Differenza tra mandibola e mascella serrate e sintomi di paralisi discendente

Hai cercato una soluzione per le malocclusioni dentali? Sono qua per aiutarti proprio per questo. Magari fai fatica a mettere a fuoco gli oggetti. Accusi frequenti mal di testa? Avverti contratture muscolari? Hai mal di schiena? Soffri di vertigini? Se hai risposto sì, allora potresti avere un problema di malocclusione mandibolare.

Mandibola e mascella: definizioni e differenze anatomiche

La malocclusione dentale è un'alterazione del rapporto tra l'arcata superiore (mascella) e l'arcata inferiore (mandibola) che impedisce una corretta chiusura dei denti. L’apparato stomatognatico, costituito da bocca, denti, sistema linguale ed articolazione temporo-mandibolare, gioca un ruolo essenziale nella postura della persona. In condizioni fisiologiche ideali, i denti superiori dovrebbero sovrapporsi leggermente a quelli inferiori, incastrandosi come gli ingranaggi di un orologio per garantire una masticazione efficiente e una distribuzione uniforme delle forze.

La malocclusione è la occlusione non corretta. La malocclusione si verifica quando i denti superiori e inferiori non si incontrano in modo corretto quando si chiude la bocca. L’occlusione si riferisce al modo in cui i denti superiori e inferiori si incontrano quando la bocca è chiusa. È fondamentale per la funzione corretta della bocca durante attività come la masticazione, la parola e la deglutizione.

Terminologia pratica

  • Mandibola: arcata inferiore mobile che si articola con il cranio tramite l’articolazione temporo-mandibolare (ATM).
  • Mascella (mascellare superiore): arcata superiore, parte del cranio, meno mobile rispetto alla mandibola.
  • Maschera serrata / mascella serrata: termine clinico riferito a un'occlusione anomala in cui le arcate non combaciano correttamente con tendenza al serramento o bruxismo.

Classificazione delle malocclusioni

La malocclusione dentale può essere definita come il disallineamento dei denti siti sull’arcata superiore e inferiore. Può presentarsi nei tre piani anatomici e, in relazione alle sue caratteristiche distintive, sul piano sagittale può essere di prima, seconda o terza classe.

  • Malocclusione di prima classe: i denti dell’arcata superiore sono leggermente più avanti rispetto a quelli dell’arcata inferiore. L’occlusione dei molari è perfetta, ma possono presentarsi morso profondo o aperto e problemi di affollamento dentale.
  • Malocclusione di seconda classe: l’arcata superiore è molto più avanti rispetto all’inferiore e possono anche esserci anomalie nella posizione dei denti e negli spazi tra di essi. Detta anche prognatismo nella descrizione comune.
  • Malocclusione di terza classe: l’arcata inferiore è più avanti di quella superiore con conseguente morso inverso. Detta anche progenismo o prognatismo in alcune varianti cliniche.

Cause delle malocclusioni

In linea generale, la malocclusione è di origine multifattoriale. Può essere ereditaria o causata da neoplasie del cavo orale, bruxismo, artrite reumatoide, eventi traumatici (fratture mandibolari o mascellari) e complicanze conseguenti ad otturazioni ed impianti dentali. In altri casi, è invece riconducibile all’adozione di atteggiamenti scorretti.

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  • Fattori genetici: discrepanza tra la dimensione dei denti e lo spazio disponibile sulle arcate.
  • Abitudini viziate infantili: succhiare il pollice o uso prolungato del ciuccio, deglutizione atipica, respirazione orale.
  • Perdita prematura dei denti, traumi, interventi odontoiatrici non ottimali, adenoidi ingrossate, labbro leporino e palatoschisi.
  • Bruxismo e serramento: uso eccessivo dei muscoli masticatori che può provocare spostamenti dentali e usura.

