Presenza di microplastiche nei dentifrici: rischi e normativa

Le microplastiche si trovano in molti cosmetici che usiamo ogni giorno e che contribuiscono a inquinare gli oceani. Il ciclo di vita di queste microplastiche, attraverso lo scarico di lavandino e doccia, termina nei fiumi e quindi in mare, dove poi impiegano centinaia di anni per degradarsi, salvo entrare nella catena alimentare marina, con effetti devastanti.

Che cosa sono le microplastiche

Le microplastiche, secondo la definizione più comunemente accettata, sono “particelle solide estremamente piccole composte da miscele di polimeri”. Le microplastiche sono delle particelle di plastica con dimensioni inferiori a 5 mm. Per "microplastiche si intendono le particelle solide in plastica, insolubili in acqua, di misura uguale o inferiore a 5 millimetri, intenzionalmente aggiunte nei prodotti cosmetici di cui al comma 546". Con il termine plastica "ci si riferisce ai polimeri modellati, estrusi o fisicamente manipolati in diverse forme solide, che, durante l'uso e nel successivo smaltimento, mantengono le forme definite nelle applicazioni previste".

Prodotti cosmetici e dentifrici: dove si trovano

Le etichette di prodotti scrub, dentifrici sbiancanti, maschere viso e shampoo purificanti sono solo alcune di quelle da tenere sotto osservazione per l'eventuale presenza di microplastiche, cioè particelle solide insolubili di misura uguale o inferiore a 5 millimetri, di polietilene o di polimetilmetacrilato e altre materie plastiche. È facile quindi capire che dai nostri scaffali dobbiamo togliere scrub (ovviamente non quelli che abbiano microgranuli di origine vegetale o minerale). Ma forse non è venuto in mente a tutti che i prodotti che sarà vietato commercializzare sono anche tutti i dentifrici ad effetto 'sbiancante' che contengono appunto queste microplastiche.

denti e dentifricio - infografica sulle microplastiche

Perché preoccuparsi: impatti ambientali e sanitari

Una buona notizia senza dubbio, visto che le microplastiche sono direttamente responsabili della contaminazione delle acque dei fiumi e dei mari e che, essendo ingerite dai pesci, entrano pericolosamente nella catena alimentare. Senza prestare attenzione a quel che si acquista, il rischio è di disperdere in mare 100mila particelle di microplastica ogni volta che ci facciamo una doccia usando bagnoschiuma e shampoo plastificati, come stimato dal report commissionato dall'Unep. Per capire la portata del fenomeno è bene sapere - come ricorda il Corriere della sera - che ogni chilometro quadrato di mare contiene in media 63,320 particelle di microplastica, stando a quanto sostiene il Programma delle Nazioni Unite per l'ambiente.

Quantità rilevate nei prodotti

La categoria di prodotti più colpevole di inquinamento da microplastiche è quella degli esfolianti, dove la concentrazione di piccoli elementi non biodegradabili si fa altissima. In un flacone da 250 ml di crema per lo scrub sono stati rinvenuti 750mila pezzi di plastica. Un'analisi ancora più recente fatta eseguire da CleanSeaLife presso i laboratori del CNR di Biella su un esfoliante per piedi ha dato risultati peggiori: 1,6 milioni di particelle di microplastica per 150ml di prodotto. In un tubetto da 150 millilitri di crema esfoliante, si possono trovare fino a 27 grammi di plastica.

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Normativa italiana: divieto e sanzioni

È entrato in vigore il primo gennaio il divieto di utilizzare microplastiche in prodotti cosmetici o dell’igiene personale come saponi, prodotti esfolianti, creme o dentifrici. La norma era contenuta in un emendamento alla Legge di Bilancio del 2018 che prevedeva la messa al bando di queste sostanze altamente inquinanti a partire dal primo gennaio del 2020. Dal primo gennaio 2020 è vietata la commercializzazione di tutti i prodotti cosmetici che abbiano al loro interno microgranuli sintetici. Con l'approvazione in Parlamento dell'emendamento Realacci alla Legge di Bilancio del dicembre scorso, dal primo gennaio 2020 in Italia non sarà più possibile commercializzare e produrre cosmetici e detergenti contenenti microplastiche. Il divieto ora è pienamente effettivo.

