) Migliorano l’aspetto del sorriso nei casi lievi o a prevalente componente estetica.

Quanto costa un apparecchio per la malocclusione di terza classe?

Il costo dipende da vari fattori, a partire dalla tipologia di apparecchio. In linea generale, i prezzi oscillano tra i 1.000 € (trattamenti più semplici) e i 7.000 € (trattamenti più complessi).

Domande frequenti

Come correggere il morso inverso nei bambini?

Nei bambini e negli adolescenti, poiché le ossa mascellari sono ancora in crescita, è possibile intervenire con apparecchi funzionali e ortopedici, allo scopo di guidare lo sviluppo del mascellare superiore o limitare la crescita eccessiva della mandibola.

Come correggere il morso inverso negli adulti?

Negli adulti la crescita ossea è completata, quindi la terapia può prevedere ortodonzia combinata con chirurgia ortognatica per correggere la discrepanza scheletrica.

Quando è utile la visita ortodontica?

È consigliabile una prima visita dall’ortodontista intorno ai 6 anni, quando il bambino comincia a permutare i denti da latte. Tuttavia, l’approccio terapeutico intercettivo può essere efficace già tra i 3 e i 6 anni in presenza di segni evidenti di terza classe.

È sempre necessario intervenire subito a 5 anni?

La decisione dipende dalla diagnosi dettagliata. In molti casi la terapia intercettiva precoce è indicata e può modificare il pattern di crescita; in altri può essere preferibile attendere dopo uno studio cefalometrico e la valutazione della funzione linguale e posturale.

Video spiegazione terapia intercettiva per terza classe nei bambini

Ruolo della diagnosi interdisciplinare

È fondamentale una diagnosi accurata che comprenda esame clinico, modelli di studio, fotografie, valutazione cefalometrica e, se necessario, una valutazione posturale e gnatologica. Se presente disfunzione linguale o deglutizione atipica è importante il coinvolgimento del logopedista in collegamento con l'ortodontista.

Raccomandazioni pratiche per i genitori

  • Portare il bambino a una prima visita odontoiatrica già intorno ai 4 anni per prevenzione e controllo della crescita dentale;
  • Se notate denti inferiori avanzati, difficoltà di masticazione o problemi di fonazione, consultare un ortodontista tempestivamente;
  • Se indicato, iniziare la terapia intercettiva il prima possibile per sfruttare la crescita ossea;
  • Seguire le indicazioni del team specialistico (ortodontista, pedodontista, logopedista, eventualmente chirurgo) per un piano terapeutico personalizzato.

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