
Tra le colline dell’Appennino marchigiano, accanto al Parco Regionale della Gola della Rocca e di Frasassi, si nascondono tesori naturali e architettonici di incredibile fascino. Dalla maestosa Grotta Grande del Vento al raro Tempio del Valadier incastonato nella roccia, il territorio offre un’opportunità unica di coniugare esplorazione speleologica, turismo culturale e pellegrinaggio.
E’ indubbiamente uno dei posti più strani del mondo, si trova a Genga, in provincia di Ancona, all’interno del Parco Regionale della Gola della Rossa e di Frasassi. DOVEA poca distanza dalle famose grotte di Frasassi, sempre a Genga, e dalla Abbazia di San Vittore alle Chiuse con i suoi simboli misteriosi (come un simbolo dell’infinito scolpito nella roccia che fa pensare al passaggio dei Templari) e il Museo Speleo-Paleontologico. Il Tempio del Valadier è una chiesa unica che è uno dei simboli della regione Marche.
Fatta costruire da Papa Leone XII su disegno del famoso architetto Giuseppe Valadier, incastonata nella conformazione tipica delle montagne di questa zona. Il Tempio del Valadier è una chiesa neoclassica di forma ottagonale, costruita nel 1828 all’interno di una grotta delle Grotte di Frasassi, incastonato tra le rocce e la vegetazione. La cupola, rivestita con lastre di piombo, è divisa in otto spicchi e corona la struttura in travertino.
La monumentale costruzione è sormontata da una cupola rivestita a piombo alta fino a sfiorare la roccia soprastante. La chiesetta venne affiancata al vicino eremo di Santa Maria Infra Saxa, un luogo di culto che ha radici antiche e che testimonia l’intenso vissuto religioso della zona.
Nell’epoca in cui si sollevavano le croste che hanno formato gli Appennini, si spezzava il rilievo calcareo dei monti della zona: Monte Valmontagnana e Monte Frasassi e scorrevano i fiumi sulle loro pendici. Gli speleologi erano attivi già nel 1948; il Gruppo Speleologico anconetano scoprì l’ingresso della “Grotta del Fiume“. Nel 1966 fu scoperta la “Strettoria del tarlo” con circa cinque chilometri di nuove cavità. Da lì CAI Fabriano e Ancona collabrarono per scoprire i 13 km di cunicoli. Dalla Grotta Grande del Vento con altri scavi si scoprì una sala enorme che venne chiamata da allora “Abisso Ancona”.
Leggi anche: caratteristiche e tipologie di denti per benna
Con la nascita del Consorzio Frasassi la grotta fu valorizzata e illuminata e con la costruzione della galleria artificiale di oltre 200 metri fu resa possibile la visita ai turisti. Ed è facile capire il perché! La sala più grande è l’Abisso Ancona. È ormai noto il paragone che si utilizza sempre: con i suoi 200 metri di altezza e 120 di larghezza potrebbe contenere il Duomo di Milano. È tra le cavità più grandi di tutta Europa. La sala 200 è ugualmente famosa, per la sua larghezza di circa 200 metri. Le stalagmiti costituiscono il cosiddetto Castello delle streghe o castello Rosso. Una stalattite enorme che pende dal soffitto è stata denominata “Spada di Damocle”.
Il giro turistico dura 15 minuti. Si può naturalmente andare anche senza la guida e prendersi tutto il tempo. Importante portare felpe e giacche e scarpe comode: nelle grotte ci sono in media 14 gradi centigradi tutto l’anno e un’umidità del 98%. Ci sono due giri speleologici: uno rosso e uno azzurro. Il giro rosso è più impegnativo del “giro” azzurro a causa di alcuni cunicoli stretti ma brevi. Naturalmente bisogna essere un po’ agili e non soffrire di claustrofobia.
Per il Tempio invece, si lascia la macchina al parcheggio la Cuna o Fedeli e si può raggiungere a piedi con la navetta. Tra il silenzio delle montagne del Parco Naturale Gola Rossa e di Frasassi, una cavità rocciosa nasconde un’architettura maestosa ricca di fascino: il Tempio del Valadier. L’eremo di Santa Maria Infra Saxa sorge accanto al Tempio, dimora delle monache di clausura benedettine che dal 1029 abitavano sul Monte Ginguno.
Una volta giunti al Tempio di Valadier, è possibile proseguire a piedi verso l’eremo di Santa Maria Infra Saxa attraversando un percorso pedonale abbastanza impegnativo ma panoramico. L’eremo è incastonato nella roccia e custodisce la memoria di antiche attività monastiche e religiose della zona.
Il Tempio di Valadier si trova a pochissima distanza dalle grotte di Frasassi (due chilometri) e si situa all’interno del Parco Naturale Regionale Gola della Rossa e di Frasassi. Per visitarlo è consigliabile informarsi presso la Pro Loco di Genga sulle aperture. Orari tipici: sabato 10-12 e 15-18; domenica 10-12:30 e 15-18. Per garantire l’apertura, è utile verificare prima di partire.
Leggi anche: la scoperta della Grotta Grande del Vento
L’Eremo di Santa Maria Infra Saxa, accanto al Tempio, risale all’XI secolo ed è testimonianza della presenza di monache benedettine di clausura. Le pareti rocciose e la chiesa interna mostrano la sapienza costruttiva nel convivere con la roccia e la spiritualità del luogo. L’eremo è famoso anche per i presepi viventi che si svolgono durante le festività natalizie, offrendo una contemplazione unica al visitatore.
Una mappa illustrata mostra la posizione relativa tra le Grotte di Frasassi, il Tempio del Valadier e l’Eremo di Santa Maria Infra Saxa, evidenziando i percorsi pedonali e le aree di accesso.
| Luogo | Caduta di quota | Caratteristica principale | Accessibilità |
|---|---|---|---|
| Tempio del Valadier | 582 m s.l.m. (tempio) | Chiesa neoclassica incastonata nella roccia | Percorribile a piedi dal parcheggio; navetta disponibile |
| Eremo di Santa Maria Infra Saxa | Parte della roccia; vicino al Tempio | Monastero di clausura benedettino | Accesso pedonale breve |
| Grotta Grande del Vento | - | Abisso Ancona e altri cunicoli | Visite guidate; percorsi rossi e azzurri |
Leggi anche: guida pratica alla retribuzione e malattia per odontotecnici
tags: #estrazione #roccia #Genga #Grotte #di #Frasassi
