
Il bruxismo nei bambini è una condizione comune ma spesso sottovalutata, che si manifesta con il serramento o il digrignamento involontario dei denti, specialmente durante il sonno. Il bruxismo è l’abitudine a digrignare con forza i denti durante il sonno. Il bruxismo è il movimento involontario dei muscoli della mandibola che porta a serrare o digrignare i denti. Può avvenire di giorno (bruxismo diurno), ma è più frequente durante il sonno (bruxismo notturno).
Il termine bruxismo indica l’abitudine involontaria di stringere o digrignare i denti in modo ripetuto e spesso inconsapevole. Clinicamente è classificato come un disturbo del movimento legato all’attività dei muscoli masticatori. Esistono due forme principali di bruxismo: bruxismo diurno si manifesta quando si tende a serrare i denti durante il giorno soprattutto in situazioni di stress o di concentrazione, bruxismo notturno avviene durante il sonno, è difficile da percepire direttamente ma può lasciare segnali ben evidenti.
Attualmente, il bruxismo interessa circa tre bambini su dieci, con una maggiore incidenza in età prescolare. Il bruxismo notturno è molto frequente nei bambini in età scolare, in particolare nei bambini tra i 5 e i 7 anni e nei ragazzini tra gli 11 e i 12 anni. Negli ultimi anni, infatti, l’abitudine a digrignare i denti durante il sonno è diventata un disturbo sempre più comune tra i bambini. Il bruxismo notturno nei bambini si manifesta soprattutto tra i 4 e i 10 anni, una fase caratterizzata da importanti cambiamenti fisici e psicologici.
Non è mai stata individuata un'unica causa cui attribuire la comparsa del bruxismo. Le cause del bruxismo nel bambino sono molteplici e spesso collegate tra loro.
Non sempre i genitori si accorgono subito del bruxismo notturno nei bambini. I segnali più comuni sono:
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Il segno clinico più indicativo di bruxismo nei bambini è l’usura dentaria che interessa principalmente gli incisivi e i canini e che può essere anche molto severa, determinando ipersensibilità al caldo o al freddo. Alcuni bambini al mattino lamentano mal di testa, dolori alla mandibola o affaticamento nella masticazione. Anche cefalea e blocco dell’articolazione mandibolare al risveglio possono essere segni di bruxismo notturno del bambino.
La diagnosi di bruxismo nei bambini è spesso difficoltosa per l’assenza di criteri o test diagnostici specifici per confermarla. Il pediatra deve quindi fare affidamento sull’anamnesi raccolta attraverso i genitori e un esame obiettivo accurato della cavità orale. Bisogna specificare però che anche la comparsa contemporanea di tutti questi sintomi non conduce direttamente all’effettiva diagnosi di bruxismo, che può essere eseguita solo attraverso un esame specifico: la polisonnografia. Il primo passo è una valutazione professionale da parte del dentista che potrà individuare la presenza del disturbo e consigliare il trattamento più adatto.
Con il tempo può portare al consumo dello smalto dentale: fratture, microlesioni e retrazioni gengivali. In alcuni casi può compromettere anche l’articolazione temporo-mandibolare e influenzare l’intera postura del corpo. In particolare, oltre al danneggiamento dei denti dovuto all’eccessiva pressione, si possono verificare anche disturbi ai muscoli masticatori, con mal di testa e connesse ricadute sull’articolazione mandibolare. Per questo è importante riconoscerlo e intervenire per tempo.
La prima cosa da fare per prevenire o eventualmente curare il bambino affetto da bruxismo è sicuramente garantirgli una tranquillità emotiva, magari evitando o affrontando le situazioni che lo rendono nervoso durante il sonno. Una routine serale regolare, con momenti di relax come la lettura di un libro o una conversazione tranquilla, può aiutare il piccolo a scaricare lo stress accumulato durante la giornata. Ridurre gli stimoli prima della nanna permette alla mente e al corpo di prepararsi gradualmente al riposo. Alcune buone pratiche utili:
Il bite dentale è un apparecchio trasparente, rigido o semi-rigido, realizzato su misura dal dentista. Il bite come rimedio per il bruxismo nei bambini si usa soprattutto quando il disturbo provoca usura dentale significativa o dolori persistenti. Si tratta di un apparecchio intraorale da mettere durante la notte per impedire il consumarsi dei denti e alleggerire la pressione esercitata sulle arcate dentali. Consiste in una mascherina di resina da apporre tra l’arcata dentale superiore e quella inferiore in maniera perfettamente aderente, così da non provocare disturbo al bambino.
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Per i bambini più piccoli o nei casi di bruxismo lieve, spesso un approccio conservativo è sufficiente. Quando però il bruxismo è frequente provoca disturbi nel sonno o fastidi alla mandibola, il dentista può optare per l’utilizzo del bite. L’odontoiatra è il medico che consiglia l’uso del bite per bambini e ti indirizzerà verso quello più adatto. Esistono diversi tipi di bite personalizzati e realizzati su misura dal dentista. Il costo di un bite personalizzato può variare in base a materiali, tecnologia utilizzata e complessità del caso. In media una bite notturno dal dentista costa tra 550 e i 700 euro a seconda dei materiali e del tipo di dispositivo.
La cura del bruxismo nei bambini necessita di un approccio multidisciplinare in cui possono essere coinvolti pediatri, dentisti e psicologi. Dopo aver diagnosticato con certezza il bruxismo, il dentista controlla se tra le cause scatenanti del disturbo ci siano la forma e le dimensioni del palato: eventualmente occorre ricorrere a determinati apparecchi ortodontici per creare il giusto spazio. In alcuni casi possono essere necessari anche interventi ortodontici o gnatologici per correggere eventuali malocclusioni. Yoga, esercizi di rilassamento e tecniche per la gestione dello stress possono aiutare a ridurre le tensioni. Alcuni pazienti trovano beneficio anche con l’agopuntura o il massaggio cranio sacrale. Quando i sintomi si presentano in maniera chiara e continuativa si parla di bruxismo probabile e in questo caso è necessario sottoporre il piccolo paziente a un controllo odontoiatrico.
Se il tuo bambino lamenta dolore, se noti denti consumati o se il rumore del digrignamento è costante, è importante fissare una visita di controllo. È consigliabile rivolgersi al dentista pediatrico quando il fenomeno si presenta abbastanza frequentemente, divenendo dunque un’abitudine, o anche in modo sporadico ma per diverso tempo, quando il bambino riferisce fastidi alla mandibola o si notano cambiamenti nella dentatura. Solo in presenza di segni clinici significativi o di danni evidenti ai denti, il dentista potrà consigliare trattamenti mirati, come dispositivi di protezione notturna o esercizi di rilassamento muscolare.
Il bruxismo occasionale nei bambini sembra essere “fisiologico” in quanto costituisce una forma comune di risposta allo stress e sembra avere anche un ruolo nello sviluppo dell’apparato masticatorio. In questi casi il bruxismo diventa sempre più infrequente fino a scomparire del tutto con la crescita. Tuttavia, nei casi di bruxismo “patologico” si dovranno identificare le cause del fenomeno e trattarle in maniera adeguata.
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