Denti del giudizio e disfagia: correlazione, sintomi e cause

I denti del giudizio, noti anche come terzi molari, sono gli ultimi a spuntare nelle arcate dentali, solitamente tra i 17 e i 25 anni. Tuttavia, la loro comparsa non è sempre priva di problemi. Spesso, la mancanza di spazio sufficiente nella mascella impedisce una corretta eruzione, portando a complicazioni come infezioni e dolore.

Sintomi locali dei denti del giudizio problematici

  • Dolore acuto e persistente: il dolore può essere localizzato nell’area del dente del giudizio o irradiarsi verso l’orecchio, la mascella e la testa.
  • Gengive gonfie e arrossate: la gengiva intorno al dente appare visibilmente infiammata e sensibile al tatto.
  • Difficoltà ad aprire la bocca (trisma): l’infiammazione può estendersi ai muscoli masticatori, rendendo doloroso aprire completamente la bocca.
  • Dolore durante la masticazione e difficoltà di masticazione e di apertura della bocca.
  • Alito cattivo (alitosi) e sapore sgradevole in bocca dovuti all’accumulo di batteri e pus nella tasca gengivale.
  • Gonfiore del viso e ingrossamento dei linfonodi del collo con fitte che si possono estendere fino all'orecchio e alla testa.
  • Febbre nei casi più severi e, talvolta, vertigini.

Deglutizione atipica, disfagia e possibili relazioni con i denti

Con deglutizione atipica si intende una serie di disturbi che causano problemi nel deglutire: una condizione che può dipendere da diversi fattori. Solitamente ci si accorge di avere problemi di deglutizione quando si mangia, nell’atto di mandare giù il boccone, o quando è necessario ingoiare una pillola.

La deglutizione atipica è una condizione caratterizzata da un disequilibrio nei muscoli della regione orofacciale. Influisce sull’azione del deglutire, ma non solo. Questo squilibrio muscolare può impattare anche sulla suzione, la masticazione, la respirazione, la fonazione, l’espressione facciale e il senso del gusto.

Molto spesso infatti i problemi legati alla deglutizione si manifestano proprio in tenera età, quando i bambini iniziano a rapportarsi con i cibi, prima liquidi come il latte materno, e poi via via sempre più solidi. E’ in questa fondamentale fase della vita che può manifestarsi la deglutizione atipica caratterizzata da un allungamento dei tempi di transito del cibo dalla bocca all’esofago, da delle contrazioni muscolari improprie e da una posizione della lingua differente rispetto alla normalità.

Ma in che modo i problemi di deglutizione possono essere riconducibili a problemi dentali? Quando si deglutisce, le arcate dentali si incontrano per favorire la corretta posizione della lingua e danno così stabilità all’intera mandibola. Se invece la deglutizione è anomala, o si hanno disturbi funzionali legati alla deglutizione, è possibile, in assenza di altre patologie ovviamente, che la problematica risieda proprio in una malocclusione dentale o in comportamenti scorretti di posizionamento della lingua appresi nell'infanzia.

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Se le due arcate dentali non combaciano nel modo corretto infatti, la mandibola è sottoposta a maggiore pressione e, in alcuni casi valutabili esclusivamente dall’odontoiatra o dall’ortodentista, è necessario intervenire per correggere la malocclusione e risolvere anche i problemi di deglutizione.

Come i denti del giudizio possono influire sulla deglutizione e sulla funzione oro-facciale

I denti del giudizio possono crescere in modo anomalo, ad esempio rimanendo intrappolati nell’osso o nella gengiva (impattatura). In molti casi un disturbo lieve può determinare patologie gravi; in altri casi una lesione apparentemente grave da come risulta all’immagine radiografica, non determina nessun problema apparente, anche se sappiamo come presto o tardi possa produrlo.

La posizione posteriore e la possibile inclusione o malposizionamento determinano che il molare del giudizio non riesca ad uscire o esca non allineato agli altri denti e solo parzialmente causando infiammazione della gengiva. Questo crea un ambiente favorevole a pericoronite e accumulo di batteri che possono alterare la funzione muscolare oro-facciale, contribuendo a disfunzioni della deglutizione.

Inoltre, la mancanza di spazio e le malocclusioni correlate possono portare a uno squilibrio nella muscolatura masticatoria e nella posizione della lingua, fattori che possono favorire una deglutizione deviata o atipica e determinare ripercussioni su respirazione, fonazione e postura.

Immagine panoramica ortopantomografia che mostra denti del giudizio inclusi e spazio retromolare

Quadro clinico e casi clinici rilevanti

Questa ortopantomografia è quella di una donna di 44 anni che presentava dolore molto intenso all’emifaccia di sinistra, insonnia, tachicardia e crampi addominali. Al test EAV erano presenti valori instabili a livello dei Meridiani di Circolazione, Cuore ed Intestino Tenue. La sintomatologia scomparve con l’estrazione di questo dente.

