
I denti del giudizio sono tristemente famosi: molte persone devono farci i conti quando cominciano a dare problemi ed è necessario estrarli. Se vi siete mai posti domande come "Che senso ha avere quattro denti che possono rimanere sotto la gengiva tutta la vita?" o "Perché fanno male?", questo approfondimento fa per voi: andiamo a scoprire insieme tutto quello che c’è da sapere sui denti del giudizio, mettendoli a confronto con canini e molari e spiegando le differenze anatomiche e funzionali.
I denti permanenti sono in totale 32, 16 in arcata superiore ed altrettanti in arcata inferiore. Ciascuna arcata è speculare e, quindi, si divide in un’emiarcata destra e una sinistra. In base alla loro disposizione nell’arcata, sono identificati come primo, secondo e terzo molare. Ogni arcata, una volta compiuta la dentizione definitiva, è di norma composta da sedici denti. In periodo infantile siamo dotati di dente da latte. Una volta caduti i denti da latte, normalmente in un uomo ci sono 28 denti permanenti visibili, 32 se contiamo anche i denti del giudizio.
Se ti confondono i nomi dei denti, non sei il solo. In bocca hai 4 tipi principali di denti, incisivi, canini, premolari e molari, ognuno con una forma e una funzione precisa. Capire come si chiamano i tuoi denti ti aiuta a seguire meglio le visite, prevenire carie e gengiviti e decidere con più serenità se ti serve un apparecchio, una ricostruzione dente o un impianto. Il tuo dentista combina queste informazioni per essere molto preciso.
Gli incisivi sono i denti frontali dell’arcata, 8 in totale, e si trovano quindi nella posizione centrale. Gli incisivi si riconoscono per la forma “a palettone”. Gli incisivi, con quel margine che ricorda la lama di un coltello, sono perfetti per mordere e tagliare.
I canini sono due per arcata (4 in totale) e hanno una forma molto riconoscibile, con una corona allungata che presenta una sola cuspide appuntita. La loro funzione è quella di strappare e sminuzzare il cibo, in particolar modo quello consistente come ad esempio la carne.
Leggi anche: Pro e Contro dell'Apparecchio per Canini Inclusi
I premolari si trovano tra canini e molari: sono otto in totale, quattro nell’arcata superiore e quattro nell’arcata inferiore. Per posizione - tra canino e molare - e anche per forma, i premolari costituiscono denti di transizione. Osservato a tutto tondo, però, si nota la presenza di una seconda cuspide (in alcuni casi anche di una terza), che guarda verso l’interno della bocca.
I molari sono i denti più grossi e robusti delle arcate e hanno una forma simile a quella di un cubo munito di cuspidi e sono anche paragonati alla forma di un diamante. Un molare presenta due, a volte tre cuspidi rivolte all’esterno, e due che guardano all’interno della bocca. La forma compatta e solida della corona rende questi denti perfetti per sopportare carichi pesanti e prolungati, facendone i veri e propri organi della masticazione, capaci di triturare e sminuzzare cibi di diversa consistenza.
Un dente è formato dalla radice, ovvero la parte contenuta all’interno dall’osso e rivestita dalla gengiva, e dalla corona, la parte visibile che caratterizza il dente. La corona è la parte visibile del dente, quella che sporge al di fuori dell’alveolo e della gengiva. La parte esterna della corona è rivestita da uno strato di smalto dentale, l’elemento più duro del corpo umano, composto per il 96% da minerali e per il restante 4% da sostanze organiche. Lo smalto dentale, essendo un tessuto privo di cellule, non può rigenerarsi.
Al di sotto dello smalto c’è la dentina, la sostanza che dà la colorazione ai denti. E’ un tessuto simile all’osso compatto, di colore giallastro. E’ composta per circa il 70% da materiale inorganico, per il restante 30% da materiale organico e acqua. All’interno della dentina, si sviluppa la polpa dentale, la parte che assicura la vitalità del dente. La polpa è un tessuto molle che comprende il nervo, i vasi sanguigni e le cellule (gli odontoblasti che producono la dentina).
