
È una malattia molto diffusa, eppure poco conosciuta: stiamo parlando della malattia gengivale, che secondo i Centers for Disease Control and Prevention (CDC) americani, solo negli Stati Uniti colpisce quasi la metà degli adulti statunitensi di età pari o superiore ai 30 anni. La malattia gengivale, conosciuta anche come malattia parodontale o parodontite, è un'infezione batterica che inizialmente interessa i tessuti molli delle gengive, ma che se non viene adeguatamente trattata, nel tempo può distruggere il tessuto gengivale e causare una serie di problemi di salute orale e a tutto l'organismo.
Occorre sapere che nella nostra bocca vivono circa 700 specie di batteri e altri microbi, che in condizioni normali sono in equilibrio. Quando questo equilibrio viene meno e i batteri pericolosi (patogeni) prendono il sopravvento, invece, inizia un processo infiammatorio. Alla base dell'alterazione della flora batterica orale ci sono quasi sempre un'alimentazione scorretta, troppo ricca di cibi zuccherini, e un'igiene dentale poco accurata.
Quando la pulizia dei denti è insufficiente e/o poca accurata, sulla loro superficie si forma la placca, una pellicola invisibile e appiccicosa formata da residui alimentari e da batteri tenacemente adesi tra di loro e alle superfici dentali. la parodontite vera e propria, che è il risultato che di una gengivite non trattata. Se non si interviene, infatti, la placca si diffonde sotto il bordo gengivale e le gengive iniziano a staccarsi dai denti, creando delle tasche in cui si accumulano i batteri. L'infezione, quindi, si espande e scava più in profondità nel tessuto gengivale.
Ci sono diversi fattori che possono contribuire all'accumulo di placca e tartaro, che è alla base della malattia gengivale. fumo e altre forme di tabacco: sembra che i fumatori abbiano il doppio delle probabilità di sviluppare malattie gengivali rispetto ai non fumatori.
Ti è mai capitato di vedere del sangue mentre lavi i denti o di sentire le gengive più sensibili? Potrebbe trattarsi di gengive infiammate, una condizione nota come gengivite, che può evolvere in problemi più seri se non trattata tempestivamente. Il disturbo spesso si manifesta con arrossamento, gonfiore e, in alcuni casi, sanguinamento delle gengive. La causa più comune è l’accumulo di placca e tartaro, che favorisce la proliferazione batterica e può portare all’infiammazione dei tessuti gengivali.
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Ecco i segnali più comuni: Arrossamento e gonfiore gengivale. Gengive sanguinanti durante lo spazzolamento o l’uso del filo interdentale. Alitosi persistente, dovuta alla proliferazione batterica. Sensibilità gengivale e fastidio durante la masticazione. Recessione gengivale, gengive che si ritirano con esposizione delle radici dentali. Formazione di spazi anomali tra un dente e l’altro tra i denti e, nei casi più avanzati, mobilità dentale. Il primo segnale di infiammazione delle gengive sono proprio le gengive sanguinanti, elemento che contraddistingue anche la malattia parodontale.
Oltre a queste due macro-categorie di condizioni patologiche, ci sono altri sintomi e manifestazioni associati a problemi di tipo gengivale. Ad esempio, il sanguinamento delle gengive è, nella maggior parte dei casi, uno dei segnali più comuni di una infiammazione del cavo orale. A sua volta, questa condizione può avere svariate cause: dalla presenza di tartaro o placche fino al fumo di sigaretta, passando per l’utilizzo di alcuni farmaci o cambiamenti ormonali dovuti, ad esempio, alla gravidanza.
stomatite, non è una condizione patologica esclusiva delle gengive, ma può coinvolgere anche altre aree e organi del cavo orale. iperplasia delle gengive, una condizione per cui i tessuti gengivali aumentano di dimensione, apparendo ispessiti e arrossati e risultando dolenti.
