
I giunti sono i punti più vulnerabili di ogni posa di decori in EPS. Senza una protezione adeguata, si possono generare infiltrazioni, microfessure e distacchi, compromettendo sia l’estetica che la funzionalità del decoro. Tutti i giunti di movimento devono essere sigillati nella parte superficiale con un riempimento elastico, che riesca a seguire le deformazioni dei giunti di dilatazione e di frazionamento, senza staccarsi dai bordi.
Il sistema di sigillatura [fondo giunto + stucco] è uno dei sistemi comunemente utilizzati per fornire una tenuta efficace ai giunti di costruzione: Giunto di dilatazione. Incastri tra due pannelli prefabbricati. Giunti tra struttura in calcestruzzo e riempimento in muratura. Il sistema di tenuta dello stucco alla base della guarnizione è uno dei sistemi autorizzati da UNE 85219:2019.
È fondamentale considerare la "capacità di movimento di lavoro" del prodotto sigillante per lo stato patologico, irreversibile e a lento decorso, delle contrazioni da ritiro di tutte le piastre di calcestruzzo. Richiesta che rende d’obbligo considerare la “capacità di movimento di lavoro” del prodotto sigillante proprio per lo stato patologico, irreversibile e a lento decorso, delle contrazioni da ritiro di tutte le piastre di calcestruzzo.
Il pavimento di calcestruzzo è un’ampia superficie esposta alla situazione climatica dell’ambiente. Per definizione è una “piastra”, quindi una struttura piana soggetta a forze perpendicolari al piano medio che risulta quindi inflessa. Ovvero, il pavimento è un elemento strutturale perché deve sopportare carichi e comunque soggetto deformazioni anche se non caricato.
La parte superiore del pavimento perde l’acqua d’impasto rapidamente e quindi si restringe nei primi 28 giorni, mentre la parte inferiore rimane umida in quiete più a lungo per cui il ritiro prosegue seppur più lentamente anche nel tempo. Tutte le piastre di calcestruzzo sono affette da una patologia irreversibile e a lento decorso nel tempo causata dalla lenta evaporazione dell’acqua d’impasto non chimicamente coinvolta nel processo di idratazione della pasta cementizia.
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Per conoscere se il ritiro sia ancora in fase evolutiva, si deve misurare il tasso di umidità presente nella parte inferiore del pavimento. La verifica dell’umidità residua per conoscere il ritiro residuo è un aspetto da non trascurare prima di applicare un qualsiasi rivestimento resinoso o travetto in resina o il sigillante resinoso per i giunti. L’umidità residua si misura con l’igrometro a carburo di calcio in conformità alla norma UNI 10329 e ad una profondità del pavimento superiore al 70% dello spessore per valutare il ritiro.
Solitamente tra gli addetti (imprese, D.L e CTU), sussiste una confusione tra indurimento e fine del ritiro del calcestruzzo/pavimento ritenendo che l’arco di tempo che coinvolge le due situazioni coincida. Cioè dopo i canonici 28 giorni, al raggiungimento della resistenza meccanica dovrebbe, secondo molti, finire anche il ritiro. Ma non è così!
Se si ha un sistema ETICS si devono seguire le istruzioni del produttore che darà materiali e metodi di montaggio. ETICS è solo un acronimo che sta per isolamento esterno, e la UNI 11715 è la norma di riferimento purchè il sistema preveda anche l'incollaggio.
Le ETAG fissano le prove di laboratorio da eseguire per ottenere la certificazione, ma la posa (riferendomi ai sistemi incollati) è dettata in primis dalla UNI 11175 e anche dal manuale di posa del sistema, pertanto Io risponderei alla domanda iniziale in questo modo: se il sistema prevede il fissaggio a colla la norma di riferimento è la UNI 11175 e quindi, citando la UNI: "Non dovrebbero esserci fughe visibili. Le fughe eventualmente visibili sono riempite con isolante dello stesso tipo. Per fughe fino a 5 mm per il riempimento è possibile utilizzare una schiuma idonea.
Nei vari manuali leggo che vanno sigillati i giunti tra 2-5 mm. In un nuovo cappotto perchè mai dovrei lasciare tutti questi giunti? Non dovrebbero esserci fughe visibili.
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Perché la protezione dei giunti in EPS è fondamentale I giunti sono i punti più vulnerabili di ogni posa di decori in EPS. Tecniche di protezione dei giunti in EPS Stuccatura e sigillatura La tecnica più diffusa consiste nell’applicazione di un materiale di stuccatura elastico, capace di sigillare e adattarsi ai micro-movimenti del supporto. Utilizzo di nastri e profili di giunzione In alcuni casi si impiegano profili in PVC o alluminio che proteggono i giunti e garantiscono linearità perfetta.
Quindi, per impermeabilizzare correttamente i giunti delle pavimentazioni esterne, il sigillante deve resistere oltre che ai movimenti e agli impatti meccanici, anche agli agenti atmosferici. E oltre a questo, le discontinuità in corrispondenza delle interruzioni possono diventare la sede di ponti termici, causando umidità e muffe.
