
Avere un dente rotto può capitare molto frequentemente, oltre il 20% degli adulti ha avuto almeno una volta nella vita, un dente scheggiato. Infatti durante la propria vita è probabile che un dente si spezzi o che si crei una frattura dentale per colpa di un trauma. Se la frattura è di piccola entità, i sintomi possono essere lievi o addirittura non manifestarsi, invece, una rottura più grande può provocare molto dolore, questo dipende dalla gravità del danno. La prima cosa fondamentale da fare è andare subito dal proprio dentista.
La fragilità di questo materiale contribuisce a una maggiore incidenza di fallimenti, sotto forma di scheggiature o fratture del rivestimento ceramico nella misura del 3-5% all’anno. Le scheggiature sono frequenti soprattutto nell'area cervicale delle protesi fisse, principalmente a causa della preparazione insufficiente del dente naturale, che produce uno strato di ceramica più sottile in questa zona. Fra le altre cause di frattura e scheggiatura della ceramica figurano l'inadeguatezza del design dell'armatura, una preparazione irregolare, procedure di laboratorio non idonee, diversi coefficienti di espansione termica tra ceramica e armatura in ceramica o metallo, incompatibilità tra le ceramiche utilizzate, porosità nella ceramica dopo le lavorazioni in laboratorio, regolazione occlusale inadeguata, traumi, abitudini parafunzionali, cause biologiche come carie e problemi parodontali o una combinazione di alcuni di questi fattori.
La riparazione intraorale è un approccio conservativo perché non richiede la rimozione della protesi fissa e consente quindi di evitare molteplici sessioni cliniche e costi elevati per il paziente. La rimozione della protesi e il suo rifacimento implicano tempi e costi elevati, richiedono procedure di laboratorio sofisticate e aumentano il rischio di inutili preparazioni dei tessuti dentali a meno che la frattura non sia causata da una preparazione insufficiente. Dati i costi elevati delle ricostruzioni, la maggior parte dei pazienti rifiuta la sostituzione di protesi recenti che abbiano subito un fallimento poco tempo dopo l’inserimento. Tuttavia i fallimenti possono anche essere dovuti a fatica e verificarsi dopo molti anni di utilizzo; anche in questi casi, la rimozione della protesi fissa e il suo rifacimento potrebbero essere evitati, esclusivamente per motivi economici, ricorrendo a interventi di riparazione alla poltrona.
Prima di tentare la riparazione dell’area fratturata, è importante controllare che la protesi presenti un adattamento marginale soddisfacente, un’occlusione e un’estetica adeguate. Le protesi fisse che non soddisfano questi requisiti devono essere sostituite. È necessario valutare attentamente anche il tipo e le dimensioni della frattura. L’entità del fallimento determina la sostituzione o meno della protesi. Le riparazioni intraorali sono indicate in caso di fallimento da piccolo a medio, mentre in genere risultano difficoltose nell’area prossimale, dove viene a mancare il contatto con il dente o il restauro adiacente. In questi casi è opportuno considerare la sostituzione della protesi.
Le fratture tipiche della ceramica nelle protesi fisse sono classificabili in 4 tipologie: ceramica fratturata e armatura metallica esposta, come nel caso delle protesi fisse in metallo-ceramica; ceramica fratturata e armatura in ceramica esposta, come nel caso delle protesi fisse in ceramica integrale a doppio strato; preparazione del dente esposta, come nel caso di faccette, inlay, onlay e corone monolitiche; scheggiatura coesiva della sola ceramica di rivestimento. In ultimo ritroviamo i difetti di Grado 3, che appaiono molto estesi, con discreta esposizione della sottostruttura in zirconia e interessano aree del manufatto protesico particolarmente sollecitate dai carichi masticatori.
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Le procedure adesive possono avere successo solo utilizzando le sostanze e i metodi adeguati. Diversi tipi di superfici hanno spesso bisogno di trattamenti diversi per avere successo. Tuttavia, devono essere rispettati i seguenti tre fondamenti principali dell'adesione per ottenere i migliori risultati: 1) Ritenzione meccanica attraverso una superficie ruvida. 2) Attivazione chimica attraverso sostanze chimicamente attive. 3) Superficie di incollaggio ad alta energia che permette un'interazione ottimale (capacità di bagnare) tra la superficie e il mezzo applicato.
È importante utilizzare abbondante acqua di raffreddamento quando si rimuove la glasura per non scaldare la ceramica e non causare la formazione di cricche. L’uso di un getto d’aria a particelle abrasive e di acido fluoridrico (HF) sul substrato può danneggiare accidentalmente i denti e i tessuti molli adiacenti; di conseguenza, se la diga in gomma non è applicabile è possibile usare anche un nastro in polifluoroetilene (teflon). Al termine del tempo di applicazione di HF è necessario un copioso lavaggio con H2O per alcuni minuti per neutralizzare e allontanare l’acido e una successiva asciugatura con alcol per rendere pervie le micro-irregolarità create.
