
La stomatite aftosa ricorrente è una condizione dolorosa che può interessare sia bambini sia adulti, caratterizzata da lesioni di piccole dimensioni all’interno del cavo orale. Fattori scatenanti comuni includono l’assunzione di alcuni cibi e lo stress: questi elementi possono contribuire all’insorgenza di ulcere dolorose localizzate su tongue, labbra interne, guance, palato e gengive. La stomatite o gengivostomatite aftosa si riconosce per l’intensa dolore che dura dai 4 ai 7 giorni e anticipa la comparsa delle ulcerazioni, le quali sono rotonde o ovoidali, arrossate sul bordo e giallo-grigiastre al centro.
La stomatite è un’infiammazione della mucosa del cavo orale che può presentarsi in diverse forme cliniche. Le cause sono molteplici e includono infezioni virali come HSV-1, infezioni fungine come Candida albicans, irritazioni da protesi, farmaci, allergie alimentari o reazioni a sostanze chimiche. Le forme principali includono stomatite aftosa ricorrente, stomatite erpetica primaria e gengivostomatite erpetica, stomatite da candida (mughetto) e stomatite da protesi. L’infiammazione può presentarsi anche come stomatite allergica o contatto e può interessare gengive, mucosa delle guance, lingua, palato e labbra.
La stomatite erpetica è causata dall’infezione da virus herpes simplex di tipo 1 (HSV-1). Spesso si manifesta in età giovane come gengivostomatite erpetica primaria, con febbre, malessere e vescicole che formano ulcere dolorose su gengive, lingua e labbra. L’infezione è contagiosa e la trasmissione avviene principalmente tramite saliva o contatti diretti con le lesioni. Il trattamento è in gran parte sintomatico; nei casi gravi o nei bambini si usano antivirali per ridurre la severità e la durata dei sintomi, associando analgesici e antipiretici per gestire febbre e dolore. L’uso di antibiotici non è indicato poiché l’infezione è virale.
La stomatite fungina, nota come candidosi orale o mughetto, è provocata dalla proliferazione di Candida albicans. È comune nei neonati, negli anziani con protesi dentarie o nelle persone immunocompromesse, e presenta tipicamente placche bianche cremose removibili che lasciano una mucosa rossa e sanguinante.
Una stomatite può derivare dall’uso di protesi dentarie, apparecchi ortodontici o dall’uso di sostanze irritanti. Anche l’allergia a particolari sostanze o alimenti può provocare stomatite allergica o da contatto. Vari fattori meccanici, termici o chimici (temperatura estreme, cibi acidi, sostanze irritanti) possono danneggiare la mucosa orale, facilitando l’insorgenza di ulcere dolorose.
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La diagnosi è tipicamente clinica, basata sull’esame delle lesioni, sulla localizzazione e sull’anamnesi. In alcuni casi può essere utile un tampone o una coltura per confermare la presenza di HSV o Candida; esami del sangue possono rilevare carenze nutrizionali o altre condizioni sistemiche. La biopsia è rara e riservata a lesioni persistenti o atipiche per escludere patologie subitative o maligne.
Il trattamento mira a controllare dolore e infiammazione, prevenire la disidratazione e curare la causa specifica. Le misure includono:
Se la stomatite deriva da un’infezione virale o fungina, può essere contagiosa. È importante evitare la condivisione di posate, bicchieri, asciugamani e giocattoli tra bambini e adulti durante la fase acuta. Dopo la guarigione, la contagiosità diminuisce, ma è utile mantenere buone pratiche igieniche per prevenire nuove infezioni.
Qual è la differenza tra stomatite e herpes? La stomatite è un termine generico per l’infiammazione della mucosa orale; l’herpes è un agente causale specifico che può provocare stomatite erpetica. Le afte non sono contagiose nonostante possano somigliare ai sintomi dell’herpes. La stomatite può essere contagiosa se causata da virus o funghi, non contagiosa se dovuta a traumi, stress o carenze nutrizionali.
Diagnosi e trattamento richiedono una visita medica: il medico, il pediatra o il dentista valutano lesioni, localizzazione, sintomi associati e anamnesi. In presenza di lesioni persistenti o atipiche, possono essere richiesti esami specifici. L’ideale è trattare i sintomi e la causa identificata, evitando terapie inappropriate.
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