Sintomi della malocclusione e della mandibola/mascella serrate

La malocclusione si contraddistingue per un ampio ventaglio di sintomi. I campanelli d’allarme sono:

  • difficoltà di masticazione e deglutizione
  • dolori alla mandibola
  • difficoltà nella respirazione con tosse frequente e russamento
  • vertigini, acufeni
  • mal di testa, mal di schiena, disturbi gastrointestinali
  • denti disallineati, storti o affollati
  • usura anomala dei denti
  • dolore o fastidio alla zona dell’ATM, scatti o blocchi mascellari

Fra i sintomi più comuni dei disturbi temporo mandibolari si annoverano cefalee, indolenzimento dei muscoli masticatori e scatto o blocco mascellare. I muscoli masticatori si presentano dolenti e sensibili al tatto. Il mal di testa è un sintomo frequente. È dovuto prevalentemente all’affaticamento dei muscoli della masticazione, oppure dei muscoli della testa, del collo e delle spalle.

Sintomi extra-orali e sindrome discendente

Le conseguenze di una malocclusione trascurata possono estendersi ben oltre la bocca. A causa delle connessioni neuromuscolari tra mandibola, cranio e colonna vertebrale, un disallineamento dentale può scatenare una "sindrome discendente", provocando disturbi apparentemente distanti come cervicalgia, tensioni muscolari croniche, mal di testa tensivi e persino acufeni (ronzii alle orecchie).

  • Problemi alla vista: una malocclusione non trattata possa causare problemi alla vista per la coordinazione tra apparato stomatognatico, oculare-visivo e vestibolare; esistono correlazioni tra tipo di malocclusione e difetti refrattivi.
  • Disordini posturali: la bocca si collega alle catene miofasciali tramite la faringe, le vertebre cervicali e l’osso ioide; la malocclusione può causare disordini muscolari e articolari che si propagano a testa, collo, spalle, addome ed arti inferiori.
  • Sintomi uditivi: otalgie, sensazione di orecchio ovattato, acufeni e vertigini.
  • Formicolio a mani e braccia: possibile compressione dei nervi alla base del collo per contrattura muscolare o alterazioni posturali.

Disturbi temporo-mandibolari (DTM): meccanismi e diagnosi

L’articolazione temporomandibolare (ATM) è costituita dal condilo mandibolare che si articola con una cavità corrispondente nella parte inferiore del cranio. Contiene un disco articolare che funge da cuscinetto. Durante il movimento di apertura e chiusura la posizione reciproca di condilo, disco ed eminenza articolare deve risultare armoniosa: in condizioni di perfetta salute i movimenti avvengono senza dolore, senza rumore articolare, senza deviazioni della mandibola e senza limitazione dell’apertura della bocca.

Quando il disco è spostato in avanti si può sentire un “click” (dislocazione con riduzione) o, se la dislocazione diventa permanente, si possono avere deviazioni della mandibola e limitazione dell’apertura con dolore. Il rumore di sfregamento è invece segno di degenerazione cartilaginea (osteoartrite).

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La diagnosi dei disturbi temporomandibolari è di competenza del medico o del dentista e spesso si basa sull’anamnesi e sull’esame obiettivo; in taluni casi si ricorre a diagnostica per immagini come la risonanza magnetica per immagini (RMI).

Forme principali di DTM e loro segni

  • Sindrome dolorosa miofasciale: dolore e tensione muscolare vicino alla mascella, limitazione dell’apertura, cefalea. Spesso legata a bruxismo.
  • Incoordinazione condilo-discale: click articolare o limitazione dell’apertura; talvolta dolore durante la masticazione.
  • Osteoartrite dell’ATM: sensazione di sfregamento, rumori articolari e possibile limitazione dell’apertura.
  • Artrite reumatoide: dolore, gonfiore e limitazione del movimento, spesso bilaterale.
  • Anchilosi: perdita del movimento articolare dovuta a fusione ossea o calcificazioni; apertura ridotta.
  • Ipermobilità: dislocazioni ricorrenti della mandibola, dolore e incapacità di chiudere la bocca.

Approccio terapeutico: diagnosi e trattamenti

Una diagnosi accurata è il punto di partenza per qualsiasi trattamento ortodontico efficace. Modelli di studio (impronte dentali) o scansioni intraorali digitali, radiografie e valutazioni cliniche guidano la scelta terapeutica. Una volta diagnosticata la malocclusione, l’ortodontista elaborerà un piano di trattamento personalizzato.

