
Il colore e l’aspetto dei denti hanno un peso significativo nel definire l’estetica facciale di una persona. Quando si parla di denti bianchi e brillanti, una delle domande più comuni che ricevo dai miei pazienti è: “Cosa funziona davvero per sbiancare i denti?”.
Molti fattori possono causare la discromia dentale, alcuni dei quali sono evitabili, mentre altri no. Tra i principali responsabili troviamo alimenti e bevande scure: caffè, tè, frutti di bosco, vino rosso, curry e salsa di soia possono macchiare i denti nel tempo; fumo e uso di tabacco: la ricerca indica che la discromia dentale è più comune tra i fumatori rispetto a chi non fuma; scarsa igiene orale: le macchie aderiscono alla placca dentale e se non si rimuove la placca con una spazzolatura e un uso del filo interdentale regolari, è più probabile che i denti diventino macchiati; eccesso di fluoro: in quantità appropriate, il fluoro è eccellente per proteggere i denti dalle carie. Queste ultime possono essere classificate come discromie intrinseche ed estrinseche.
Le discromie estrinseche, ovvero causate da fattori esterni, includono cibi (liquirizia, frutti rossi, cibi ricchi di pigmenti), bevande (caffè, tè, vino rosso, coca cola, e bibite gassate ricche di acidi e cromogeni), alcuni farmaci, placca batterica e tartaro, collutori contenenti clorexidina, ecc. Le discromie intrinseche, ovvero fattori interni, includono tutti i processi genetici, fisiologici e para fisiologici, patologici e iatrogeni.
Prima di spiegare come funziona un trattamento di sbiancamento dentale, bisogna capire da che cosa è originato il colore che noi percepiamo. La tinta del dente infatti non è data solo dallo smalto come spesso si crede.
Il colore dipende da genetica, spessore dello smalto, abitudini alimentari, fumo, igiene orale quotidiana e presenza di macchie superficiali o pigmentazioni più profonde. Il colore e l’aspetto dei denti sono influenzati dalla colorazione della dentina, e cioè la parte interna del dente, dal colore giallastro, e che si trova immediatamente al di sotto dello smalto; e dallo spessore dello smalto, tessuto esterno del dente che presenta tonalità traslucide variabili dal bianco all’avorio.
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In linea di massima, più spesso è lo smalto, meno sarà visibile la dentina sottostante, e di conseguenza più bianco apparirà il dente.
I trattamenti sbiancanti si basano sull’utilizzo di agenti chimici come il perossido di idrogeno o il perossido di carbammide. Il perossido di idrogeno rappresenta l’agente decolorante, in quanto libera radicali liberi di ossigeno, che penetrano nello smalto raggiungendo la dentina, e scompongono le complesse molecole di pigmento in molecole più semplici e incolori.
Le tecniche odierne volte a migliorare l’estetica dentale utilizzano come principio attivo il perossido di idrogeno (3-40%) e il perossido carbammide (16-35%).
Lo sbiancamento dentale professionale è il metodo più rapido e sicuro. Viene eseguito dal dentista, che applica un gel sbiancante ad alta concentrazione e utilizza una luce a LED o un laser per attivarlo. Questa procedura, che dura circa 40-60 min., offre risultati immediatamente visibili dopo una sola seduta.
Lo sbiancamento domiciliare (da effettuare a casa) prevede una durata che va dai tre giorni alle sei settimane. Vengono utilizzate concentrazioni più basse di perossido carbammide (10%), sostanza che, in presenza di acqua, rilascia perossido di idrogeno (3,5%). Questa tecnica prevede l’uso di kit che comprendono una mascherina riempita con gel sbiancante, che il paziente può applicare all’ora che preferisce, e rimuovere in caso di denti sensibili.
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Lo sbiancamento ambulatoriale si basa sullo stesso meccanismo di azione, ma con tempi di applicazione minori grazie all’utilizzo di soluzioni con concentrazioni più alte. Le arcate vengono cosparse accuratamente di gel con perossido di idrogeno e la luce LED accelera la scissione della sostanza in ossigeno.
Tra i metodi fai-da-te troviamo strisce sbiancanti white strips, dentifrici sbiancanti, penne sbiancanti e kit con bite. Questi prodotti possono contenere perossido di idrogeno o perossido di carbammide a concentrazioni inferiori rispetto allo studio. I kit sbiancanti per i denti fai-da-te sono disponibili online o in farmacia e includono strisce, vassoi dentali e gel a bassa concentrazione.
I dentifrici sbiancanti contengono agenti abrasivi leggeri che aiutano a rimuovere le macchie dallo smalto dentale, senza però modificarne il colore naturale. I dentifrici sbiancanti aiutano soprattutto sulle pigmentazioni esterne, rimuovendo residui cromogeni e placca superficiale. Tuttavia, è importante sottolineare che i dentifrici sbiancanti non possono cambiare il colore dei denti in modo profondo.
Le penne sbiancanti: alcune contengono gel a base di pigmenti opacizzanti (sbiancanti ottici) la cui efficacia è limitata; altre contengono perossido di carbammide, sostanza che sarebbe meglio venisse usata solo dal dentista dato che potrebbe rovinare lo smalto.
Quanto riesce a sbiancare un trattamento professionale? Una seduta professionale di sbiancamento dentale può arrivare a migliorare la tinta del dente di 7 tonalità. L’effetto immediato sui denti si ottiene soprattutto rimuovendo la patina superficiale che spegne il sorriso.
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I trattamenti domiciliari possono avere discreta efficacia per le discromie estrinseche, mentre le discromie intrinseche richiedono interventi professionali più complessi. Le strisce sbiancanti e i kit domiciliari possono dare un effetto più evidente perché restano a contatto con la superficie del dente per un tempo maggiore.