Citiamo la norma UNI 11146 "progettazione, esecuzione e collaudo dei pavimenti di calcestruzzo ad uso industriale" che distingue il materiale per i giunti tra “materiale da riempimento” e “materiale da sigillatura” per stabilire la funzionalità del giunto. Devono essere riempiti per colmare la cavità formatasi a seguito del taglio dei giunti con disco diamantato.
Quindi, impiegando un profilo in PVC ritenuto un riempimento idoneo, ancorché provvisorio, perché inserito nella sede del giunto nel momento in cui il pavimento inizia a raggiungere le prime resistenze meccaniche e non ha ancora iniziato la fase di ritiro. Infatti, i giunti di contrazione o controllo vengono realizzati a 12-18 ore dall’ultimazione delle operazioni di finitura di ogni singolo giorno di getto ed immediatamente viene inserito a pressione nella cavità ottenuta con il disco diamantato, un profilo in PVC.
Solitamente, dopo breve tempo, il profilo fuoriesce dalla sede non potendo seguire le contrazioni del calcestruzzo/pavimento dovute al ritiro della massa. Il comportamento arrendevole del pavimentista a questa situazione suggerisce una nuova sigillatura dei giunti con un prodotto resinoso.
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Sostituire i profili fuoriusciti con un profilo dalla larghezza maggiore sempre superiore alla nuova ampiezza raggiunta dal giunto, ma sempre che i ritiri siano pressoché ultimati (umidità inferiore al 3%). Quindi, l’inserimento del nuovo profilo deve essere a pressione per consentire ulteriori future contrazioni al pavimento senza che queste coinvolgano il nuovo profilo.
Devono garantire la tenuta al passaggio di liquidi. Quindi il profilo in PVC dovrà essere sostituito con un sigillante resinoso che dovrà risultare impermeabile ai liquidi e possedere adeguata resistenza chimica nei confronti dei liquidi con i quali verrà a contatto ed essere in grado di sostenere, senza lacerarsi e senza distaccarsi dal supporto, i movimenti previsti o prevedibili del pavimento.
CTE (Technical Building Code) Impermeabilità dei giunti di facciata mediante l'applicazione di sigillanti Il sistema di sigillatura [fondo giunto + stucco] è uno dei sistemi comunemente utilizzati per garantire una tenuta ermetica intorno agli infissi esterni. La norma definisce le buone pratiche per l'applicazione di un sigillante con fondo di giunzione:
Applicare un primer se necessario. Rispettare le condizioni di applicazione: temperatura, umidità. Prestare attenzione al punto di rugiada. Garantire un buon serraggio Con la preparazione dei supporti, il rispetto delle condizioni applicative, il corretto dimensionamento dello stucco, il serraggio è un elemento essenziale per una buona adesione dello stucco nel tempo.
Il prodotto sigillante dovrebbe sempre rimanere aderente ai bordi dei giunti e attraverso questa nota tecnica trattiamo i perché dei distacchi, quali indagini svolgere prima di applicare il sigillante, e quali sigillanti adottare. Questa quarta nota tecnica non si limita ad analizzare la fuoriuscita del profilo in PVC dalla sede del giunto, ma tratta soprattutto i sigillanti resinosi nella loro percentuale di “capacità di movimento lavoro” per mantenere l’adesione ai bordi dei giunti anche se applicati prima che il ritiro sia ultimato.
Quindi il materiale deve avere caratteristiche meccaniche tali da rimanere integro e aderente, alle temperature di esercizio previste, anche in presenza di grandi contrazioni. Devono garantire la tenuta al passaggio di liquidi.
Il sistema di sigillatura elastica realizzato con STARMASTIC P 95 può sostenere un allungamento di lavoro per movimenti fino al 15%. Da subito insensibile all’acqua, STARMASTIC P 95 indurisce in 24 ore semplicemente per reazione chimica con l’umidità dell’aria, senza ritiri (ritiro volumetrico < 3 ± 1 %). Salsicciotto per giunti da 600 ml: si introduce il sacchetto nell’apposita pistola tagliandone l’estremità.
L’isolamento di un edificio con EPS è una delle soluzioni più diffuse per migliorare l’efficienza energetica degli edifici. La scelta del materiale adesivo giusto per il fissaggio dei pannelli di polistirolo è fondamentale per garantire la durata e l’efficacia dell’intero isolamento. I professionisti si trovano spesso di fronte a un dilemma: adesivo in schiuma o malta tradizionale?
Gli adesivi in schiuma, per isolamento termico come STYRO 753 e STYRO PRO di Tytan Professional, sono soluzioni moderne che offrono migliori proprietà di isolamento termico e facilità di applicazione. La malta cementizia tradizionale, invece, rimane una scelta popolare grazie alla sua universalità e al suo costo, sebbene sia meno efficace in termini di isolamento termico e praticità di applicazione. Entrambi gli adesivi isolanti in schiuma sono molto facili da applicare, non richiedono attrezzature specializzate o risorse aggiuntive come elettricità o acqua.
