
La ceramica vetrosa o vetroceramica ha sempre rappresentato il riferimento per la riabilitazione estetica dei tessuti dentali. Grazie alla sua naturale traslucenza e alta biocompatibilità, è stata utilizzata per decenni come “corona a giacca” sui denti anteriori.
Esempio di questa categoria di ceramiche è il disilicato di litio, una ceramica a matrice vetrosa altamente caricata che unisce buone proprietà meccaniche (una resistenza alla flessione cha va da 300 a 450 MPa) a ottime proprietà estetiche. La matrice vetrosa è mordenzabile, caratteristica che rende questa ceramica candidata ideale alla cementazione adesiva, realizzando così un unico “sistema” dente-restauro.
Il disilicato di litio è un materiale costituito da una vetroceramica rinforzata con sali di litio. Il disilicato di litio è un materiale costituito da una vetroceramica rinforzata con sali di litio. La caratteristica principale del disilicato di litio è la resistenza; rispetto alle altre vetroceramiche infatti, presenta una resistenza circa 3 volte maggiore. Proprio questo è il suo punto di forza: riesce ad unire una struttura molto resistente, che può durare nel tempo, all'estetica superlativa della ceramica.
È caratterizzato da un’ottima traslucenza e opalescenza, che rendono la protesi estremamente simile al dente naturale. La sua resistenza meccanica è notevole, garantendo una durabilità a lungo termine. Il disilicato di litio è un composto inserito in forma di cristalli all'interno della matrice vetrosa di alcune vetro-ceramiche.
Il disilicato di litio è utilizzato in odontoiatria per la realizzazione di protesi dentarie come corone e ponti dentali, ma anche per altre applicazioni quali intarsi e faccette. Le faccette in disilicato di litio rappresentano una soluzione estremamente efficace per correggere difetti estetici dei denti, come discromie, malformazioni o fratture.
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La ceramica al disilicato di litio, utilizzata nella sua forma monolitica con una tecnica di caratterizzazione, è un materiale particolarmente adatto a situazioni di erosione o abrasione, laddove sia necessario sostituire o restaurare lo smalto danneggiato, mediante un processo di “re-enameling”, o per la correzione protesica di denti malposizionati o con diastemi, nonché per restauri di denti incongrui dal punto di vista della forma o del colore a causa di restauri estesi in composito di scarsa qualità.
Le faccette in disilicato di litio sono adatte per: riparare denti fratturati o scheggiati, correggere usura dentale causata dal bruxismo, fornire una soluzione estetica e funzionale per denti posteriori, che sono soggetti a maggiori forze masticatorie.
Il disilicato di litio può essere lavorato sia con la tecnica di termopressatura sia con la tecnica CAD-CAM. Nel caso presentato è stato scelto di utilizzare del disilicato termopressato. Questa è solo una prima strada per ottenere una protesi in disilicato di litio: l’altra - e anche più in uso - è la tecnica della ceramica per pressaggio che consente l’ottenimento di un disilicato da un forno.
Oggi, con la tecnologia CAD/CAM e il digitale, l'attrezzatura necessaria per produrre elementi in disilicato si è notevolmente ridotta ed è sufficiente una scansione, endo-orale o da modello, per poi produrre l'elemento richiesto in modo semplice. La fresatura del disilicato di litio è una tecnologia di lavorazione innovativa che consente di ottenere protesi dentarie di alta qualità e precisione. La fresatura del disilicato di litio consente di lavorare questo materiale in modo rapido ed efficiente, riducendo al minimo il rischio di errori e aumentando la soddisfazione del paziente.
La combinazione di disilicato di litio e tecnologia CAD/CAM rappresenta un binomio vincente nel campo dell'odontotecnica, offrendo soluzioni su misura e tempi di produzione ottimizzati per soddisfare le esigenze dei professionisti del settore e dei loro pazienti. Soprattutto anche per aiutare il team odontoiatrico a valutare in anticipo il risultato finale prima dell'installazione della protesi sul paziente.
