
Il Periodontology and Implant Dentistry Programme è un programma di master a tempo pieno di 3 anni accreditato dalla European Federation of Periodontology (EFP), progettato per formare dentisti nei campi specializzati di parodontologia e implantologia. Questo programma prepara gli studenti a supervisionare trattamenti clinici, insegnare e condurre ricerca nella chirurgia e implantologia parodontale. Il corso comprende un modulo teorico che copre argomenti clinici relativi alla parodontologia, seminari su letteratura contemporanea e classica, corsi su chirurgia e implantologia parodontale, la relazione tra parodontologia e altre aree specialistiche dell’odontoiatria, lo studio di casi clinici in parodontologia e casi clinici relativi ad altre specializzazioni.
Per accedere al Master, gli iscritti devono portare attrezzature specifiche, come una fotocamera digitale reflex con obiettivo 105 mm e flash a corredo, un computer o laptop, strumenti chirurgici, lenti di ingrandimento professionali, turbine e micromotore, una cassetta chirurgica, piastre per imaging al fosforo, e dispositivi di protezione individuale. La Facoltà di Odontoiatria gestisce la Clinica Universitaria Odontoiatrica (CUO) come principale centro di formazione, con una nuova aula di simulazione clinica che introduce la realtà virtuale tra gli strumenti didattici. Inoltre, la facoltà ha adottato la digitalizzazione, con un laboratorio esclusivo per la tecnologia CAD CAM e due laboratori prostetici avanzati dotati delle più recenti tecnologie di imaging digitale.
Il programma internazionale combina formazione accademica avanzata e pratica clinica di alto livello. Progettato per dentisti esperti, il formato part-time compatto consente di approfondire la specializzazione senza interrompere la pratica professionale o gli impegni personali. Sessioni online settimanali offrono flessibilità, integrando lo studio con fasi cliniche in presenza. La formazione clinica costituisce il nucleo del programma: circa 75 ore di sessioni pratiche distribuite in tre blocchi clinici intensivi a Dresda (Germania) e Ferrara (Italia), con guida di specialisti riconosciuti a livello internazionale. Dalla diagnostica e pianificazione del trattamento basata sull’evidenza alla terapia parodontale e all’implantologia, il programma mira a traslare le competenze direttamente nella pratica clinica quotidiana.
Le discipline chiave includono la salute psicologica, la ricerca scientifica e la tecnologia digitale che consente diagnosi avanzate, pianificazione virtuale e biomateriali. Le innovazioni tecnologiche, tra cui laser, rigenerazione guidata dei tessuti e stampa 3D, stanno rivoluzionando i protocolli clinici, permettendo trattamenti personalizzati con tempi di recupero ridotti. Questi progressi migliorano la qualità di vita dei pazienti e sfidano i professionisti a rimanere aggiornati in un campo in costante evoluzione.
Il percorso di Periodontology and Implant Therapy (M.Sc.) è strutturato in moduli, distribuiti su quattro semestri, che espandono conoscenze in parodontologia e implantologia in modo integrato con competenze scientifiche, diagnostiche e cliniche. Il programma unisce conoscenze di base, diagnostica basata sull’evidenza, teorie non chirurgiche e chirurgiche, implantologia, pianificazione interdisciplinare e lavoro scientifico, collegando profondità accademica con rilevanza clinica diretta.
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I partecipanti apprendono a valutare casi complessi legati a parodontologia e impianti, a prendere decisioni terapeutiche basate sull’evidenza e ad applicare concetti terapeutici moderni in modo strutturato e responsabile. Il programma è part-time e suddiviso tra 1°-3° semestre per i moduli didattici, con una chiara descrizione della copertura di fondamenti di parodontologia e implantologia, diagnostica e pianificazione, lavoro scientifico, patologia e concetti di terapia, implantologia, approcci interdisciplinari e progetti di ricerca.
