
Che cos’è? E’ un esame diagnostico che impiegando una complessa apparecchiatura a raggi X consente di ricostruire al computer “sezioni” della regione corporea indagata. Da questo il nome di “tomografia” che significa “ immagine in sezione”. A differenza della TAC tradizionale, questa tecnica usa un fascio di radiazioni conico (cone beam) che permette di acquisire tutti i dati con una sola rotazione del tubo che emette le radiazioni. Questo permette di ottenere immagini tridimensionali di elevatissima risoluzione con una dose di radiazioni estremamente bassa. L’esame non procura alcun fastidio.
E’ un esame definito “di secondo livello”, cioè volto a chiarire dubbi diagnostici di una certa importanza, ai quali gli esami radiologici più semplici non hanno dato una risposta definitiva. La TAC cone beam viene utilizzata prevalentemente per lo studio delle arcate dentarie, soprattutto in previsione di interventi di implantologia o di altro tipo. Può essere usata anche per altre patologie delle ossa mascellari, delle articolazioni temporo-mandibolari, dei seni paranasali, delle prime vie aeree e anche di piccole articolazioni, quali ad esempio il polso.
Non serve alcuna preparazione. Per le pazienti in età fertile, l’esame va eseguito solo se sia possibile escludere lo stato di gravidanza.
E’ molto importante riferire i sintomi che hanno portato all’esecuzione dell’esame ed esibire tutti gli esami radiologici eseguiti in precedenza. Nel caso che l’esame sia ripetuto a distanza di tempo è necessario portare la TC cone beam precedente. Il medico radiologo deve poter consultare il risultato di eventuali altri esami strumentali o visite specialistiche e - se disponibili - della relazione del curante o di lettere di dimissioni emesse in occasione di precedenti ricoveri.
Per eseguire l’esame il paziente viene invitato a sedersi, a rilassarsi ed a ridurre al minimo i movimenti volontari. Per limitare i movimenti la testa viene bloccata con appositi fermi. La durata dell’esame non supera generalmente i 10 minuti. Durante l’esame il tubo che emette le radiazioni esegue una rotazione intorno alla testa del paziente che è seduto. Le immagini vengono visualizzate su un monitor ad alta definizione di un computer e utilizzate dal Radiologo per la diagnosi che verrà poi trascritta nel referto.
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Nel contesto di uno studio odontoiatrico o maxillofacciale, la Cone Beam è uno strumento fondamentale per pianificare interventi come l’impianto dentale, la gestione di patologie ossee e ansiosi dubbi diagnostici che non emergono con radiografie bidimensionali tradizionali. La modalita di acquisizione a fascio cone e la possibilità di ricostruzione 3D consentono di valutare porzioni di tessuto in dettaglio, riducendo l’esposizione cumulativa ai raggi rispetto ad altre tecniche. Inoltre, la rapidità dell’esame e la relativa confortabilità per il paziente favoriscono un uso routinario in contesti clinici.
Interventi diagnostici associati possono includere l’esame radiologico precedente o altre visite specialistiche, che il radiologo deve poter consultare per una diagnosi accurata.
| Aspetto | Descrizione |
|---|---|
| Tipo di tecnica | Cone Beam Computed Tomography (CBCT) |
| Area di impiego | Arcate dentarie, TMJ, seni paranasali, vie aeree |
| Vantaggi | Risoluzione 3D elevata, dose ridotta |
| Durata tipica | ≤ 10 minuti |
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