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Utilizzando ceramiche integrali, la cementazione è una fase delicata. Una corretta cementazione infatti influenza direttamente la resistenza meccanica del restauro e la sua longevità. Perciò è fondamentale mordenzare e silanizzare la superficie interna del disilicato per poter sviluppare un legame chimico tra cemento resinoso e ceramica.
È ugualmente importante trattare la superficie dentale per ottenere un legame chimico tra smalto e/o dentina e cemento resinoso. Così facendo si realizza un “sistema” unico dente-restauro. La matrice vetrosa è mordenzabile, caratteristica che rende questa ceramica candidata ideale alla cementazione adesiva, realizzando così un unico “sistema” dente-restauro.
Nel caso clinico presentato la superficie interna delle ceramiche è stata mordenzata con acido fluoridrico al 5% per 20 secondi. I manufatti sono stati risciacquati e immersi in alcol puro in vasca a ultrasuoni per 5 minuti per rimuovere i residui di mordenzante. Con un microbrush è stato apportato il silano sulla superficie interna delle ceramiche e il solvente è stato fatto evaporare per 60 secondi.
Per il trattamento degli elementi dentari, in alcuni casi è stato utilizzato un self-etching primer, mentre per la faccetta è stato eseguito un trattamento con acido ortofosforico al 37% per 30 secondi e adesivo. È stato utilizzato un cemento duale trasparente per le corone e un cemento adatto per la faccetta.
L’utilizzo di una dima in silicone realizzata sui volumi della ceratura permette di preparare i monconi con gli spessori corretti per il materiale da restauro senza decurtare struttura dentale in eccesso. La preparazione per restauri protesici fissi può essere eseguita in diversi modi. Di solito, si esegue la preparazione con un margine orizzontale definito per restauri in ceramica integrale.
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Sebbene storicamente la preparazione verticale sia indicata nel caso in cui denti coinvolti parodontalmente siano utilizzati come pilastri per protesi fisse, questo approccio può rappresentare un’alternativa meno invasiva al margine orizzontale in diverse condizioni cliniche. Inoltre, l’introduzione delle ceramiche ad elevata resistenza ha permesso al clinico di utilizzare questa preparazione del margine anche per restauri in ceramica integrale.
La morfologia studiata durante il progetto digitale viene collegata ai margini di finitura. L’allineamento tra questi dati è molto importante e rappresenta il punto di partenza. Il mock-up viene trasferito in bocca tramite una mascherina in silicone ottenuta dal modello stampato del progetto protesico.
Lo studio sui modelli della paziente è un aspetto fondamentale. Il clinico ha raccolto una serie di informazioni durante la visita, relative al chief complaint della paziente e all’esame obiettivo, da cui si ricavano le indicazioni per l’odontotecnico. In laboratorio si procede a realizzare un wax-up secondo le indicazioni cliniche, tenendo ben presente le fotografie della paziente.
L’importanza della fotografia del volto sorridente del paziente è spesso sottovalutata, ma è la chiave di volta per un corretto progetto, in particolare in casi ad alta valenza estetica. È infatti attraverso la fotografia dell’intero volto durante il sorriso che è possibile per l’odontotecnico valutare la dimensione e la forma degli elementi dentari, l’inclinazione degli assi, i rapporti con il labbro inferiore, cioè quei “fondamentali” dell’analisi estetica dento-labiale su cui è possibile agire.
Ultimate le preparazioni, è stato provato il provvisorio. L’adattamento del provvisorio è il momento decisivo del trattamento: la vera verifica del progetto della ceratura avviene qui, quando la paziente si guarda con i “denti nuovi” e dà il via libera per il lavoro definitivo. L’impronta dei provvisori è spesso molto utile per poter alternare in articolatore i modelli e riportare così sul lavoro definitivo le modifiche apportate ai provvisori non solo da un punto di vista estetico, ma anche funzionale.