Il programma è stato progettato per dentisti praticanti: l’equilibrio tra lezioni online settimanali, studio guidato autonomo e fasi cliniche in presenza si adatta alle esigenze professionali. La durata complessiva è di 24 mesi con una frequenza part-time, e comprende una modulistica che dettaglia contenuti, semestri e assemblea di coordinamento modulare.
Un impianto dentale è una vite o cilindro in titanio o zirconia inserito nell’osso mascellare per sostituire la radice di un dente mancante. Esistono impianti endostali (nel osso) e subperiostali (sopra l’osso). Dopo l’inserzione, è necessaria una fase di ossointegrazione che può durare da due a sei mesi. In alcuni casi, si possono utilizzare impianti a una o due fasi chirurgiche, con impiego di caps healing, abutment e corona protesica. In condizioni favorevoli è possibile un immediato carico protesico, anche immediato, con successo paragonabile a quello ritardato.
La pianificazione dell’impianto include esami clinici, radiografie e CBCT per valutare densità, nervi e seni nasali, e per definire la posizione ottimale. Le tecniche di rigenerazione ossea o innesto osseo possono essere impiegate quando lo spazio o la quantità ossea sono insufficienti, includendo innesti autologhi, allogeni, xenograft e alloplastici. In alcuni casi si ricorre a rigenerazione guidata con membrane barriera per favorire la crescita ossea.
Le fasi principali dell’implantologia includono: 1) esame e pianificazione; 2) inserimento degli impianti (una o due fasi); 3) preparazione dei denti e impronte; 4) aggangio di corone o ponti sopra gli abutment; 5) rigenerazione ossea e innesto, se necessario.
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La superficie implantare influisce su adesione cellulare, proliferazione e differenziazione per un migliore’interazione con i tessuti peri-implantari. Studi comparativi in vitro e in vivo hanno analizzato superfici micro-ruzzolate, nano-ruzzate e trattamenti superficiali diversi, con ISQ e altri parametri di stabilità misurabili. Recente letteratura mostra che trattamenti TiO2, ossidazione e acidi possono generare superfici più omogenee e favorevoli all’osteointegrazione.
Esistono approcci alternativi, come PRF (platelet-rich fibrin) e FDBA (freeze-dried bone allograft) per l’alveolar ridge preservation (ARP) post-estrazione, utili per mantenere altezza e larghezza dell’alveolo e supporto all’impianto. Meta-analisi indicano benefici di PRF per la formazione di nuovo tessuto osseo rispetto alla guarigione spontanea, con vantaggi anche sulla qualità tissutale.
La gestione delle malattie parodontali rimane fondamentale per il successo degli impianti: l’igiene orale domiciliare e le visite di controllo riducono il rischio di peri-implantite e perdita ossea peri-implantare. L’integrazione tra parodontologia e implantologia è essenziale per mantenere la salute del parodonto e garantire longevità agli impianti.
Quando si progetta una terapia di impianto, è utile chiedere al dentista o al parodontologo se si è candidati a procedure come posizionamento immediato o carico immediato. Il parodontologo lavora in stretta collaborazione con l’odontoiatra generale per definire piano di cure ottimale, prevenire complicanze e mantenere la stabilità implantare. Inoltre, le tecnologie digitali, la pianificazione virtuale e i biomateriali espandono le possibilità terapeutiche, offrendo risultati più precisi e prevedibili.
Il programma offre possibilità di pubblicare la tesi di Master su riviste peer-reviewed internazionali e di accedere a opportunità accademiche ulteriori, potenziando la rete professionale in Europa. Le conoscenze acquisite permettono di espandere il portfolio di trattamento, rafforzare la posizione della pratica e migliorare la gestione clinica quotidiana.
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La salute parodontale e la riuscita degli impianti dipendono da una base solida di igiene orale, diagnosi precoce di malattie parodontali e pianificazione accurata. Le moderne tecniche di diagnostica e pianificazione, insieme a innovazioni tecnologiche, consentono interventi più sicuri, meno invasivi e altamente personalizzati per il paziente.
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