
Lo splintaggio dentale nasce da un’esigenza molto concreta: restituire stabilità, sicurezza e serenità a chi sente i denti “muoversi” o teme di perdere i risultati ottenuti con le cure. Assieme al Dott. è una procedura clinica che serve a stabilizzare i denti quando presentano una mobilità superiore alla norma. Lo splintaggio crea un sistema di stabilizzazione controllata, unendo più elementi dentari con un rinforzo sottile e discreto posizionato all’interno dell’arcata. È importante ricordare alcuni punti chiave: lo splintaggio dentale può essere una valida contenzione dopo l’ortodonzia, può aiutare i denti indeboliti dalla parodontite solo quando la malattia è sotto controllo, e richiede sempre attenzione all’igiene quotidiana.
Lo splintaggio dentale - chiamato anche splint - è una procedura clinica che serve a stabilizzare i denti quando presentano una mobilità superiore alla norma. Lo splintaggio dentale può essere eseguito sia sull’arcata superiore sia su quella inferiore (più frequentemente quest’ultima). Esiste una varietà di tecniche: si parla quindi di splintaggio dei denti superiori o splintaggio dei denti inferiori, a seconda dei casi. Dopo la rimozione dell’apparecchio, i denti mantengono una lieve mobilità fisiologica, ma quando una precedente parodontite ha causato perdita di supporto osseo, i denti possono apparire più instabili.
La funzione principale è distribuire le forze masticatorie e aumentare la stabilità dei denti mobili, offrendo una sensazione di stabilità, sicurezza e serenità. In caso di urti, cadute o incidenti, uno o più denti possono diventare mobili, mentre dopo apparecchio fisso, aligner o altre terapie ortodontiche, i tessuti di supporto hanno bisogno di tempo per stabilizzarsi nella nuova posizione. È normale che esista una lieve “tendenza al ritorno”; qui è fondamentale una diagnosi accurata e un piano di mantenimento ben strutturato. La parodontite è una malattia infiammatoria cronica legata ai batteri e alla risposta immunitaria dell’organismo; secondo l’Organizzazione Mondiale della Sanità, le forme severe interessano oltre 1 miliardo di persone nel mondo. Dopo la perdita di supporto osseo, i denti possono apparire più instabili, ed è allora possibile che lo splintaggio venga mantenuto per periodi prolungati per distribuire meglio le forze masticatorie. Dopo un trauma dentale, lo splint ha una funzione temporanea: resta in posizione solo per il tempo necessario alla guarigione del legamento parodontale e dei tessuti circostanti.
La durata dello splintaggio dentale non è uguale per tutti: dipende dal tipo di trattamento effettuato, dal grado di mobilità iniziale, dall’età del paziente e dalla capacità di mantenere un’igiene orale costante. In molti casi, dopo una terapia ortodontica lo splint dentale viene mantenuto circa 1-2 anni, tempo necessario perché i tessuti di supporto si adattino e si riduca il rischio di recidiva. Se la parodontite è presente, la situazione è più delicata: la perdita di supporto osseo rende i denti più vulnerabili e lo splintaggio può essere protratto per periodi prolungati. In presenza di traumi, lo splint ha funzione temporanea e, oltre a ciò, esistono casi particolari in cui mantenere lo splintaggio nel tempo è la soluzione più sicura, ad esempio in pazienti con instabilità occlusale o storia di parodontopatia con perdita significativa di supporto.
Il punto delicato dello splintaggio dentale è l’igiene orale: la riuscita dipende molto da come vengono puliti i denti ogni giorno. È consigliato utilizzare uno spazzolino a setole morbide due o tre volte al giorno, con movimenti delicati lungo il margine gengivale, affiancando sedute di igiene professionale regolari. Lo splintaggio può essere realizzato con filo metallico o con un composto di fibra di vetro e resina biocompatibili incollato sulle superfici interne dei denti interessati. Può essere applicato sui denti superiori e su quelli inferiori, anche se è più comune su quelli inferiori. Il trattamento non invasivo non richiede anestesia né trapano ed è quasi invisibile, con un incollaggio superficiale dei denti tramite una sottile fibra o un filo metallico.
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In caso di rottura o distacco (anche parziale), è necessario contattare lo studio dentistico il prima possibile. Se lo splintaggio non è integro, perde la sua funzione di contenzione e i denti potrebbero tornare a spostarsi in pochissimo tempo. Uno splintaggio ben eseguito e correttamente mantenuto può durare molti anni, ma non è eterno: l’usura dei materiali o il consumo di cibi molto duri possono causarne il distacco. L’igiene orale quotidiana deve essere più accurata poiché il filo può trattenere placca e tartaro. È consigliato l’uso di un filo interdentale specifico o di uno scovolino per pulire gli spazi tra un dente e l’altro sotto lo splintaggio. Se si nota fastidio o alterazioni nella posizione dei denti o la mobilità persiste nonostante lo splint, è fondamentale contattare subito l’odontoiatra per una valutazione e possibile riparazione o reinserimento.
La riparazione dello splintaggio può richiedere l’aggiunta di composito sulla parte di filo interessata dal distacco. Se l’aggiunta di composito crea fastidio, il dentista potrà ridurlo e lucidarlo. In caso di distacco esteso o perdita del filo, la riapplicazione o sostituzione del sistema di splintaggio può essere necessaria. Alcuni casi richiedono una nuova applicazione completa, che può essere effettuata rapidamente in studio o richiedere tempi di laboratorio a seconda della tecnica utilizzata.
Il costo dello splintaggio non è standard, poiché ogni caso clinico è diverso. Conta soprattutto una diagnosi accurata, un piano terapeutico coerente e un programma di mantenimento ben strutturato. Se stai valutando uno splintaggio dentale a Firenze, è importante affidarsi a un professionista esperto che possa valutare correttamente il tuo caso e proporti un piano di cura personalizzato. Uno dei punti di riferimento in città è lo studio Dental Factor, situato in Viale Giovanni Amendola, 32A nel centro di Firenze. È fondamentale mantenere una buona igiene orale e programmare sedute di igiene professionale regolari per garantire la durata e l’efficacia dello splintaggio.
La prevenzione è essenziale per evitare emergenze dentali: tutte le protesi e i sistemi di splintaggio usurano nel tempo, ma possono durare molto se curati adeguatamente. Le eventuali complicazioni includono fastidio iniziale, lieve disturbo o presenza di placca supplementare sotto il filo. Per prevenire problemi futuri è importante una regolare igiene orale, sedute professionali e attenzione all’alimentazione, soprattutto a cibi molto duri che potrebbero causare distacchi o usura.
In caso di necessità di ulteriori spiegazioni o per una valutazione personalizzata, consulta uno specialista che possa esaminare la tua occlusione, valutare il grado di mobilità dentale e decidere insieme se uno splint dentale è indicato, e in quale modalità.
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