
L'odontoiatra ha la necessità e l'obbligo di utilizzare un linguaggio che permetta l'identificazione precisa degli elementi dentari. Per ridurre i margini di errori e standardizzare la comunicazione l'orgranizzazione mondiale della sanità ha stabilito un sistema di numerazione dentale così da associare ogni informazione in modo univoco ad uno specifico dente.
I metodi di numerazione dei denti più utilizzati sono: The International Standards Organization Designation System (ISO System); Universal numbering system; Palmer notation method. Il sistema ISO/FDI è lo standard più usato a livello internazionale. Curiosamente, la più nota alternativa è denominata Universal Numbering System, ma trova spazio principalmente nella clinica e nella Letteratura di scuola statunitense. Il Palmer notation method è utilizzato prevalentemente in ambito militare.
La numerazione dentale costituisce una semplice ma importantissima forma di convenzione del linguaggio specialistico in ambito odontoiatrico. Rappresenta innanzitutto un mezzo di comunicazione con i colleghi o con il personale di studio e quello di laboratorio. Oltre a ciò, essa costituisce soprattutto una modalità di lettura all'interno degli studi e dei vari lavori scientifici disponibili in Letteratura. Un sistema di numerazione univoco permette ai professionisti di identificare con precisione un dente, piuttosto di un altro, e soddisfa determinate esigenze di studio scientifico e di comunicazione.
Il primo in metodo, conosciuto con la sigla ISO, è quello adottato dall’Organizzazione Mondiale della Sanità ed è anche quello più usato a livello interazionale. Realizzato dall'OMS è largamente utilizzato in tutto il mondo dai professionisti del dentale. Questo sistema ISO utilizza un codice di due cifre, la prima delle quali indica il quadrante e la seconda la posizione dell'elemento dentario cominciando a numerare a livello della linea mediana del volto. Il primo numero - ci dice in quale emiarcata ci troviamo, cioè la metà sinistra o destra dell'arcata dentale, inferiore o superiore.
Bisogna immaginare una linea orizzontale che divide l'arcata superiore da quella inferiore, dopodiché una linea verticale che divide la metà sinistra e destra di ogni arcata. In questo modo ricaviamo quattro quadranti: per la dentatura permanente:
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Il secondo numero - identifica il numero del dente a cui ci stiamo riferendo. I denti permanenti si contano da 1 a 8, a partire dall'incisivo centrale all'ultimo molare. Il sistema ISO si basa sulla suddivisione in 4 quadranti delle arcate dentali. Una volta assegnato il quadrante, una seconda cifra identifica l'elemento dentale esatto: questa volta si procederà dall'incisivo centrale, identificato con il numero 1, a salire in senso mesio-distale.
Per fare degli esempi: 11: 1° quadrante (emiarcata superiore destra) - incisivo centrale (1° dente); 23: 2° quadrante (emiarcata superiore sinistra) - canino (3° dente); 36: 3° quadrante (emiarcata inferiore destra) - primo molare (6° dente); 48: 4° quadrante (emiarcata inferiore sinistra) - terzo molare (8° dente). Ad esempio, il dente 11 è l’incisivo centrale superiore destro.
| Tipo di dente | Numerazione (esempi) | Totale |
|---|---|---|
| Incisivi | superiori a destra (11, 12), superiori a sinistra (21, 22), inferiori a sinistra (31, 32), inferiori a destra (41, 42) | 8 |
| Canini | superiori a destra (13), superiori a sinistra (23), inferiori a sinistra (33), inferiori a destra (43) | 4 |
| Premolari | superiori a destra (14, 15), superiori a sinistra (24, 25), inferiori a sinistra (34, 35), inferiori a destra (44, 45) | 8 |
| Molari | superiori a destra (16, 17), superiori a sinistra (26, 27), inferiori a sinistra (36, 37), inferiori a destra (46, 47) | 8 |
| Denti del giudizio | superiori di destra (18), superiore di sinistra (28), inferiore di sinistra (38), inferiore di destra (48) | 4 |
Per la dentatura decidua i quadranti vengono numerati da 5 a 8 (sempre con la stessa logica) e i singoli denti individuati sempre con la seconda cifra (da 1 a 5). I numeri degli elementi dentari decidui vanno da 1 a 5. Così il numero 5.4, per esempio, identifica il primo molare deciduo superiore destro. Per i bambini: i denti decidui si contano da 1 a 5. Per ogni quadrante troveremo in arcata: incisivo centrale (1), incisivo laterale (2), canino (3), primo molare (4), secondo molare (5).
