
La salute orale e la salute generale sono strettamente correlati. Dopotutto, la bocca è la porta d’ingresso del nostro corpo.
La parodontite è una malattia infiammatoria cronica causata da una risposta immunitaria dell'ospite al biofilm dentale. L'accumulo di placca a causa della scarsa igiene orale è uno dei principali fattori di rischio, in quanto è ovviamente una necessità per suscitare una risposta immunitaria in primo luogo.
Questi elementi favoriscono un'infiammazione cronica che può distruggere i tessuti di supporto del dente. Nella parodontite il normale equilibrio tra l’azione della placca batterica dentale e le difese immunitarie è alterato e porta a una imperfetta regolazione della risposta infiammatoria con conseguente aumento della distruzione del parodonto marginale.
La parodontite è stata collegata a diverse malattie sistemiche. Questo collegamento è in gran parte dovuto alla natura infiammatoria della parodontite, che è accompagnata da grandi quantità di batteri altamente patogeni come, ad esempio, Porphyromonas gingivalis, Prevotella intermedia e Fusobacterium nucleatum.
Un meccanismo diretto secondo cui, a causa dell'ulcerazione dell'epitelio che si verifica per via della parodontite, i batteri responsabili della malattia possono entrare nel circolo ematico ed esercitare un'azione negativa su determinati organi e tessuti. Gli effetti della parodontite vanno al di là del cavo orale, poiché si verifica una disseminazione per via ematogena dei batteri, dei loro prodotti e dei mediatori dell’infiammazione.
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In tal modo i batteri parodontopatogeni possono penetrare nei tessuti gengivali e, da lì, nel circolo ematico, dando luogo a una intensa risposta infiammatoria locale con riflessi sistemici ed è così che possono provocare patologie più o meno serie anche in organi o apparati lontani da quello di partenza.
Le malattie cardiovascolari (MCV) comprendono una serie di disturbi del cuore e dei vasi sanguigni, quali la malattia coronarica, l’ipertensione e l’ictus. Le malattie cardiovascolari e la parodontite presentano diversi fattori di rischio comuni: fumo, diabete, età, fattori genetici e dieta.
L'infiammazione causata dalla parodontite può contribuire all’accumulo di placche nelle arterie (aterosclerosi), aumentando il rischio di infarti e altri eventi cardiovascolari. Le proteine infiammatorie e i batteri presenti nel tessuto parodontale possono entrare nel sistema circolatorio, scatenando effetti negativi a livello cardiovascolare.
La parodontite aumenta di due volte il rischio di infarto. Denti non trattati o mucose danneggiate consentono ai batteri che normalmente proliferano nella bocca di entrare nel flusso sanguigno, aumentando così il rischio di malattie cardiovascolari e cardiache come sindrome coronarica acuta, ictus e aterosclerosi.
È quanto dimostrato anche dall’indagine del 2021 durante la quale sono state rilevate quantità consistenti di DNA di batteri parodontali nell’ateroma coronarico, a riprova della loro disseminazione sistemica a partire dai siti orali.
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Quando si valuta lo stato parodontale e si pianifica un trattamento, è cruciale considerare la salute generale del paziente, specialmente se a rischio di MCV o con una storia pregressa. Poiché è emerso che il trattamento parodontale possa ridurre il rischio di aterosclerosi, è quindi molto importante mantenere una buona igiene orale con una routine quotidiana igiene orale almeno due volte al giorno con pulizia interdentale, e un programma di visite regolari per curare eventuali malattie gengivali.
Il diabete è una malattia metabolica cronica caratterizzata da alti livelli di glucosio nel sangue dovuti a un’insufficiente produzione di insulina (diabete di tipo 1) o a una resistenza all’insulina (diabete di tipo 2). Esiste una relazione bidirezionale tra parodontite e diabete.
Non solo le persone con diabete sono più a rischio di parodontite, ma la parodontite può anche rendere più difficile il controllo dei livelli di zucchero nel sangue, peggiorando così il diabete di tipo 2. In pratica la parodontite è strettamente legata a uno scarso controllo della glicemia (HbA1C) e ad alti livelli di zuccheri nel sangue sia in pazienti diabetici sia in quelli non diabetici.
