
Scopriamo insieme cosa cela l’usanza tipica di allargare i denti delle forchette, diffusa particolarmente tra la generazione dei nostri nonni. Allargare i denti delle forchette è una tradizione dell’Italia del Centro-Sud, soprattutto di Foggia; un uso risalente ad almeno due generazioni fa, praticato dalle famiglie più povere. All’epoca molte famiglie non potevano permettersi un pasto sostanzioso, per questo si limitavano a piatti miseri da condividere al centro della tavola. Da qui l’idea di allargare i denti delle forchette, per permettere ai commensali di prendere più cibo rispetto a quanto prendibile con una posata “normale”.
In sostanza, un ingegno per mangiare di più rispetto agli altri familiari. Fateci caso: una persona anziana solita allargare i denti della forchetta probabilmente tradisce un passato di ristrettezze economiche. Perché le forchette venivano deformate in questo modo? Tanti anni fa, quando il consumismo non aveva ancora fatto la sua entrata trionfale in Italia e, specialmente al Sud, la povertà regnava sovrana. Molte famiglie non riuscivano a fare i tre pasti quotidiani, molte si limitavano solo al pranzo o alla cena, era davvero difficile tirare avanti e bisognava risparmiare il più possibile. Non esistevano le merendine o se circolavano erano cibi per ricchi, i bambini facevano merenda con pane e olio, giocavano per strada, si accontentavano di poco e le giornate erano scandite dalle campane delle chiese del rione.
Quando la famiglia si ritrovava tutta unita per mangiare, spesso, capitava che non ci fossero piatti per tutti i commensali, si metteva un unico grande piatto al centro della tavola e tutti mangiavano da lì. Dopo una giornata di lavoro la fame era tanta e si faceva sentire, bisogna essere veloce nel mangiare il più possibile, i più lenti rimanevano con la pancia vuota e l’acquolina in bocca. L’unico modo per assicurarsi una giusta e saziante porzione era quello di avere tra le mani una forchetta a denti larghi che permettevano di afferrare più cibo possibile. Ecco spiegato il motivo per cui grandi e piccoli erano soliti “aprire” i denti delle forchette, un motivo nobile, un’antica usanza specchio dell’Italia di una volta.
Quante volte avrete visto una forchetta così, a denti larghi, nei cassetti dei vostri nonni? Vi siete mai chiesti il perché era fatta in tal modo? Oggi parlare di cibo fa tendenza. Fa “figo” frequentare i ristoranti pensando di saper mangiare. Mio padre mi raccontava che quando era ragazzo non esistevano i piatti per tutti i commensali: il piatto era uno solo, grande e centrale sulla tavola. La fame era tanta dopo una giornata di duro lavoro e dovevi essere veloce nel mangiare, altrimenti restavi a pancia vuota. Allora non c’era la possibilità di andare in pizzeria per il dopo cena. L’unico mezzo per assicurarti una buona porzione di cibo, a cena, era… la forchetta a denti larghi, che ti permetteva di afferrare più cibo possibile.
La forchetta dai denti allargati è un oggetto che in cucina non sono molti a vedere, almeno se non si hanno persone di una certa età, ma aveva un tempo la sua funzione. Forse alcuni la usano ancora o ne hanno tramandato l’impiego, ma in passato era di uso comune, vediamo di capire per quale motivo. Uno sguardo al passato: la forchetta a denti allargati è uno strumento antico di origine greca che ha avuto molteplici utilizzi nel corso dei secoli. La sua forma ricorda quelle delle attuali forchette da tavola, ma con i denti disposti in modo più distanziato tra di loro e molto più grandi. Nell’antica Grecia, la forchetta era utilizzata soprattutto dai cuochi per preparare piatti di carne e di pesce.
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In seguito, durante il periodo medievale, ebbe un ruolo importante nella preparazione dei piatti a base di selvaggina, utilizzata frequentemente nei banchetti nobiliari. Durante il Rinascimento la forchetta cominciò ad assumere anche un significato simbolico: la sua forma allungata e spesso adornata di gemme o altri ornamenti, veniva utilizzata in occasioni speciali come simbolo di eleganza e buone maniere. Già nel Medioevo uno strumento a denti allargati iniziò ad essere utilizzato anche nell’ambito dell’agricoltura, soprattutto per la raccolta del fieno e del grano. Grazie ai suoi denti larghi e robusti, la forcella era ideale per afferrare questi materiali con facilità.
Attualmente, la forchetta a denti allargati ha perso gran parte del suo utilizzo nel campo della cucina, in favore delle forchette da tavola più piccole e maneggevoli. I vantaggi di una “forchetta o forcella” dai denti larghi in agricoltura includono maggiore efficienza, velocità, minore usura dei materiali, versatilità e maggiore sicurezza. La forcella a denti allargati può essere utilizzata per una vasta gamma di materiali, tra cui fieno, paglia, lettiere per animali, compost e molto altro. Inoltre riduce il rischio di lesioni causate da materiali spigolosi o taglienti.
La forchetta dai denti allargati de nostri nonni: gli anziani di oggi, nati negli anni ’30 e ’40, hanno patito la fame durante l’infanzia. In quel periodo, i piatti non erano utilizzati e il cibo era servito al centro del tavolo, mangiato rapidamente da tutti i commensali, in cui il più veloce prendeva il cibo. Utensili antichi: la forchetta, con i denti larghi, diventava così uno strumento fondamentale per la sopravvivenza, poiché permetteva di acquisire più cibo possibile. Se incontrerai persone anziane che hanno vissuto questa esperienza, mostrale il giusto rispetto, poiché sono simboli viventi di un’Italia che ha sofferto.
La storia personale di Angela Piaccione introducesci sul tema e racconta come i lettori possono ricollegarsi a questa tradizione e al ricordo di famiglia. Oggi questa usanza è raccontata anche come memoria di una realtà passata e come simbolo di resilienza contro la fame, testimonianza vivente di un’Italia rurale e popolare.
Nonostante la diminuzione dell’uso pratico della forchetta a denti larghi in cucina, rimane un simbolo culturale importante e viene talvolta preservata come pezzo di memoria nelle cucine di nonni e collezionisti. Alcuni la impiegano ancora o ne hanno tramandato l’impiego, soprattutto in contesti rurali o in attività didattiche volte a raccontare la storia del cibo e della povertà vissuta dalle generazioni precedenti.
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| Periodo | Uso principale | Contesto |
|---|---|---|
| Antica Grecia | Preparazione di carne e pesce | Cuochi e passaggi di cucina |
| Periodo medievale | Selvaggina e banchetti nobiliari | Preparazione e presentazione |
| Rinascimento | Simbolo di eleganza | Maniere e ornamenti |
| Età moderna | Uso agricolo | Raccolta di fieno e grano |
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