
Lo scopo del modulo Storia dell’Odontoiatria è fornire allo studente gli strumenti necessari alla comprensione degli aspetti culturali e sociali dell’odontoiatria moderna, attraverso l’analisi della sua evoluzione storica ed epistemologica. Il percorso storico che ha portato alla definizione della professione, alla nascita delle scuole e all’evoluzione della protesi dentaria è complesso e articolato, con tappe che vanno dalle civiltà antiche fino alle direttive europee e alle riforme degli ultimi decenni.
Medicina e odontoiatria nelle civiltà antiche e nel Mondo Greco-Romano. Denti e loro patologie nelle opere di Ippocrate e Galeno. Lo sviluppo degli ospedali nel Medioevo. Monastic and Arab medicine: riferimenti alle patologie della bocca. La riscoperta del corpo umano e le dissezioni cadaveriche del Rinascimento hanno profondamente influenzato la conoscenza anatomica; Vesalio e i suoi epigoni sull'anatomia della bocca. Parè e lo sviluppo della chirurgia odontoiatrica. Galilei e il metodo scientifico. William Harvey e la circolazione sanguigna. L'anatomia microscopica.
La Peste Nera e la formazione delle istituzioni sanitarie contribuirono a trasformare l’organizzazione dell’assistenza; la medicina monastica e araba lasciarono riferimenti alle patologie della bocca. Un odontoiatra barocco: Pierre Dionis. Iatrofisica, iatrochimica e neoippocratismo si alternarono nelle teorie mediche fino al secolo dei Lumi, che vide la nascita della medicina sociale (Ramazzini, Tissot, Frank) e la politica medica.
La vaccinazione antivaiolosa e la diffusione delle pratiche preventive segnarono un punto di svolta. Morgagni e l'anatomia patologica portarono a nuove letture della malattia. La scoperta dei gas anestetici fu uno dei contributi più rilevanti dell'odontoiatria alla medicina. L'antisepsi e lo sviluppo di una nuova chirurgia, la teoria dei germi con Koch e Pasteur e la scoperta dei raggi X rivoluzionarono diagnostica e terapia.
Le prime scuole odontoiatriche in Europa diffondevano conoscenze sempre più strutturate; G.V. Black propose una classificazione delle carie che divenne di riferimento. Willoughby D. Miller sostenne l'origine microbica della carie, ponendo le basi per l'odontoiatria preventiva e per l'odontoiatria restaurativa moderna. La scoperta del fluoro dentario (Morichini) influenzò le strategie di prevenzione.
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In Italia l’affermazione dell’Odontoiatria è stata molto complessa. Si fa generalmente risalire al Regio decreto n. 6850 serie III del 24 aprile 1890, noto tuttora come decreto Boselli, la nascita dell’Odontoiatria intesa come disciplina scientifica. In realtà occorre prima fare un piccolo passo indietro: nel 1876 un gruppo di medici che praticavano in Italia la professione odontoiatrica fondarono la S.O.I., ovvero la Società Odontologica Italiana.
La proposta della S.O.I. prevedeva un programma di studio triennale, con materie esclusivamente odontoiatriche, seguito da un anno di tirocinio obbligatorio presso lo studio di un dentista affermato e qualificato. Tale scuola doveva essere completamente avulsa dalla facoltà di Medicina, dovendo avere, negli intendimenti, soprattutto un carattere autonomo e pratico.
Esaminato dal Consiglio Superiore di Stato, tale piano di studi venne sottoposto al parere del consigliere Achille De Giovanni, il quale espresse al ministro della Pubblica Istruzione Paolo Boselli il parere che “tutte le specialità mediche devono essere affidate a chi è medico”. Il decreto Boselli stabiliva l’obbligo della laurea in Medicina per l’esercizio dell’Odontoiatria; l’insegnamento doveva poi essere impartito presso gli Istituti di Clinica Chirurgica delle Università del Regno che ne avessero i mezzi; potevano essere, infine, nominati Liberi Docenti della materia.
Il punto più controverso del decreto era però il quarto, che dettava disposizioni transitorie per non ledere diritti acquisiti e che provocherà la mancata applicazione del decreto stesso per oltre vent’anni. Vi furono infatti una serie di ricorsi e di controricorsi che frustrarono le finalità della proposta. La sola laurea possibile, allora, era quella in Medicina e Chirurgia, che consentiva di abilitare alla professione di qualsiasi disciplina medica; risultò pertanto implicito il riconoscimento dell'Odontoiatria come branca della medicina.
Fra i protagonisti ricordiamo Carlo Platschick, primo libero docente in Italia di Clinica Odontoiatrica, e Alberto Coulliaux e il figlio Ludovico, fondatori del primo periodico odontoiatrico italiano - il “Giornale di Corrispondenza pei Dentisti”. Angelo Chiavaro, di formazione americana, fu incaricato nel 1905 dell’insegnamento di Odontoiatria e Protesi Dentaria a Roma e propose l’istituzione di una “Scuola Nazionale di Odontoiatria” con un corso di sei anni.
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La figura di Amedeo Perna, docente universitario a Roma, è emblematica: sancì il “Principio Stomatologico”, dichiarando necessaria solo la laurea in Medicina e Chirurgia seguita dall’esame di Stato con prova di clinica odontoiatrica per l’esercizio professionale, senza obbligo di specializzazione post-lauream in Odontostomatologia.