Per la dentatura decidua: 5° quadrante - emiarcata superiore destra; 6° quadrante - emiarcata superiore sinistra; 7° quadrante - emiarcata inferiore sinistra; 8° quadrante - emiarcata inferiore destra. Per esempio: 51: 1° quadrante (emiarcata superiore destra) - incisivo centrale (1° dente); 63: 2° quadrante (emiarcata superiore sinistra) - canino (3° dente); 75: 3° quadrante (emiarcata inferiore sinistra) - secondo molare (5° dente).
La numerazione dentale Universal numbering system è adoperata maggiormente negli Stati Uniti ed è per questo chiamata anche "sistema Americano". I denti decidui sono indicati da lettere che vanno da "A" a "T", mentre i denti permanenti sono classificati da 1 a 32. Il dente 1 è il dente terzo molare superiore destro ed il conto avanza in direzione del lato sinistro. La numerazione continuerà poi semplicemente il senso orario: il numero 7 indicherà quindi l'incisivo laterale destro, il 10 il suo controlaterale, e così via fino al 32 (terzo molare inferiore destro).
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La numerazione dentale degli elementi decidui segue la stessa logica: è disponibile una versione in cifre (ai numeri da 1 a 20 si aggiunge la d di “deciduous”, ma più comunemente si utilizzano le lettere dell'alfabeto. Partendo dalla A del secondo molare deciduo superiore di destra, passando per la J, assegnata al suo controlaterale, si arriva infine alla T, che identifica l'antagonista mandibolare).
Il Palmer notation method è utilizzato prevalentemente in ambito militare. Questo sistema vide le sue origini ad opera di Adolf Zsigmondy e per questo fu a lungo chiamato "metodo Zsigmondy". Venivano attribuiti i numeri romani ai denti decidui e numeri da 1 a 8 ad elementi permanenti, divisi da una croce che rappresentasse i 4 quadranti. Successivamente Palmer attribuì ai decidui le lettere da "A" a "E" e accompagnò ogni elemento con dei simboli (┘└ ┐┌) che indicassero il quadrante a cui appartenessero i denti in questione.
Quindi per i denti permanenti si usano i soli numeri da 1 a 8, accompagnati dai simboli (┘└ ┐┌) per indicare il quadrante di riferimento. Questo sistema viene soprattutto utilizzato in ambito militare o in alcune scuole inglesi.
Quando ci si reca dal dentista, solitamente viene identificato il dente da trattare attraverso un codice, nonché il suo numero, che lo descrive. Il clinico odontoiatrico identifica il singolo dente con una cifra a due numeri: il primo numero localizza il quadrante, il secondo identifica il dente. Il dentista starà dando i numeri per comunicare con precisione quale elemento va valutato o trattato: ad esempio, per poter parlare una lingua comune si rende necessario adottare un altrettanto sistema comune di numerazione.
La numerazione permette una comunicazione chiara tra professionisti e con i pazienti. Ogni dente ha un nome, una posizione e un numero assegnato. Questo permette una comunicazione chiara tra professionisti e con i pazienti, e costituisce un mezzo indispensabile per rendere possibile un'interconnessione tra studi e relativi studiosi senza fraintendimenti.
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Riconosciamo diversi tipi di denti in base alla loro morfologia e funzione. Abbiamo gli incisivi, i canini, i premolari e i molari. In ordine servono per mordere, rompere, triturare e sminuzzare il cibo. I denti incisivi hanno la funzione di recidere o incidere, tagliare o strappare il cibo; i canini sono predisposti per strappare e sminuzzare i cibi stopposi di origine animale; i premolari hanno la funzione principale di triturare il cibo; i molari rappresentano i denti più grandi e servono alla masticazione finale.
I denti hanno un nome, un cognome e un codice identificativo: nome (incisivi, canini, premolari, molari), cognome (posizione: centrale, laterale, primo, secondo, terzo) e codice identificativo (numeri che i clinici pronunciano per comunicare efficacemente). In Italia per identificare il numero di ogni dente si segue la nomenclatura ISO adottata dall’Organizzazione Mondiale della Sanità (OMS) a livello internazionale.
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