
La borsa, dal greco “byrsa” (cuoio), nasce come accessorio prettamente maschile per contenere denaro e piccoli oggetti preziosi. Le prime borse da passeggio con tracolle di catenelle o manici rigidi compaiono attorno al 1890, quando da accessorio prettamente professionale, la borsa diventa un accessorio di uso comune. Con il finire della guerra, invece, le donne iniziano a muoversi non soltanto per viaggio ma iniziano a uscire per attività ludiche come il ballo.
Negli anni trenta, arrivano modelli diventati ormai intramontabili e iconici come la trousse, realizzata in metallo o pellami preziosi come coccodrillo o tartaruga, per contenere la cipria e il rossetto delle signore o la busta nera con la trapuntatura a rombi che ancora oggi chiamiamo semplicemente Chanel. Sempre in questi anni Gucci presenta la sua nuova borsa ispirata all’equitazioni decorata con la l’inconfondibile banda verde e rossa e Hermès propone il secchiello, una borsa capiente e pratica ideale per accompagnare le signore nel loro tempo libero. Le dive cominciano a fare tendenza e nascono in questo periodo borse iconiche come la “Kelly”, borsa rigida con chiusura a lucchetto realizzata da Hermès, indossata nel ’56 da Grace Kelly. Indimenticabile anche Audrey Hepburn con indosso le borse di Gucci o Jacqueline Kennedy con la borsa rettangolare con la chiusura a forma di H.
Gli anni sessanta sono un tripudio di proposte e novità, ci sono borse rigide e strutturate come baulette e cartelle o borse pratiche e con tante tasche, cerniere o soffietti da indossarsi anche a tracolla. Per definizione, viene identificato con il termine “diastema” lo spazio tra due denti, molto spesso tra gli incisivi superiori. Da sempre associato alle donne più belle del mondo e, per molte culture, sinonimo di grandissimo fascino, il diastema vanta una storia che risale fino all’Antico Egitto; a quel tempo, infatti, le donne si procuravano dei profondi solchi tra i denti perché spesso utilizzavano la bocca per separare i fogli di papiro, mordendoli.
Principali cause: una mascella troppo grande e di conseguenza uno spazio troppo grande per i denti; denti troppo piccoli rispetto alla dimensione della mascella che lasciano spazio vuoto tra di loro; la scarsa crescita degli incisivi laterali che impediscono il contatto tra i denti vicini; la spinta della lingua verso gli incisivi superiori e/o inferiori. Soluzioni: tra le soluzioni più diffuse troviamo l’Ortodonzia Invisibile, ovvero l’utilizzo quotidiano di un apparecchio invisibile poco invasivo, adatto sia agli adulti che ai bambini. L’utilizzo della mascherina invisibile Invisalign ha lo scopo di riavvicinare i denti e di ridurre lo spazio presente tra di loro con tempi ridotti.
Tuttavia, soprattutto nel Medioevo, questa caratteristica fisica veniva associata a donne talmente belle da essere considerate figlie del demonio, delle streghe sostanzialmente. Les Blank, con il suo documentario “Gap-Toothed Woman”, uscito nel 1987, ha sviluppato uno studio sulle donne con il diastema appartenenti a tutti i ceti sociali; all’interno di questo documentario intervista donne famose come Lauren Hutton e la giudice della Corte Suprema degli Stati Uniti Sandra Day O’Connor. Dà lo stesso tempo di trasmissione anche alle donne “normali”, non riconosciute come personaggi pubblici, dando loro modo di esplicitare le rimostranze della propria infanzia riguardo la percezione di quello che, di fatto, è un difetto fisico.
