
Tra le diverse cause dell’usura dentale, l’erosione dentale è predominante. Si tratta di una malattia insidiosa, che può restare silente per molti anni prima di essere scoperta e trattata. Quando la diagnosi è finalmente fatta, una riabilitazione completa è quindi necessaria. Di conseguenza, la programmazione di una riabilitazione per pazienti affetti da erosione dentale richiede spesso una visione globale al fine di ripristinare più denti contemporaneamente.
Per ottenere la massima conservazione della struttura del dente ed avere risultati estetici e funzionali più prevedibili, un concetto innovativo è stato sviluppato più di 10 anni fa presso l’Università di Ginevra: la tecnica 3-STEP. La tecnica 3-STEP è un approccio strutturato per ottenere una riabilitazione completa adesiva con il risultato più prevedibile, la quantità minima di preparazione del dente, e il più alto livello di accettazione del paziente. L’obiettivo è ripristinare temporaneamente una dentatura compromessa ad una nuova DVO, attuando directly restauri in composito posteriori.
Il primo passo della tecnica 3-STEP è concepito per garantire la visione del tecnico e del clinico per il restauro in programma sia un riflesso di veri desideri del paziente. Generalmente, all’inizio di una riabilitazione completa, il clinico fornisce al tecnico di laboratorio impronte per sviluppare i modelli diagnostici e richiede una ceratura completa. Poiché ciascun parametro, come i bordi incisali, piano occlusale, ecc, può essere facilmente modificato, cerare sia le arcate mascellari sia mandibolari allo stesso tempo può essere fuorviante.
I pazienti tendono a considerare esteticamente importanti solo i sei denti anteriori. Grazie al mock-up mascellare vestibolare esteso ai denti posteriori, il dentista può decidere insieme con il paziente sul numero finale di denti coinvolti nella riabilitazione. Il mock-up aiuta anche a comunicare con il paziente per trattare il numero di denti. I pazienti sono spesso scioccati dalla lunghezza aumentata degli incisivi scelti dal medico e dal tecnico, ma il mock-up rappresenta un’ottima opportunità per pazienti e medici per capire veramente l’uno l’altro i punti di vista.
Lo splintaggio dentale nasce da un’esigenza molto concreta: restituire stabilità, sicurezza e serenità a chi sente i denti “muoversi” o teme di perdere i risultati ottenuti con le cure. Lo splintaggio crea un sistema di stabilizzazione controllata, unendo più elementi dentari con un rinforzo sottile e discreto posizionato all’interno dell’arcata. Può essere una valida contenzione dopo l’ortodonzia, può aiutare i denti indeboliti dalla parodontite solo quando la malattia è sotto controllo, e richiede sempre attenzione all’igiene quotidiana.
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Lo splintaggio dentale viene utilizzato quando i denti hanno bisogno di maggiore stabilità. Dopo la rimozione dell’apparecchio, i denti mantengono una lieve mobilità fisiologica. In caso di urti, cadute o incidenti, uno o più denti possono diventare mobili. Dopo apparecchio fisso, aligner o altre terapie ortodontiche, i tessuti di supporto hanno bisogno di tempo per stabilizzarsi nella nuova posizione. È normale che esista una lieve “tendenza al ritorno”.
La durata dello splintaggio dipende dal tipo di trattamento effettuato, dal grado di mobilità iniziale, dall’età del paziente e dalla capacità di mantenere un’igiene orale costante. Nella maggior parte dei casi, dopo una terapia ortodontica lo splintaggio viene mantenuto per circa 1-2 anni. Se il paziente ha avuto una parodontite, la situazione è più delicata e lo splintaggio può essere mantenuto per periodi prolungati. Dopo un trauma dentale, lo splint ha funzione temporanea: resta in posizione solo per il tempo necessario alla guarigione dei tessuti circostanti.
Il vero punto delicato dello splintaggio è l’igiene orale. La riuscita dello splintaggio dipende in gran parte da come vengono puliti i denti ogni giorno. Lo spazzolino va utilizzato con movimenti delicati lungo il margine gengivale, e vanno affiancate sedute di igiene professionale regolari. Il costo non è standard e dipende dal caso; è fondamentale una diagnosi accurata, un piano terapeutico coerente e un programma di mantenimento ben strutturato.
Nella pratica fiorentina descritta, lo studio Dental Factor propone lo splintaggio come parte di un percorso di cura completo e personalizzato. L’approccio include valutazione occlusale, grado di mobilità e decisione condivisa sulla modalità di splintaggio, con attenzione all’igiene quotidiana e al follow-up.
Le faccette dentali sono una soluzione estetica versatile per denti scheggiati, malconformati o usurati. Possono essere dirette in composito o indirette in ceramica, a seconda delle esigenze estetiche, funzionali ed economiche. Le faccette in ceramica offrono biocompatibilità, stabilità cromatica e un aspetto molto naturale, ma richiedono una preparazione dello smalto e talvolta una rimozione di una sottile porzione di smalto.
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Le faccette in composito rappresentano una scelta meno invasiva e spesso meno costosa, possono essere additive e reversibili, ma richiedono cure e rifiniture periodiche. La scelta tra ceramica e composito dipende dall’età del paziente, dalle condizioni dei denti e dalle aspettative di longevità. L’applicazione delle faccette di porcellana richiede una cementazione su uno stato di smalto adeguato, tipicamente con una preparazione minima o no-prep in casi selezionati; l’adesione avviene tramite sistemi polimerici avanzati che garantiscono durabilità e resistenza nel tempo.
Le indicazioni di trattamento includono correzione di colore, forma, dimensione e allineamento. Le faccette in ceramica migliorano notevolmente l’estetica, ripristinano la funzione e possono correggere lievi malposizioni. Tuttavia, il rivestimento in ceramica può fratturarsi in caso di bruxismo o sforzi masticatori estremi. La longevità delle faccette dipende dalla manutenzione, dall’igiene orale e dalle abitudini del paziente, tra cui l’uso di bite in caso di bruxismo.
La procedura tipica comprende: valutazione iniziale estetico-funzionale, impronta dentale e previsualizzazione estetica (mock-up), preparazione dei denti (limatura minima o no-prep), selezione del colore, realizzazione delle faccette in laboratorio, cementazione definitiva e follow-up. Il mock-up esteso ai denti posteriori permette di valutare l’armonia tra denti anteriori e posteriori prima della cementazione definitiva, facilitando decisioni condivise e riducendo il rischio di rifacimenti.
La durata delle faccette dentali è elevata: studi indicano longevitá fino a vent’anni o oltre, soprattutto con disilicato di litio per le ceramiche. La manutenzione comprende igiene quotidiana (spazzolino e filo interdentale), controlli odontoiatrici regolari e, se necessario, bite per il bruxismo. Le faccette in ceramica richiedono cure specifiche per prevenire fratture e scolorimenti, soprattutto se esposte a bevande pigmentanti; è importante evitare eccessiva forza durante la spazzolatura e l’uso del filo interdentale.
In conclusione, le faccette estetiche offrono una soluzione efficace per recuperare estetica e funzione, soprattutto quando esistono esigenze estetiche elevate e la salute dei denti è conservata o corretta tramite altre terapie (ortodonzia, parodontologia, trattamento dell’erosione).
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