
Partiamo sempre dal verificare il tipo di aspirazione (se vi state chiedendo cosa c’entra lo scarico della bacinella con l’aspirazione… un po’ di pazienza e lo vedremo), visto che abbiamo già un dispositivo per separare e TRATTENERE l’amalgama installato sul sistema di aspirazione (o sul separatore aria/acqua/amalgama quando abbiamo il sistema di aspirazione ad aria) vediamo di utilizzarlo anche per il trattamento dell’acqua che esce dalla bacinella facendo in modo che quest’acqua si incanali nel sistema di aspirazione e che venga trattata come ho scritto sopra.
Le particelle d’amalgama contenute nell’acqua reflua di uno studio dentale sono emesse nell’ambiente. Il mercurio presente nell’amalgama, trasformandosi in composti di mercurio, diventa tossico: 1 g di mercurio basta ad inquinare 100.000 litri di acqua potabile! Pertanto, il corretto smaltimento dei residui d’amalgama non è sola un dovere legale, ma un vero e proprio dovere morale per la tutela e la protezione del nostro ambiente.
A LIQUIDO: una macchina che è collegata alla rete idrica attraverso un rubinetto dell’acqua genera il vuoto che attraverso delle tubature arriva alla/e poltrona/e, la macchina del vuoto (pompa del vuoto) può ricevere i liquidi aspirati da tutti i riuniti (sangue, saliva, AMALGAMA, ecc.) che, una volta arrivati alla pompa, vengono scaricati in fogna senza essere trattati, quindi le parti di amalgama possono così tranquillamente entrare nella rete fognaria.
Riassumendo: con l’impianto ad aria dobbiamo installare UN SEPARATORE ARIA/ACQUA/AMALGAMA all’interno o all’esterno di ogni riunito, con l’impianto a liquido o a umido UN SOLO SEPARATORE DI AMALGAMA PER OGNI POMPA.
Per fare questo dobbiamo installare sullo scarico della bacinella una valvola che sia in comunicazione con il sistema di aspirazione e che si apra solo quando arriva il liquido. Su ogni di riunito va inserita la sua specifica valvola che viene chiamata VALVOLA DRENAGGIO SPUTACCHIERA.
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Innanzitutto va fatta una analisi della tipologia delle attrezzature presenti nello studio, relativamente alla amalgama possiamo concentrare la ns. Su sistemi ad anello umido, installazione di un separatore di amalgama centralizzato posizionato affianco/sotto al motore aspirante ed inoltre vanno installate una valvola per ogni riunito con la funzione di intercettare l’acqua di scarico della bacinella e convogliarla al motore aspirante.
Se nello studio sono presenti almeno 2 riuniti , questa soluzione è forse la più indicata e probabilmente anche la più economica in quanto si userà un solo separatore esterno ed n. valvole di intercettazione per ogni riunito.
Vanno gestiti e consegnati ad una struttura o a una impresa per la gestione dei rifiuti, come descritto nell’articolo 10 paragrafo 6: “I dentisti garantiscono che i loro rifiuti di amalgama, compresi i residui, le particelle e le otturazioni di amalgama nonché i denti, o una loro parte, contaminati con amalgama dentale, siano gestiti e raccolti da una struttura o da un’impresa per la gestione dei rifiuti autorizzata.
Articolo 10 Amalgama dentale: 1. A decorrere dal 1o gennaio 2019 l'amalgama dentale può essere usato solo in forma incapsulata pre-dosata. L'uso del mercurio in forma libera da parte dei dentisti è vietato.
2. A decorrere dal 1o luglio 2018 l'amalgama dentale non può essere utilizzato per le cure dei denti decidui, le cure dentarie dei minori di età inferiore a 15 anni e delle donne in stato di gravidanza o in periodo di allattamento, tranne nei casi in cui il dentista lo ritenga strettamente necessario per esigenze mediche specifiche del paziente.
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3. Entro il 1o luglio 2019, ogni Stato membro definisce un piano nazionale concernente le misure che intende attuare al fine di eliminare gradualmente l'utilizzo dell'amalgama dentale.
4. A decorrere dal 1o gennaio 2019 gli operatori degli studi odontoiatrici che utilizzano l'amalgama dentale o rimuovono otturazioni contenenti amalgama dentale ovvero denti con tali otturazioni, devono garantire che il proprio studio sia dotato di separatori di amalgama per trattenere e raccogliere le particelle di amalgama, incluse quelle contenute nell'acqua usata.
4a) i separatori di amalgama messi in servizio a decorrere dal 1o gennaio 2018 assicurino un livello di ritenzione delle particelle di amalgama pari almeno al 95 %;
4b) a decorrere dal 1o gennaio 2021 tutti i separatori di amalgama in uso assicurino il livello di ritenzione specificato alla lettera a). I separatori di amalgama devono essere soggetti alla manutenzione conformemente alle istruzioni del fabbricante per garantire il più elevato livello di ritenzione praticabile.
5. Le capsule e i separatori di amalgama che rispettano le norme europee o altre norme nazionali o internazionali che garantiscono un livello equivalente di qualità e di ritenzione sono considerati conformi agli obblighi stabiliti ai paragrafi 1 e 4.