Leggi anche: Come rimuovere le borse sotto gli zigomi
Le prime citazioni riguardanti la borsa in letteratura si leggono nei miti della Grecia Antica in Perseo e Medusa Gorgonia, e successivamente nella letteratura medievale del XIV secolo. Sicuramente la borsa apparve molto prima e cioè da quando l’uomo iniziò ad avere oggetti di utilità quotidiana necessari anche quando si trovava lontano da casa. Inizialmente le borse si usavano per motivi pratici, cioè per portare mercanzie pesanti e per altre esigenze quotidiane. Nell’antichità non esisteva un elemento importante dell’abbigliamento: la tasca. Per questo motivo in prevalenza si utilizzava una borsa-cinta, che si attaccava attorno alla vita e si usava per portare cose utili o strumenti. Nell’Est Europa gli archeologi hanno rinvenuto tanti resti di borsa da donna del periodo del primo medioevo. Queste borse erano realizzate in pelle, molto probabilmente da artigiani locali. Queste borse-sacchetto si attaccavano con una corda alla cintura. Le borse venivano decorate con frange, campanelli, piastre metalliche ornate, ricami e gioielli. Le borse-marsupio erano utilizzate anche dagli uomini - Questo tipo di borsetta si usava in Europa e in Scandinavia.
La storia della borsa prosegue con borsette-portamonete (anno 819) portate sulla cinta, trovate a Birka, e con reperti della Courtauld Gallery di Londra. Nel Medioevo la tasca diventò un elemento centrale del vestiario cittadino; durante l’emancipazione femminile la borsa si ingrandisce. All’inizio le dame portavano dentro pochette un fazzoletto, uno specchio o un ventaglio, poi nel XIX secolo il contenuto della borsetta si amplia: libri, prodotti cosmetici e altre utilità. All’inizio del XX secolo la borsa diventa anche status dell’immagine e dell’estetica. Carla Braccialini, famosa designer italiana, crea opere Temi in stile Art Deco: borse-casette, borsa-fontana, borsa-pavone. Oggi esistono più di 40 tipi di borse per ogni esigenza e gusto: pochette, shopper, baguette, zaini ecc. Dal latino: bursa, a sua volta dal greco: bursa pelle, e per estensione otre di pelle. Parola comune e immagine fondamentale. Dall’otre di pelle che era si è estesa ad indicare un’infinità di sacchetti e custodie di vario tipo.
Enorme successo hanno avuto anche gli usi figurati: borse sotto gli occhi e borse dei marsupiali; per metonimia è passata ad indicare anche il contenuto stesso della borsa, in particolar modo il denaro. Ma cosa c’entra questo con la borsa di commercio? Bruges, nel XIV-XV secolo, fu uno snodo commerciale fondamentale dove mercanti italiani guidavano il mercato; la famiglia veneziana dei Della Borsa (Van der Burse) rese celebre il modello di scambio, diffusosi poi ad Anversa, Tolosa, Lione, Londra. L’idea del mercato chiamato “Della Borsa” conquistò l’Europa.
La nostra relazione con i denti non è fatta solo di igiene orale e visite dal dentista. Gli antichi egizi avevano una conoscenza avanzata della medicina, inclusa quella dentale. Nella mitologia greca la perdita dei denti era associata alla decadenza fisica e alla fine della giovinezza. Gli Etruschi furono tra i primi a realizzare protesi dentarie con bande d’oro. Nel Medioevo la cura dentale si mischia di religione e superstizioni: la perdita dei denti era interpretata come segno divino o punizione. In molte zone d’Europa si credeva che mettere sotto il cuscino un dente caduto potesse evitare lo spirito del male; altre superstizioni parlavano di lupi se un dente da latte non veniva bruciato. Si usavano denti umani presi da cadaveri per dentiere vendute nei mercati europei. In Giappone esistono rituali legati alla cura dei denti, spesso associati ai templi shintoisti. L’ohaguro, tingere i denti di nero con acetato ferrico, aveva funzioni estetiche e protettive simili ai sigillanti dentali moderni.
I denti non sono mai stati solo “pezzi di smalto e radici”: il simbolismo dei denti varia molto e include forza, bellezza, seduzione, purezza o pericolo. Anche nei paesi occidentali permane l’idea che i denti raccontino qualcosa della nostra identità e del nostro stato di salute. Queste storie rivelano come i denti siano molto più di semplici strumenti per masticare: sono simboli potenti, legati a passaggi di crescita, credenze religiose, visioni del mondo e riti comunitari. Conoscere queste tradizioni aiuta a comprendere quanto il nostro rapporto con la salute orale sia complesso e ricco di sfumature.
Leggi anche: Sintomi, cause e rimedi per denti e feci molli nel neonato
Leggi anche: Soluzioni per allineare i denti
tags: #borsa #con #i #denti #significato #e