Scopriamo tutto sull’amalgama dentale, andando a vedere quali sintomi può causare e come risolverli. Comunemente conosciute come otturazioni grigie, le otturazioni in amalgama utilizzate una volta in terapia conservativa erano composte da una miscela di metalli, come argento, stagno, rame, zinco e mercurio. Non vi è invece la presenza di piombo, come potrebbe far pensare il colore di questi restauri, per cui la denominazione “piombature”, utilizzata spesso a livello popolare, è assolutamente inesatta.
Quali sono i possibili sintomi di un’otturazione realizzata in amalgama dentale? In quale modo il mercurio potrebbe sprigionare sostanze tossiche nell’organismo? Anche l’assidua assunzione di bevande calde, viene ritenuta un aiuto alla veicolazione delle potenziali sostanze tossiche di questo metallo verso altri organi. Alcuni pazienti portatori di otturazioni grigie, lamentano anche un costante e sgradevole sapore di metallo in bocca, che non scompare con il passare degli anni.
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Tali studi, hanno confermato l’assenza di pericoli significativi ed evidenti sulla salute generale dei pazienti.
La rimozione dell’amalgama dentale dal cavo orale risulta obbligatoria solo in caso di fratture, denti fortemente danneggiati, che necessitano comunque di cure odontoiatriche. L’estrazione di un dente con amalgama, avviene esattamente come una qualsiasi altra avulsione, avvalendosi della doppia aspirazione e di strumentario chirurgico. Altro discorso vale per l’eventuale sostituzione di una otturazione grigia con una bianca in composito, in via del tutto precauzionale. In questo caso, il dentista procederà alla sostituzione del restauro, attuando tutte le procedure necessarie a far avvenire la rimozione della lega metallica nella più totale sicurezza.
Come si diagnosticano le malattie gengivali? Durante la visita il parodontologo può effettuare due esami per diagnosticare la parodontite e misurarne la gravità: il sondaggio parodontale e lo status radiografico. Il sondaggio parodontale si esegue con una sonda graduata che viene delicatamente mossa lungo il bordo gengivale per individuare la tasca che si è eventualmente formata tra la gengiva e il dente e per misurarne la profondità. Lo status radiografico è uno strumento diagnostico che permette di evidenziare problemi che non sono visibili all’esame clinico, fornendo importanti informazioni non solo sull’altezza e la quantità di osso residuo, ma anche sulla sua morfologia.
Nelle fasi iniziali, la gengivite può essere facilmente curata attraverso sedute di igiene orale professionale e l'uso corretto di spazzolino e filo interdentale. La gengivite semplice si cura con una buona igiene orale domiciliare e professionale che rimuove la placca batterica e il tartaro (placca batterica calcificata), responsabili dell'infiammazione. È buona norma associare sciacqui con medicamenti (per esempio con la clorexidina) per limitare la repentina proliferazione della placca batterica appena rimossa.
La parodontite più avanzata può richiedere il ricorso ad antibiotici (sotto forma di collutori, gel o pillole), per combattere le infezioni batteriche, e/o alla levigatura radicolare, una particolare procedura attraverso cui il dentista rimuove con appositi strumenti la placca e il tartaro dai denti e dalle gengive. La levigatura delle radici è un’altra tecnica di igiene professionale di tipo meccanico. Consiste nella rimozione del tartaro che si trova sotto le gengive. Si può utilizzare anche la laserterapia: in pratica si indirizza una luce a specifica frequenza verso i tessuti malati per eliminare i batteri patogeni.
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Nei casi più gravi, il dentista potrebbe prescrivere farmaci per ridurre il dolore e l’infiammazione delle gengive. Tra le opzioni più utilizzate: Antinfiammatori (come ibuprofene o naproxene) per alleviare gonfiore e fastidio. Collutori alla clorexidina per disinfettare il cavo orale e controllare la proliferazione batterica. Corticosteroidi topici in caso di infiammazione gengivale persistente. Antibiotici (come amoxicillina o metronidazolo) se l’infiammazione delle gengive è legata a un’infezione batterica. L’uso di farmaci deve sempre avvenire sotto controllo medico. L’automedicazione è sconsigliata e non sostituisce la visita dal dentista.
