
Il tumore del testicolo è un tumore maschile in cui le cellule tumorali si formano a partire dai tessuti di uno o di entrambi i testicoli.
I testicoli sono due, contenuti nello scroto, una “borsa” di pelle situata direttamente sotto il pene. Di norma il tumore colpisce un solo testicolo, ma gli uomini che in passato hanno già avuto questa neoplasia hanno un rischio più elevato di sviluppare lo stesso tumore nell’altro testicolo.
La diagnosi definitiva si può ottenere soltanto dopo aver analizzato il tessuto tumorale con l’esame istologico.
L’origine e la natura delle masse scrotali devono essere determinate con accuratezza poiché la maggior parte delle masse testicolari è maligna, mentre la maggior parte delle masse extratesticolari non lo è; può essere difficile distinguerle durante l’esame obiettivo.
La diagnosi è confermata dall'ecografia. Il trattamento prevede l'orchiectomia talvolta seguita da linfadenectomia retroperitoneale, la radioterapia, la chemioterapia o una combinazione di queste metodiche sulla base dell'istologia e dello stadio clinico.
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La diagnosi precoce è fondamentale quando si parla di cancro ai testicoli. Individuarlo in fase iniziale, quando è più curabile, aumenta notevolmente le probabilità di successo terapeutico e di sopravvivenza.
La TC è una tecnica radiologica che si esegue presso il servizio di diagnostica per immagini e che permette di ottenere immagini tridimensionali delle strutture interne di un organo su piani successivi.
La TC del torace e dell’addome è fondamentale per rilevare anche eventuali masse tumorali (metastasi) ed evidenziarne dimensioni e posizione. Le metastasi sono localizzate con maggiore frequenza ai linfonodi profondi dell’addome (retroperitoneo), meno frequentemente al polmone, ai linfonodi del torace, al fegato e, in casi eccezionali, a ossa e cervello.
La stadiazione viene fatta con la TC dell'addome, della pelvi e del torace oltre all'esame istologico.
L’esame istologico definitivo, che è eseguito dall’anatomopatologo, consente di identificare il tipo istologico della malattia (seminoma o non seminoma) e altre caratteristiche come l’invasione delle cellule tumorali nei tessuti vicini o nei piccoli vasi circostanti.
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L’orchiectomia si esegue quando gli esami e la visita eseguiti prima dell’intervento fanno ritenere pressoché certa la natura maligna di un nodulo.
L’intervento di orchiectomia consiste nell’asportazione del testicolo e del funicolo spermatico ed è importante non solo per la conferma diagnostica, ma anche per l’asportazione del tumore.
Nel corso dell’intervento, il chirurgo può inserire nello scroto un testicolo artificiale (detto impianto o protesi). Se il paziente non è in grado di decidere se questa è la soluzione che preferisce, è possibile rimandare a un secondo momento questa parte dell’intervento.
In caso di diffusione del tumore oltre i testicoli, possono rendersi necessari un secondo intervento chirurgico, la chemioterapia o la radioterapia oppure una combinazione di queste terapie.
La stadiazione con la TAC dell’addome, pelvi e torace è comune per individuare metastasi viscerali o linfonodali e guidare il piano terapeutico.
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La radioterapia è particolarmente efficace nei seminomi, molto sensibile alle radiazioni rispetto alle forme non-seminomatosi.
La chemioterapia rappresenta un’altra colonna portante del trattamento, soprattutto per i tumori in stadio avanzato o per quelli che si sono diffusi oltre il testicolo.
La prognosi dipende dall'istologia e dall'estensione del tumore: il tasso di sopravvivenza a 5 anni è > 95% per i pazienti con seminoma o non-seminomatoso localizzato al testicolo, e minore ma ancora significativo per metastasi.
I marker tumorali si misurano nel sangue prima e dopo l’intervento, in genere entro una settimana, per aiutare a monitorare la malattia.
Molti non seminomi e alcuni seminomi rilasciano nel sangue marcatori tumorali come alfa-fetoproteina (AFP) e beta-HCG, e la LDH è un indicatore aggiuntivo utile.
La diagnosi del tumore del testicolo inizia spesso con un nodulo o un aumento di volume, che può essere indolore o associato a dolore sordo; la massa scrotale è di solito non dolente. In alcuni pazienti, l’emorragia intratumorale può causare dolore acuto localizzato.
La massa scrotale può essere scoperta anche dopo traumi minori, e l’autoesame mensile è fortemente consigliato tra i giovani uomini.
La differenziazione tra noduli solidi e cisti si ottiene attraverso l’ecografia dei testicoli, e questa tecnica è essenziale per stabilire la necessità di ulteriori indagini.
Quando l’ecografia non fornisce informazioni sufficienti, si può ricorrere alla risonanza magnetica (RM) per una valutazione dettagliata delle strutture interne.
Sintomi meno specifici includono stanchezza, perdita di peso e dolore localizzato nelle fasi avanzate a seconda delle metastasi, ma la diagnosi spesso si basa su ecografia, esami di laboratorio e istologia.
Le masse retroperitoneali di dimensioni intermedie possono essere trattate con dissezione dei linfonodi retroperitoneali up-front o chemioterapia, ma la scelta dipende dallo stadio e dalla comorbidità del paziente.
La fertilità può essere compromessa, pertanto si deve prendere in considerazione la conservazione dello sperma prima del trattamento.
La ripresa dopo l’intervento può includere impianto di protesi testicolare per motivi estetici e psicologici, non funzionale dal punto di vista fisiologico.
La prognosi è molto buona per la maggior parte dei pazienti, con tassi di guarigione elevati soprattutto quando la diagnosi è precoce e si attua un trattamento multidisciplinare.
| Tipo | Stadio tipico | Trattamento principale | Prognosi |
|---|---|---|---|
| Seminoma localizzato | I | Orchiectomia + radioterapia | alta sopravvivenza |
| Non-seminomatoso | Stadio I | Orchiectomia + sorveglianza o dissezione linfonodale | variabile, dipende da istologia |
| Metastasi polmonari/viscerali | III | Chemioterapia + chirurgia residui | decrescente, ma possibile guarigione |
Quanto è diffuso: negli Stati Uniti si stimano migliaia di nuovi casi ogni anno; in Italia l’età media alla diagnosi è giovane e la sopravvivenza a 5 anni è significativamente alta.
La parola all'esperto: l’urologo offre un punto di vista clinico e aggiorna sulle progressioni della ricerca su queste malattie, con attenzione alla diagnosi precoce e alle opzioni terapeutiche personalizzate.
Diagnosi precoce e autoesame restano strumenti chiave per aumentare le probabilità di guarigione, insieme a un percorso di trattamento multidisciplinare che tenga conto di istologia, stadio e aspetto psicologico del paziente.
Le conseguenze e la qualità della vita dopo l’intervento includono considerazioni ormonali, sessuali e di fertilità; per questo è essenziale discutere anticipatamente di protesi, conservazione dello sperma e opzioni di supporto psicologico.
Esistono risorse e organizzazioni che forniscono informazioni, gruppi di sostegno e supporto ai pazienti e alle famiglie, come la Testicular Cancer Foundation e altre reti correlate.
La diagnosi precoce e la gestione multidisciplinare hanno ridotto significativamente la mortalità, e la rarità di sintomi iniziali rende fondamentale l’educazione alla prevenzione e all’autopalpazione.
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