Cause e conseguenze del riassorbimento radicolare nei denti: diagnosi, trattamento e prognosi

Riassorbimento dentale è un termine che viene impiegato per descrivere un tipo comune di lesione o irritazione dentale che causa la perdita di una o più parti di un dente. A seconda di dove si verifica la perdita di elemento dentario, possiamo classificare due tipologie di riassorbimento dentale: quello interno e quello esterno. Riassorbimento interno: il riassorbimento interno colpisce, appunto, la parte interna del dente. È molto meno comune del riassorbimento esterno e il più delle volte colpisce gli uomini. È più frequente nelle persone che hanno denti che hanno subito un intervento di chirurgia orale importante, come il trapianto dei denti. Riassorbimento esterno: il riassorbimento esterno è molto più comune del riassorbimento interno. Può colpire qualsiasi parte dell’area esterna del dente, dalle radici al cemento. Il riassorbimento esterno è spesso causato da lesioni alla bocca e ai denti che causano gonfiore e perdita di osso e tessuti intorno al dente.

Cos’è e perché è importante riconoscerlo

Il riassorbimento dentale è una patologia che causa un’irritazione ai denti e, di conseguenza, può provocare la perdita di una o più parti dell’apparato. In generale, le parti del dente che possono essere interessate da un riassorbimento radicolare sono la polpa, la radice, il cemento e la dentina. Il danno di solito si verifica all’esterno, per poi estendersi sempre più dentro il dente. Gli altri possibili sintomi, se presenti, possono includere gonfiore alle gengive e una colorazione dentale non molto brillante. Se non curata, può portare infezioni e danni permanenti nella bocca. Per questo è fondamentale una diagnosi precoce e una gestione tempestiva da parte del Dentista di Fiducia.

Tipi di riassorbimento dentale

A seconda del luogo dove si verifica il danno, esistono due tipi principali: interno ed esterno. Il riassorbimento interno colpisce la polpa e richiede radiografie per valutare danni interni; il riassorbimento esterno coinvolge la superficie esterna della radice e si coglie più facilmente dai segni visibili sul dente.

  • Riassorbimento radicolare interno (RRI): origina dai tessuti della polpa e si estende dall’interno verso l’esterno. Può essere asintomatico o manifestarsi con una colorazione rosa della corona (Dente Rosa di Mummery) e una lesione radiolucente centrata nella camera pulpare o nel canale. La gestione ideale è endodontica ortograda, con supporto di materiali bioceramici in caso di comunicazione con il parodonto.
  • Riassorbimento radicolare esterno infiammatorio (RREE): spesso dovuto a traumi o infezioni, con perdita di precementum e infiammazione del legamento parodontale. Può essere asintomatico nelle fasi iniziali; la diagnosi si perfeziona con radiografie endorali e CBCT se necessario.
  • Riassorbimento cervicale esterno (RCE): si sviluppa nella zona cervicale al di sotto dell’attacco epiteliale. Può raggiungere il terzo medio o apicale se diagnosticato tardivamente. Le cause includono traumi, trattamenti parodontali, ortodonzia, sbiancamenti interni e condizioni non note.
  • Riassorbimento da sostituzione (anchilosi): la radice viene progressivamente sostituita dall’osso alveolare. È una forma grave non infiammatoria, spesso associata a traumi o reimpianti, con prognosi sfavorevole se non opportunamente gestita.
  • Riassorbimento indotto da ortodonzia o pressione: dovuto a forza meccanica protratta (es. apparecchi ortodontici, denti inclusi). La progressione si arresta rimuovendo la causa; la rigenerazione completa della radice non avviene.

Cause e fattori di rischio

Le cause del riassorbimento radicolare variano in base al tipo e alla localizzazione. Tra i principali elementi associati rientrano traumi dentali, movimenti ortodontici prolungati, bruxismo, infezioni pulpari, procedure di sbiancamento interno non correttamente gestite e situazioni parodontali sfavorevoli. Può anche essere legato a condizioni sistemiche o eventi iatrogeni e, spesso, non esiste una lista precisa di cause singole.

Diagnosi e imaging

La diagnosi richiede una valutazione attenta: l’imaging radiografico è fondamentale. Le radiografie periapicali eseguite con la tecnica dei raggi paralleli rappresentano il primo step. Una seconda radiografia con diversa inclinazione aiuta a distinguere tra riassorbimento interno ed esterno. Poiché l’immagine bidimensionale ha limiti, linee guida internazionali raccomandano CBCT a piccolo FOV per una diagnosi precisa e per determinare estensione e piano di trattamento. La diagnosi deve distinguere tra forme potenzialmente trattabili e forme irreversibili, combinando esami radiografici, test di vitalità e valutazione clinica.