Entrambe le condizioni aumentano la produzione di citochine infiammatorie, come il fattore di necrosi tumorale alfa (TNF-α) e l’interleuchina 6 (IL-6), che contribuiscono all’insulino-resistenza e alla distruzione dei tessuti. Inoltre, i prodotti finali della glicazione avanzata (AGEs), che sono elevati nel diabete, possono accumularsi nei tessuti parodontali, promuovendo l'infiammazione e il danno tissutale.
I pazienti diabetici hanno tre volte più probabilità di sviluppare malattie gengivali. La terapia parodontale causale si è rivelata efficace nel migliorare il controllo glicemico in termini di HbA1c.
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Screening e monitoraggio: per i pazienti diabetici, è fondamentale sottoporsi a regolari visite odontoiatriche per individuare e gestire precocemente la parodontite. Cura integrata: i dentisti e gli altri operatori sanitari dovrebbero collaborare per gestire entrambe le condizioni. Strategie preventive e terapeutiche: l’uso regolare di spazzolino, filo interdentale e pulizia professionale può aiutare a prevenire la parodontite. Mantenere livelli glicemici ottimali tramite dieta, esercizio fisico e l’assunzione di farmaci può ridurre il rischio di malattia parodontale.
Le malattie respiratorie comprendono una serie di patologie che interessano i polmoni e le vie respiratorie, come la broncopneumopatia cronica ostruttiva (BPCO), la polmonite e l’asma. La parodontite cronica è stata collegata a un aumento del rischio di sviluppare queste patologie.
Si ritiene che quest’ultima si verifichi a causa dell’aspirazione di batteri dalla bocca ai polmoni. I patogeni orali possono anche essere inalati, aumentando il rischio di polmoniti e altre infezioni polmonari, soprattutto negli anziani o nei pazienti debilitati.
Anche in questo caso valgono le stesse raccomandazioni cliniche della parodontite-diabete/MCV: buona igiene orale, controlli odontoiatrici regolari, collaborazione medico-odontoiatrica interprofessionale e screening precoce. In contesti ospedalieri o in case di riposo, l’igiene orale è dunque un fattore cruciale per prevenire complicanze respiratorie.
La gravidanza non è ovviamente una malattia, ma comporta cambiamenti fisiologici significativi che possono influenzare la salute orale. Gengivite gravidica: l’aumento dei livelli ormonali può rendere le gengive più sensibili e inclini all’infiammazione, nota come gengivite gravidica.
Parto pretermine: la parodontite è stata collegata a un aumento del rischio di parto pretermine (parto prima delle 37 settimane). Gli studi clinici hanno mostrato che i feti che avevano una risposta anticorpale contro i patogeni parodontali avevano una probabilità molto più alta di nascere prematuramente o a basso peso alla nascita.
Ciò implica che i batteri possono viaggiare dalla tasca parodontale e persino raggiungere l'unità feto-placentare, suscitando reazioni infiammatorie locali o addirittura infettando direttamente il feto. L’infiammazione e la risposta immunitaria alterata possono influenzare il benessere del feto, sottolineando l’importanza della prevenzione odontoiatrica nelle donne in gravidanza.
L’artrite reumatoide è una malattia autoimmune caratterizzata da un’infiammazione cronica delle articolazioni che provoca dolore, gonfiore e, infine, la loro distruzione. Esistono prove che suggeriscono un legame tra parodontite e artrite reumatoide.
Entrambe le malattie condividono diversi meccanismi patogenetici e fattori di rischio. Più grave è la parodontite, più grave è il reumatismo. I batteri orali specifici sono ritenuti responsabili di questo fenomeno.
L’impatto della parodontite sulla AR non riguarda solo l’aumento dell’infiammazione, ma anche la traslocazione batterica: i batteri orali, in particolare P. gingivalis, possono entrare nel flusso sanguigno e contribuire alla patogenesi della AR attraverso il mimetismo molecolare e la citrullinazione delle proteine. Il batterio orale Porphyromonas gingivalis sarebbe l’unico agente patogeno noto capace di rilasciare l’enzima PPAD, peptidilargina deiminasi, in grado di stimolare la produzione di anticorpi anticitrullina.
