Quando escono i denti del giudizio: età, sintomi e cosa fare

Alcuni suggerimenti per affrontare l'eruzione dei denti del giudizio. Quelli che in gergo chiamiamo “denti del giudizio” sono i terzi molari, ovvero gli ultimi elementi dentari a erompere in arcata nell’adulto: dovrebbero comparire in una fascia di età compresa dai 18 ai 25 anni, età in cui appunto dovrebbe sopraggiungere la maturità dell’individuo o, meglio, detto, il “giudizio”.

Si chiamano terzi molari visto che, in condizioni fisiologiche, si aggiungono agli altri due molari presenti: il primo molare permanente è il primo dente definitivo che erompe in arcata (intorno ai 6 anni); il secondo molare, invece, erompe intorno ai 12-14 anni di età. Tutti e 3 i molari, compreso il dente del giudizio, escono da soli e non si sostituiscono a nessun dente “da latte”.

I denti del giudizio possono essere in tutto 4 (2 per ogni arcata, 2 per ogni lato), sebbene in rari casi possano essere presenti anche i cosiddetti “noni”, ovvero dei denti del giudizio soprannumerari. Tuttavia, è sempre più frequente che i denti del giudizio non siano 4, ma magari 3, o 2, oppure nessuno. Questo fenomeno in crescita trova riscontro nel nostro percorso evolutivo: i denti del giudizio sono, infatti, un retaggio dei nostri antenati che avevano davvero bisogno di denti forti, come i molari, per poter masticare carne, cibi crudi e duri.

“Mi hanno detto che ho tutti i denti del giudizio, ma non sono usciti. Solitamente la presenza dei denti del giudizio viene rilevata dal dentista attraverso l’ispezione del cavo orale attraverso una radiografia panoramica. “E se non escono…devo toglierli?

Il fatto che un dente del giudizio non sia uscito, o sia uscito solo parzialmente, non è necessariamente motivo della sua estrazione. Oggi la tendenza è quella di togliere i denti del giudizio se la loro presenza e la loro posizione può portare a problematiche che possono minare alla salute orale e generale, o se provocano sintomi. Vediamo, quindi, alcune ragioni per la quali è raccomandato estrarre un dente del giudizio:

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  • La sua presenza provoca dolore e infiammazione. Soprattutto quando il dente del giudizio è erotto solo parzialmente, capita spesso che la gengiva che lo abbraccia tenda a sovrastarlo in parte. Questa situazione può determinare infiammazione a causa del ristagno di cibo e batteri sotto la gengiva (pericoronarite). I sintomi correlati a questo scenario possono essere dolore, sensazione di gonfiore, sanguinamento, fino a un’infiammazione che arriva a coinvolgere anche i linfonodi, provocare febbre e, talvolta, acufene.
  • La sua posizione può cariare il dente molare vicino. La mal posizione del dente del giudizio, sommata anche alla difficoltà della sua pulizia, può creare nicchie ideali per sviluppare una carie che può compromettere la sopravvivenza del dente molare vicino.
  • La sua presenza ruba spazio che servirebbe ai fini di un trattamento con apparecchio. Prima di tutto, è opportuno sfatare un mito: il dente del giudizio non sposta i denti! È una forza che questo dente non possiede. Un motivo, però, della sua estrazione potrebbe essere creare spazio in previsione di un trattamento con apparecchio che miri a risolvere un affollamento dei denti.
  • Il dente del giudizio è cariato. A causa della sua posizione in bocca, difficile da raggiungere con le manovre di igiene, il dente del giudizio può facilmente cariarsi. Il tentativo di curare questo tipo di molari, a causa proprio della loro posizione, spesso non consente al dentista di eseguire un’otturazione consona e durevole. Dato che questo dente non è quasi mai essenziale ai fini masticatori, in questi casi si decide spesso di estrarlo.
  • Il dente del giudizio compromette la salute parodontale. Sempre a causa della sua inaccessibilità, il dente del giudizio può essere un serbatoio di infiammazione e accumulo di batteri; quando si è affetti da parodontite (comunemente detta “piorrea”), un elemento dentario come questo può diffondere la sua infiammazione e compromettere ulteriormente il supporto dei denti vicini.

L’estrazione di un dente del giudizio può essere molto diversa a seconda del caso specifico: può essere molto veloce o più lunga se il dente è malposizionato. Così, può avere dei costi variabili a seconda della difficoltà dell’intervento e della sede dove viene eseguito (struttura pubblica o privata). L’odontoiatra (o il chirurgo maxillo-faciale) che esegue l’intervento può mettere o meno dei punti di sutura: in tal caso, si dovrà tornare, oltre che per i controlli post-intervento, anche per rimuovere i punti (solitamente dopo 7-14 giorni).