Scopo del presente articolo è presentare una riabilitazione estetica con restauri totali e parziali in disilicato di litio cementati adesivamente. All’esame clinico la paziente si è presentata con delle corone in oro-ceramica sugli elementi 12, 11, 21, 22 e 23 realizzate circa 15 anni prima. Si è deciso di realizzare 5 nuove corone e una faccetta sull’elemento 13.
Si è proceduto alla rimozione delle corone protesiche, alla ricostruzione dei monconi e alla nuova preparazione. I monconi sono stati ricostruiti con composito sotto diga e quindi preparati con una nuova linea di finitura (chamfer iuxtagengivale). L’elemento 1.3 è stato predisposto per una faccetta. La preparazione è stata eseguita con l’ausilio di una mascherina in silicone.
Sono state realizzate le 5 corone e la faccetta in disilicato di litio con la tecnica di termopressatura (Ivoclar Vivadent e.max Press Grezzo LT A2). I grezzi sono stati poi stratificati (Ivoclar Vivadent e.max Ceram). La prova clinica ha mostrato un ottimo risultato estetico con soddisfazione della paziente. Dopo la prova, si è proceduto alla cementazione adesiva.
I restauri hanno mostrato una perfetta integrazione nella bocca della paziente. Il controllo a una settimana ha mostrato un’ottima integrazione con soddisfazione della paziente.
Come ogni materiale, anche il disilicato di litio presenta alcune limitazioni. Il primo aspetto da considerare riguarda la sua resistenza meccanica, che pur essendo elevata (fino a 400 MPa), risulta comunque inferiore rispetto a materiali come lo zirconio. In situazioni di carico masticatorio particolarmente intenso, come nei molari posteriori o in pazienti con bruxismo, il rischio di frattura o usura nel tempo può essere più alto.
Una revisione della letteratura di recente pubblicazione si è concentrata proprio sul dato del tasso di sopravvivenza. I dati suggeriscono chiaramente come il survival rate nel breve periodo sia eccellente (soprattutto per quanto riguarda la singola corona). Nel contempo, le evidenze a medio e lungo termine sono ritenute attualmente non sufficienti, in particolare per quanto concerne i restauri a più elementi. Viene confermato, contemporaneamente, come i fallimenti tendano a concentrarsi nella regione posteriore.
Le faccette dentali in ceramica feldspatica e disilicato di litio sono entrambe progettate per durare molti anni, ma per massimizzare la loro durata, è necessario seguire alcune semplici regole di manutenzione: igiene orale quotidiana con spazzolino e filo interdentale, visite regolari dal dentista e evitare abitudini dannose come masticare oggetti duri. Con una corretta igiene orale e regolari controlli dentistici, le faccette possono durare anche oltre 10 anni; le faccette in disilicato di litio possono durare fino a 15 anni, anche in condizioni di stress continuo.
Considerata l’alta valenza estetica del caso e l’esplicito desiderio della paziente di sostituire i precedenti restauri in oro-ceramica, la scelta migliore era senza dubbio ricorrere a un restauro metal-free. Trattandosi di restauri singoli nel settore anteriore, la priorità era la resa estetica. È stato perciò scelto il disilicato di litio, un materiale che presenta molti vantaggi: ottima traslucenza, possibilità di realizzare sia corone sia faccette, mordenzabilità e buona resistenza alla flessione (anche se inferiore a quella della zirconia).
Il disilicato di litio rappresenta una scelta eccellente per ottenere risultati estetici e funzionali di alto livello in odontotecnica. Le corone in disilicato di litio offrono esattamente questo: un equilibrio raffinato tra funzionalità e bellezza. Data l’alta valenza estetica della riabilitazione e l’esigenza di avere restauri singoli parziali e totali realizzati con lo stesso materiale, il disilicato di litio si è dimostrato la scelta ideale, mostrando un’ottima integrazione.
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