
Negli ultimi decenni, il progresso dei materiali impiegati in odontoiatria ha accompagnato lo sviluppo di tecniche sempre più sofisticate, con l’obiettivo di garantire soluzioni cliniche efficaci, durature e rispettose delle esigenze estetiche dei pazienti. Accanto a metalli e ceramiche, tradizionalmente utilizzati per restauri, impianti e protesi, l’attenzione della ricerca si sta orientando su materiali polimerici avanzati, tra cui spicca il polietereterchetone (PEEK). Questo polimero termoplastico semicristallino si distingue per resistenza meccanica, biocompatibilità, radiotrasparenza, stabilità chimica ed estetica, caratteristiche che lo rendono un candidato promettente per numerose applicazioni cliniche.
Il PEEK è stato approvato come materiale impiantabile dalla FDA e, grazie al suo modulo elastico simile a quello della dentina, contribuisce a ridurre l’effetto di "stress shielding" tipico di metalli ad alta rigidità. In odontoiatria, inoltre, è radiotrasparente, non rilascia ioni metallici, ha una superficie lavorabile adatta alla fabbricazione digitale con CAD/CAM o stampa 3D, ed è impiegato in molte aree come ortodonzia, protesi fisse e rimovibili, implantologia e chirurgia maxillo-facciale.
Il PEEK è proposto come alternativa estetica e funzionale ai fili metallici. Gli archi ortodontici in PEEK riducono il rischio di allergie, presentano una minore frizione contro gli attacchi e migliorano l’efficienza del trattamento. È impiegato anche per apparecchi intercettivi e mantenitori di spazio nei pazienti pediatrici, con ottimi risultati in termini di tollerabilità e collaborazione del paziente.
Il materiale trova largo impiego nella realizzazione di corone e ponti, grazie alla sua resistenza all’usura e alla radiotrasparenza che consente di monitorare eventuali carie secondarie. Perni e monconi beneficiano di un modulo elastico simile alla dentina, riducendo il rischio di fratture radicolari rispetto ai metalli. Le protesi parziali rimovibili (RPD) restano esteticamente superiori, con maggiore biocompatibilità e leggerezza. Le protesi maxillofacciali stampate in 3D offrono ricostruzioni precise e personalizzate.
Il PEEK, soprattutto nella variante CFR-PEEK rinforzata con fibre di carbonio, è studiato come alternativa al titanio per impianti e abutment, con un comportamento biomeccanico più simile all’osso e potenziale riduzione del riassorbimento peri-implantare. Tuttavia, essendo bioinerte, richiede modificazioni di superficie (idrossiapatite, laser, plasma) per migliorare l’osteointegrazione e conferire proprietà antibatteriche. Coating multifunzionali rilasciano ioni e molecole immunomodulanti per promuovere rigenerazione controllata dell’osso.
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Applicazioni includono griglie e scaffold ossei per rigenerazione guidata, ricostruzione mandibolare con impianti stampati in 3D, e protesi per l’articolazione temporomandibolare (ATM) con distribuzione dello stress più uniforme rispetto al metallo. L’uso del PEEK è particolarmente promettente in pazienti allergici o in casi di fallimenti di impianti in titanio, benché i costi e la mancanza di dati a lungo termine ne limitino l’adozione diffusa.
Il PEEK è stato testato per splint parodontali con buona resistenza e minore affinità per la placca, bite occlusali funzionali nelle disfunzioni temporo-mandibolari e bite digitali che hanno mostrato comfort migliore rispetto ai tradizionali in resina.
Le tecniche di produzione variano dalla fresatura tradizionale alla stampa 3D, e la ricerca sta sviluppando processi ibridi per ottimizzare superficie e resistenza. La superfici trattate (sabbiatura, primer, rivestimenti bioattivi) migliorano l’adesione cellulare e l’osteointegrazione, affrontando una delle principali limitazioni del PEEK: l’inerzia biologica della superficie.
Nonostante le promesse, l’uso del PEEK in odontoiatria deve superare barriere quali bioinerzia, adesione superficiale insufficiente, estetica (colore grigiastro che richiede rivestimenti o colorazioni), costo ancora maggiore rispetto ai materiali tradizionali e la mancanza di follow-up a lungo termine. Tuttavia,studisistematiche hanno evidenziato ridotte incidenze di complicanze nei primi 12 mesi e una sopravvivenza commerciale adeguata per diverse applicazioni protesiche.
Una recente ricerca internazionale ha esplorato superfici implantari arricchite con zinco e metformina per promuovere osteointegrazione in pazienti anziani, evidenziando una maggiore adesione e proliferazione di osteoblasti, differenziazione osteogenica potenziata e una modulazione positiva della risposta infiammatoria. L’obiettivo è una osteointegrazione prevedibile anche in popolazioni con invecchiamento tessutale e biologico più complesso.
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Riassumendo alcuni punti chiave: il PEEK è radiotrasparente, biocompatibile e leggero; può sostituire parti metalliche, riducendo carichi sull’osso; necessita di superfici modificate per migliorare osteointegrazione; i costi e la mancanza di dati a lungo termine ne limitano l’uso diffuso; la produzione CAD/CAM e la stampa 3D stanno espandendo le possibilità di personalizzazione e precisione.
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