La proposta di Chiavaro-Gentile venne prevista con il Regio decreto n. 2910 del 31 dicembre 1923, che abrogò la già citata legge del 31 marzo 1912 e prevedeva la Scuola Nazionale di Odontoiatria a Roma; alla maggioranza dei dentisti italiani parve che le lotte e le conquiste ottenute per far diventare l’Odontoiatria una scienza medica potessero essere in questo modo vanificate. Il Perna ottenne poi la revoca di quanto previsto con un nuovo Regio decreto del 16 ottobre 1924 che stabiliva, riconfermando l’obbligo della laurea in Medicina e Chirurgia, che per esercitare la professione bastava sostenere la prova di Clinica Odontoiatrica all’esame di Stato.
Silvio Palazzi sostenne con forza che “La laurea in Medicina non deve essere considerata un punto di arrivo per l’esercizio della nostra specialità: essa è solo un punto di partenza” e difese l’obbligo di una preparazione specifica post-laurea.
La nascita della clinica e lo sviluppo di ospedali generalisti e specialistici favorirono la crescita di una nuova semeiotica. Biochimica, fisiologia e patologia avanzarono con la patologia cellulare di Virchow. L'antisepsi, l'anestesia, la teoria dei germi, la scoperta dei raggi X e le prime scuole odontoiatriche in Europa resero possibile un'odontoiatria scientifica e strutturata.
Nel 1901 un gruppo di medici dentisti milanesi e torinesi costituirono la Federazione dei Medici Dentisti d’Italia con l'obiettivo di ottenere la conversione in legge del Regio Decreto n. 6850; la strada normativa fu lunga e complessa, segnata da concorsi, regolamenti e continui adeguamenti.
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Negli ultimi trent'anni del secolo scorso si consolidarono eventi che ridisegnarono la formazione e la disciplina odontoiatrica:
La direttiva 93/42Cee rivoluzionò il modo di produrre dispositivi medici e protesi dentarie, imponendo marcatura CE e regole di produzione. Sono distinte le figure del prescrittore (dentista) e del fabbricante (laboratorio odontotecnico). La legge 175/92 (Volponi) limitò la pubblicità sanitaria, mentre il Dlgs 626/96 introdusse regole per la sicurezza degli studi odontoiatrici (oggi integrate nel Dlgs 81/08).
Con l’insediamento della Commissione nazionale ECM partì la fase sperimentale dell’Educazione Continua in Medicina (2000). Nel 2005 la direttiva 2005/36/CEE regolamentò la libera circolazione dei professionisti in Europa. Negli anni successivi si susseguirono interventi normativi e politici che incisero anche sul settore odontoiatrico: liberalizzazioni, regolamentazioni fiscali e attenzione alla pubblicità e alla responsabilità, oltre alla crescente integrazione dei dispositivi e delle tecnologie digitali nella pratica clinica.
L’evoluzione tecnologica e normativa ha avuto un impatto significativo sulla protesi dentaria. L’adozione di norme europee sui dispositivi medici e la definizione dei ruoli di prescrittore e fabbricante hanno reso più chiari i processi produttivi e di responsabilità. L’odontoiatria adesiva ha raggiunto uno standard di qualità molto elevato ed è in grado di offrire una grande varietà di opzioni di trattamento per ottenere restauri più conservativi. I progressi nella pianificazione implantare guidata, nei software CAD/CAM e nelle librerie protesiche digitali hanno trasformato i workflow produttivi tra studio e laboratorio.
La figura dell’odontotecnico si è rafforzata come partner tecnico del dentista, nel rispetto della normativa che equipara le protesi ai dispositivi medici su misura; ciò ha portato all’istituzione di elenchi di fabbricanti e a una maggiore tracciabilità dei materiali impiegati.
La storia dell’odontoiatria mostra come l’evoluzione clinica e tecnologica sia indissolubilmente legata a scelte culturali, legislative e istituzionali. L’affermazione della disciplina in Italia è stata molto complessa e accompagnata da controversie, ma ha portato alla definizione di percorsi formativi, figure professionali e normative che oggi regolano la sicurezza, la qualità delle protesi e la responsabilità degli operatori.
| Periodo | Evento principale | Impatto sull'odontoiatria |
|---|---|---|
| Antichità - Medioevo | Opere di Ippocrate e Galeno; medicina monastica e araba | Prime conoscenze anatomiche e riferimenti alle patologie della bocca |
| Rinascimento | Dissezioni, Vesalio, Parè | Progressi in anatomia e chirurgia odontoiatrica |
| XIX secolo | Decreto Boselli (1890) | Riconoscimento formale dell'odontoiatria come branca medica (con controversie) |
| 1900-1950 | Prime cliniche, Platschick, Chiavaro | Costruzione dell'insegnamento universitario e della clinica odontoiatrica |
| 1978-2000 | Direttive CEE, nascita corso di laurea (1980), legge 409/85 | Autonomia professionale e definizione di nuovi profili sanitari |
| 1997-2005 | Direttiva dispositivi medici (93/42), direttiva 2005/36 | Standard produttivi, marcatura CE, libera circolazione professionale |
Note bibliografiche e riferimenti utilizzati nei corsi e nei materiali: Zampetti P. Storia dell’Odontoiatria; Cesana G., Riva M.A. Medicina e Società; articoli storici su Platschick, Chiavaro, Perna e Palazzi; documenti legislativi (decreti e leggi citate) e direttive europee.
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