I collutori a base di clorexidina svolgono un ruolo significativo nel coadiuvare il trattamento delle gengive infiammate, contrastando i batteri e dando una sensazione di freschezza. Oltre ai collutori, esistono gel per gengive infiammate a base di clorexidina che, applicati direttamente sulla parte interessata, offrono un per un sollievo rapido e mirato. Questi prodotti offrono un effetto lenitivo e curativo, aiutando a migliorare la salute delle gengive nel tempo.
Per ridurre l’infiammazione gengivale e prevenire complicazioni, è importante adottare una corretta igiene orale. Le gengive infiammate possono migliorare seguendo questi accorgimenti: Spazzolare delicatamente i denti almeno tre volte al giorno con uno spazzolino a setole morbide per evitare di irritare ulteriormente le gengive. Utilizzare il filo interdentale per rimuovere placca e residui di cibo negli spazi difficili da raggiungere. Scegliere un collutorio per gengive infiammate, preferibilmente con clorexidina, per contrastare la proliferazione batterica. Effettuare regolari pulizie professionali dal dentista per eliminare il tartaro e prevenire l’aggravarsi dell’infiammazione. Programma in anticipo il tuo percorso di prevenzione.
La prevenzione è la soluzione migliore. Le gengive infiammate possono essere curate, ma la prevenzione resta la strategia più efficace. Quando le gengive sono infiammate, si viene a creare una sorta di spazio, comunemente detto “tasca” tra il dente e la gengiva: più aumenta la placca batterica più aumenta la profondità della tasca, portando ad un arretramento delle gengive, che lasciano scoperta una parte di dente sempre più ampia e vulnerabile.
L’alimentazione gioca un ruolo fondamentale nella salute delle gengive. Per favorire la guarigione delle gengive infiammate, è consigliato consumare: Alimenti ricchi di omega-3, come pesce e frutta secca, per le loro proprietà antinfiammatorie. Frutta e verdura ricca di vitamine C ed E, che rafforzano il sistema immunitario e contrastano l’infiammazione. Latticini e yogurt con fermenti lattici attivi, utili per riequilibrare la flora batterica orale.
Alcuni rimedi casalinghi possono offrire sollievo temporaneo, come: Aloe vera, che ha proprietà lenitive e rinfrescanti per le gengive irritate. Infuso di malva, utile per il suo effetto rinfrescante sulla mucosa orale. Tuttavia, questi rimedi naturali per le gengive infiammate non risolvono il problema alla radice. Affidarsi esclusivamente a soluzioni naturali può ritardare la diagnosi e il trattamento corretto.
Se si notano questi sintomi, è importante rivolgersi a un dentista per valutare lo stato di salute delle gengive e intervenire in modo tempestivo. Se presenti uno o più dei sintomi da amalgama dentale descritti in questo paragrafo e desideri un consiglio da speciali esperti in cura delle carie, terapia conservativa e chirurgia orale, rivolgiti agli specialisti del nostro Studio Dentistico D’Amelio di Mestre Venezia. Saremo al tuo servizio per consigliarti e guidarti sulla necessità o meno di estrarre un dente otturato in amalgama, oppure sulla possibilità di sostituire il restauro presente con una nuova otturazione in composito.
| Problema | Segni/Sintomi | Intervento consigliato |
|---|---|---|
| Gengivite | Arrossamento, gonfiore, sanguinamento | Igiene domiciliare + pulizia professionale |
| Parodontite | Tasche gengivali, recessione, mobilità dentale | Levigatura radicolare, antibiotici, terapia chirurgica se necessario |
| Sintomi da amalgama | Sapore metallico, preoccupazioni su mercurio | Valutazione specialistica; rimozione solo se indicata |
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