Di conseguenza l’infiammazione parodontale e i batteri che ne sono responsabili potrebbero giocare un ruolo fondamentale nello sviluppo dell’autoimmunità correlata all’artrite reumatoide e magari anche rappresentare la causa e non l’effetto della malattia.
La malattia renale cronica (MRC) è una perdita progressiva della funzione renale nel tempo, che può portare all’insufficienza renale. La parodontite è stata associata a un aumento del rischio di malattia renale cronica.
I processi infiammatori e le infezioni batteriche comuni a entrambe le patologie potrebbero svolgere un ruolo in questa connessione. La combinazione di parodontite e malattia renale comporta un aumento della mortalità a causa dell’incremento del carico infiammatorio totale. Alterazione dell’ambiente orale: la MRC e i suoi trattamenti possono alterare l’ambiente orale, rendendolo più favorevole alla malattia parodontale.
Oltre alle condizioni sopra descritte, le prove scientifiche suggeriscono associazioni tra parodontite e altre malattie, inclusi alcuni tumori gastrointestinali, la malattia di Alzheimer e disordini metabolici come la sindrome metabolica e l'obesità. Tuttavia, molte di queste associazioni non hanno ancora stabilito un rapporto di causa-effetto definitivo.
Secondo i dati del Ministero della Salute, la parodontite in Italia colpisce circa il 60% della popolazione, di cui il 10% in forma avanzata. Nei paesi occidentali la parodontite colpisce il 47% dei soggetti con più di 35 anni e il 60% sopra i 65 anni, rappresentando la sesta patologia più diffusa al mondo.
Gli effetti della parodontite non si limitano al cavo orale: chi soffre di parodontite ha valori di granulociti neutrofili circolanti e parametri infiammatori sistemici, come la proteina C reattiva, più elevati rispetto alle persone sane. Nella parodontite la risposta dell'ospite è influenzata da diversi fattori, come la genetica, lo stile di vita, l'invecchiamento, le malattie sistemiche e molti altri.
Un aspetto comune a molte malattie croniche è la relazione con gli stili di vita, in particolar modo il fumo, la dieta e l’attività fisica. Nell’etiopatogenesi della parodontite si attribuisce grande importanza non solo agli stili di vita non corretti, come fumo e cattive abitudini di igiene orale, ma anche a fattori come la suscettibilità individuale su base genetica e la presenza di patologie sistemiche che possono accentuare gli effetti destruenti specifici.
La prevenzione è fondamentale. Mantenere una buona salute orale attraverso una corretta igiene quotidiana e controlli regolari dall’igienista e dal dentista può ridurre il rischio non solo di parodontite, ma anche delle complicazioni sistemiche ad essa associate.
Se la diagnosi di parodontite è posta precocemente e comunque prima della distruzione di gran parte del legamento alveolo-dentale, è trattabile in modo efficace nella maggior parte dei pazienti. È quindi importante conoscere le terapie farmacologiche assunte dal singolo paziente al fine di poter individuare la necessità di attuare trattamenti parodontali personalizzati.
I dentisti e tutti gli altri medici non sono solo responsabili del loro specifico campo di formazione/interesse, ma sono tutti corresponsabili della salute generale dei loro pazienti. È di estrema importanza non solo rendere i pazienti consapevoli del legame tra odontoiatria e salute generale, ma anche sensibilizzare tutti i professionisti medici su questo legame.
Nonostante la plausibilità biologica di alcune associzioni, la sfida principale è vagliare le evidenze pubblicate e stabilire quale di esse sono abbastanza robuste. Benché l'associazione della parodontite a diverse malattie sistemiche sia stata confermata, è opportuno precisare che mancano ancora prove di un ruolo causale.
È importante non solo rimanere aggiornati sulle ultime ricerche su questo argomento, ma anche essere in grado di comunicarlo chiaramente ai pazienti. Comprendere le ultime scoperte scientifiche sull'infiammazione e la malattia parodontale e comunicarle ai pazienti in modo chiaro e convincente può svolgere un ruolo nell'inquadrare l'importanza e l'impatto della loro assistenza domiciliare.
La salute orale non può più essere considerata un ambito separato dalla salute generale. Educare la popolazione sull’importanza dell’igiene orale quotidiana e dei controlli odontoiatrici regolari è un passo fondamentale verso una società più sana e consapevole.
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