KATANA Cleaner è il prodotto ideale per pulire accuratamente la superficie fratturata ruvida. È un prodotto sicuro e facile da usare con un alto potere detergente. CLEARFIL CERAMIC PRIMER PLUS contiene sia silano che MDP e tratta efficacemente sia le ceramiche contenenti silice che gli ossidi metallici (zirconia) e i metalli. Dopo l'applicazione e l'accurata asciugatura, il restauro in composito può essere eseguito immediatamente senza un ulteriore passaggio di adesione. Il composito scelto è un fluido durevole, CLEARFIL MAJESTY ES Flow. Ha un'elevata resistenza alla flessione, persino superiore alla maggior parte dei compositi in pasta.
La zirconia è un materiale ceramico policristallino privo di fase vetrosa utilizzato in odontoiatria per il confezionamento di manufatti protesici fissi. Le corone o gli elementi di ponte in zirconia-ceramica possono andare incontro a inconvenienti di scheggiatura parziale del rivestimento ceramico. La percentuale di comparsa del fenomeno “chipping” nei manufatti in zirconia-ceramica è riportata in letteratura in un ampio range compreso tra lo 0 e il 44%, a conferma che molti sono i fattori che possono entrare in gioco nella comparsa del fenomeno. Per i difetti che mostrano l’esposizione della sottostruttura in zirconia è possibile riconoscere un trattamento micro-meccanico consistente nel sabbiare la superficie esposta di zirconia con una polvere di ossido di alluminio rivestito di silice, in grado di adsorbire sulla superficie stessa e creare uno strato siliconico suscettibile a interagire con una soluzione a base di silano; si parla in questo caso di trattamento tribochimico della zirconia.
Le riparazioni intraorali non devono essere prese in considerazione se il fallimento è riconducibile a una preparazione del dente insufficiente o a procedure di laboratorio inadeguate. Le protesi fisse che non soddisfano i requisiti di adattamento marginale, occlusione ed estetica devono essere sostituite. Nei casi peggiori, un dente trascurato può non essere più recuperabile.
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È difficile parlare di costi generici perché gli interventi possono essere molto diversi tra loro. La cosa migliore è far vedere e valutare il problema dall’odontoiatra, che saprà capire la gravità del trauma e suggerirà l’intervento più adatto al vostro caso. Quando si parla di costi ricostruzione dente, è fondamentale considerare diversi fattori che possono influenzare il prezzo finale del trattamento: entità del danno, materiali scelti, numero di sedute e la necessità di esami strumentali come radiografie o TAC. L’entità del danno: se il dente presenta un danno esteso, può rendersi necessario un intervento più invasivo. Un piccolo intervento per una carie superficiale costa meno rispetto alla ricostruzione completa di un dente spezzato o gravemente compromesso. Materiali scelti: la scelta tra materiali compositi, ceramica o altri materiali influisce sul costo finale. Sul mercato ci sono materiali più o meno pregiati e resistenti con prezzi ovviamente diversi, ma qui sarebbe bene non guardare al costo! Inoltre, al prezzo della ricostruzione, in molte cliniche dentali si aggiunge anche quello per la prima visita.
| Intervento | Prezzo indicativo |
|---|---|
| Otturazione semplice in composito | da 80€ |
| Ricostruzione in composito (bonding) | variabile, generalmente più economica rispetto a ceramica |
| Corona dentale (capsula) | costo più elevato rispetto a otturazioni e intarsi |
| Devitalizzazione + ricostruzione con perno | costo complessivo aumentato rispetto a sola otturazione |
Quando esistono le opportune indicazioni per la riparazione intraorale e questa viene eseguita con tecniche adesive e composito in resina, i problemi estetici e funzionali causati dalla frattura della ceramica possono essere risolti rapidamente alla poltrona, evitando la sostituzione della protesi. Tuttavia il successo clinico e la durata delle riparazioni intraorali sono subordinate al protocollo clinico, ovvero all’applicazione di una diga in gomma adeguata, all’impiego di una corretta sequenza di condizionamento superficiale per ciascun substrato e a procedure meticolose di finitura e lucidatura. Non esistono ancora molti dati riguardanti la sopravvivenza dei procedimenti di riparazione con resina composita dei difetti di “chipping” nei manufatti in zirconia-ceramica, ma ritroviamo dati che riguardano quelli in metallo-ceramica, i quali possono essere abbastanza rappresentativi se il difetto è di grado 1 e di grado 2, ovvero contenuto nella ceramica di rivestimento, essendo le procedure di riparazione identiche indipendentemente dalla natura della sottostruttura protesica (zirconia versus metallo).
La cosa migliore è far vedere e valutare il problema dall’odontoiatra, che saprà capire la gravità del trauma e suggerirà l’intervento più adatto al vostro caso. Il primo passo nella ricostruzione del dente è una visita di valutazione presso lo studio odontoiatrico. Per garantire il massimo comfort, la procedura inizia con l’applicazione di un anestetico locale nella zona interessata. Questo aiuta a prevenire qualsiasi dolore durante il trattamento.
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