
Hai un canino mal posizionato e ti chiedi quali siano le possibilità per correggerlo senza ricorrere necessariamente all'apparecchio tradizionale? In questo articolo vengono illustrate le diverse valutazioni diagnostiche e le alternative terapeutiche possibili, prendendo spunto da casi clinici e pareri specialistici.
La presenza di canini inclusi o mal posizionati, oltre a compromettere l’estetica della bocca e del sorriso, comporta una serie di disfunzionalità legate alla masticazione e al corretto allineamento degli altri denti, fino a problemi come la formazione di cisti follicolari attorno al dente incluso o il riassorbimento del canino stesso da parte dell'osso.
La dentizione di un essere umano subisce molte trasformazioni dalla nascita fino all’età adulta; a partire dal sesto anno di età inizia il processo di sostituzione dei denti da latte e la conformazione definitiva si completa in circa 6-7 anni.
Un’analisi approfondita e una visita precoce possono facilitare la terapia. Sicuramente, è indispensabile visitare il paziente e valutare direttamente le immagini TAC o cone beam per capire la posizione esatta del canino.
Per valutare se un canino incluso sia recuperabile e quindi riposizionabile in arcata, richiede un piano diagnostico combinato ortodontico-protesico: valutazione clinica, impronte, modelli di studio, cefalometria e check up ortodontico.
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La Tac (radiografia tridimensionale) permette di individuare la posizione esatta del canino e di valutare eventuali alterazioni tissutali come un "aspetto nodulare della radice" che potrebbe rendere difficile il recupero.
La prima soluzione è togliere il canino da latte: adottando questa soluzione, si ha circa il 60% di probabilità che il dente scenda da solo. Non sarà quindi necessario procedere con altri interventi.
Una seconda soluzione riguarda l’estrazione del canino da latte e del premolare quando il premolare impedisce la discesa del canino definitivo.
La terza soluzione è quella di allargare le basi ossee della mascella (o della mandibola) tramite un trattamento ortodontico con disgiuntore rapido, per creare lo spazio necessario alla fisiologica eruzione del dente.
Se il canino non è uscito per mancanza di spazio, l’approccio corretto è allargare le basi ossee tramite apparecchi ortodontici, poi togliere eventuali ostacoli e, dopo un periodo di osservazione, valutare l’evoluzione.
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Se il canino è mal posizionato verso il palato, la soluzione migliore è recuperarlo tramite terapia ortodontica associata a un intervento chirurgico: si rimuove la gengiva che ricopre la corona del canino incluso, si applica un attacco ortodontico e si attende che il dente venga progressivamente trascinato in arcata.
L’eruzione chirurgica può essere "chiusa", utilizzando un lembo ribattuto e liberando il dente dal tessuto osseo che lo ricopre, oppure può essere portato in sede con escissione dei tessuti duri e molli limitrofi alla corona che viene ancorata al dispositivo ortodontico.
In alcuni casi si opera un recupero “a cielo chiuso”: si esegue un intervento chirurgico per scoprire la corona del canino e su di essa agganciare una catenella metallica, quindi si tira piano il canino tramite l’ausilio della catenella fino al suo posizionamento.
Personalmente pratico una alveolectomia conduttrice di Chatelier, che facilita il riposizionamento chirurgico-ortodontico del canino (in pratica si crea un canale osseo in cui guidare il canino in posizione) e la legatura può essere fatta con filo di acciaio inossidabile, bande, intarsi o perni nella corona del canino.
Se la posizione del canino è troppo apicale, con una parabola gengivale elevata o con alterazioni tissutali, il recupero ortodontico può essere complicato o non fattibile. In questi casi, la decisione terapeutica richiede un attento studio multidisciplinare.
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Il recupero orto-chirurgico non è una passeggiata: la Tac ci fa capire dov'è il canino, e il recupero richiede pianificazione e competenze specifiche di ortodonzia e chirurgia.
Togliere un dente mal posizionato per sostituirlo con un impianto o con una corona è una situazione particolare e va valutata attentamente sotto molte prospettive diverse per creare una situazione ottimale.
Il discorso protesico è molto complesso: la protesi deve essere fatta in modo da incorporarsi perfettamente nella bocca del paziente; un impianto o una capsula possono essere indicati solo in caso di reale necessità o quando le altre soluzioni non sono possibili o suggeriscono un outcome peggiorativo.
Spesso, prima di procedere con soluzioni definitive come impianti o capsule, si valuta la possibilità di soluzioni conservative o ortodontiche; se un dente viene estratto per motivi estetici, è fondamentale considerare l’impatto sulla funzione, sulla gnatologia e sull’equilibrio neuro-muscolare.
L'apparato stomatognatico è costituito dall’occlusione, dall’articolazione temporo-mandibolare e dal sistema neuro-muscolare: cambiando la forma di uno di questi elementi si possono modificare gli altri. È possibile che restauri protesici mal calibrati (ad esempio corone con precontatti) scatenino sintomi di malocclusione come dolori cervicali, dolore alla mandibola, cefalee o dolori muscolari.
Prima di decidere interventi importanti è dunque fondamentale effettuare un corretto check occlusale per individuare eventuali contatti anomali e provare eventuali prove con provvisori o molaggio selettivo.
Per casi complessi è necessaria la collaborazione tra ortodontista, chirurgo orale, protesista e, se necessario, parodontologo e gnatologo. Il dentista curante dovrebbe inviare il paziente allo specialista adeguato se non è in grado di affrontare il caso.
È consigliabile non intraprendere scelte definitive (estrazione e impianto) senza un piano diagnostico completo e il confronto tra varie opzioni terapeutiche, valutando rischi e benefici funzionali, estetici e biologici.
Non tutti i bite sono uguali: esistono molti tipi e alcuni potrebbero non risultare efficaci se non personalizzati sul caso; il fatto che un bite non abbia funzionato non significa che nessun bite sarebbe utile.
Prima di procedere con corone definitive o impianti, è buona norma fare prove funzionali e provvisori per verificare estetica e funzione e correggere eventuali precontatti.
| Situazione clinica | Opzione consigliata | Nota |
|---|---|---|
| Canino incluso in giovane paziente, spazio insufficiente | Estrarre canino da latte, espansione ortodontica | 60% di probabilità di eruzione spontanea dopo estrazione del dente da latte |
| Canino palatale ma recuperabile | Chirurgia + trazione ortodontica | Richiede cone beam e piano ortodontico-chirurgico |
| Canino troppo apicale / alterazioni radicolari | Valutazione protesica: estrazione e impianto o ponte | Scegliere solo dopo valutazione multidisciplinare |
| Malocclusione insorta dopo protesi | Check occlusale, rimuovere provvisori o rifare corone | Molaggio selettivo o riprogettazione protesica possono risolvere i sintomi |
Se hai un canino mal posizionato, il primo passo è una visita accurata e lo studio delle immagini radiologiche; solo così si può decidere se è possibile recuperarlo in arcata oppure se sia preferibile una soluzione protesica programmata.
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