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6. I dentisti garantiscono che i loro rifiuti di amalgama, compresi i residui, le particelle e le otturazioni di amalgama nonché i denti, o loro parti, contaminati con amalgama dentale, siano gestiti e raccolti da una struttura o da un'impresa per la gestione dei rifiuti autorizzata.
Il Ministero dell'Ambiente, come indicato Regolamento (UE) 2017/852 sul mercurio, ha emanato il 6 agosto scorso l‘informativa sull’utilizzo dell’amalgama dentale facendo proprie (senza modifiche) quanto indicato nell’articolo 10 del Regolamento europeo. Di fatto la vera novità per gli studi odontoiatrici italiani introdotta dal Regolamento e confermata dall’indicazione ministeriale, è quella che dal primo gennaio 2019, in base al comma 4 del Regolamento europeo, “gli operatori degli studi odontoiatrici che utilizzano l’amalgama dentale o rimuovono otturazioni contenenti amalgama dentale ovvero denti con tali otturazioni, devono garantire che il proprio studio sia dotato di separatori di amalgama per trattenere e raccogliere le particelle di amalgama, incluse quelle contenute nell’acqua usata”.
Da capire se l’obbligo riguarda i riuniti in cui viene rimossa o lavorata l’amalgama oppure tutti i riuniti dello studio. Una interpretazione letterale della informativa ministeriale, ma anche del Regolamento europeo, indicherebbe come corretta la seconda ipotesi.
Negli anni scorsi ANDI aveva cercato di intervenire sul Ministero della Salute per cercare di rendere più “light” all’applicazione dei dentisti italiani, ma il Ministero sembra aver preferito adottare il regolamento senza dare specifiche indicazioni ai dentisti italiani.
Il paragrafo 4 dispone invece che, a decorrere dal 1° gennaio 2019, gli operatori degli studi odontoiatrici che utilizzano l’amalgama dentale o rimuovono otturazioni contenenti amalgama dentale ovvero denti con tali otturazioni, devono garantire che il proprio studio sia dotato di separatori di amalgama per trattenere e raccogliere le particelle di amalgama, incluse quelle contenute nell’acqua usata.
Tali operatori garantiscono, tra l’altro, che a decorrere dal 1° gennaio 2021 tutti i separatori di amalgama in uso assicurino un livello di ritenzione delle particelle di amalgama pari almeno al 95%.
I separatori di amalgama devono essere soggetti alla manutenzione conformemente alle istruzioni del fabbricante per garantire il più elevato livello di ritenzione praticabile.
Vanno gestiti e consegnati ad una struttura o a una impresa per la gestione dei rifiuti, come descritto nell’articolo 10 paragrafo 6: “I dentisti garantiscono che i loro rifiuti di amalgama, compresi i residui, le particelle e le otturazioni di amalgama nonché i denti, o una loro parte, contaminati con amalgama dentale, siano gestiti e raccolti da una struttura o da un’impresa per la gestione dei rifiuti autorizzata.
Pesanti quelle per gli odontoiatri che violano quanto previsto dal Regolamento europeo in tema di utilizzo e smaltimento.
Dal luglio 2018 l’articolo 10 del Regolamento europeo sul mercurio limita i dentisti all’utilizzo dell’amalgama dentale, in Italia le limitazioni erano già state imposte... Queste le norme in vigore in Italia, quando è possibile (ancora) utilizzare l’amalgama dentale e quando è vietato rimuoverla.
La decisione alla COP6 Minamata di Ginevra. FDI e IADR scelgono un approccio più graduale per aiutare le popolazioni a basso reddito. Da FDI una guida sui materiali che possono sostituire l’amalgama dentale.
La normativa non precisa in maniera esaustiva se la separazione vada effettuata su tutti i riuniti oppure su almeno uno. Pur rendendomi conto che sia un argomento prettamente tecnico, ho cercato di fornire una idea dei vari interventi necessari per adeguare lo studio alle norme vigenti, rimane comunque prioritario affidarsi al proprio tecnico di fiducia per estrapolare con maggior precisione , i vari interventi necessari.
Monticelli Greenwood Dr. REGOLAMENTO UE 2017/852 del parlamento europeo e del consiglio del 17 Maggio 2017 AMALGAMA DENTALE e REGOLAMENTO UESeparatore d’amalgama, i chiarimenti del Ministero della Salute(fonte Odontaiatra 33 del 28/10/18)
| Elemento | Obbligo/Indicazione |
|---|---|
| Uso amalgama | Solo in forma incapsulata pre-dosata dal 01/01/2019 |
| Limitazioni pazienti | Non usare su decidui, minori <15, donne gravide/allattamento dal 01/07/2018 (salvo necessità clinica) |
| Separatori | Separazione e raccolta particelle, ≥95% ritenzione per nuovi separatori (da 01/01/2018) e per tutti dal 01/01/2021 |
| Smaltimento | Rifiuti di amalgama gestiti da impresa autorizzata |
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