La radice è la parte del dente che non vediamo, quella inserita nell’alveolo e legata all’osso tramite il legamento parodontale. La radice è ancorata nell’alveolo dentale e costituisce il 2/3 del dente. La sua lunghezza e la sua forma possono variare a seconda del tipo di dente. Nei molari, ad esempio, la radice può essere doppia o addirittura tripla. Il legamento parodontale è un tessuto fibroso che collega la radice del dente all’osso alveolare. È importante per l’elasticità del dente e per la distribuzione delle forze masticatorie.
Leggi anche: approccio chirurgico e ortodontico per canini inclusi
Il nome dei denti del giudizio in realtà è “terzi molari”: si tratta infatti di quattro molari (due nell’arcata superiore e due in quella inferiore) e sono gli ultimi denti a erompere, oltre a essere anche gli ultimi lungo l’arcata dentale. Sono chiamati “del giudizio” proprio perché, essendo gli ultimi a uscire dalla gengiva, erompono di solito in età adulta (tra i 17 e i 25 anni circa, anche se possono spuntare prima o dopo). I denti del giudizio (o terzi molari) possono spuntare più tardi, ma è una situazione soggettiva, variano da persona a persona tanto che non sempre spuntano.
Per rispondere a questa domanda dobbiamo intraprendere un breve viaggio nell’evoluzione umana. I nostri antenati avevano terzi molari di una dimensione fino a quattro volte maggiore di quella attuale: questi denti erano necessari per masticare radici e carne cruda, entrambi presenti nella dieta preistorica. Circa due milioni anni fa con lo sviluppo dell’Homo Sapiens le regole sono leggermente cambiate: la dimensione di ogni singolo dente inizia a dipendere dalla dimensione totale della dentatura e ciò ha causato una diminuzione sproporzionata dei terzi molari, fino ad arrivare agli attuali denti del giudizio.
La biologa Kathryn Kavanagh nel 2007 presentò un modello teorico secondo il quale, quando un dente si sviluppa, emette segnali che stimolano o reprimono il dente più prossimo determinando così la dimensione dei denti vicini tra loro (senza che ci fosse un legame con la dimensione totale della dentatura), sottolineando come i terzi molari - essendo gli ultimi denti - avessero la possibilità di raggiungere dimensioni molto maggiori.
I denti del giudizio servono a qualcosa? La risposta è no. Si tratta di un retaggio ancestrale, un’eredità lasciataci dai nostri antenati ma che non ha alcuna funzione pratica per la masticazione o il linguaggio ai giorni nostri. Anzi, come vedremo, in più di un caso i denti del giudizio rappresentano un problema da risolvere. Attualmente può accadere che qualche individuo nasca già senza denti del giudizio, ma non è la norma; è lecito aspettarsi, invece, che nel futuro (tra centinaia o migliaia di anni) gli esseri umani nasceranno senza denti del giudizio.
I denti del giudizio possono comportare diverse complicazioni perché si trovano in uno spazio molto ridotto e interno alla gengiva. In alcuni casi i terzi molari possono erompere solo a metà, o solo con una piccola porzione: in questo caso le infiammazioni e le infezioni sono frequenti perché i batteri si vanno ad annidare sotto la gengiva approfittando dello spazio creato dall’uscita del dente, dando luogo a episodi dolorosi e frequenti da trattare con antibiotici. Infine ci sono casi in cui il dente del giudizio non ha nessuno spazio per erompere (oppure si trova sotto la gengiva ma sdraiato) e quindi la spinta per uscire si traduce in un tentativo inutile ma che causa dolore e infiammazione.
Leggi anche: Cause del canino sporgente post-apparecchio
La loro posizione in fondo all’arcata dentale li rende molto difficili da raggiungere con lo spazzolino e il filo interdentale per una corretta igiene orale e, per questo, tendono a cariarsi facilmente. Otturare o (ancora peggio) devitalizzare un dente del giudizio non è semplice come negli altri denti: semplicemente per la loro posizione talvolta non è possibile garantire la resa ottimale di un’otturazione e il rapporto costo/beneficio dell’otturare la carie è sfavorevole; in questi casi, quindi, si sceglie di estrarli.
