
La retrazione del gruppo incisivo inferiore è una problematica ortodontica che può manifestarsi con spostamento verso linguale o intrusione degli incisivi inferiori, spesso associata a recessione gengivale, trauma occlusale o alterazioni del torque radicolare. La gestione efficace richiede una diagnosi completa che valuti non solo la posizione dentale, ma anche fattori scheletrici, muscolari, parodontali e funzionali.
Queste differenti posizioni degli elementi frontali sono imputabili a diversi fattori. In particolare possiamo citare lo scompenso neuromuscolare sia della lingua, sia labiale. Lo scompenso delle labbra può avvenire attraverso un ipotono muscolare (per le divisioni 1), o un ipertono muscolare in grado di endoinclinare gli elementi del gruppo frontale (divisione 2). L’eziopatogenesi delle classi 2 può essere data da numerosi fattori. La genetica, i traumi da gestazione o da parto che influenzano la conformazione del cranio, le parafunzioni, lo sviluppo cranio facciale in età evolutiva, la respirazione orale, perdita precoce di elementi dentari, disordini neuromuscolari, atteggiamenti posturali, sindromi più complesse ecc.
Da un punto di vista funzionale e posturale, le classi 2 intervengono negativamente sul sistema neuro-muscolare e articolare. Quando abbiamo una mandibola retroposizionata ad esempio, questa va ad impattare nell’ATM causando disfunzioni che con il tempo possono portare a scompensi che attivano disordini più complessi, soprattutto associandosi a disequilibri di altri livelli o a parafunzioni (serramento o bruxismo ad esempio).
Recessione gengivale agli incisivi inferiori? No, non è sempre parodontite. Ti sei mai guardato allo specchio e hai notato una gengiva che si sta “ritirando” sotto un dente? Magari proprio sugli incisivi inferiori, davanti. Fermati un attimo. Non sempre è così. Anzi, molto spesso non lo è. Il frenulo linguale è quel piccolo filetto di tessuto che collega la lingua al pavimento della bocca. In alcuni casi, è inserito troppo in alto, vicino alla gengiva degli incisivi inferiori. Più il frenulo tira, più la gengiva scende. Il trattamento di questa situazione si chiama frenulectomia (o frenulectomia laser). Si tratta di un interventino davvero mini, spesso in meno di 15 minuti, che elimina la trazione e stabilizza la gengiva.
La parodontite è una malattia seria e spesso silenziosa, che colpisce i tessuti di supporto del dente (osso e gengiva) e può davvero portare, se trascurata, a problemi importanti.
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La diagnosi Ortodontica è cosa seria e dipende da una infinità di problemi da valutare con accurato check up ortodontico e cefalometria che misura delle semirette che individuano dei piani e degli angoli in base a cui si fa una diagnosi e si prospetta una terapia ortodontica e che è compreso in più visite, rilievi di dati e soprattutto uno studio a "tavolino" dei problemi da correggere; è come una progettazione matematica di una espressione, di un problema la cui soluzione è in una sequenza di espressioni, numeri e dati.
La pianificazione del trattamento richiede di sacrificare il paradigma dell’ideale cefalometrico in favore del paradigma dei tessuti molli. Tale paradigma stabilisce di basare il piano di trattamento sull’equilibrio e sull’armonia dei tessuti molli. Il clinico stabilisce l’estetica del viso desiderata come obiettivo del trattamento e lavora sulle relazioni tra i tessuti duri (denti e ossa) che sono necessarie per ottenere quelle specifiche proporzioni dei tessuti molli.
Il trattamento ortodontico di un incisivo inferiore retratto o inclinato lingualmente richiede spesso un approccio multidisciplinare e la scelta di apparecchiature e sequenze di archi mirate al recupero del corretto torque radicolare e della salute parodontale.
Un esempio clinico mostra come, dopo rimozione di un retainer fallito, sia stata eseguita l’applicazione di una apparecchiatura linguale fissa mediante attacchi autoleganti con l’obiettivo di allineare e livellare il gruppo frontale inferiore, eliminando il trauma occlusale e correggendo il torque radicolare di 4.1 per consentire il recupero di adeguate condizioni di salute parodontale e mantenibilità igienica. È stato quindi inserito un arco preformato in nichel-titanio .014 (forma d’arcata large) all’interno dello slot occlusale, modellato con i corretti “in-out” tra canini e premolari e pieghe terminali distali antistress per mantenere la lunghezza d’arcata.
A livello dello slot gengivale degli elementi 3.1 e 4.1 è stato applicato un sezionale preformato .014 (forma d’arcata small) e inserito nel tubo centrale degli elementi 3.2, 4.2, 3.3, 4.3, per generare immediatamente, già durante l’allineamento e il livellamento iniziale, una coppia di forze, a livello del gruppo frontale, più marcata sugli incisivi centrali, e conferire torque radicolo-linguale.