Trattamenti non chirurgici

  • Ortodonzia intercettiva (bambini): apparecchi mobili o espansori palatali per guidare lo sviluppo osseo corretto.
  • Ortodonzia correttiva (adolescenti e adulti): apparecchi fissi (brackets) o allineatori trasparenti.
  • Dispositivi orali (bite): utili nella sindrome algodistrofica miofasciale e nel bruxismo per ridurre il danno dentale e favorire il rilassamento muscolare.
  • Terapie farmacologiche e fisioterapia: FANS, miorilassanti, biofeedback elettromiografico, ultrasuoni, esercizi specifici e misure di autoaiuto.

Trattamenti chirurgici

  • Chirurgia ortognatica: indicata in malocclusioni scheletriche gravi per riposizionare le basi ossee e ripristinare occlusione e armonia facciale; spesso combinata con ortodonzia pre e post-chirurgica.
  • Interventi maxillo-facciali per anchilosi o gravi deformità dell’ATM.

La fase di contenzione è fondamentale: dopo rimozione dell’apparecchio i denti tendono a ritornare verso la posizione iniziale. Esiste un rischio di recidiva se non si segue attentamente la contenzione.

Prevenzione, impatto sulla qualità della vita e consigli pratici

La prevenzione gioca un ruolo cruciale: evitare abitudini viziate nei bambini (succhiare il pollice, uso prolungato del ciuccio), curare l’igiene orale, monitorare la respirazione nasale e intervenire precocemente con ortodonzia intercettiva. La malocclusione non trattata può influenzare negativamente la postura, la funzione masticatoria, il sonno (apnea ostruttiva) e la qualità della vita in generale.

Se il dolore alla mandibola si presenta in forma lieve, è possibile prescrivere farmaci antinfiammatori o applicare impacchi d’acqua calda o fredda; in presenza di dolore intenso è opportuno rivolgersi a uno gnatologo. In caso di sindrome algodistrofica miofasciale è essenziale prescrivere terapie con dispositivi orali in pazienti consapevoli di serrare o digrignare i denti.

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Per i genitori: osservate attentamente i vostri figli. Se notate uno o più di questi sintomi è consigliabile consultare un ortodontista. Una visita ortodontica può essere utile già all’età dell’asilo; in casi severi la terapia può iniziare in dentizione primaria ma solitamente la fase di trattamento inizia tra i 9 e i 13 anni.

Schema anatomico mandibola e mascella con ATM

Quando rivolgersi a uno specialista

È consigliabile una valutazione specialistica quando si riscontrano: dolore persistente all’ATM, click articolari che diventano blocco, difficoltà marcata nella masticazione, cefalee ricorrenti non rispondenti ai trattamenti, sintomi uditivi associati o variazioni posturali correlate. La diagnosi è di competenza dell’odontoiatra, ortodontista, gnatologo o chirurgo maxillo-facciale e può richiedere esami radiologici o la risonanza magnetica.

Spiegazione animata della biomeccanica dell’ATM e della malocclusione

Brevi raccomandazioni pratiche

  1. Mantenere buone visite dentistiche periodiche e radiografìe quando indicate.
  2. Intervenire precocemente sui fattori predisponenti nei bambini (correggere abitudini viziate).
  3. Se si serra o si digrigna i denti, valutare il bite notturno e strategie per ridurre lo stress.
  4. In presenza di dolore persistente, rivolgersi a uno specialista per una diagnosi completa e personalizzata.

Tabella riassuntiva: sintomi tipici associati a malocclusione/DTM

AreaSintomi
Cavo oraleDenti disallineati, usura anomala, difficoltà masticatorie
ATMClick, scatti, blocco, dolore davanti all’orecchio
Cefalee e visoMal di testa tensivo, dolore facciale, trigger point
Udito e equilibrioAcufeni, sensazione di orecchio ovattato, vertigini
Colonna e posturaCervicalgia, dolori alle spalle e alla schiena, alterazioni posturali

Se hai problemi di malocclusione dentale e magari soffri di frequenti mal di testa e mal di schiena, o fatichi a mettere a fuoco gli oggetti, contattami per una consulenza. Sono Optometrista e Posturologo a Torino e ricevo pazienti nel mio studio a Torino provenienti da tutta Italia.

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