Se il dente fa male è necessaria una visita dentistica: con una semplice esplorazione visiva il dentista è in grado di determinare se il dente è cariato o se la gengiva è infetta. Attraverso una radiografia panoramica digitale è possibile vedere la posizione del dente sotto la gengiva e, nei casi più complessi, con una TAC 3D si va a esaminare la vicinanza di eventuali nervi a cui prestare attenzione nel caso di estrazione. Con tutte queste informazioni il dentista decide se è il caso di rimuovere il dente del giudizio che, come abbiamo detto prima, verrà estratto solo dopo che un’eventuale infezione è passata grazie ad antibiotici e a una pulizia per rimuovere eventuale tartaro sottogengivale che causa infiammazione.
Negli studi Brush sia la panoramica digitale che la TAC 3D vengono realizzate in loco e al momento, senza necessità di dover prendere appuntamento presso altre strutture: in questo modo la diagnosi è immediata e tutto il processo viene preso in carico dallo stesso dentista.
L’estrazione in sé non fa assolutamente male poiché viene praticata in anestesia locale e, se il paziente lo desidera, anche utilizzando la sedazione cosciente con protossido d’azoto. L’intervento e il recupero post operatorio dipendono dalla condizione del dente da estrarre: se si tratta di un dente già erotto l’intervento è semplice e piuttosto veloce, e anche il post operatorio sarà rapido e con poco dolore e/o infiammazione. Diversa la situazione se si tratta di un dente parzialmente erotto oppure del tutto sottogengiva: in questi casi l’intervento è un po’ più complesso e anche il recupero dopo l’operazione sarà leggermente più impegnativo ma comunque totalmente gestibile.
In ogni caso l’estrazione dei denti del giudizio (in qualsiasi condizione essi siano) è un’operazione di routine che viene praticata continuamente, con alte probabilità di successo e rischi minimi: sono inoltre disponibili farmaci e se necessari antibiotici per controllare dolore e infiammazione post operatori. Una cosa che è importante sapere è che se si ha un dente del giudizio infiammato e/o infetto non è possibile estrarlo in questa condizione: il dentista prescriverà una cura antibiotica per eliminare l’infezione e, solo una volta tornato in condizioni normali, sarà possibile estrarlo.
Per avere un sorriso sano e bello è importante un’accurata igiene orale e una visita periodica dal dentista. E’ importante analizzare la struttura di ogni dente e mantenere una buona igiene, in quanto la carie dentale è una delle malattie più comuni ed è causata dalla demineralizzazione dello smalto dentale dovuta alla proliferazione di batteri che metabolizzano gli zuccheri e producono acidi. La parte tra la corona e la radice, attorno alla quale si sviluppa il margine della gengiva è detta colletto: è una zona molto importante perché qui tende ad accumularsi la placca batterica.
Ora che hai scoperto la funzione e i nomi dei denti cosa aspetti? Vuoi avere finalmente il sorriso che hai sempre desiderato? Capire i nomi dei denti non è solo una curiosità. Se il tuo obiettivo è soprattutto estetico potresti scegliere percorsi meno invasivi sugli incisivi, come le denti con faccette, oppure un trattamento combinato ortodontico ed estetico.
| Tipo di dente | Numero per arcata | Forma caratteristica | Funzione principale | Radici (comune) |
|---|---|---|---|---|
| Incisivi | 4 | Corona appiattita, "a palettone" | Mordere e tagliare | 1 |
| Canini | 2 | Corona allungata con 1 cuspide | Strappare e lacerare | 1 |
| Premolari | 4 | Due cuspidi, transizione tra canino e molare | Frammentare e preparare il cibo alla masticazione | 1-2 |
| Molari (inclusi 3° molari) | 6 (3 per emiarcata) | Corona massiccia con più cuspidi | Triturare e macinare il cibo | 2-3 (molari superiori spesso 3) |
Dott. Giovanni Mazzei: Giovanni Mazzei, Laureato in Odontoiatria e Protesi Dentaria presso la Prima Università degli Studi di Roma con 110/110 e la lode. Esercita l’Attività Libero-Professionale nel proprio Studio in Roma dal 1991. Giovanni Mazzei è anche un Giornalista Pubblicista dal 2008, un Imprenditore Turistico dal 1999, del Food e del Wedding e di Eventi Musicali dal 2011. E’ un Agricoltore da sempre.
tags: #differenze #anatomiche #e #funzioni #canino #molare