Subito dopo l’estrazione è importante seguire pedissequamente le indicazioni del proprio dentista e fare estrema attenzione, soprattutto nelle prime 2 settimane, a non traumatizzare la zona: solitamente viene raccomandato di spazzolare la zona di estrazione compresi i due denti vicini per 7- 14 giorni (ancor più se sono presenti punti di sutura), e viene raccomandato di utilizzare collutori o gel a base di clorexidina che possiedono un’azione antiplacca, antisettica e promuovono la guarigione. Il collutorio non deve essere sciacquato per evitare traumi, ma si deve solo tenere in bocca senza eseguire movimenti con le guance. Se ci troviamo in vacanza o lontani da casa e il dente del giudizio comincia a farci male, la prima cosa da fare è contattare il proprio dentista di fiducia se possiede un numero per le urgenze; in caso di gonfiori, dolori forti e febbre, è opportuno cercare di recarsi prima possibile presso uno studio dentistico vicino, o una guardia medica.

Se il fastidio dovesse essere invece moderato e accompagnato da sintomi non eccessivi, ecco alcuni accorgimenti utili:

  • utilizzare uno spazzolino extra morbido o di tipo monociuffo per pulire in maniera più accurata possibile la zona, cercando di rimuovere residui di cibo e placca;
  • evitare cibi estremamente caldi, piccanti o acidi;
  • cercare di masticare dalla parte opposta al dente del giudizio dolente;
  • utilizzare un collutorio a base di clorexidina 0,2% per una settimana, due volte al giorno, senza diluizione con sciacqui di almeno 1 minuto.
Immagine radiografia panoramica e posizionamento dei denti del giudizio

Quando eseguire l’estrazione e cosa aspettarsi

La decisione di estrarre o meno un dente del giudizio va presa dopo una valutazione clinica e radiografica. In alcuni casi lo spazio è sufficiente e il dente può rimanere in sede senza causare problemi; in altri casi è opportuno rimuoverlo per prevenire complicanze come pericoronite, carie vicine o danni al secondo molare.

L’estrazione, al di là della complessità, è generalmente eseguita in ambulatorio, con anestesia locale. Nei giorni successivi possono verificarsi ematomi, dolore e gonfiore; l’alimentazione diventa spesso liquida e il ghiaccio è utile. In assenza di complicazioni, la gengiva si chiude in circa 10-15 giorni.

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È possibile che la rimozione di denti del giudizio includa o meno la rimozione di tessuti o osso circostante, soprattutto se i denti sono inclusi o malposizionati. L’osteite alveolare è una complicanza rara ma possibile, caratterizzata da dolore irradiato all’orecchio e cattivo sapore in bocca. In alcuni casi, soprattutto per denti inclusi e sani, la chirurgia potrebbe offrire benefici minimi o nessun vantaggio evidente rispetto al mantenimento.

Se i denti del giudizio sono inclusi e asintomatici, la sorveglianza può essere la scelta più prudente; in presenza di sintomi ricorrenti, infezioni o affollamento dentale, l’estrazione viene considerata la scelta più comune. Nei casi ortodontici, l’estrazione precoce può facilitare lo spazio necessario per l’apparecchio.

La valutazione clinica nello Studio Fonzar di Udine prevede:

  • Visita clinica per analizzare la salute orale e la posizione dei denti;
  • Radiografia panoramica per valutare la posizione e i rapporti con strutture vicine;
  • TAC 3D se necessaria nei casi complessi.

Questa procedura aiuta a stabilire se il dente del giudizio può essere mantenuto o se rappresenta un rischio.

Schema delle fasi dell’estrazione di un dente del giudizio

Post-intervento e gestione del dolore

Il post-operatorio richiede attenzione: dieta morbida, evitare cibi caldi e alcolici, non fumare, e mantenere una buona igiene ma senza spazzolare direttamente sulla zona di estrazione. Il dolore può variare da lieve a intenso; gli analgesici e antinfiammatori, prescritti dal dentista, sono utili per gestire il dolore. In genere, ci si attende una guarigione completa in 1-2 settimane a seconda della complessità.

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Se i sintomi sono moderati ma persistenti, è consigliabile consultare nuovamente il dentista per una valutazione. In presenza di segnali preoccupanti come febbre alta, forte dolore o gonfiore marcato, è opportuno recarsi immediatamente presso uno studio dentistico o una guardia medica.

Video esplicativo sull’eruzione dei denti del giudizio e sulle procedure di estrazione

FAQ sui denti del giudizio

  1. A che età spuntano i denti del giudizio? Generalmente tra i 18 e i 25 anni, ma possono comparire anche più tardi.
  2. Tutti hanno i denti del giudizio? No, alcune persone ne hanno quattro, altre due o tre, e in alcuni casi non si sviluppano affatto.
  3. È sempre necessario estrarli? No, se i denti sono ben posizionati, sani e facilmente igienizzabili, possono essere mantenuti senza problemi.
  4. L’estrazione fa male? Grazie all’anestesia locale, l’intervento è indolore. È possibile avvertire fastidio nei giorni successivi, gestibile con farmaci indicati dal dentista.
  5. Quanto dura il recupero? In media 7-14 giorni, ma dipende dal tipo di estrazione e dalla risposta individuale del paziente.

La diffusione di conoscenze corrette è essenziale: i denti del giudizio sono una componente del corpo umano che abbiamo ereditato dall’antico Homo Sapiens. Se hanno spazio e non provocano problemi, possono restare; se mostrano inclusioni, malposizioni o sintomi, la valutazione specialistica è fondamentale per decidere l’approccio migliore.

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