Attenzione quindi a valutare bene se nelle vostre farmacie sono presenti questi cosmetici, anche perché la violazione di cui al comma 546 è punita con sanzioni da 2.500 a 25mila euro, aumentabile fino al quadruplo del massimo se la violazione riguarda ingenti quantitativi di prodotto o un valore di merce superiore al 20% del fatturato del trasgressore, ma questa ultima ipotesi credo non sia verosimile nelle realtà della farmacia. Dal 1° gennaio 2020, in Italia è vietato mettere in commercio prodotti cosmetici contenenti microplastiche come quelli da risciacquo ad azione esfoliante o detergente.

Come verificare la presenza di microplastiche nei prodotti

Verificare se i detergenti e cosmetici in nostro possesso contengono microplastiche è molto semplice: basta leggere gli ingredienti, che sono per legge riportati in ordine di presenza nel prodotto. Infatti, è segnalato anche nella lista degli ingredienti con la scritta “polyethilene”.

etichetta prodotto con INCI - esempio

Alternative e comportamento dei consumatori

La campagna che ha portato all'approvazione della legge, condotta da organizzazioni come Legambiente, Marevivo, Greenpeace, Lav, Lipu, MedSharks e Wwf, ha snocciolato dati allarmanti sull'inquinamento dei mari a causa della plastica. L'auspicio è che gli stessi consumatori esercitino una scelta consapevole, critica e rispettosa dell'ambiente fin da subito. Non bisogna, infatti, dimenticare che l'acquirente ha il potere di influenzare la scelta delle case produttrici.

La buona notizia è che, a partire dal 1 gennaio 2020, in Italia è stato vietato mettere in commercio prodotti simili. Inoltre oggi esistono alternative naturali. Per esempio puoi trovare scrub per il corpo che utilizzano come particelle esfolianti i granelli di zucchero. Oppure puoi produrre il tuo scrub fai da te riciclando i fondi di caffè o con il bicarbonato.

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Altri prodotti che contengono microplastiche

Saponi, creme, gel, dentifrici, make-up: sono tantissimi i prodotti in commercio che contengono al proprio interno frammenti o sfere di plastica di dimensione inferiori a 5 millimetri. Rossetti, lucidalabbra, mascara, cipria e fondotinta, ovvero i prodotti più comuni per il make-up, che entrano in contatto con occhi e bocca, contengono ingredienti in plastica. Un recente report di Greenpeace rivela la presenza di microplastiche in diversi prodotti di make-up.

make-up con microplastiche - esempi di prodotti

Lista esemplificativa di prodotti da controllare

  • Scrub corpo e viso
  • Dentifrici sbiancanti
  • Maschere viso
  • Shampoo purificanti
  • Prodotti per piedi e mani
  • Cosmetici per unghie
  • Make-up (rossetti, mascara, fondotinta)

Dati e impatto globale

È stato calcolato che le microplastiche presenti nei cosmetici che si riversano nei mari europei ammontano a 24 tonnellate al giorno. Nel Mediterraneo, uno dei mari più inquinati, si trova il 7% delle microplastiche totali, corrispondente a 250 miliardi di frammenti di plastica. Secondo un suo recente rapporto, ogni chilometro quadrato di oceano contiene in media 63,320 particelle di microplastica, con differenze significative a livello regionale.

Ruolo delle aziende e prospettive

Negli ultimi mesi, si è registrato un consistente aumento di aziende del beauty che realizzano bilanci di sostenibilità che promuovono attraverso iniziative di comunicazione e condivisione. Il fenomeno in buona parte è da attribuirsi alle direttive europee e nazionali sempre più vincolanti ed in parte ad una richiesta dei consumatori (il 63% ritiene che la sostenibilità dei prodotti cosmetici è un requisito fondamentale). Le aziende cosmetiche si sono spesso distinte per la capacità di adattamento tramutando limitazioni in nuove opportunità commerciali grazie al marketing e importanti investimenti in ricerca e sviluppo.

intervista esperta su microplastiche e cosmetici

Disponibilità di alternative

Grazie alle aziende di materie prime sono già disponibili numerose alternative, ognuna con i propri pregi e difetti. Non è da escludersi uno spostamento del beauty globale verso una identità più responsabile che richiederà un innalzamento della qualità dei prodotti, portando alla progressiva esclusione delle filiere produttive low cost dal mercato.

Voce Dato riportato
Particelle medie per km² di mare 63,320
Microplastiche nei cosmetici che finiscono in mare (Europa) 24 tonnellate al giorno
Particelle in 250 ml di scrub 750.000
Particelle in 150 ml (esfoliante per piedi) 1,6 milioni

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