
Un sorriso brillante è spesso considerato un biglietto da visita vincente. Non sorprende, quindi, che lo sbiancamento denti sia una delle pratiche estetiche più richieste, sia in ambito professionale che domestico. In questo articolo analizziamo tutto ciò che c'è da sapere sui metodi di sbiancamento dei denti, con particolare attenzione ai dispositivi che sfruttano la luce (LED o altre fonti), ai kit domiciliari e all'efficacia dei trattamenti professionali.
Bisogna distinguere due meccanismi per cui i denti perdono il loro colore naturale, un processo per cui il dente si decolora dall'interno attraverso gli strati profondi ed un secondo meccanismo per cui il dente si decolora a partire dalla superficie esterna. Quindi distinguiamo:
Il primo passo per limitare la comparsa di macchie sulla dentatura o comunque per mantenere il bianco lucente ottenuto dopo un trattamento sbiancante è quello di evitare determinati cibi e bevande che possono compromettere la luminosità del sorriso. Sono nemici del bianco dei denti il caffè, i tannini contenuti nel vino rosso, i frutti di bosco, l'acido delle bevande gassate, i coloranti di dolci e caramelle, il curry, il tè, la salsa di soia, il cacao, il tabacco e alcuni tipi di tisana. Spesso le antiestetiche macchie sui denti sono causate dall'assunzione di farmaci come le compresse di ferro, gli antibiotici come la tetraciclina, oppure quelli a base di minociclina. Anche i composti per fare sciacqui disinfettanti con azione ad ampio spettro possono provocare ombre sullo smalto (clorexidina).
I metodi per sbiancare i denti si dividono in domiciliari (prodotti da usare a casa come mascherine, custom tray, striscette) e trattamenti da eseguire sulla poltrona del proprio dentista (bleaching professionale). Uno dei trattamenti più richiesti in odontoiatria estetica rimane da sempre lo sbiancamento dentale.
La seduta di sbiancamento professionale alla poltrona si differenzia dai trattamenti domiciliari per il tempo di applicazione dello sbiancante, nettamente inferiore, e per la concentrazione del principio attivo applicato. Alla poltrona si utilizzano prodotti concentrati, per cui è sufficiente in genere un'applicazione di una o due sedute da qualche decina di minuti. Lo sbiancamento dei denti professionale alla poltrona può essere effettuato con concentrazioni maggiori di principio attivo in quanto si esegue sotto la supervisione di un dentista che preventivamente isola i tessuti circostanti in maniera adeguata ad evitare fastidiose irritazioni e insulti ai tessuti gengivali e alle mucose.
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I metodi domiciliari prevedono l'utilizzo di gel a base di perossido applicati tramite mascherine, strisce o penne. Nelle versioni domiciliare il perossido di carbamide è spesso il principio attivo usato, che si dissocia nei fluidi orali ed è pertanto poco irritante per i tessuti molli e le gengive. I kit che normalmente puoi trovare per lo sbiancamento dei denti a casa comprendono da un lato il gel sbiancante, dall'altro la mascherina che ti permette di distribuire in modo uniforme il gel in questione e di tenerlo a contatto con i denti per tutto il tempo necessario.
La percentuale di queste sostanze contenuta nei gel che è possibile utilizzare a casa è ovviamente inferiore rispetto a quella di un gel che il dentista può utilizzare nel corso di un trattamento in studio, e questo è per garantire la sicurezza dei kit domestici. Alcuni specialisti, inoltre, tenderebbero in particolar modo a consigliare gli sbiancanti a base di Acido ftalimmidoperossicaproico (PAP), efficace, certo, ma più delicato sul dente rispetto alle alternative. Dopo il trattamento è possibile percepire qualche piccolo fastidio, con una maggiore sensibilità dentale: tutto, però, va a risolversi nel giro di poche ore.
Per sbiancare i denti il tuo dentista di solito utilizza un laser a luce fredda, detto appunto LED. Questo LED serve per attivare il gel a base di perossido di idrogeno che viene applicato sui tuoi denti dall’odontoiatra nel corso della seduta di sbiancamento. In questo modo il processo di sbiancamento viene accelerato: l’azione combinata di acqua ossigenata e luce LED rilascia delle sostanze, chiamate radicali liberi, che sono in grado di penetrare all’interno dello smalto e raggiungere le molecole pigmentate - quelle che causano i cambiamenti cromatici - riuscendo poi a distruggerle grazie a delle reazioni chimiche. Il processo di sbiancamento avviene grazie ai principi attivi contenuti nel gel e il laser non fa che diminuire il tempo del trattamento.
Quindi i trattamenti con fotoattivazione funzionano davvero. Il kit di sbiancamento dentale con LED è una soluzione pratica ed efficace per rimuovere anche le macchie più profonde e migliorare il colore naturale dei denti. Tra i trattamenti con fotoattivazione per sbiancare i denti comodamente da casa, la luce LED è la soluzione migliore in quanto è considerata sicura ed efficace, a patto che si seguano scrupolosamente le istruzioni del produttore.
Quando si valuta uno sbiancamento denti, è importante considerare sia i benefici sia i possibili effetti collaterali o limiti del trattamento.