Facilità di applicazione: non richiede elettricità, acqua o attrezzature specializzate. Pesante e scomoda da applicare: richiede acqua, elettricità e attrezzature di miscelazione specializzate. Entrambi i prodotti garantiscono un’elevata durata dell’isolamento. Si distinguono per la versatilità e la capacità di eliminare i ponti termici.
| Tipologia giunto | Larghezza (mm) | Spessore (mm) | Note |
|---|---|---|---|
| Falegnameria | 5-20 | 5-10 | Fondo giunto e rapporto profondità ≈ 1/2 larghezza |
| Facciata leggera | 5-30 | 5-15 | Compatibilità sigillante-substrato |
| Muratura/prefabbricazione pesante | 8-40 | 8-20 | Controllo condizioni climatiche e primer |
| ETICS (pannelli EPS) | 2-5 (se presenti) | - | Non dovrebbero esserci fughe visibili; riempire con isolante o schiuma idonea |
Il calcestruzzo è composto da tre elementi: Aggregati, Cemento ed Acqua. La percentuale in volume del quantitativo di acqua nella composizione di un metro cubo varia tra il 16% ed il 20%. (da 160 a 200 litri/m3). Parte dell’acqua è necessaria al processo di idratazione del cemento (circa il 12% o 120 litri/m3), da cui ne consegue la presa e l’indurimento della “pasta cementizia”.
La fase di indurimento si considera conclusa entro i primi 28 giorni, poiché dopo tale periodo si è sviluppato oltre il 90% della resistenza meccanica complessiva. Ovvero, secondo le convinzioni della maggior parte degli operatori si crede che una volta raggiunto il 90% della resistenza meccanica (normalmente dopo 28 giorni) i ritiri siano ultimati e sia possibile procedere con un rivestimento in resina, oppure con un travetto in resina, oppure si possano sigillare i giunti con un sigillante a base di resina, ignorando che il restante quantitativo di acqua ancora presente nella massa (dal 4% all’8%) continua invece ad evaporare nel tempo proseguendo le contrazioni da ritiro della massa di calcestruzzo. Di conseguenza il calcestruzzo/pavimento continua a ridurre il proprio volume (seppur in parte sempre più ridotta con il passare del tempo) perdendo l’umidità residua verso l’ambiente, invalidando così il comportamento dei prodotti resinosi applicati in tempi prematuri (prima cioè che il ritiro della massa sia pressoché ultimato).
Il sistema di sigillatura [fondo del giunto + stucco] è uno dei sistemi comunemente utilizzati per garantire una tenuta ermetica intorno agli infissi esterni. Giunto di dilatazione. Incastri tra due pannelli prefabbricati. Giunti tra struttura in calcestruzzo e riempimento in muratura.
Articolazioni non considerate: giunti di finestre in vetro. i giunti delle pareti orizzontali (solai, balconi...). il trattamento di giunti interni, pareti divisorie o locali sanitari. Trattamento dei giunti di costruzione antisismica. Trattamento di giunti nelle pareti di piscine, vasche, rivestimenti, opere sotterranee. Trattamento di giunti in strutture in cui l'acqua è sotto pressione o stagnante. Trattamento di guarnizioni per la tenuta ai fluidi nelle apparecchiature tecniche (ad es. guarnizioni idrauliche).
Quali sono le regole di applicazione di questo sistema per garantire un'efficace sigillatura? Quali sono le regole di applicazione di questo sistema per garantire una tenuta efficace? Maggiori informazioni, di seguito. Non dovrebbero esserci fughe visibili. Le fughe eventualmente visibili sono riempite con isolante dello stesso tipo. Per fughe fino a 5 mm per il riempimento è possibile utilizzare una schiuma idonea.
QUATTRO COSE DA SEPERE SULLE RESINE Questo articolo fa parte di una raccolta di quattro note tecniche volte a informare gli addetti ai lavori. Informazioni che purtroppo nell’arco degli anni si sono perse per diversi motivi, vuoi perché l’informazione non può raggiungere tutti, vuoi anche per il ben noto disinteresse di tanti. Si conclude la serie delle quattro note tecniche dedicate ai rivestimenti resinosi.
Al centro di questa nota il tema dei sigillanti resinosi utilizzati per sigillare giunti in modo che rimangano aderenti ai bordi. Al centro di questa trattiamo il tema dei sigillanti resinosi per giunti utilizzati per sigillare i giunti senza che questo si distacchi dai bordi. Attraverso questa quarta nota tecnica analizzeremo nel dettaglio l’origine sulle cause della fuoriuscita del profilo in PVC dalla sede del giunto, illustrando le indagini da svolgere prima di intervenire, e su come intervenire per avere una successiva sigillatura del giunto con un prodotto resinoso destinato a durare nel tempo.
Quindi il materiale deve avere caratteristiche meccaniche tali da rimanere integro e aderente, alle temperature di esercizio previste, anche in presenza di grandi contrazioni. Devono garantire la tenuta al passaggio di liquidi.
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