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Complicazioni e prognosi

Se non trattato, il riassorbimento può comportare perdita permanente del dente, infezioni, dolore, dolore gengivale, cambiamenti estetici e compromissione funzionale. Nei casi di riassorbimento esterno non infiammatorio o da ortodonzia, la gestione è spesso conservativa o di riparazione; nei casi infiammatori esterni o altri subtipi complessi può essere necessaria una combinazione di trattamenti endodontici, chirurgia e, in alcuni scenari rari, l’estrazione. L’uso di materiali bioceramici e tecniche rigenerative sta ampliando le possibilità di successo, soprattutto in lesioni parodontali complesse.

Trattamenti e approcci terapeutici

La gestione dipende dal tipo e dall’estensione del riassorbimento, nonché dalla vitalità della polpa e dalla salute dei tessuti duri. Alcune linee guida comuni includono:

  • Riassorbimento interno: terapia endodontica ortograda per rimuovere tessuto pulpare alterato e sigillare la cavità, spesso con l’uso di materiali bioceramici.
  • Riassorbimento esterno cervicale: debridement chirurgico per riparare il difetto e restauro con cemento ionomerico vetroso o MTA; in casi selezionati, endodonzia combinata o riabilitazione protesica.
  • Riassorbimento esterno apicale o laterale: trattamento endodontico se la polpa è necrotica; se esteso, estrazione può essere inevitabile.
  • Riassorbimento da sostituzione (anchilosi): spesso non tractabile con endodonzia; si valuta un approccio conservativo o chirurgico nei pazienti in crescita per preservare l’alveolo per future implantologie.
  • Riassorbimento indotto da ortodonzia: rimuovere la fonte di pressione per arrestare il processo; monitoraggio radiografico continuo; la rigenerazione del cementoblasto è limitata se la perdita è profonda.

Riassorbimenti: casi e prassi cliniche

La letteratura recente evidenzia che i riassorbimenti esterni sono i più frequenti a causa di traumi, compressioni, ortodonzia e infezioni parodontali; i riassorbimenti interni richiedono attenzione particolare per la vitalità pulpare. Case report e studi indicano che l’imaging CBCT migliora significativamente la localizzazione ed estensione del difetto, facilitando piani di trattamento più precisi. Diagnosi precoce, uso di microscopio operatorio e irriganti attivati, nonché impiego di materiali bioceramici ad alta biocompatibilità, sono elementi chiave per aumentare le probabilità di successo e mantenimento del dente nel tempo.

Immagine CBCT in sezione trasversale di canino superiore con riassorbimento cervicale esterno

Nel trattamento dei riassorbimenti cervicali esterni, è essenziale il controllo preciso delle lacune clastiche: si ricorre a acido tricloroacetico, ipoclorito di sodio o medicazioni a base di idrossido di calcio per ridurre l’attività clastica e facilitare la riparazione. Nei casi in cui la lesione si estenda, le opzioni comprendono chirurgia di riparazione esterna associata a endodonzia o approcci rigenerativi. Nei casi estremi può essere necessario l’apporto di un reimpianto intenzionale in determinate circostanze interprossimali.

La comunicazione chiara con il paziente e una diagnosi accurata sono elementi essenziali per una prognosi affidabile. L’approccio multidisciplinare, l’uso di tecniche avanzate come CBCT, e la scelta di materiali moderni incrementano la probabilità di conservazione dentale anche in presentazioni complesse.

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  1. Immagine CBCT in sezione trasversale di canino superiore con segni di riassorbimento cervicale esterno.
  2. Rendering CBCT che mostra riassorbimento esteso interessando il terzo medio radicolare.
  3. Immagine intraorale di riassorbimento esterno cervicale.

Riassorbimento in contesto clinico: esempi e considerazioni

Un caso di riassorbimento interno transitorio, descritto in letteratura come fenomeno post-traumatico, può risolversi spontaneamente se si rimuove la causa e si conserva la vitalità della polpa. In altri scenari, l’endodonzia ortograda resta la strada maestra, purché la diagnosi sia precoce e la lesione non sia irreversibilmente compromessa. Nei riassorbimenti esterni, la gestione è spesso combinata: conservativa, endodontica e/o chirurgica a seconda dell’estensione della lesione; l’estrazione diventa inevitabile in casi gravi o irreversibili.

Un punto chiave è riconoscere che alcuni riassorbimenti possono rimanere asintomatici per lungo tempo e rivelarsi solo durante controlli radiografici, il che rafforza l’importanza delle visite regolari e della diagnostica per immagini avanzata. La prognosi è fortemente influenzata dalla velocità di diagnosi, dall’estensione della lesione e dalla tempestività dell’intervento.

Video esplicativo sui meccanismi di riassorbimento radicolare e su come riconoscerlo in clinica

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