Come funzionano le sostituzioni e l'odontoiatria ASL: iter, prestazioni e diritti dei pazienti

L'Organizzazione Mondiale della Sanità riconosce la salute orale come elemento imprescindibile per il benessere e la qualità della vita dell'individuo. Il Servizio sanitario regionale garantisce cure odontoiatriche gratuite alle persone con malattie che compromettono l’integrità dei denti, che presentano condizioni (ad esempio persone che devono ricevere un trapianto) in cui il danno ai denti può pregiudicare l’esito dell’intervento, o persone con disabilità che determinano problemi all’apparato dentario.

Chi è il dentista convenzionato ASL e come si accede alle cure

Il dentista convenzionato ASL è un professionista odontoiatra che collabora con il Servizio Sanitario Nazionale (SSN) per offrire cure dentali a prezzi agevolati o, in alcuni casi, completamente gratuite. Questo sistema si basa su una convenzione tra le Aziende Sanitarie Locali (ASL) e studi dentistici pubblici o privati accreditati. In teoria è accessibile a tutti; nella pratica, le prestazioni coperte sono un sottoinsieme molto limitato di ciò di cui la bocca di un adulto medio ha bisogno nel corso della vita.

Per usufruire delle prestazioni odontoiatriche in convenzione, è necessario seguire un iter preciso. Il primo passaggio è la richiesta del medico di medicina generale o del pediatra, che deve indicare la necessità della visita odontoiatrica su ricetta. È importante presentarsi alla visita con un valido documento di identità, tessera sanitaria e, se previsto, certificato di esenzione. Si prenota tramite il CUP (Centro Unico di Prenotazione) della propria ASL di riferimento, sia per telefono che online o agli sportelli fisici.

Infografica: percorso di accesso alle cure odontoiatriche ASL (MMG → ricetta → CUP → visita)

Prestazioni coperte e quelle escluse

Le cure coperte dal SSN sono limitate ma fondamentali. Tra queste, troviamo interventi mirati a prevenire e trattare condizioni infiammatorie, infettive o degenerative della bocca. Il Servizio Sanitario si fa carico principalmente delle prestazioni necessarie a garantire la salute orale essenziale, ovvero interventi che prevengono, diagnosticano o curano patologie potenzialmente invalidanti.

Restano invece escluse tutte quelle cure che rientrano nel campo dell’odontoiatria estetica o della riabilitazione protesica avanzata, a meno che non vi siano precise indicazioni cliniche. L'esenzione R98 azzera il ticket sulle prestazioni incluse nel nomenclatore SSN. Non rende disponibili prestazioni escluse come implantologia, ortodonzia adulti o faccette.

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Tempi di attesa e accesso alle urgenze

Le cure odontoiatriche non urgenti devono essere garantite entro tempi di attesa assimilabili a quelli stabiliti per tutta la specialistica ambulatoriale: 30 giorni per la visita. Per una visita odontoiatrica ordinaria, i tempi nelle ASL italiane variano tra 30 e 90 giorni. Le urgenze (dolore acuto documentato) hanno tempi garantiti, ma i problemi non urgenti - quelli che richiederebbero diagnosi precoce - non rientrano nei codici prioritari.

Per accedere alle prestazioni odontoiatriche in urgenza è obbligatorio il passaggio del paziente al Pronto Soccorso. Effettuata la prestazione urgente (controllo farmacologico del dolore, somministrazione di farmaci per l'ascesso, indagini strumentali per traumi) il paziente viene inviato dal Pronto Soccorso all'ambulatorio di odontoiatria entro le 24 ore. Per le urgenze, si accede direttamente ai poliambulatori odontoiatrici senza prenotazione in molte ASL.

Odontoiatria sociale e tutele per i soggetti fragili

Con il progetto Odontoiatria sociale vengono assicurate prestazioni odontoiatriche a tutti i cosiddetti "soggetti fragili", ovvero cittadini che si trovano in condizioni di vulnerabilità sociale, sanitaria o a rischio per particolari patologie. Le cure dentistiche sono offerte gratuitamente anche alle persone con reddito ISEE inferiore a 8.000 euro all’anno.