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Mantenendo lo stesso arco occlusale di base .014 Ni-Ti large, è stata modificata l’applicazione del sezionale da canino a canino .014 Ni-Ti small, ora inserito gengivalmente sui 4 incisivi, per aumentare l’espressione del torque. A distanza di 10 settimane è visibile l’iniziale riduzione della recessione gengivale a livello di 4.1 associata al ripristino del corretto torque radicolare dell’elemento in oggetto, ben evidenziato dall’immagine di profilo.
Mantenendo sempre lo stesso arco di base, il sezionale gengivale viene modificato inserendo una piega di primo ordine di “in” solo per l’elemento 4.1, al fine di ipercorreggere il suo torque radicolo linguale. Dopo 8 settimane, ovvero a distanza di 5 mesi e mezzo dalla rimozione del vecchio retainer e contestuale bondaggio linguale, la correzione ortodontica del caso è ultimata. Il trattamento ha richiesto l’utilizzo di 1 solo arco Ni-Ti .014 large e 1 solo sezionale Ni-Ti .014 small. La recessione gengivale vestibolare di 4.1 risulta notevolmente migliorata, insieme ad una apprezzabile riduzione della sensibilità dell’elemento stesso.
È fondamentale integrare la cura ortodontica con valutazioni parodontali e, quando necessario, interventi chirurgici gengivali. Potrebbe essere indicata una frenulectomia quando un frenulo linguale alto è responsabile della recessione. Potrebbe rendersi necessaria, in alcuni casi, una chirurgia parodontale come l’allungamento di corona o innesti per recuperare morfologia gengivale adeguata.
La collaborazione con il restauratore è utile quando la forma o la dimensione coronale va modificata per motivi estetici o funzionali. L’uso di restauri provvisori o ricostruzioni in resina composita può aiutare a definire la posizione finale e a preservare i tessuti durante la maturazione.
Per casi in cui si opti per sistemi autoleganti passivi, il Protocollo Easy Damon (PED) fornisce una sequenza terapeutica semplificata e codificata: Fase 1 di allineamento con archi rotondi e leggeri in CuNiTi (.014), Fase 2 di espansione ed espressione dei torque con archi rettangolari ad alta tecnologia, Fase 3 di lavoro (meccanica major) con archi in acciaio e uncini, Fase 4 di finitura con archi in acciaio o TMA. L’applicazione di torque differenziali, sequenze di archi e l’uso di ausiliari quali sezionali, rialzi di disclusione e elastici intra-arcata sono fondamentali per ottenere risultati predicibili.
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Signor Arnaldo, non si preoccupi: se è solo un incisivo sporgente ed in "cross", questo non fa pensare ad una severa "terza classe", e l'età di suo figlio è quella giusta per iniziare un trattamento ortodontico funzionale. Infatti tra gli 8 ed i 12 anni è possibile intervenire per correggere la posizione dei denti e guidare la formazione e la crescita delle ossa del viso. Però attenzione: se aspetta altro tempo, questo non sarà più possibile! La terapia ortodontica ai bambini non si inizia mai dopo i 9 anni e si attua nel periodo della permuta dentaria, che termina intorno ai 12 anni. Quello che lei deve fare è di portare suo figlio da un bravo dottore Ortodontista che, dopo un attento studio della conformazione facciale e dento-scheletrica del bambino, eseguito in base ad un esame che si chiama "cefalometria", esprimerà una diagnosi e svilupperà un piano di terapia per ripristinare gli spazi corretti (anche se lei adesso non li vede) e per posizionare i denti presenti o guidare l'eruzione dei denti che spunteranno in seguito, nella loro giusta posizione ed occlusione.
Bisogna correggere il cross prima possibile perchè la posizione del dente condiziona la struttura ossea ed ora il bimbo è in crescita. Ogni ipotesi di attesa secondo me è deleteria.
Un caso clinico ha dimostrato che con un approccio linguale autolegante e l’uso mirato di archi Ni-Ti sezionali è stato possibile ottenere il completo allineamento dell’arcata e l’iniziale modifica del torque radicolare a livello di 4.1 in poche settimane, con una successiva riduzione della recessione gengivale e della sensibilità dell’elemento. In attesa della completa maturazione dei tessuti parodontali l’apparecchiatura è stata mantenuta in arcata come contenzione fissa, dato anche il fallimento del precedente retainer fisso. Verrà successivamente valutata la possibilità di ridurne l’estensione da canino a canino, contestualmente alla rivalutazione per una eventuale chirurgia parodontale.
La più importante motivazione al trattamento ortodontico, per la maggior parte dei pazienti, è il miglioramento dell’estetica dento-facciale. Noi eseguiamo sempre un esame cefalometrico, ma teniamo presente che i pazienti non mostrano la bellezza della loro cefalometria ma l’armonia del loro viso e del loro sorriso. Pertanto non faremo scelte basate sulla normalizzazione di valori cefalometrici se tali scelte possono portare a inestetismi e disarmonie dei tessuti molli.
Per casi complessi o recidive di recessione associata a malposizione incisiva è opportuno un follow-up multidisciplinare e una gestione personalizzata per ottimizzare funzione, estetica e salute parodontale.
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