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Lo sbiancamento dei denti non è consigliabile a tutti: il procedimento, ad esempio, non è efficace su corone in ceramica o sulle ricostruzioni in composito: in questi casi lo sbiancamento dei denti agirebbe in maniera diversa su denti e restauri generando un antiestetico effetto puzzle controproducente nell'ottica di un miglioramento dell'estetica del sorriso. In presenza di carie è opportuno procedere prima con la risoluzione del problema in quanto l'agente sbiancante potrebbe raggiungere facilmente la polpa e compromettere la vitalità dentale. Pazienti con gengive infiammate o con gravi problemi parodontali, pazienti con elementi denti fratturati o con otturazioni non congrue, gravidanza, particolari terapie farmacologiche e bambini sono categorie per le quali lo sbiancamento può essere sconsigliato o rimandato.
Prima di procedere con lo sbiancamento dei denti è necessario sottoporsi all'ablazione del tartaro e della placca per liberare la superficie dentale dai residui e dalle pigmentazioni esterne che ostacolerebbero lo sbiancamento. Il dentista adopera strumenti manuali e strumenti ad ultrasuoni per raggiungere le aree dentali sopra e sotto le gengive e devono il loro risultato alle vibrazioni che riescono a rimuovere delicatamente il tartaro e lo sporco. Una seduta di igiene professionale si conclude con l'eliminazione delle macchie superficiali grazie ad una pasta lucidante e ai movimenti di un gommino o spazzolino (lucidatura). Dopo la detartrasi l'air polishing, che sfrutta l'azione di un getto d'acqua a forte pressione e del bicarbonato di sodio, elimina le macchie estrinseche dello smalto residue.
Strisce, penne, dentifrici e mascherine: vediamo come si collocano.
L'efficacia dello sbiancamento può variare da persona a persona e dipende da fattori come dieta, fumo e igiene orale. Uno studio su 30 soggetti ha confrontato un trattamento con perossido di idrogeno al 6% (in office) e un trattamento con perossido di carbamide al 16% (domiciliare professionale) rilevando che entrambe le tecniche erano statisticamente significative nel produrre un △E (Cie Lab) positivo: 1,70 per la metodica in office e 3,21 per la metodica domiciliare. Entrambi i trattamenti hanno aumentato la luminosità dei denti e ridotto le tonalità di rosso e giallo, con una modifica di colore del dente.
| Metodica | Principio attivo e concentrazione | △E (CIE Lab) | Note |
|---|---|---|---|
| In office | Perossido di idrogeno 6% | 1,70 | Rapida applicazione, aumento L* +0,88 |
| Domiciliare professionale | Perossido di carbamide 16% | 3,21 | Maggiore continuità del trattamento, riduzione b* più marcata |
Una variazione di colore △E è da considerarsi percepibile in modo significativo se superiore a +2,17; nel campione citato, la metodica domiciliare ha superato tale soglia. La metodica domiciliare si è rivelata più efficace, ma questa efficacia è legata alla continuità temporale dell'applicazione del prodotto e alla diversa modalità di rilascio del perossido di carbamide.
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I costi per lo sbiancamento dei denti variano fortemente in base al metodo scelto. Mentre un dentifricio smacchiante costa solo pochi euro, una confezione di strisce può comportare una spesa anche di 50/100 euro. Gli sbiancamenti effettuati sulla poltrona del dentista, invece, hanno costi superiori (qualche centinaio d'euro). In ambito professionale, il prezzo può andare da circa 200 euro per mascherine fornite dal dentista fino a 400-600 euro per metodi laser o luce LED professionali.
Quando l'obiettivo è avere denti più bianchi a breve termine, la mascherina sbiancante a luce LED può essere una soluzione pratica, efficace e veloce. Da prendere in considerazione soprattutto perché dà la possibilità di scegliere in autonomia come e quando dare il via al trattamento, e di ripeterlo nel tempo per potenziare o mantenere i risultati ottenuti. I kit domestici includono spesso una mascherina con luce LED e siringhe di gel; normalmente un ciclo completo svolto a casa può durare una o due settimane, con applicazioni di una o più volte al giorno, e può essere poi ripetuto a distanza di alcuni mesi.
La luce LED è innocua rispetto alla luce UV, tuttavia la sicurezza dipende dall'uso corretto del prodotto e dalla qualità del gel. È fondamentale consultare il dentista se si hanno dubbi o condizioni particolari. Mantenere il gel troppo a lungo sui denti potrebbe aumentare la penetrazione verso la polpa e aumentare la sensibilità post trattamento. Lo sbiancamento dentale non fa male e non ha particolari controindicazioni se viene seguito da un dentista/igienista. Con i metodi fai da te e casalinghi, invece, soprattutto se si usano sostanze improvvisate e inadatte, c’è il rischio di rovinare lo smalto.
L’effetto dello sbiancamento dentale può durare anche 2/3 anni, a condizione che il paziente mantenga una scrupolosa igiene orale, sottoponga i denti a controlli periodici e adotti uno stile di vita corretto. Dopo 12 mesi lo sbiancamento inizia a perdere di efficacia. Per prolungare l’effetto sbiancante, è importante evitare il consumo eccessivo di alimenti e bevande pigmentate e continuare a seguire una routine di igiene orale completa.
In sintesi, i dispositivi a luce (LED o laser) accelerano l’azione dei gel sbiancanti ma non sono l’unico fattore determinante: l’agente chimico e la modalità di applicazione rimangono fondamentali per l’efficacia complessiva. La scelta tra sbiancamento in studio e domiciliare dipende da aspettative, sensibilità dentale, tempo disponibile e budget; in ogni caso, consultare un professionista è la strada più sicura per ottenere risultati soddisfacenti e duraturi.
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