Nel corso della prima visita lo specialista odontoiatra, valutate le necessità del paziente, predispone un Piano di cura indicando le prestazioni e i relativi importi sulla base del tariffario regionale, sempre tenendo conto dei casi di vulnerabilità sociale o sanitaria. Il paziente paga il ticket odontoiatrico, che è la quota di compartecipazione alla spesa. L'importo varia per regione, per tipo di prestazione e per categoria di esenzione.

Mappa regionale: esempi di progetti di odontoiatria sociale per soggetti fragili

Limitazioni pratiche del sistema ASL

Un secondo limite è la disponibilità di alcune prestazioni. In molte ASL, il trattamento canalare pluriradicolare non è erogato in convenzione o ha liste d'attesa di diversi mesi. La chirurgia parodontale è quasi ovunque esclusa. Le prestazioni incluse nel nomenclatore SSN (estrazioni, otturazioni semplici, eventuali protesi rimovibili per esenti) possono essere eseguite tramite ASL, mentre quelle escluse (impianti, ortodonzia adulta, corone estetiche) vengono affidate a uno studio privato.

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Quando si ha la necessità di affrontare cure più articolate, come la riabilitazione protesica o implantologica, è spesso consigliabile rivolgersi a un centro odontoiatrico privato che offra non solo tecnologie e competenze avanzate, ma anche un piano terapeutico personalizzato. Sì, ed è spesso la scelta più razionale per i pazienti con esenzione parziale o totale. Il paziente può scegliere di usare entrambi i canali in modo coordinato.

Sostituzioni dei medici: disciplina, requisiti e applicabilità all'odontoiatria

Tutti i medici di medicina generale possono trovarsi nella condizione di non poter esercitare la professione per alcuni giorni a causa di malattia o per ferie. Da qui, la necessità di affidare i pazienti a un collega. La disciplina che regola le sostituzioni in medicina generale definisce i requisiti per poter effettuare le sostituzioni e il calcolo dei compensi.

Le nuove norme sulla sostituzione del medico di medicina generale sono regolate dall'ACN medicina generale 2024, che introduce disposizioni specifiche nell’ambito della riforma della sanità territoriale. In ambito di sostituzione dei medici di medicina generale, la normativa vigente definisce con precisione chi è abilitato a svolgere questo ruolo. Lo stesso accordo indica tuttavia, all’articolo 21, una serie di attività incompatibili con l’esercizio della professione di medico di medicina generale.

Trovare un medico disponibile per la sostituzione può essere una sfida, ma esistono diverse risorse utili. Attraverso questa piattaforma, i medici di medicina generale (MMG) possono pubblicare annunci con informazioni dettagliate come luogo, periodo e orari della sostituzione, contatti e dettagli sulla retribuzione. Se la sostituzione è inferiore a 30 giorni, il medico sostituto emette fattura relativa alle proprie prestazioni e sarà il medico di medicina generale a saldare le fatture e a pagarlo.

Requisiti e obblighi del medico sostituto

Spesso i medici neolaureati sono i candidati ideali per sostituire i medici di medicina generale. Ci sono, inoltre, alcune incombenze pratiche per il medico sostituto. Infine, il medico sostituto deve avere partita IVA. Infatti, va a svolgere l’attività in regime di libera professione. Secondo quanto definito dall’Agenzia delle Entrate con la risoluzione n.41 del 15 luglio 2020, questa attività non può configurarsi come lavoro occasionale e pertanto non può essere pagata con la ritenuta d’acconto.

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Dopo aver completato le procedure burocratiche, il medico sostituto subentra al titolare. Oggi, grazie a strumenti digitali specifici, come MioDottore per MMG, l’organizzazione delle sostituzioni è molto più semplice e fluida. Agenda online condivisa: i medici possono condividere l’agenda digitale con il sostituto, permettendo ai pazienti di continuare a prenotare appuntamenti online nelle fasce orarie disponibili.

Video: come funziona la sostituzione del medico di medicina generale e strumenti digitali (es. MioDottore)

Applicazioni e punti critici nell'odontoiatria pubblica

La notizia della sentenza del tribunale di Sassari che ha sospeso la decisione dell’Asl, imponendo di riammettere nelle “graduatorie provvisorie specialisti ambulatoriali branca odontoiatrica” una laureata in odontoiatra senza specialità, permette di tornare sulla questione laurea odontoiatrica equiparata ad una specialistica. Come tutte le sentenze anche questa si riferisce al singolo caso preso in esame e consentirà alla dottoressa di rientrare nella graduatoria e fare le sostituzioni quando uno dei pochi odontoiatri che lavorano negli ambulatori pubblici dell’ATS andrà in ferie o sarà in malattia.