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In questa ortopantomografia si nota l’inclusione dell’ottavo superiore destro, e come gli altri ottavi occupino lo spazio retromolare. Si tratta di una donna di 23 anni che presenta amenorrea da sei anni. Al test di EAV si evidenziano valori elevati a livello del Vaso Linfatico e del Meridiano del Rene di destra. Si procedette all’estrazione degli ottavi secondo l’ordine descritto precedentemente (48,18, 38, 28). In seguito all’estrazione del dente 38 comparve la prima mestruazione dopo 6 anni. Il mese seguente, con l’estrazione del dente 28, nuova mestruazione.

Questa radiografia, nella quale si vedono due ottavi posti orizzontalmente sopra il nervo mandibolare, è di un paziente di 33 anni affetto da cefalea dall’età di 9 anni, che ha sofferto di otiti recidivanti in età pediatrica ed un altra importante riacutizzazione a 28 anni. Riferisce algie a livello del rachide cervicale, che si aggravano con il cambio del tempo, in situazioni di stress (l’aggravamento in relazione alle variazioni di pressione atmosferica è tipico dei campi di disturbo). Il fatto che la cefalea ha avuto inizio in giovanissima età è perché i denti del giudizio iniziano la loro crescita attorno ai 7 anni, tanto che alcune patologie ad esso correlate possono iniziare proprio a tale età.

Questa è l’ortopantomografia di una paziente di 59 anni che presenta disturbi digestivi alti con senso di gonfiore, maldigestione, crampi. Si nota che il dente 48 preme sul nervo mandibolare e che vi è una cura canalare a carico del dente 15. Vi erano valori alterati a carico del Vaso Linfatico, del Meridiano dell’Intestino Tenue e del Meridiano del Rene. Il chirurgo maxillo-facciale ha controindicato l’estrazione del dente del giudizio per il rischio di lesionare il nervo.

In questa ortopantomografia di una paziente di 26 anni si notano gli ottavi nello spazio retromolare. Alla paziente era stata fatta diagnosi di endometriosi e non riusciva ad iniziare una gravidanza. Anche due inseminazioni artificiali non ebbero l’esito sperato. A questo punto si procedette all’estrazione dei denti del giudizio in quanto vi erano dei valori indicativi a livello del punto 2 del Vaso Linfatico. Dopo l’estrazione del terzo ottavo la paziente rimase incinta.

Diagnosi: esami e valutazioni

La diagnosi va effettuata attraverso lo studio dell’ortopantomografia e tramite le misurazione effettuate con l’EAV. Radiografia Panoramica (Ortopantomografia): offre una visione d’insieme di tutte le arcate dentali, mostrando la posizione dei denti del giudizio, il loro orientamento e la relazione con le strutture circostanti. TAC Cone Beam (CBCT): questo esame tridimensionale è diventato lo standard di riferimento, specialmente per i denti del giudizio inferiori, perché permette di valutare con precisione la vicinanza del dente al nervo alveolare inferiore.

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Potremo trovare valori alterati a livello del punto 2 del Vaso Linfatico in tutti i casi, oltre a valori alterati per ciò che riguarda i punti del Meridiano del Cuore, della Circolazione, dell’Endocrino, del Rene e del Vaso della Degenerazione Nervosa. In molti casi il trattamento da effettuare è l’estrazione del dente interessato.

Quando intervenire e criteri per l’estrazione

Non tutti i denti del giudizio devono essere estratti. Se sono sani, ben posizionati e non causano problemi, possono rimanere al loro posto. Tuttavia, l’estrazione diventa la soluzione più indicata in diverse situazioni: infezioni ricorrenti (pericoronite), dolore cronico che non risponde ad altre terapie, presenza di carie non trattabili, formazione di cisti o ascessi, danneggiamento del dente adiacente, motivi ortodontici o impossibilità di mantenere una corretta igiene orale.

È dimostrato che eseguire l’estrazione in giovane età (idealmente prima dei 25 anni) favorisce una guarigione più rapida e riduce le complicanze post-operatorie, poiché le radici non sono ancora completamente formate e l’osso è più elastico.

Terapia pre e post-operatoria e tecniche chirurgiche

Il trattamento deve essere sia pre che postoperatorio e deve adattarsi ad ogni singolo paziente in base alla propria sintomatologia. La terapia dovrà consistere in farmaci di drenaggio, nosodi e preparati d’organo che posono corrispondere alla sintomatologia locale della bocca ed alla sintomatologia relativa agli organi interessati.