Lo sbiancamento dentale è un trattamento sicuro se eseguito correttamente e sotto controllo professionale. Lo sbiancamento dentale professionale non rovina i denti se viene eseguito dopo una valutazione odontoiatrica e con prodotti adatti alla situazione clinica del paziente.
I prodotti per lo sbiancamento dentale tendono a causare sensibilità ai denti durante il processo di sbiancamento e per un breve periodo dopo il trattamento. Questo fenomeno è dovuto all'esposizione dello strato interno della dentina durante il procedimento. In caso di sensibilità dentale preesistente, è consigliabile consultare il proprio dentista prima di iniziare il trattamento.
È possibile anche una irritazione dei tessuti molli; conosciuta anche come ustione chimica, l'irritazione dei tessuti molli può verificarsi se la soluzione sbiancante entra in contatto con il tessuto gengivale durante il trattamento. L'esposizione prolungata ai gel o alle soluzioni sbiancanti sui tessuti gengivali può anche causare infiammazione e arrossamento delle aree colpite.
Altre controindicazioni: non si devono applicare trattamenti sbiancanti su gengive infiammate, carie non curate, colletti scoperti o forte sensibilità. Non tutti sono candidati ideali per lo sbiancamento dei denti; se soffri di carie, gengiviti o sensibilità dentale, dovresti risolvere questi problemi prima di fare un trattamento sbiancante.
I kit fai-da-te per lo sbiancamento dei denti possono sembrare una soluzione pratica e a basso costo, ma presentano più rischi che benefici. In commercio esistono diversi prodotti per la pulizia fai-da-te, come strisce sbiancanti, dentifrici sbiancanti e penne sbiancanti. Prima di utilizzare questi prodotti, però, è importante consultare un dentista per ricevere indicazioni corrette ed evitare il rischio di compromettere la salute dei denti.
Non tutti i rimedi casalinghi sono sicuri. Bicarbonato usato spesso, limone, carbone abrasivo e miscele fai da te possono dare una sensazione iniziale di pulizia, ma a lungo andare rischiano di aumentare ruvidità, sensibilità e ingiallimento. Lo sbiancamento con bicarbonato di sodio o con succo di limone può mettere a rischio la salute dello smalto dentale.
Al fine di tracciare un piano di trattamento adeguato, è indispensabile prima di tutto procedere con una diagnosi corretta, che includa la verifica delle cause alla base dello scolorimento dentale. Dopo un’adeguata terapia volta a risolvere eventuali patologie esistenti, lo specialista può procedere con l’eliminazione di tartaro e placca batterica, in modo da preparare lo smalto e diminuire la formazione di macchie estrinseche.
Prima di realizzare lo sbiancamento, è importante isolare e proteggere le gengive con una barriera gengivale in resina foto polimerizzabile, soprattutto nei pazienti più sensibili. Per ottenere un sorriso più luminoso non basta scegliere il prodotto più “forte”: serve capire se l’ingiallimento riguarda la superficie del dente oppure la struttura interna dello smalto.
La durata dei risultati dello sbiancamento dentale dipende in gran parte dalle abitudini del paziente, in particolare dall’igiene orale e dallo stile di vita. In ogni caso, lo sbiancamento non è permanente: con una corretta igiene, l’effetto può durare in media fino a un anno. Per mantenere più a lungo il risultato è utile seguire una corretta igiene orale, programmare controlli periodici e rispettare le indicazioni ricevute dal dentista dopo il trattamento.
Dopo lo sbiancamento dentale è consigliato limitare alimenti e bevande molto pigmentati, come caffè, tè, vino rosso, bevande colorate, salsa di soia, curry e frutti rossi. Anche il fumo può compromettere la qualità del risultato. Dopo aver assunto bevande pigmentanti, bere acqua aiuta a ridurre il contatto prolungato con lo smalto.
Il miglior trattamento sbiancante per i denti è quello scelto in base al tipo di macchia, alla sensibilità dentale e alla salute di smalto e gengive. Per macchie leggere e quotidiane, un dentifricio sbiancante delicato può aiutare a mantenere il bianco naturale e a limitare la ricomparsa delle pigmentazioni. Per un’azione più evidente, strisce sbiancanti, penne, kit con bite o trattamenti domiciliari specifici possono offrire un risultato più visibile, soprattutto se usati con regolarità e secondo le istruzioni.
Il miglior approccio implica una combinazione di igiene professionale, routine quotidiana accurata, prodotti sbiancanti adatti e riduzione di caffè, tè, vino rosso e fumo. Lo sbiancamento professionale è più controllato rispetto ai prodotti fai-da-te, perché viene pianificato dopo una visita e utilizza procedure pensate per proteggere denti e gengive.
Prima di iniziare qualsiasi trattamento è importante rivolgersi a un dentista per una visita di controllo. Bisogna infatti escludere problematiche quali carie, malattie parodontali o sensibilità dentale. Il dentista può stabilire se l’ingiallimento è superficiale o interno e consigliare il trattamento più adatto. Il mantenimento è la parte più importante dello sbiancamento: anche il miglior trattamento perde efficacia se ogni giorno lo smalto viene esposto a pigmenti intensi senza una corretta igiene.
Lo sbiancamento dei denti è oggi una procedura estetica ampiamente diffusa e richiesta, grazie alla sua natura minimamente invasiva e alla capacità di migliorare significativamente l'aspetto dei denti. Tra tutte le tecniche di sbiancamento dei denti, molti professionisti hanno scelto quella a base di gel contenente perossido di idrogeno, che in seduta viene spesso attivato da luce laser per risultati rapidi e visibili.
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