
L’infiammazione e le afte della bocca si presentano in diverse forme e dimensioni e possono interessare qualsiasi parte della bocca, incluse le labbra (vedere Ulcere labiali e infiammazione del labbro). Potrebbero insorgere gonfiore e arrossamento delle mucose che rivestono la bocca o singole ulcere dolorose. Un’ulcera è una piaga che forma un foro nella mucosa che riveste la bocca quando lo strato cellulare superficiale si degrada. Molte ulcere hanno un aspetto di colore rosso, mentre altre sono bianche a causa delle cellule morte e dei residui di alimenti nella parte centrale dell’ulcera. Le vesciche sono piaghe in rilievo piene di liquido (chiamate vescicole o bolle, a seconda delle dimensioni).
Le afte della bocca possono essere causate da un’infezione, una malattia sistemica, un irritante fisico o chimico o una reazione allergica. Spesso la causa è sconosciuta. Dal momento che il normale flusso salivare aiuta a proteggere le mucose, qualsiasi condizione che riduca la produzione di saliva rende più probabile l’insorgenza di afte (vedere Bocca secca). Le cause più comuni includono stomatite aftosa ricorrente, infezioni virali (come herpes simplex e herpes zoster), altre infezioni fungine o batteriche, lesioni o irritazioni da alimenti o sostanze chimiche, uso di tabacco, farmaci e patologie sistemiche.
I virus sono tra le cause infettive più comuni di afte orali: herpes simplex può provocare lesioni dolorose, mentre varicella-zoster può causare afte su un lato della bocca in occasione di riattivazione virale. Le infezioni batteriche possono causare afte e gonfiore; sifilide o gonorrea possono provocare lesioni e tasche infette. Il lievito Candida albicans è normalmente presente ma può moltiplicarsi in chi ha terapia antibiotica, immunosoppressione o AIDS, portando a mughetto o aree arrossate. Gravi carenze nutrizionali (ferro, niacina, B6, B12, vitamina C) possono anch’esse provocare afte.
Lesioni o traumi, tra cui morsi accidentali, graffi da denti rotti o protesi mal aderenti, possono provocare vesciche o afte. Tabacco e sostanze irritanti, nonché farmaci chemioterapici e radioterapia, sono tra le cause non infettive più comuni di afte orali. Alcune malattie sistemiche (come sindrome di Behçet, malattie infiammatorie intestinali, celiachia) possono presentarsi con afte ricorrenti; altre condizioni (lichen planus, pemfigo) possono provocare vesciche o ulcere nella bocca.
Non tutte le afte richiedono attenzione immediata: segnali d’allarme includono febbre, vesciche cutanee, infiammazione degli occhi o lesioni gengivali ricorrenti o diffuse. Una lesione che persiste per più di 10 giorni deve essere valutata da medico o dentista per escludere condizioni più serie. In presenza di segnali d’allarme o dolore intenso, è necessario consultare un professionista sanitario.
Leggi anche: come la piorrea influenza la salute delle tonsille
La tonsillite è l’infiammazione delle tonsille palatine o faringee, tessuto linfatico che difende le vie respiratorie. Può essere virale o batterica. Le tonsille gonfie e rosse, forte mal di gola, febbre, alito cattivo e possibile presenza di placche in gola sono sintomi tipici. Se le tonsille ostruiscono la respirazione o le infezioni sono ricorrenti, può considerarsi la rimozione chirurgica (tonsillectomia).
La tonsillite virale tende a risolversi in 7-10 giorni, mentre quella batterica può richiedere antibiotici dopo conferma diagnostica (tampone faringeo). Nei bambini le tonsilliti sono più comuni, ma anche gli adulti possono esserne affetti. I rimedi includono idratazione, riposo, gargarismi con acqua salata, antipiretici/antinfiammatori e, se utile, probiotici o tisane. Scorte di miele o infusi leniscono la gola; evitare fumo, sbalzi termici e cibi irritanti.
Rimedi per l’infezione o l’infiammazione possono includere:
Se compaiono afte sulle tonsille, segnali d’allarme includono dolore torbido e difficoltà a deglutire. Si possono usare gargarismi con acqua salata, o una soluzione di bicarbonato in acqua calda per lenire il dolore. Alimentarsi con cibi freddi o tiepidi e morbidi facilita la deglutizione. L’alto contenuto di liquidi è utile per mantenere l’idratazione, e le terapie analgesiche da banco possono fornire sollievo temporaneo.
Per prevenire stomatite aftosa e afte orali:
Leggi anche: afte in gravidanza: cosa fare per alleviare il dolore
Durante la visita, il medico esegue anamnesi, esame obiettivo della bocca e, se necessario, esami colturali o del sangue. L’eliminazione di alimenti o sostanze irritanti può aiutare a identificare la causa di afte alimentari o da prodotto per la bocca. L’uso di antibiotici è riservato a infezioni batteriche confermate; l’uso improprio può causare resistenza agli antibiotici. In caso di afte ricorrenti o persistenti, si possono valutare ulteriori accertamenti per escludere condizioni sistemiche.
| Condizione | Sintomi principali | Trattamento tipico |
|---|---|---|
| Afta orale | Dolore, bruciore, ulcere su lingua, gengive, palato | Rimedi topici, collutori antisettici, integrazione di vitamine se carenze |
| Tonsillite virale | Tonsille arrossate, febbre lieve, mal di gola | Idratazione, antinfiammatori, riposo; virale, auto-limitante |
| Tonsillite batterica | Febbre alta, placche bianche in gola, dolore intenso | Antibiotici su indicazione medica |
| Stomatite aftosa ricorrente | Afte ricorrenti in bocca | Igiene orale, integratori, gargarismi antisettici; trattamenti topici |
Qualsiasi lesione che persiste per 10 o più giorni, segni di febbre alta, placche o vesciche diffuse, o sintomi sistemici richiedono valutazione medica. La diagnosi accurata aiuta a distinguere tra afte, stomatite, candida, infezioni batteriche e patologie sistemiche.
Leggi anche: oro colloidale in omeopatia
tags: #cause #rimedi #tonsille #arrossate #e #afte