L’operazione si svolge in anestesia locale; per i pazienti più ansiosi è disponibile la sedazione cosciente. Una delle innovazioni più significative è la chirurgia piezoelettrica (piezosurgery). Questo strumento utilizza micro-vibrazioni ultrasoniche per tagliare l’osso con estrema precisione, senza danneggiare i tessuti molli come gengive, vasi sanguigni e nervi. L’utilizzo della piezosurgery riduce il trauma chirurgico, limita il gonfiore post-operatorio e rende la guarigione più veloce e meno dolorosa.

Schema chirurgia piezoelettrica per estrazione del dente del giudizio

Rischi, complicanze e precauzioni

In alcuni casi il contatto tra il dente del giudizio e il nervo può causare danni permanenti al nervo, che si manifestano con una condizione chiamata parestesia. La formazione di ascessi, cisti o danni ai denti adiacenti sono possibili complicanze se il problema viene ignorato. Il chirurgo maxillo-facciale può controindicare l’estrazione per il rischio di lesionare il nervo.

Come noto, in letteratura è stata descritta l’insorgenza di patologie autoimmuni poco tempo dopo l’estrazione di un ottavo. Pertanto ciò va fatto solo quando si sia dimostrato che crei dei problemi, e in ogni caso vanno valutate le condizioni generali del paziente.

Gestione post-operatoria: consigli pratici

  • Applicare ghiaccio sulla guancia a intervalli di 15-20 minuti nelle prime 24 ore per ridurre gonfiore ed ematoma.
  • Assumere gli antidolorifici prescritti secondo le indicazioni.
  • Preferire cibi morbidi e freddi (o tiepidi) per i primi giorni; evitare cibi caldi, croccanti o che richiedono masticazione energica.
  • Non spazzolare l’area dell’intervento per le prime 24 ore; dal giorno successivo utilizzare spazzolino a setole morbide e collutori indicati dal dentista.
  • Riposo e astensione da attività fisica intensa per 48-72 ore; non fumare né bere alcolici.

Diagnosi differenziale: quando la disfagia non è legata ai denti

Se poi il caso sporadico diventa l’abitudine e la deglutizione difficoltosa diventa la normalità, allora è il caso di indagare meglio per capire se si tratta di disfagia o meno, e se ha cause meccaniche o legate a problemi di natura psicologica. Non tutti però sanno che a volte i problemi di deglutizione, quando non derivanti da cause fisiche come il Morbo di Parkinson, o derivanti da una situazione di ansia generalizzata, possono invece essere correlati ai denti.

La deglutizione atipica può essere causata da diversi fattori, tra cui malocclusioni, traumi, ferite e malattie del complesso muscolare oro-facciale, transizione inadeguata dalla deglutizione infantile a quella adulta, abitudini errate come succhiamento del pollice, disfunzioni del sistema nervoso centrale e posizione anomala della lingua durante la respirazione orale. La diagnosi può richiedere l’intervento di più professionisti: odontoiatra, ortodontista e logopedista.

Intervento di estrazione guidata e tecniche per ridurre il dolore post-operatorio

Prevenzione e monitoraggio

Rilevare eventuali anomalie all'ottavo dente in tempo utile è sempre opportuno, questo perché quando i disturbi si fanno sentire con i primi sintomi in genere insorgono anche le prime complicazioni. Sarebbe sempre bene farsi visitare dall'odontoiatra almeno una volta l'anno e sarebbe opportuno sottoporsi ad un esame radiografico panoramico intorno ai 21 anni nel caso in cui i denti del giudizio non fossero ancora spuntati o lo fossero solo in parte.

La diagnosi di problemi ai denti del giudizio inizia con un esame dentale. Il dentista può esaminare la bocca per segni di infiammazione, carie o denti impattati e decidere se sia indicato monitorare, trattare o procedere all’estrazione.

Tabella riepilogativa: sintomi, cause e azione consigliata

Sintomo Possibile causa Azione consigliata
Dolore irradiato a testa/orecchio Pericoronite, inclusione, malposizionamento Visita, ortopantomografia, possibile estrazione
Difficoltà a deglutire Malocclusione, disfunzione oro-facciale Valutazione odontoiatrica, ortodontica, logopedica
Gonfiore e linfonodi ingrossati Infezione locale o ascesso Antibiotico se indicato, drenaggio/estrazione
Parestesia o rischio nervo Vicino al nervo alveolare inferiore CBCT, valutazione chirurgo maxillo-facciale

Ai primi sintomi di dolore, gonfiore o difficoltà a masticare o deglutire, è fondamentale rivolgersi al proprio dentista di fiducia. Grazie a una diagnosi accurata e a tecniche chirurgiche avanzate, l’estrazione di un dente del giudizio è oggi un intervento di routine, sicuro e con un decorso post-operatorio gestibile.

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