Peraltro, tutti gli odontoiatri senza diploma di specialità possono nuovamente partecipare ai concorsi per entrare nelle graduatorie, il problema era nato lo scorso anno per la modifica dell’Accordo Collettivo Nazionale per la disciplina dei rapporti con gli specialisti ambulatoriali interni che a differenza degli anni precedenti aveva introdotto il requisito della specialità odontoiatrica così come indicato dalla Legge Balduzzi. Contratto poi modificato dopo le proteste di CAO e Sindacati.

Il tribunale di Sassari, nelle motivazioni con le quali ritiene che la laurea in odontoiatria e protesi dentaria sia già specialistica, ha colto certamente una delle storture di una norma, quella dell'obbligo di specialità per accedere ai concorsi pubblici, indubbiamente scritta per il laureato in medicina senza considerare che l’odontoiatria non è più una branca della medicina ma una professione specialistica distinta. Giusto ricordare, come ha fatto il presidente Iandolo, che certamente la sentenza porta un punto a favore di chi vuole vedere riconosciuta la laurea odontoiatrica come specialistica per lavorare nel SSN, ma perché questo principio venga introdotto occorre modificare una Legge, la Balduzzi.

Impatto su pazienti e servizio

Più ore vuole dire fare lavorare più odontoiatri che invece oggi sono “parcheggiati” nelle liste di attesa, ponendo il “posto” pubblico non più solo una possibilità lavorativa anche per gli odontoiatri. Altrimenti si permetterà a tanti di vedersi inseriti nelle graduatorie, senza però essere mai chiamati. E poi ci sarebbero anche i pazienti che vorrebbero rivolgersi all'ASL per effettuare le cure di cui necessitano ma si trovano di fronte a liste di attesa annuali causate non tanto dal fatto che mancano gli odontoiatri, ma perché mancano gli ambulatori pubblici aperti.

Consigli pratici per i pazienti

  1. Rivolgersi al proprio medico di medicina generale o pediatra per ottenere la ricetta quando necessaria.
  2. Verificare l’esistenza di eventuali esenzioni (ad esempio R98) e portare la documentazione alla visita.
  3. Prenotare tramite il CUP della propria ASL e tenere in considerazione i tempi di attesa: 30-90 giorni per visite ordinarie, accesso diretto per le urgenze.
  4. Per cure complesse (impianti, ortodonzia adulta, corone estetiche) valutare un centro privato o un percorso misto ASL/privato.
  5. Informarsi sui progetti locali di odontoiatria sociale rivolti ai soggetti fragili e alle persone con basso reddito ISEE.
Schema: checklist documenti e passaggi per accesso a cure ASL (ricetta, tessera sanitaria, CUP, eventuale esenzione)

Qualità e professionalità

Non necessariamente. La qualità dipende dal singolo professionista e dalla struttura, non dal canale di accesso. I dentisti convenzionati SSN hanno le stesse qualifiche professionali dei colleghi privati e rispettano le stesse linee guida cliniche. Il dentista convenzionato è un libero professionista privato che ha stipulato un accordo con l'ASL per erogare alcune prestazioni a tariffe SSN; il dentista ASL è un dipendente pubblico che lavora in strutture dell'Azienda Sanitaria.

Ruolo della prevenzione e della politica sanitaria

In occasione della Giornata Mondiale del Self-Care, Haleon richiama l'attenzione sul valore della prevenzione e sul ruolo della salute orale quale componente essenziale del benessere. Federconsumatori chiede che le cure dentali siano garantite dal SSN. Nel dibattito politico estivo, la sanità pubblica ed i problemi del nostro Servizio Sanitario Nazionale hanno occupato in più occasioni le pagine dei maggiori quotidiani nazionali.

Le cause delle cure insoddisfatte sono prevalentemente economiche e culturali. In Italia la percentuale di cure insoddisfatte tocca in media il 4.6% della popolazione ma sale al 12% per quella a rischio. Una maggiore attenzione legislativa e organizzativa potrebbe migliorare accesso, numeri di ambulatori aperti e ore dedicate, riducendo liste d'attesa e sfruttando in modo più efficace le risorse professionali disponibili.

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