
I disturbi, le malocclusioni, i disallineamenti dei denti possono provocare disagi di vario genere, non soltanto dal punto di vista della masticazione. La corretta crescita e dislocazione degli elementi dentari influisce infatti anche sulla respirazione e sulla fonazione. Non esiste un limite di età per gli apparecchi ortodontici, che possono avere grande utilità terapeutica sia su pazienti adulti che bambini. La scelta della soluzione più indicata alle esigenze viene fatta in maniera personalizzata, esaminando le condizioni specifiche del soggetto e progettando un presidio dentistico su misura. Per prima cosa occorre una visita odontoiatrica completa, in modo da inquadrare il problema e pianificare le strategie più efficaci.
Terminata la fase di concept e di realizzazione degli apparecchi ortodontici si procede all’impianto, con procedure differenti a seconda se si tratta di presidi permanenti o removibili. Quando si opta per apparecchi ortodontici mobili di solito vi sono tre ragioni fondamentali: funzionale - influenzare la crescita dell’osso e lo sviluppo della muscolatura della mandibola tramite l’azione diretta sulla chiusura e apertura della bocca; correttiva - applicare una forza moderata per spostare solo i denti, senza interferire su ossa e muscoli mandibolari. A differenza di quelli removibili, gli apparecchi ortodontici fissi sono impiegati per svolgere un’azione correttiva 24 ore su 24, tramite l’esercizio di forze tensive, trazione, pressione sugli elementi dentali.
Il tipo più comune è quello con le placchette metalliche (brackets) che vengono innestate su ogni dente, unite da un filo metallico che vi passa attraverso. Questo tipo di presidi garantisce ottimi risultati in tempi relativamente brevi. Questo tipo di soluzione va portata per un periodo variabile, in base alle condizioni individuali di partenza e ai progressi in corso di terapia. Esiste una variante dei classici apparecchi ortodontici fissi, ed è quella delle cosiddette macchinette “linguali”. In questo caso la struttura metallica si trova all’interno dell’arcata dentale, senza attacchi, praticamente invisibili all’esterno e di norma non particolarmente fastidiosi.
Per ridurre al minimo il disagio estetico nell’indossare degli apparecchi ortodontici, sia in soggetti adulti che pediatrici, oggi esistono diverse soluzioni invisibili o trasparenti. Si tratta di presidi dentali che sostituiscono le normali faccette metalliche con brackets in resina trasparente o in ceramica, con tinte cromatiche che si confondono con lo smalto naturale. Un’altra tipologia molto apprezzata di apparecchi ortodontici invisibili è il tipo “Invisalign” composto da mascherine in resina trasparente che si applicano sulle arcate come fossero dei baite. Quest’ultimo genere è relativamente più costoso, e necessita di una manutenzione particolare.
La ragione non è solo la perdita della capacità di applicare pressione e trazione sui denti, ma anche la necessità di adattare le mascherine ai progressivi spostamenti e riallineamenti nella bocca. L’invisalign trova largo consenso tra i pazienti adulti, mentre per i soggetti pediatrici è consigliabile la soluzione tradizionale con attacchi in metallo o ceramica. Uno degli effetti meno gradevoli delle mascherine trasparenti è quello di bloccare il naturale passaggio della saliva e dell’aria negli spazi interstiziali. In tal senso potrebbe inizialmente dare qualche disagio nella fonazione e nella deglutizione, ma si tratta di fastidi per lo più transitori e superabili con l’abitudine.
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L’insieme di queste pratiche costituisce il Protocollo Lombardo, una serie di tecniche e materiali che consentono una forte riduzione dei costi offrendo servizi di qualità. Tutti gli apparecchi ortodontici sono una combinazione di elementi strutturali: alcuni servono a fissare l’apparecchio sui denti, altri sono necessari per lo spostamento degli elementi e altri ancora sono parti ausiliarie, senza le quali l’apparecchio non potrebbe essere assemblato in un unico sistema.
La chiusura rotonda è una delle più diffuse, composta da appendice, corpo e spalla. La chiusura Adams è considerata la più efficace e versatile, adatta sia per denti singoli sia per arcate continue, e permette un fissaggio molto stabile grazie al gancio Adams posizionato sulla superficie vestibolare della corona nella regione gengivale. Esistono vari tipi di chiusure Adams, tra cui quelle per due incisivi centrali o per più denti contemporaneamente. Gli archi vestibolari stabilizzano l’apparato e spostano i denti anteriori, realizzati in filo di acciaio di 0,6-0,9 mm. Le molle ortodontiche, componenti strutturali, permettono di spostare singoli denti o gruppi in direzioni diverse; la forza dipende da caratteristiche del metallo, diametro del filo, lunghezza dell’estremità libera e grado di attivazione.
Gli apparecchi mobili si dividono in tre grandi categorie: rimovibili, amovibili e combinati. I primi sono indossati dal paziente, possono essere rimossi durante pasti e igiene ma vanno portati circa 14-18 ore al giorno. Gli amovibili sono fissati ai denti mediante elastici o legature metalliche e possono essere rimossi solo dall’ortodontista durante le visite. I combinati hanno una componente interna fissa e una esterna rimovibile guidata dal paziente (esempi: baffo, maschera di Delaire).
Funzioni principali: meccaniche (forza tramite viti, molle e archi per riallineare i denti), funzionali (guidano lo sviluppo delle ossa mascellari, stimolando la mandibola a posizionarsi correttamente) e di mantenimento (contengono i denti in posizione dopo un trattamento).
Durata tipica del trattamento con apparecchio mobile si aggira intorno ai due anni, ma dipende dalla gravità del caso e dall’adesione del paziente alle indicazioni. L’igiene orale durante la terapia è fondamentale: se si utilizzano apparecchi rimovibili è possibile una pulizia più agevole, mentre con apparecchi fissi si richiede una routine di igiene più accurata.
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L’ortodonzia intercettiva mira a diagnosticare e correggere problemi funzionali che hanno interferito con lo sviluppo dento-scheletrico, includendo abitudini viziate come la suzione del pollice e anomalie di respirazione. Gli strumenti diagnostici includono esame obiettivo, ortopantomografia, teleradiografia latero-laterale e modelli di studio. A seconda della malocclusione, si può utilizzare una combinazione di apparecchi mobili e/o fissi. La finalità è guidare la crescita delle arcate, migliorare la funzione masticatoria, la fonazione e la postura, mantenendo l’estetica del sorriso.
Gli apparecchi mobili sono particolarmente utili in età evolutiva per correggere abitudini scorrette e per modulare la crescita scheletrica delle ossa mascellari. In età adulta, l’ortodonzia invisibile (allineatori trasparenti) offre una soluzione discreta, ma non è regolabile come i dispositivi fissi: l’efficacia è data dal piano terapeutico e dalla costante aderenza del paziente.
In conclusione, l’ortodonzia offre una gamma di dispositivi per allineare i denti e modulare lo sviluppo scheletrico, in funzione di età, gravità della malocclusione, esigenze estetiche e budget. La scelta del dispositivo giusto richiede una valutazione accurata da parte dell’ortodontista, che dovrà considerare abitudini, funzione, igiene e stile di vita del paziente.
Questo approccio integrato permette di ottenere risultati efficaci in modo logico ed economico, puntando sulla personalizzazione del piano di trattamento e sull’educazione del paziente per una corretta gestione quotidiana delle terapie ortodontiche.
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