
La diga di gomma è l’unico sistema che crea l’esigenza isolamento del campo operatorio e che previene l’accidentale ingestione o inalazione intraoperatoria di corpi estranei o sostanze chimiche a tutela della salute del paziente. La diga di gomma è l’unico mezzo che riduce al minimo il rischio della contaminazione dei canali radicolari da parte della flora batterica orale. La diga di gomma, inoltre porta altri benefici, come il miglioramento della visibilità fornendo un campo operatorio pulito e previene l’ingestione o l’aspirazione di materiali dentali, di irriganti e di strumenti (Associazione Americana degli Endodontisti). La Società Europea di Endodonzia afferma che i trattamenti endodontici devono essere eseguiti solamente dopo che il dente è stato isolato con la diga di gomma allo scopo di prevenire la contaminazione salivare e batterica, prevenire l’inalazione e l’ingestione di strumenti e di soluzioni irriganti. Uno degli obiettivi primari della terapia endodontica consiste nella disinfezione del sistema dei canali radicolari. L’esigenza di poter lavorare all’asciutto, al riparo dalla saliva, è stata sentita per secoli e l’idea di usare un foglio di gomma per isolare il dente risale a ben 153 anni fa.
Il Dr. Christie S. raccontò: “In quel tempo, quando l’idea della diga di gomma sorse nella mia mente, stavo esercitando a Monticallis, Sullivan Co., New York... La risposta è arrivata il 15 marzo 1864, mentre stavo lavorando in un molare inferiore sinistro... Preso dalla disperazione e solo per provare una nuova idea, ho fatto un buco nel mio tovagliolino protettivo e l’ho messo attorno a quel dente.” Nel 1882 la S.S. White introdusse una pinza foradiga simile a quella che usiamo ancora oggi e nello stesso anno il Dr. Delous Palmer e più tardi i dottori Stokes ed Elliot introdussero uncini metallici utilizzabili per i vari denti. Gli uncini metallici disegnati dal Dr. furono la base per posizionare la diga attorno al dente.
La procedura, indolore, prevede l’utilizzo di un foglio di gomma sul quale vengono praticati dei fori in corrispondenza dei denti che si vogliono isolare. I denti vengono fatti passare attraverso i fori e la diga viene fissata ai denti con appositi uncini metallici elastici e anatomici. Infine, un arco metallico o di plastica tende il foglio. L’isolamento del dente con la diga di gomma è parte integrante ed essenziale di ogni trattamento di Endodonzia ortograda.
L’assistente può mettere la diga attorno al dente mentre l’odontoiatra posiziona l’uncino e successivamente il telaio. Esistono diverse metodiche di applicazione, e la tecnica più usata è descritta in molte guide: la diga viene posizionata attorno al dente, l’uncino è agganciato e la diga è tesa dal telaio. La rimozione della diga è facile: basta allentare l’uncino. Se sotto diga sono contenuti più denti e uno presenta un restauro, è possibile tagliarla ed estrarla da sotto per facilitare l’accesso.
Una controindicazione all’uso della diga di gomma può essere l’allergia ai costituenti chimici della gomma. In tal circostanza si possono utilizzare fogli di Politene o fogli lattés non contenenti lattice, con alcune limitazioni dovute alla mancanza di elasticità rispetto alla gomma. Per chi è allergico al lattice esistono dighe in nitrile o poliisoprene, efficaci e sicure. Se l’allergia è nota, è necessario informare il dentista prima del trattamento.
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Implicazioni cliniche indicano che l’uso della diga di gomma migliora la sopravvivenza degli elementi dentali trattati endodonticamente. Uno studio nazionale su oltre mezzo milione di denti ha mostrato che i denti trattati con diga hanno una probabilità di sopravvivere oltre 3,4 anni superiore rispetto a quelli senza diga (90,3% contro 88,8%), con un rischio di estrazione significativamente inferiore (HR 0,81). Altri studi sostengono che l’isolamento previene la contaminazione crociata, aumenta l’efficacia degli strumenti e migliora la predicibilità dei risultati. Numerosi autori e società scientifiche definiscono la diga come parte integrante delle terapie endodontiche moderne.
Nonostante le raccomandazioni, esistono discrepanze tra standard di cura e pratica clinica reale: l’uso della diga risulta diffuso tra endodontisti ma meno tra i dentisti generici. Le ragioni includono problemi di formazione, disponibilità e tempi operativi; tuttavia un training adeguato può incrementare l’adozione della diga, migliorando sicurezza e risultati. Il posizionamento può variare tra operatori, ma l’obiettivo resta lo stesso: protezione del paziente, migliore controllo microbiologico e una procedura più prevedibile.
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