
Simone Marino (1999) ha conseguito con lode e menzione i diplomi accademici di I e II livello in Flauto presso il Conservatorio “V. Bellini” di Caltanissetta, ottenendo poi con il massimo dei voti il Master di I Livello in Ottavino presso il Conservatorio “G. Verdi” di Milano, il Diploma di Specializzazione in Flauto presso il Conservatorio di Strasburgo e il Master of Advanced Studies in Performance and Interpretation presso il Conservatorio della Svizzera Italiana di Lugano.
Si è distinto in numerosi concorsi internazionali, ottenendo il Primo premio al 10° Concorso Internazionale di Interpretazione Flautistica “Città Di Ovada” (sez. musica contemporanea), al 5th Ischia Chamber Music International Competition, al 3rd ISCART Music Competition di Lugano, al 2° Concorso Flautistico Internazionale “Angelo Faja” e al Claude Debussy International Competition di Londra. Ha inoltre ricevuto il Premio Speciale al Concorso Flautistico “Sabino Napolitano” per l’eccellente interpretazione di un brano dell’omonimo compositore.
Ha collaborato con diverse orchestre di fama internazionale, tra cui l’Orchestra Giovanile Italiana, l’Orchestra Antonio Vivaldi, la Fondazione Orchestra Sinfonica Siciliana e l’Orchestra del Luglio Musicale Trapanese, e nel 2024 è stato membro della Lucerne Festival Contemporary Orchestra, con la quale ha interpretato opere di Pierre Boulez, Wolfgang Rihm, Lisa Streich e Beat Furrer sotto la bacchetta dello stesso Furrer e di Ruth Reinhardt.
Parallelamente alla carriera artistica ha portato avanti l’attività di ricerca musicologica. Ha difatti conseguito con lode la laurea magistrale in Musicologia e Scienze dello Spettacolo (LM-45) presso l’Università degli Studi di Palermo [titolo della tesi: Tra avanguardia e postmodernità: ‘L’Amour de loin’ di Kaija Saariaho], la laurea magistrale in Didattiche e Nuove Tecnologie della Musica (LM-65) presso l’Università degli Studi di Roma Tre [titolo della tesi: Problematiche e prospettive nell'interpretazione della musica contemporanea] e la laurea magistrale in Filosofia (LM-78) presso l’Università degli Studi di Parma [titolo della tesi: Il montaggio nella teoria utopico-materialistica di Walter Benjamin e Sergej Ėjzenštejn].
Nel 2023 ha collaborato con Biennale College come musicologo in residenza, partecipando al 67° Festival Internazionale di Musica Contemporanea e svolgendo attività di ricerca presso l’Archivio Storico delle Arti Contemporanee di Venezia per una pubblicazione dal titolo ‘HPSCHD’ a Venezia: lo spazio che prende forma (2025). L’interesse per la musica contemporanea e per l’estetica musicale lo hanno portato a pubblicare con la casa editrice Mimesis il volume Musica contemporanea: problematiche e prospettive (2024).
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Inoltre, più di recente si è interessato ai temi relativi all’uso dell’intelligenza artificiale in ambito artistico. Il progetto di ricerca si propone di tracciare una genealogia storico-estetica e ontologica della composizione algoritmica e delle applicazioni dell'Intelligenza Artificiale in ambito musicale.
Il percorso d'indagine prende le mosse dai prodromi della proceduralità pre-computazionale, evidenziando come l'esigenza di razionalizzare e, in certa misura, esteriorizzare il processo decisionale abbia radici antiche. In tale prospettiva, il paradigma seriale e strutturalista viene assunto quale snodo epistemologico cruciale. La serialità integrale è qui riletta come un vero e proprio algoritmo simbolico, portatore di una dialettica insolubile tra l'anelito al controllo totale sui parametri del suono e l'insorgere di complessità sovente inintelligibili.
La riflessione si spinge successivamente verso la maturazione dell'algoritmo da mero ausilio tecnico a vero e proprio modello cognitivo. Su queste premesse storiche e teoretiche, la ricerca si apre infine all'odierno ecosistema plurale, caratterizzato dall'avvento delle architetture neurali e dei modelli di machine learning. L'orizzonte futuro di questo lavoro si mantiene deliberatamente aperto e flessibile.
Su tali basi Simone Marino ha pubblicato saggi e volumi tra cui Musica contemporanea. Simone Marino, Corpo e gesto nella musica contemporanea, in «Danza e Ricerca» (Rivista di Fascia A), n.18, dicembre 2025; ‘HPSCHD’ a Venezia: lo spazio che prende forma, in: Scrivere in residenza 2023, La Biennale di Venezia, Venezia 2025; Tra avanguardia e postmodernità: ‘L’Amour de loin’ di Kaija Saariaho, in «SituArte», vol. 18, n. 31, Universidad del Zulia, 2023.
Le competenze di Marino spaziano dall'interpretazione strumentale e performance alla musicologia e alle nuove tecnologie applicate alla musica. Avendo edificato una solida impalcatura storico-filosofica, il prosieguo della ricerca potrà orientarsi verso molteplici direttrici: privilegiare un'analisi di natura strettamente semiotica e performativa dell'interazione uomo-macchina, calarsi nell'esame critico dei più recenti sistemi generativi, oppure interrogare in chiave ontologica le nuove frontiere dell'espressione ibrida.
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Marino ha prodotto testi didattici e manuali, tra cui Far suonare il silenzio e Manuale di armonia, oltre a contributi sulle tecniche estese nella didattica dell’ottavino. La sua attività didattica integra approcci tradizionali e sperimentali, rivolta sia all’interpretazione sia all’innovazione tecnica.
Il progetto di ricerca mantiene un orizzonte aperto e flessibile: potrà approfondire l'interazione uomo-macchina in termini semiotici e performativi, analizzare criticamente i sistemi generativi più recenti o indagare ontologicamente le frontiere dell'espressione ibrida. Questo approccio rende possibile un dialogo continuo tra pratica performativa, ricerca musicologica e sperimentazione tecnologica.
Simone Marino è un musicista, ricercatore e compositore le cui competenze abbracciano l’esecuzione strumentale d’eccellenza, la ricerca musicologica e l’esplorazione delle nuove tecnologie applicate alla musica. La sua formazione e i riconoscimenti internazionali attestano un percorso in cui pratica artistica e indagine teorica si alimentano a vicenda, aprendo prospettive originali nell’ambito della musica contemporanea e dell’uso dell’intelligenza artificiale in ambito artistico.
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